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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per June, 2011

Viaggio nei cantieri della Variante di valico in MugelloPaginauno, bimestrale di analisi politica, cultura e letteratura, ha pubblicato un articolo in cui racconta che dopo la Tav, [ci sono] i cantieri della Vav in Mugello. Si parla della variante di valico attraverso il reportage di Simona Baldanzi in cui si dice che lì “si continua a emigrare e morire di lavoro”. Infatti viene ricostruita una realtà che va oltre l’opera pubblica in oggetto:

[Si tratta di] un progetto di ricerca condotto dall’Asl 10 di Firenze sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sui disturbi psicofisici del lavoro a turni, sul mobbing, sull’abuso di sostanze, sui vari disagi dei lavoratori impegnati a realizzare la Variante di valico, il tratto autostradale che fora l’Appennino tosco-emiliano. Ho aiutato i lavoratori a compilare i questionari sui tavoli sghembi di alcune salette a ridosso delle mense, dentro i campi base. Come al solito ci sono da abbattere un po’ di pregiudizi, di diffidenza, di dialetti marcati da decifrare, di timori legati al fatto di esprimere un’opinione anche se anonima. Leggo domande e risposte, spiego seduta fra di loro. «Un questionario a cosa può servire? Conta davvero la mia opinione?» Sono pochi quelli interessati alle conseguenze dei turni, alle sopraffazioni dei capi, ai disagi psico-sociali collegati all’isolamento nei campi lontani da casa, dalle famiglie e dai paesi di origine.

Continua qui.

Tremonti non risparmia sulla guerra

Peacereporter racconta che, malgrado la manovra da 47 milioni di euro, Tremonti non risparmia sulla guerra.

Si tira la cinghia su tutto, dalla salute all’istruzione, ma non sulle guerre. La cifra di 700 milioni (che comprende la guerra in Afghanistan e le missioni in Libano, Kosovo, Bosnia, Iraq, Pakistan, Somalia, Sudan e Congo) è infatti in linea con i precedenti finanziamenti semestrali.

Questo stanziamento militare, tra l’altro, non comprende le spese per la guerra in Libia, che nei primi tre mesi è costata da sola oltre un miliardo di euro (almeno 700 milioni di spese correnti per la Difesa per bombe, missili e carburante per aerei e navi, e altri 400 milioni di finanziamenti ai ribelli provenienti dal ministero degli Esteri).

E l’articolo prosegue dettagliando qualche altra spesa in armamenti (con possibilità di risparmio eventuali).

Diaz. Processo alla poliziaManca meno di un mese al decimo anniversario dei fatti di Genova del luglio 2001, quando nel capoluogo ligure si svolse il G8 con il disastro e le violenze che ne seguirono. In vista dei dieci anni, esce per Fandango il libro Diaz. Processo alla polizia, scritto dal giornalista Alessandro Mantovani:

Sabato 21 luglio 2001, ultimo giorno del G8 di Genova, poco prima della mezzanotte, più di 300 operatori delle forze dell’ordine fanno irruzione nel complesso scolastico “Diaz”. In testa c’è il VII nucleo, seguono gli agenti della Digos e della mobile mentre i carabinieri circondano l’edificio. In quella che il comandante Fournier definisce “una macelleria messicana” vengono arrestate e picchiate 93 persone sebbene non abbiano opposto alcuna resistenza, in gran parte si tratta di ragazzi e giornalisti stranieri (per lo più tedeschi, francesi e inglesi) che stanno dormendo.

Il verbale della polizia parla di “perquisizione” perché si sospetta la presenza di black block nell’edificio. La portavoce della questura in conferenza stampa dirà che i 63 referti medici agli atti della polizia giudiziaria sono dovuti a ferite pregresse. Molti dei presunti black block scoprono solo in ospedale di essere stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, resistenza aggravata e porto d’armi.

Dopo il pestaggio nella scuola e le torture in ospedale, una cinquantina di arrestati vivono l’inferno delle torture nella caserma lager di Bolzaneto. I “prigionieri”, solo dopo diversi giorni vengono rimpatriati nelle proprie nazioni con l’accusa di terrorismo.

Sempre sullo stesso argomento, nella primavera del 2009 era uscito nella collana Senza Finzione di Stampa Alternativa il libro Assalto alla Diaz, firmato da Simona Mammano e di cui s’era già parlato.

Inoltre, a cura di Roberto Laghi, l’intervista audio sempre su Genova 2001 a un altro giornalista, Lorenzo Guadagnucci, autore insieme a Vittorio Agnoletto di L’eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova (Feltrinelli): Una ferita ancora aperta

Genova 2001, l’eclisse della democrazia. Intervista a Lorenzo Guadagnucci by Redazione MicroMega

Ustica, la posizione degli aerei

Il trentunesimo anniversario della strage di Ustica ha portato un nuovo testimone che già nei prossimi giorni potrebbe essere sentito dal pubblico ministero della procura della Repubblica di Roma Erminio Amelio, titolare insieme Maria Monteleone della nuova inchiesta sui fatti del 27 giugno 1980.

A scovarlo è stato il giornalista Fabrizio Colarieti, che da anni si occupa della vicenda, e il racconto dell’uomo – un imprenditore di origine calabrese che vive in toscana e di cui al momento non è stata svelata l’identità – è stato pubblicato sul sito Notte Criminale, nato un anno fa per ricostruire la vicenda della banda della Magliana in vista del lancio della fiction di Sky e poi allargatosi ad altri nodi irrisolti della prima e della seconda Repubblica.

“Ero in Calabria, ho visto strani fuochi d’artificio e degli aerei da guerra”

Il testimone, mai entrato fino a oggi nelle indagini ufficiali, quella sera era sul terrazzo dell’hotel in cui alloggiava a Sellia Marina, provincia di Catanzaro, in vacanza con la moglie. “Guardavamo le montagne della Sila, erano circa le 21.05, massimo le 21.10″, ha rievocato. L’aereo di Ustica era scomparso dai radar da pochi minuti e nessuno sapeva ancora cos’era accaduto lungo l’aerovia che collegava l’aeroporto Marconi di Bologna a quello palermitano di Punta Raisi.
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The Power of Open

The Power of Open è un libro che racconta questa storia:

Più di 400 milioni di opere rilasciate in rete con licenze Creative Commons, dalla musica alle fotografie, dai risultati di ricerche a interi corsi scolastici. Creative Commons ha creato l’infrastruttura tecnica e legale che consente un’effettiva condivisione della conoscenza, dell’arte e dei dati messi a disposizione da singole persone, organizzazioni e governi. Ancora più importante è che milioni di creatori traggono vantaggio da questa infrastruttura che arricchisce i beni comuni globali a disposizione di tutta l’umanità.

“The Power of Open” colleziona le storie di quei creatori. Alcuni sono come ProPublica, l’organizzazione di giornalismo investigativo che ha vinto il Premio Pulitzer e che usa CC mentre stringe partnership con le principali società di media del mondo. Altri riguardano filmmaker nomadi, come Vincent Moon che ricorre alle licenze CC perché elemento essenziale di uno stile di vita volto all’apertura. L’ampiezza di questi usi è grande tanto quanto la creatività [di tutti coloro] che scelgono di aprire i loro contenuti, le loro espressioni artistiche e le loro idee al resto del mondo.

Il libro, introdotto da testi di Catherine Casserly e Joi Ito (rispettivamente ceo e presidente di Creative Commons), è disponibile in varie lingue e la sua promozione è prevista in diversi continenti.

(Via BoingBoing)

1975, un delitto emilianoEsce questo mese un romanzo a fumetti che racconta la storia di Alceste Campanile, assassinato in provincia di Reggio Emilia il 12 giugno 1975 e vicenda di cui si è già scritto da queste parti. Il libro si intitola 1975, un delitto emiliano, è stato pubblicato da Odoya ed è stato sceneggiato dal giornalista Alberto Guarnieri mentre le chine sono di Emilio Laguardia. Questa la presentazione del volume:

Nella primavera del 1975, alla vigilia delle elezioni, viene ucciso a Reggio Emilia Alceste Campanile, giovane militante del Circolo Ottobre, uno dei rami emiliani di Lotta Continua. L’inquieto giovane era passato nelle sue fila un paio d’anni prima, dopo aver rinnegato l’appartenenza al Fronte della Gioventù nel periodo liceale e la vicinanza alle compagini dell’estrema destra. Per anni le indagini proseguono a tutto campo senza trovare i colpevoli, cercati invano tanto a destra quanto a sinistra. Recentemente la discussa confessione di un ex militante neofascista ha chiuso il caso giudiziario, che rimane tuttavia una storia emblematica.

Nella graphic novel dei giornalisti del Messaggero Alberto Guarnieri ed Emilio Laguardia, ragazzi ai tempi, Adelchi Chiesa è un altro Alceste e la sua storia è quella di quegli anni di passione e violenze, impegno e deliri, musica e libri, amori e sconfessioni. La storia di quel 1975 di delitti insoluti in cui fu ucciso anche Pier Paolo Pasolini. 1975. “Un delitto emiliano” non è il tentativo di cercare una realtà alternativa a quella giudiziaria. La “storia vera” è infatti fonte di ispirazione, non (solo) un racconto da ripercorrere. L’intento degli autori è di raccontare ad ampio spettro, attraverso la vita di un moderno Candide, un periodo che inquieta, affascina e un po’ fa ancora paura.

La prefazione è firmata da Lucio Dalla mentre la postfazione da Luca Telese, che presenterà il libro a fumetti il prossimo 1 luglio a Reggio Emilia, presso la biblioteca comunale Panizzi di via Farini 3.

Toxic Europe è un documentario realizzato dai giornalisti Cecilia Anesi, Giulio Rubino e Delphine Reuter che ha vinto il Best International Organised Crime Report Award 2011 (Biocr) e che annovera tra i suoi crediti realtà come il Premio Ilaria Alpi, l’Associazione di Giornalismo Investigativo, Flare Network, DailyBlog.it e Novaya Gazeta. Un progetto che si propone di raccontare questa realtà:

Toxic Europe tratta del traffico illegale di rifiuti tossici, un business sempre più remunerativo per la criminalità organizzata italiana e non. I meccanismi, le lacune legislative, le strategie di trasporto e quelle di smaltimento, le conseguenze sull’ambiente, sulla popolazione e sulla società sono il tema del racconto di questo film.

Toxic Europe è stato filmato in Italia, Belgio e Romania: tre esempi per mostrare la dimensione europea del problema, e per descrivere come la gestione e il trattamento dei rifiuti possono diventare un traffico illegale e pericoloso.

E per sostenere il documentario, si dia un’occhiata alla sua scheda sul sito Produzioni dal basso.

Il grido della Farfalla

Terza edizione per il meeting dell’informazione libera Il grido della Farfalla (cliccando sul titolo e sull’immagine si può scaricare il programma completo in formato pdf, 1,9MB), organizzato dal Gruppo dello zuccherificio dal 7 al 9 luglio a Fusignano (Ravenna).

  • giovedì 7 luglio
    • ore 20.30 – “Dossier: le Mafie in Emilia Romagna”
    • ore 21.15 – “Segni particolari: antimafia” con Pino Maniaci (giornalista e fondatore di Telejato), Gaetano Saffioti (imprenditore calabrese, sotto scorta per essersi opposto alla ‘ndrangheta) e Gaetano Alessi (giornalista, vincitore del Premio Pippo Fava 2011)
  • venerdì 8 luglio
    • ore 20.30 – “Dudal Jam a scuola di pace” con Michele Dotti
    • ore 21.15 “Un Mondo di informazione” con Maso Notarianni (direttore di Peace Reporter e della rivista di Emergency E-il mensile), Michele Dotti (autore de “L’Anticasta, l’Italia che Funziona”) e Giorgio Fornoni (collaboratore di Report e autore di “Ai confini del mondo”)
  • sabato 9 luglio
    • ore 20.30 – “L’Aids non va più di moda”
    • ore 21.15 – “Potere e contropotere” con Anna Vinci (autrice di “La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi”), Loris Mazzetti (capostruttura Rai3 e autore di “Che tempo che fa”) e Giuliano Turone (magistrato, ha scoperto gli elenchi della P2 insieme a Gherardo Colombo)

Vivere la cultura“Giornate del lavoro culturale”, quelle che, dal bianciardiano retrogusto, si terranno a Roma il 24 e il 25 giugno prossimi. Il titolo della manifestazione è Vivere la cultura, è organizzata dal Consorzio Baicr Sistema Cultura e, tra le ragioni del suo essere, trova queste:

Lo sviluppo e il declino di una nazione – dicevano gli economisti di un tempo – dipendono dalla ricchezza che è in grado di creare e riprodurre; ma una parte essenziale di questa ricchezza – dicono gli economisti di oggi – è fatta di capitale sociale e di capitale umano, ovvero di persone e di cultura, intesa in senso lato come patrimonio di conoscenze, saperi, competenze, abilità, che le generazioni si sono trasmesse l’un l’altra nel corso della storia.

Il lavoro culturale rappresenta in Italia l’attività concreta di centinaia di migliaia di persone, moltissimi giovani, che intorno ad esso costruiscono non solo sogni e idee, speranze e illusioni, ma la propria autonomia economica e il proprio progetto di vita ideando percorsi professionali e di ricerca spesso originali.

Per saperne di più è possibile scaricare la brochure dell’evento (pdf, 1,4MB) mentre dal programma pubblicato sul sito è annunciata la partecipazione tra gli altri di Giuseppe Vacca (presidente Fondazione Istituto Gramsci), Fabio Del Giudice (direttore della fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi), Riccardo Chiaberge (direttore di Saturno, supplemento culturale del “Fatto Quotidiano”) e Luca De Biase (Il Sole 24 Ore), oltre a molti artisti e operatori del settore.

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  • Scritto per cultura
  • 30° anniversario della strage della stazione di Bologna - Foto di Radio Città del CapoLa sintesi migliore della giornata l’ha data Daria Bonfietti, presidentessa dell’associazione delle vittime della strage di Ustica del 27 giugno 1980. “È giunto il momento di passare da una memoria condivisa a una memoria documentata”. E Bologna – attraverso il lavoro di documentazione sugli eventi stragisti svolto in primis dalle associazioni – si candida a diventare una capitale (almeno italiana) dell’accesso a documenti e atti. Accadrà con l’inventariazione e la messa online di fondi finora di difficile consultazione.

    Di questo si è discusso al recente convegno Archivi negati. Archivi “supplenti”. Le fonti per la storia delle stragi e del terrorismo, ospitato nella cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, dove ha sede il Comune di Bologna. Ed è stata l’occasione per fare il punto di un progetto in fase d’arrivo che spazia oltre i documenti della strategia della tensione. Un punto che si è esteso a raggiera sui temi più caldi di quel periodo, come il segreto di Stato e l’accesso ad archivi “sensibili”, tra cui quelli dei servizi segreti. E che ha chiesto risposte a Massimo D’Alema, presente in qualità di presidente del Copasir (il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica). “Trent’anni per il segreto di Stato? Vedremo che non si vada oltre, ma dipende se coinvolge nazioni amiche o alleate. Noi però abbiamo poteri limitati, è il governo che decide”.

    Bologna diventa “una città per gli archivi”

    Focus del convegno è stato un progetto iniziato nel 2007, Una città per gli archivi, che mira a inventariare, restaurare e sistemare in ambienti idonei circa 150 fondi documentali pubblici e privati. Si parla di materiale cartaceo, cartografico, audio e video che arriva dall’archivio di Stato e da quello comunale, dalla biblioteca dell’Archiginnasio, da partiti, sindacati, associazioni e famiglie per un totale di 5 milioni di documenti a cui hanno lavorato un’ottantina di archivisti, supportati da strumentazione informatica di archiviazione.
    (more…)

    Motivational Posters from the Band of Brothers

    Band of Brothers (raccontata nel libro Banda dei fratelli di Stephen E. Ambrose e chiamata anche “le aquile urlanti”) era una delle più note compagnie militari statunitensi in campo nel corso della seconda guerra mondiale. Il blog Art of Manliness – Reviving the lost art of manliness pubblica una serie di poster motivazionali risalenti a quegli anni.

    (Via Neatorama)

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  • Scritto per guerra
  • Mafia padanaFrancesco De Filippo e Paolo Moretti sono i due giornalisti che firmano un libro in uscita il prossimo 29 giugno per i tipi di Editori Riuniti (collana Report). Si intitola Mafia padana – Le infiltrazioni criminali in Nord Italia:

    Profondo Nord. “Follow the money”. Segui i soldi. E le organizzazioni criminali migrano, inseguendo il denaro. Dalla Sicilia, dalla Calabria e dalla Campania, approdano poi ai ricchi mercati a nord di Roma. I luoghi cambiano, ma i metodi rimangono sempre gli stessi: minacce, attentati, collusioni. Francesco De Filippo e Paolo Moretti firmano questa inchiesta ad ampio respiro, che dalle riviere liguri si sposta lungo la pianura padana fino al Friuli, dipingendo ovunque uno scenario di desolante omertà, che sfocia nella connivenza di chi non denuncia per continuare ad arricchirsi con l’aiuto della ‘ndrangheta e della camorra. Dall’Expo di Milano ai cantieri autostradali, fin dove riescono ad allungarsi i tentacoli delle cosche: una nuova piovra che sta avvolgendo tutta l’Italia, pezzo dopo pezzo.

    Una lettura che fa il paio con Le radici della ‘ndrangheta, già segnalata da queste parti.

    The Spooks' Style Guide: FOIA'd

    Di Freedom of information act, la legge Usa con cui si stabiliscono le modalità per avere accesso agli atti della pubblica amministrazione, si era già parlato in passato (qui qualche informazione ulteriore). E proprio attraverso questo strumento, sono stati resi disponibili gli standard a cui devono attenersi gli autori dei report targati National Security Agency. Si veda in proposito il NSA SIGINT Style Manual 2010 e quanto pubblica BoingBoing, che lo segnala nel post The Spooks’ Style Guide: FOIA’d. Aggiungendo, a proposito del “manuale di stile” della Nsa, queste versioni:

    Acqua bene comune - Foto di ateneinrivolta.org

    In una giornata in cui per la seconda volta va dritta (e probabilmente questa è più importante, visti i temi in ballo), sembra utile tornare su alcuni dei temi dei referendum. Per questo Peacereporter segnala qualche approfondimento:

    Inoltre adesso occorrerà vedere se alcune delle minacce portate avanti dal fronte del no al secondo quesito sull’acqua negli ultimi giorni della campagna referendaria verranno concretizzate. La minaccia in questione si trova nell’articolo Hera: “Se vince il sì smettiamo di investire”.

    Quarto tempo. Una storia di sesso e dopingClaudio Gavioli è un medico sportivo che dal 1984 frequenta il mondo del calcio, serie B soprattutto. Per ventiquattro anni ha lavorato per il Modena e da due anni fa il consulente anche per altre squadre emiliane, come il Sassuolo e il Carpi. “È un mondo che mi ha prosciugato, anche per questo me ne sono allontanato passando da organico a consulente”.

    Per Gavioli un metodo per “esorcizzare” l’intossicazione da quella “strana fauna” che ruota intorno al pallone è stato scrivere un romanzo. Si intitola Quarto tempo. Una storia di sesso e doping, appena pubblicato da Aliberti Editore. “E dire che il mio libro voleva essere un esperimento letterario. Invece mi ritrovo ancora a parlare dei retroscena delle squadre”, scherza il medico che negli ultimi giorni, dopo l’esplosione dell’inchiesta di Cremona sul calcio scommesse, viene contattato non tanto per parlare della sua opera, ma di un ambiente che va molto oltre il semplice fatto sportivo.

    Domani di Maurizio Chierici“La mia intenzione”, prosegue Gavioli, “era quella di usare il calcio come allegoria per parlare di discriminazione, sistemi illegali per aggirare le regole, sessismo, culto frenetico dell’immagine”. Tombola, insomma, a leggere le carte giudiziarie della procura lombarda, ma anche quelle di Napoli, dove c’è un fascicolo che racconta dei contatti di Mario Balotelli, classe 1990 e maglia della nazionale, con gente della camorra. Per quanto lui neghi di aver saputo che quelle persone appartenessero alla criminalità organizzata, sarebbero loro ad avergli organizzato un “tour turistico” nelle piazze di spaccio di Scampia.
    (more…)

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