A (s)proposito

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Perché Xaaraan?

Xaaraan è una parola somala. Significa “impuro secondo il rito” e viene utilizzata anche per indicare la “carne macellata in maniera impropria”. È un vocabolo che contrassegna ciò che è oscuro, immorale o illegale, qualcosa che va contro la legge dell’uomo o di dio, per chi ha fede almeno in una delle due.

La realtà, quella in cui si è immersi tutti i giorni, è xaaraan. Vale per la realtà singola, sempre parziale, sempre mitigata e distorta da una lente individuocentrica, e vale anche per quella più complessiva che si muove lungo l’asse – reale o apparente – del tempo. In queste pagine virtuali, così come in quelle cartacee, si va alla ricerca di alcune forme xaaraan.

È un percorso empirico che si manifesta attraverso la scrittura. Un percorso per capire meglio. A iniziare da personali lenti distorsive.

Chi sono?

Antonella BeccariaVeniano infine alle informazioni più tecniche. Giornalista, fixer, scrittrice e blogger, qui c’è mia bibliografia.

Appassionata di fotografia, politica, Internet, cultura Creative Commons, letteratura horror, animali ed Europa orientale (non necessariamente in quest’ordine), scrivo per testate nazionali, collaboro con trasmissioni televisive e insegno nell’area Non fiction della Bottega Finzioni, la scuola di scrittura creata da Carlo Lucarelli (ma non solo). Dal 2004 curo questo blog. Mezza pavese e mezza bellunese, vivo a Bologna da molti anni e frequenti sono le trasferte, per quanto quasi mai in luoghi da cui si vede il mare.