Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
Xaaraan è una parola somala. Significa “impuro secondo il rito” e viene utilizzata anche per indicare la “carne macellata in maniera impropria”. È un vocabolo che contrassegna ciò che è oscuro, immorale o illegale, qualcosa che va contro la legge dell’uomo o di dio, per chi ha fede almeno in una delle due. Anche dal suono si capisce: asciutto, staffilato, quasi il sibilo di una lama o di una cinghia.
La realtà, quella in cui si è immersi tutti i giorni, è xaaraan. Vale per la realtà singola, sempre parziale, sempre mitigata e distorta da una lente individuocentrica, e vale anche per quella più complessiva che si muove lungo l’asse – reale o apparente – del tempo. In queste pagine virtuali, così come in quelle cartacee, si va alla ricerca di alcune forme xaaraan.
È un percorso empirico che si manifesta attraverso la scrittura. Un percorso per capire meglio. A iniziare da personali lenti distorsive. E a questo probabilmente si ricollegano altri interessi che comprendono (non necessariamente in quest’ordine) Internet, la libertà di cultura in Rete, la fotografia e la letteratura noir e horror. Con tutto ciò che ne consegue.