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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Dalla presentazione di Cronache da un inverno europeo, realizzato con il supporto del crowdfunding e rilasciato con licenza Creative Commons:

È un documentario in tre episodi realizzato da Etienne Haug, documentarista francese residente a Berlino. Grazie al contributo volontario di traduttori e professionisti della comunicazione di tutta Europa, il primo episodio dedicato alla Grecia è da oggi disponibile gratuitamente con sottotitoli in più lingue: italiano, tedesco, greco e catalano (oltre che inglese e francese).

Il progetto è presente anche su Twitter e su Facebook.

Free Music Contest 2013

Al motto di Viva la FreevoluCCión, arriva il Free! Music! Contest 2013 per trovare il miglior brano musicale che, nel corso dell’anno, è stato rilasciato con una delle licenze Creative Commons. Il bando è disponibile in inglese e in tedesco.

(Via Creative Commons blog)

LegalLeaks

Da Diritto di sapere si può scaricare LegalLeaks, il primo manuale sull’accesso all’informazione dedicato a cittadini e giornalisti:

Come si scrive una richiesta di accesso alle informazioni del mio Comune o della mia Regione? E a un Ministero? Posso richiedere dati anche sulle società controllate dallo Stato? [...] Il testo è scritto in maniera semplice e diretta per rispondere alle domande più immediate dei non addestti ai lavori, ma comprende anche riferimenti alla legislazione e strumenti di approfondimento. In Italia, infatti, non esiste un Freedom of information act come nei Paesi scandinavi, in Usa e in Gran Bretagna, ma c’è una regolamentazione per l’accesso che può essere utilizzata.

Il manuale è rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo.

EU in CrisisÈ un libro elettronico in più formati quello che innugura il progetto Books di Global Voices. Si intitola EU in Crisis e raccoglie tredici interventi (un’ottantina quelli online, scritti dalla primavera 2011 al luglio 2012 da altrettanti contributori). Come annuncia Global Voices Italia:

L’e-book è rilasciato sotto una licenza Creative Commons Attribution 3.0 ed è scaricabile in tre formati differenti:

Insieme ad un’originale introduzione che offre un’ampia panoramica sulla scenario in atto, questo e-book comprende [testi] che riguardano Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e altri paesi europei, colpiti dalla crisi delle banche e dell’Euro, attraverso lo sguardo dei media online partecipativi.

Questo e-book è stato pensato come un flessibile strumento per un’ulteriore diffusione e discussione riguardo questi problemi d’attualità.

Continua su Global Voices Books.

Data Journalism Handbook

Lo rilancia un post di Creative Commons, il Data Journalism Handbook, rilasciato con licenza CC BY-SA. È il frutto di una collaborazione tra lo European Journalism Centre e la Open Knowledge Foundation e la versione online, alla release 1.0, può essere consultata qui. Il libro su carta, invece, può essere acquistato qui, sul sito di O’Reilly.

E sempre in tema di data journalism, Andrea Fama ne scrive dal festival di Perugia su Lsdi parlando di un giornalismo lontano.

Debtocracy

Per la prima volta in Grecia un documentario prodotto dal pubblico. ‘Debtocracy’ va alla ricerca delle cause che hanno generato la crisi legata al debito e propone le soluzioni, nascoste dal governo e dai media dominanti. Il documentario viene distribuito liberamente dalla fine di marzo senza ricorrere a diritti d’uso e verrà diffuso e sottotitolato almeno in tre lingue.

Di fatto, a oggi, Debtocracy, rilasciato con licenza Creative Commons, è già disponibile in ben più di tre lingue (oltre all’originaria greca, ci sono anche inglese, francese, tedesca, italiana, spagnola e portoghese). E vuole raccontare una storia molto raccontata – quella dell’incubo del crack pubblico che dalla penisola illenica si è diffuso per tutto il continente – da un punto di vista diverso rispetto a quello letto e riletto un po’ ovunque. Perché – sostengono coloro che lo hanno realizzato – c’è un’altra versione, taciuta ai cittadini, che merita di essere quanto più sviscerata.

Domani di Maurizio ChiericiL’idea della produzione del basso (che ha un suo corrispettivo anche italiano) ha poi funzionato per coprire i costi, anche se si chiede a chi visionerà il documentario una donazione. Ha funzionato così bene che si avverte sul sito del progetto video si legge:

A causa dell’ampia partecipazione, siamo alle prese con qualche difficoltà nell’elaborazione della lista finale dei produttori che desiderano veder pubblicato il loro nome. Vogliamo essere quanto più possibile accusati ben consapevoli che una pubblicazione sbagliata potrebbe causare problemi. La lista sarà presto disponibile e ovviamente verrà inserita nei titoli del documentario.

(more…)

The Power of Open

The Power of Open è un libro che racconta questa storia:

Più di 400 milioni di opere rilasciate in rete con licenze Creative Commons, dalla musica alle fotografie, dai risultati di ricerche a interi corsi scolastici. Creative Commons ha creato l’infrastruttura tecnica e legale che consente un’effettiva condivisione della conoscenza, dell’arte e dei dati messi a disposizione da singole persone, organizzazioni e governi. Ancora più importante è che milioni di creatori traggono vantaggio da questa infrastruttura che arricchisce i beni comuni globali a disposizione di tutta l’umanità.

“The Power of Open” colleziona le storie di quei creatori. Alcuni sono come ProPublica, l’organizzazione di giornalismo investigativo che ha vinto il Premio Pulitzer e che usa CC mentre stringe partnership con le principali società di media del mondo. Altri riguardano filmmaker nomadi, come Vincent Moon che ricorre alle licenze CC perché elemento essenziale di uno stile di vita volto all’apertura. L’ampiezza di questi usi è grande tanto quanto la creatività [di tutti coloro] che scelgono di aprire i loro contenuti, le loro espressioni artistiche e le loro idee al resto del mondo.

Il libro, introdotto da testi di Catherine Casserly e Joi Ito (rispettivamente ceo e presidente di Creative Commons), è disponibile in varie lingue e la sua promozione è prevista in diversi continenti.

(Via BoingBoing)

YouTube powered by Creative Commons

Tutte le volte che mi è capitato di spiegare come cercare materiale rilasciato con licenze Creative Commons, per quanto riguarda i video caricati su Youtube il discorso era complicato. Ora finalmente sarà possibile usare il supporto che CC mette a disposizione della piattaforma di video sharing più nota. Se ne legge sul blog di Creative Commons e anche su quello di Stefano Maffulli.

Space station: immagini dalle stazioni spaziali internazionali rese pubbliche dal Nasa’s Marshall Space Flight Center con licenza Attribution-NonCommercial 2.0.

Non ha direttamente a che fare con il copyleft, seppur una parte di questa esperienza potrebbe comprendere anche produzioni libere. Ma con l’avvento di Soundreef, che si propone di gestire diritti d’autore derivanti dalla circolazione di musica nelle catene della grande distribuzione e per la diffusione più in generale, forse inizia a rompersi un monopolio che non ha agevolato chi voleva rilasciare con Creative Commons. Peraltro Soundreef nasce sotto il cappello di Beatpick, che invece della musica sotto CC ha fatto il suo punto focale.

Books eBooksLa biblioteca di Cologno Monzese non è nuova a iniziative a favore del copyleft e della libertà di cultura (si veda, prima di tutte, la campagna Non pago di leggere contro il prestito librario a pagamento). Adesso è la volta dei libri elettronici protetti con DRM Adobe, che non acquisterà. Ecco cosa scrive la biblioteca sul suo sito:

Come noto, la nostra Biblioteca è impegnata in un progetto di prestito di ebook denominato, Books eBooks, sostenuto da Regione Lombardia. Abbiamo acquistato 41 device di diverse marche sui quali intendiamo trasferire via via libri e documenti elettronici che si renderanno disponibili sul mercato e che noi acquisteremo. Grazie alla mediazione di BookRepublic abbiamo concluso accordi positivi con una serie di medi e piccoli editori che vendono i loro ebook con un sistema di protezione e di filigrana digitale denominato social DRM o watermarking.

Invece con gli editori che proteggono i loro file con i DRM Adobe non è stato possibile, per ora, addivenire ad alcun accordo. Sono rimaste senza soluzione anche alcune semplici questioni tecniche che abbiamo posto ad Adobe Italia e ad altre librerie online, ad esempio: “è prevista la possibilità per le biblioteche, previo accordo con gli editori, di aumentare il numero di device su cui si può trasferire l’ebook?” oppure “come facciamo a convertire legalmente in *epub* o in *mobi* un file *pdf* protetto con DRM Adobe?”. È chiaro che a questo punto l’acquisto di ebook protetti da DRM Adobe è per noi ingestibile. In pratica spenderemmo dei soldi senza poter far leggere sui nostri device i libri elettronici acquistati.

  • La protezione con DRM Adobe, mentre non scoraggia la pirateria, impedisce a biblioteche ed utenti che hanno legalmente acquistato le opere di poterle trasferire, previa conversione, su molti device, come ad esempio, Kindle e Irex Iliad.
  • La protezione con DRM Adobe, non permettendo di aumentare il numero di device autorizzati (6 secondo Adobe), impedisce anche agli editori di stipulare convenzioni favorevoli alle biblioteche, che avrebbero il risultato di aumentare la domanda di device e di contenuti da parte degli utenti, e quindi di sostenere il mercato.
  • La protezione con DRM Adobe si configura quindi come un lucchetto digitale che impedisce il prestito legittimo delle opere e ostacola lo sviluppo di biblioteche digitali pubbliche.

Fino a che queste condizioni non saranno mutate la nostra Biblioteca non acquisterà ebook protetti con DRM Adobe e destinerà il suo budget all’acquisto di opere di altri editori, protette con sistemi meno invasivi, di opere in pubblico dominio e di opere distribuite con licenza Creative Commons.

Mela marciaSemba di parlare di una mela avvelenata. Anzi, di una Mela marcia, dal titolo del libro in uscita il 20 ottobre per i tipi di Agenzia X e scritto da quattro autori riuniti sotto l’acronimo di NGN (Ferry Byte, Mirella Castigli, Caterina Coppola e Franco Vite):

Hanno sfondato la porta di casa con la furia devastatrice delle teste di cuoio. Hanno rovistato nell’appartamento del blogger californiano Jason Chen sequestrando computer e archivi. Il tutto per venire a capo del giallo della scomparsa di un segretissimo prototipo di iPhone 4, dimenticato in un bar “per una birra di troppo”.

Nata in un garage con la bandiera dei pirati sventolante, creata da un ex hippy e da un hacker, oggi Apple lancia strali contro i software liberi, promuove crociate antiporno e dichiara dissanguanti guerre di brevetti. Sullo sfondo pulsano la guerra dei formati, del web e delle libertà digitali. Apple non è più l’azienda dei creativi che anni fa ci esortava con il Think Different, ma il peggior nemico dell’underground digitale, come dimostra il blitz contro il blogger di Gizmodo che ha realizzato lo scoop dell’anno: le foto in anteprima dell’iPhone 4G. Mela Marcia parte da questa vicenda per sviscerare cosa si nasconde dietro alla mutazione di Apple: la mania della segretezza, l’astuto ruolo del messia laico Steve Jobs, il potere del marketing aggressivo e il bluff dell’iPad. Il volume è completato dalla storia del giornalismo 2.0 nell’era di blogger coraggiosi e di “gossip merchant”.

Mela marcia è anche un libro interattivo: grazie ai codici QR sparsi nel testo è possibile accedere ad approfondimenti e filmati in rete, tramite uno smartphone e un’applicazione (rigorosamente free).

L’acronimo NGN sta per NessunGrandeNemico.org, che è anche un blog sul quale continueranno gli aggiornamenti sulla vicenda raccontata nel libro. Che – da notare – è rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.

Chi non conosce I Licaoni? Ma sì, quelli di Kiss me Lorena di cui s’era parlato in passato. Sono assurdi, geniali, dei Monty Python livornesi di cui s’era detto tempo addietro. E adesso se ne escono con il corso di cazzotti del Dr. Johnson di cui ecco gli episodi già diffusi per vie telematiche:

Torno subito è un film realizzato da alcuni professionisti del mondo del cinema e rilasciato con licenza Creative Commons BY-NC. Per dare un’occhiata al film si veda qui mentre è possibile leggere qualcosa per capire come è stata realizzata questa pellicola e quanto è costata.

(Via Creative Commons Italia).

E rimasero impunitiEsce oggi in libreria il libro E rimasero impuniti – Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due Repubbliche, pubblicato da Socialmente Editore come Il programma di Licio Gelli – Una profezia avverata?, che è una sorta di prima puntata del nuovo. Con prefazione di Paolo Bolognesi, il testo è scaricabile anche dalla Rete perché rilasciato con licenza Creative Commons. E da oggi inizia anche la pubblicazione a puntate del racconto in esso contenuto.

A Voi della Corte è offerta l’occasione
di emettere un verdetto di responsabilità
nei confronti di imputati, signori di impunità,
alcuni dei quali sono stati abituati a considerare
la giustizia un affare domestico.
Requisitoria del pubblico ministero Luca Tescaroli,
Corte d’Assise di Roma, marzo 2007

Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca,
è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste,
che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato
o che il reato è stato commesso da persona imputabile
Articolo 530 del Codice di Procedura Penale, Comma 2

Siamo di fronte a un giallo veramente degno di un film di Hitchcock
Sandro Paternostro, Tg2 del 18 giugno 1982

Un cappio arancione

Il battesimo del palco per i Distretto 51, rock band dell’alta Lombardia che nel proprio repertorio ci metteva anche qualche pezzo soul, era fissato per il primo dicembre 1983 in una palestra di Malnate, provincia di Varese. E fu l’inizio di una carriera, per quanto amatoriale, sopravvissuta ai decenni, all’età che incalzava e al progredire delle attività professionali, non sempre conciliabili con prove e fine settimana a suonare nei locali della zona. Eppure i Distretto 51 ci avevano già provato un anno e mezzo prima, con le esibizioni dal vivo. Era tutto pronto. Era stato fissato il giorno, venerdì 18 giugno 1982, e trovato l’ingaggio, una festa di fine naja in una villa di campagna. Ma la formazione non era al completo. Mancava il tastierista, che non c’era quando gli altri montavano gli strumenti e che non si presentò nemmeno più tardi, quando si attaccò a suonare.
(more…)

Wikileaks affair


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