Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

Torno subito è un film realizzato da alcuni professionisti del mondo del cinema e rilasciato con licenza Creative Commons BY-NC. Per dare un’occhiata al film si veda qui mentre è possibile leggere qualcosa per capire come è stata realizzata questa pellicola e quanto è costata.

(Via Creative Commons Italia).

E rimasero impunitiEsce oggi in libreria il libro E rimasero impuniti – Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due Repubbliche, pubblicato da Socialmente Editore come Il programma di Licio Gelli – Una profezia avverata?, che è una sorta di prima puntata del nuovo. Con prefazione di Paolo Bolognesi, il testo è scaricabile anche dalla Rete perché rilasciato con licenza Creative Commons. E da oggi inizia anche la pubblicazione a puntate del racconto in esso contenuto.

A Voi della Corte è offerta l’occasione
di emettere un verdetto di responsabilità
nei confronti di imputati, signori di impunità,
alcuni dei quali sono stati abituati a considerare
la giustizia un affare domestico.
Requisitoria del pubblico ministero Luca Tescaroli,
Corte d’Assise di Roma, marzo 2007

Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca,
è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste,
che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato
o che il reato è stato commesso da persona imputabile
Articolo 530 del Codice di Procedura Penale, Comma 2

Siamo di fronte a un giallo veramente degno di un film di Hitchcock
Sandro Paternostro, Tg2 del 18 giugno 1982

Un cappio arancione

Il battesimo del palco per i Distretto 51, rock band dell’alta Lombardia che nel proprio repertorio ci metteva anche qualche pezzo soul, era fissato per il primo dicembre 1983 in una palestra di Malnate, provincia di Varese. E fu l’inizio di una carriera, per quanto amatoriale, sopravvissuta ai decenni, all’età che incalzava e al progredire delle attività professionali, non sempre conciliabili con prove e fine settimana a suonare nei locali della zona. Eppure i Distretto 51 ci avevano già provato un anno e mezzo prima, con le esibizioni dal vivo. Era tutto pronto. Era stato fissato il giorno, venerdì 18 giugno 1982, e trovato l’ingaggio, una festa di fine naja in una villa di campagna. Ma la formazione non era al completo. Mancava il tastierista, che non c’era quando gli altri montavano gli strumenti e che non si presentò nemmeno più tardi, quando si attaccò a suonare.
(more…)

GNUFunk Radio parte con una nuova trasmissione: si intitola Bandscan, è opera di Christian Diemoz e racconta un universo ignoto ai più, quello delle onde corte, con un registro molto simile al radiodramma che rievoca i conflitti più recenti. Così Christian presenta il suo lavoro:

La Radio è una passione personale e nonostante sia assai devoto alle tecnologie digitali, un bagno di segnali analogici è sempre rinfrancante, serve a ricordarti che ciò che esisteva quando eri ragazzo sopravvive. In qualche modo, sopravvive quindi una parte di me. Bandscan, è l’operazione che un appassionato compie quando esplora un’intera banda per vedere quali stazioni riesce a ricever in quel momento.

Come le altre trasmissioni di GNUFunk Radio, anche Bandscan è rilasciata con licenza Creative Commons e la registrazione è scaricabile da Archive.org.

Bandscan - GNUFunk Radio

OilProjectOnline il calendario delle lezioni Internet per il progresso, nuovo ciclo di incontri virtuali organizzati da Oil Project – Be Free To Learn, iniziativa di cultura e formazione sotto il segno di Creative Commons. Gli appuntamenti, realizzati in collaborazione con Nova24 IlSole24Ore e Liquida, rispetto all’inizio presentano queste novità (già introdotte nella precedente “stagione”):

Allontanandosi sempre di più dalle tematiche strettamente informatiche dei primi anni, Oilproject affronta anche – sempre evidenziando il ruolo di Internet – tematiche di rilevanza sociale come quella della lotta alle mafie e alla criminalità, della sicurezza di Stato, della ricerca universitaria, del controllo politico in Cina e di come il microcredito e il crowdfunding aiutino le economie in via di sviluppo.

Da qui si può scaricare il programma completo in formato pdf (658KB) e per quanto mi riguarda sarò ospite di Oil Project il prossimo 17 maggio per parlare di Criminalità e mafie: il ruolo di Internet nello scambio delle informazioni.

FlossManualsUn libro in rete che si può editare e di cui si può discutere in ogni suo passaggio. Si intitola Collaborative Futures, non ha un unico autore perché è stato scritto così (nella sezione dei credits però sono riportati tutti quelli che ci hanno messo mano) ed è disponibile su sito FlossManuals.net.

La pubblicazione è interessante perché sembra aver studiato bene quali sono i passaggi spontanei attraverso cui la collaborazione porta a un risultato: si inizia con la condivisione per mettere a fuoco poi problemi di attribuzione e nodi che si aprono in un processo a più mani.

Oltre a leggerlo online, Collaborative Futures può essere scaricato in formato pdf (1,9MB) o visualizzato per intero per la stampa. Rilasciato con la più ampia (in termini di usi consentiti) delle licenze Creative Commons, se ne parla diffusamente anche qui.

HBZQuesto progetto ha visto la collaborazione di molteplici realtà: il servizio bibliotecario centrale della Renania settentrionale-Vestfalia e, per quanto riguarda Colonia, l’università e la biblioteca pubblica, la biblioteca dell’università delle scienze applicate e quella della Academy of Media Arts, oltre alla biblioteca centrale della Renania-Palatinato. Si tratta della prima volta che in Germania viene dato accesso aperto a dati bibliografici affinché vengano pubblicati e utilizzati liberamente. L’annuncio (in inglese) è disponibile qui, sul sito di HBZ, e viene rilanciato da CreativeCommons.org con il post Cologne-based libraries release 5.4 million bibliographic records via CC0:

La pubblicazione dei dati consente a chiunque di scaricarli, modificarli e usarli per qualsiasi scopo. “In periodi in cui gli editori e alcune organizzazioni bibliotecarie vedono i dati come fonte di capitale, è importante difendere l’obiettivo originario di biblioteche e bibliotecari. I quali si sono sempre sforzati di rendere accessibile un’ampia fetta della conoscenza a quante più persone possibile e con il minor livello di restrizioni possibile”, dice Silke Schomburg, vicedirettrice di HBZ. “Per di più le biblioteche ricevono fondi pubblici e ciò che viene finanziato in questo modo deve essere accessibile”.

La cooperazione e lo scambio di dati tra le biblioteche è stato esplicitamente stabilito più di cento anni fa. Offrire liberamente dati bibliografici non solo accrescerebbe la collaborazione, ma ne agevolerebbe l’uso anche da parte di istituzioni differenti. “Nel corso dello sviluppo di Internet è divenuto chiaro che molti servizi possono essere migliorati non di poco dai dati di catalogazione. La versione tedesca di Wikipedia, per esempio, è stata arricchita dai dati della Biblioteca Nazionale a lungo. Questo genere di ricchezza è stata spesso ostacolata e ristretta da un accesso aperto solo a metà”, ha proseguito Schomburg.

Il passo successivo sarà quello verso il web semantico. Ulteriori informazioni sono disponibili qui e la licenza di utilizzo è la CC0.

Indicommons blog

Il blog si chiama Indicommons, rappresenta un’estensione del progetto fotografico Flickr Commons e il nome deriva dalla contrazione tra indico (rendere noto pubblicamente) e, appunto, commons, inteso partendo da questo concetto. Concetto sottoscritto da istituzioni di oltre mezzo mondo. Per seguire ciò che viene via via condiviso, è stato messo a disposizione qualche strumento.

Cicci Festival

In Italia siamo a tre. Ed è una buona notizia. Dopo il CC Festival, il primo nato, e il Copyleft Festival di Arezzo, ora arriva anche il Cicci Festival (mio non esiste), che si terrà il 13 e il 14 febbraio a Livorno, presso il Teatrofficina Refugio. Per sapere cos’è, ecco una sua presentazione:

è una due giorni sulle licenze Creative Commons realizzata all’interno del Teatrofficina Refugio, spazio occupato autogestito autofinanziato e antifascista a Livorno. Un contenitore di idee libere che circolano liberamente dato che l’arte è fatto mutevole e si può solo trasformare. Un percorso a 360 gradi tra le varie forme artistiche partendo dalle più classiche per arrivare alla follia. Tutto rigorosamente libero e condivisibile.

Perché “mio non esiste”, recita il payoff della manifestazione. Il cui programma è disponibile qui e complementare al festival c’è lo Slam Poetry Workshop, per “rimare e ritmare un testo”. Che, anche in questo caso, sarà sotto l’egida Creative Commons.

Valentine di Alex de Campi e Christine Larsen

Le caratteristiche: tradotto in quattordici lingue differenti, italiano compreso, multipiattaforma (nel senso che può essere scaricato in versione ottimizzata per diverse piattaforme per la lettura di contenuti digitali) e rilasciato con una licenza Creative Commons. È Valentine, fumetto creato da Alex de Campi e Christine Larsen. Per presentarlo, intanto si può dire che:

non si può comprare in una libreria o in una fumetteria perché non è un fumetto tradizionale, ma un progetto tagliato su misura per dispositivi wireless.

Inoltre si tratta di una saga che rifiuta romanticismi e sdolcinature ed è ambientata nel periodo delle guerre napoleoniche. Due soldati francesi, in ritirata dopo il fallimento della campagna di Russia, inciampano in una complicata vicenda dai contorni soprannaturali. Per saperne di più si clicchi qui.

Per rimanere invece aggiornati sul progetto, è disponibile un account Twitter. Ma esiste anche questo.

È online il manifesto del dominio pubblico, al momento in inglese ma in corso di traduzione in varie lingue. In sintesi, i suoi principi, lanciati dal progetto europeo Communia, coordinato dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino, riguardano questi aspetti:

Storicamente il pubblico dominio, ovvero quelle opere dell’ingegno che si possono usare liberamente, come gli scritti di Alessandro Manzoni o le musiche di Giuseppe Verdi, ha rappresentato un bene comune di cruciale importanza per lo sviluppo della cultura [...]. In base alla corrente normativa sul diritto d’autore (o copyright), fanno parte del pubblico dominio quelle opere mai coperte dal copyright (perché non originali o perché meri fatti, leggi scientifiche, ecc.) o che non lo sono più per la scadenza del limite temporale di protezione previsto dalla legge (in molti paesi 70 anni dopo la morte dell’autore). Nella definizione adottata dal progetto Communia, il termine assume tuttavia un carattere più ampio, estendendosi alle varie forme di “accesso aperto” alla conoscenza, come le opere rilasciate con una licenza Creative Commons. Incluse in questa accezione di “pubblico dominio” sono anche le eccezioni e limitazioni al diritto d’autore previste dalla legge (diritto di cronaca, ecc.), eccezioni che nei paesi anglosassoni si articolano secondo la dottrina del “fair use”.

Qui l’elenco delle lingue disponibili mentre per aggiungersi alle persone e alle realtà che hanno aderito al progetto c’è a disposizione una pagina di sottoscrizione. Inoltre il progetto è presente anche su Facebook.

Bettino? Foto di SmeerchA dieci anni dalla morte di Bettino Craxi (l’anniversario ricorrerà il prossimo 19 gennaio), Radio Radicale ha pubblicato uno speciale corredato da tutte le schede audio e video (oltre trecento) nelle quali l’ex leader del PSI prende la parola direttamente.

Un itinerario nel nostro archivio per conoscere direttamente, senza intermediari, la vicenda e le idee di una delle figure più discusse del ‘900 italiano. Dalla sua ascesa, alla sua attività come Capo del Governo, ai suoi rapporti con il Pci e le altri correnti socialiste e i Radicali, passando per la stagione di Mani pulite, al duro scontro sul cambio di nome e simbolo del PSI, alla fuga in Tunisia e le sue accuse al sistema politico negli ultimissimi giorni prima della morte. È qui che i microfoni di Radio Radicale lo raggiungono per due interviste uniche e di straordinaria importanza per il dibattito odierno sulla figura del leader socialista. Tutti i file resteranno disponibili gratuitamente, nell’ambito del servizio pubblico che Radio Radicale svolge anche su internet.

Gratuitamente e con licenza Creative Commons BY, i file messi a disposizione degli utenti. Rispetto ad apologie, tentativi di mistificazioni, intitolazioni di vie e letture più o meno corrette della storia del craxismo, poter pescare direttamente da quegli anni è un utile esercizio da coniugare insieme al senno del poi. E dire che, no, grazie: studiare la storia dell’esponente politico è un conto (doveroso, peraltro), celebrarlo come un eroe della patria un altro e se ne può fare a meno.

Canadian General Hospital

Dopo l’Australian War Memorial (con relativo set Flickr) e L’indipendent con le sue trecento fotografie di cui si era parlato tempo addietro, è la volta (a dire la verità, lo è dal 2008) dei Library and Archives Canada – Bibliothèque et Archives Canada (LAC/BAC) di mettere a disposizione in rete il proprio patrimonio di immagini (sempre su Flickr) risalenti agli anni della prima guerra mondiale. In questo caso, a differenza dei precedenti citati, non si vuole tanto dare un nome agli sconosciuti che vi sono ritratti, ma presentare un archivio finora non ancora disponibile e descritto con queste parole:

L’obiettivo del progetto è quello di esplorare nuovi fronti per migliorare l’accesso e accrescere l’interazione con il patrimonio documentario canadese. Il LAC/BAC è entusiasta delle possibilità che le comunità sociali di condivisione dei contenuti multimediali offrono ai canadesi di discutere e di contestualizzare un’importante selezione della nostra storia collettiva.

Peraltro, anche per questo archivio, è stata scelta una licenza Creative Commons.

Open Media Foundation

Annuncia il blog di Creative Commons la nascita di Open Media Foundation che:

riprende da dove finiscono questi due gruppi [Deproduction e Civic Pixel] concentrandosi su servizi (produzione video, creazione di siti web e pacchetti grafici), educazione e strumenti accessibili. Uno degli aspetti più accattivanti di OMF è la “scalabilità”: quasi tutti i contenuti che producono sono Creative Commons o liberi [con altre licenze], consentendo loro di essere “adottati” facilmente e legalmente.

Per rendersi conto di ciò che sta partendo, si dia un’occhiata a Denver Open Media.

Belgrade RawUna città spettacolare, una nazione da scoprire ben oltre gli stereotipi veicolati nel corso del precedente decennio e non solo. E ora anche un sito, Belgrade Raw, che è questo:

Una mostra collettiva di sei fotografi che fanno vedere una Belgrado differente. Non ci occupiamo di roba turistica e glam, ma ci concentiamo sulle persone e sui luoghi reali [...]. Il nostro obiettivo è di costruire una migliore, più aperta e onesta immagine della nostra città. Per questo scopo, seguiremo i seguenti passi:

  • questo sito, una vetrina di set fotografici [...]. In questo modo si potranno vedere soggetti o temi che reputiamo particolarmente interessanti
  • Flickr group BelgradeRaw, luogo della comunità [...]. Carichiamo le nostra immagini, ma invitiamo anche altri grandi fotografi belgrasei che troviamo su Flick. I membri possono partecipare inoltre alle discussioni e commentare le singole fotografie
  • materiale vario stampato, inclusi adesivi, stampe a edizione limitata, opuscoli e un giorno un libro

Quando viene pubblicato sul sito (e sul relativo gruppo Flickr) è rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate.

(Via Ultimo)

Doppio appuntamento su GNUFunk Radio. Mentre gli archivi delle trasmissioni sono in corso di spostamento anche su Archive.org (e per vedere che c’è, basta visitare questa pagina), giovedì sera alle 20.20 parte la prima puntata della rubrica di libri A parole, in breve. Rilasciato con licenza CC-BY-SA e in onda ogni settimana alla stessa ora, questo primo appuntamento si compone di questi elementi:

Nato: colpito e affondato

La rubrica di libri “A parole, in breve” (CC-BY-SA) parla di Nato: colpito e affondato di Gianni Lannes, uscito con la prefazione di Andrea Purgatori per le Edizioni La Meridiana (collana Passaggi. Clicca qui per sfogliarne un estratto). Dalla scheda di presentazione:

Il 4 Novembre del 1994 nell’Adriatico orientale cinque uomini e il loro cane pescano come sempre. Il “Francesco Padre”, la loro barca, ora è un rantolo contorto e i loro corpi giacciono in fondo al mare. La vicenda rientra tra quelle su cui vige il segreto di Stato. Quella notte, in quelle acque, era in corso l’operazione della Nato “Sharp Guard”.

Il brano che ha accompagnato questa puntata si intitola Drunk Again, è contenuto nell’album Alien-American dei Tequila Mockingbird ed è rilasciato con una licenza Creative Commons BY-NC-ND.

Già da ora la registrazione è ascoltabile e scaricabile da Archive.org.

Monumento alle vittime della Uno biancaVenerdì sera alle 21 (e giovedì 26 novembre alle 16) invece torna Scala di grigio – Ritratti di storie in ombra e questa volta l’argomento sarà La banda della Uno bianca: una scia di terrore lunga sette anni (anche in questo caso presente su Archive.org):

Scala di grigio – Ritratti di storie in ombra è rilasciato con licenza Creative Commons BY-SA. Questa seconda puntata racconta la vicenda della banda della Uno bianca ed è dedicata alle vittime e ai sopravvissuti. Negli appuntamenti successivi, che avranno cadenza mensile, invece si parlerà di questi temi:

  • Alceste Campanile: delitto politico a Reggio Emilia
  • I delitti del DAMS: quando si parlò del serial killer all’università
  • Ilaria Alpi: la Somalia, la guerra e i traffici dall’occidente
  • Fausto e Iaio: una calibro 32 per due giovani del Leoncavallo
  • La saponificatrice di Correggio: amiche fatte di sapone

La puntata precedente:

Fonti audio e brani musicali

Credits

Un ringraziamento a MSound.org e GNUFunk Radio per il supporto tecnico nella realizzazione di questa trasmissione.

A (s)proposito


Foto Carlo Beccaria
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