Alberto Muraro: la vittima preventiva della strage di Piazza Fontana

Standard

Alberto Muraro

Erano le 7 del mattino del 13 settembre 1969. L’estate stava perdendo mordente, la morsa dell’afa padana abbandonava Padova. Ma quell’estate non era stata torrida solo per ragioni climatiche. Alberto Muraro, carabiniere in congedo che faceva il portinaio in uno stabile di piazza Insurrezione, doveva pensare a questo e alla deposizione che due giorni dopo avrebbe dovuto rendere di fronte al procuratore Aldo Fais.

Poi la moglie l’aveva perso di vista, non sentiva più nessuno dei rumori che Alberto produceva mentre faceva le pulizie nel condominio. Così era andata a cercarlo e aveva trovato il corpo del marito a terra, immobile. Allora aveva guardato verso l’alto, verso il terzo piano, scorgendo il secchio con l’acqua e il sapone che si era portato dietro per lavare a terra.
Continue reading

Il giorno in cui un pezzo d’Italia perse l’innocenza: 47 anni fa la strage di piazza Fontana

Standard

Banca nazionale dell'agricoltura, piazza Fontana, Milano

Si era ancora innocenti, all’ora di pranzo del 12 dicembre 1969, quando il telegiornale delle 13.30 aveva raccontato agli italiani che la Grecia dei colonnelli si era ritirata dal consiglio d’Europa dove si discuteva della sua sospensione. E aveva raccontato anche che la vertenza sindacale dei lavoratori dell’editoria sembrava mettersi al bene mentre nulla cambiava per i metalmeccanici, che restavano in stato di agitazione. Intanto – proseguiva la catena delle notizie – a Palermo non si arrestavano le indagini per la strage di viale Lazio, uno dei momenti più feroci della prima guerra di mafia. Ma in mezzo a tutti quegli scorci di vita e fatti, l’edizione del notiziario si concludeva con un soffio dell’innocenza tramontante degli anni Sessanta.

Lucio Battisti, snobbato dalla sinistra perché poco o per nulla impegnato, un fascistoide per qualcuno, come tutti quelli che non si schieravano, continuava a respirare a pieni polmoni la consacrazione del suo successo dopo ostacoli e delusioni. Era stato un anno fortunato, per lui, il migliore di tutti, iniziato in febbraio con il successo al festival di Sanremo dove aveva cantato Un’avventura e proseguito in estate con Acqua azzurra, acqua chiara, pezzo del trionfo al Festivalbar e al Cantagiro. Con una cadenza burina a rivendicare la sua estrazione sabina, e mentre confessava con una punta di imbarazzo al microfono di Lello Bersani che non aveva mai studiato musica, mescolava la timidezza dello sguardo alla caparbietà del suo percorso artistico.
Continue reading

Valpreda innocente e Pinelli assassinato: il ricordo a 13 anni dalla morte di Pietro Valpreda

Standard

Su Radio Radicale il dibattito Valpreda innocente. Pinelli assassinato – Ricordo a tredici anni dalla morte di Pietro Valpreda. L’ha organizzato il Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa di Milano:

Partecipano Piero Scaramucci (giornalista e scrittore), Mauro Decortes (amico e compagno di Valpreda, attivista del Ponte), Claudia e Silvia Pinelli (figlie di Pino Pinelli), Saverio Ferrari (dell’Osservatorio Democratico Sulle Nuove Destre), Andrea Di Stefano (economista e direttore del mensile “Valori”), Pia Valpreda (moglie di Pietro). Nel corso dell’incontro vengono proiettate alcune scene del film “Faccia da spia” in cui Pietro Valpreda interpretava se stesso. Il film racconta una serie di operazioni compiute dalla Cia nel mondo, con una parte dedicata alla strage di piazza Fontana (subito dopo l’uscita del film nelle sale, la casa produttrice decise di tagliare quella parte, comprese le scene con Valpreda)

A Milano i ragazzi dei licei girano un video per chiedere la verità sulla morte dell’anarchico Pinelli

Standard

Su Repubblica.it, è stato pubblicato il filmato Milano, il video dei liceali per chiedere la verità su Pinelli, l’anarchico volato giù da una finestra della questura il 15 dicembre 1969. Era lì da tre giorni, “invitato” dai poliziotti dopo la strage di Piazza Fontana senza che avesse alcuna responsabilità nell’eccidio del 12 dicembre alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.

12 dicembre 1969, Piazza Fontana: tre giorni di iniziative per il quarantacinquesimo anniversario della strage di Milano

Standard

Piazza Fontana: 45 anni dopo

Tre giorni per commemorare il 45° anniversario della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. E per chi non potesse partecipare a causa del contestuale sciopero, può dare un’occhiata al materiale racconto dall’Associazione piazza Fontana 12 dicembre 1969 (che ha anche una propria pagina su Facebook).

Italia Repubblicana: online le sentenze di Piazza Fontana e il convegno “Nuovi scenari nel trattamento elettronico delle fonti”

Standard

P2: gli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta

Prima sono andati online i documenti della commissione P2 presieduti da Tina Anselmi, poi quelli della strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974) e sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Horivanti (20 marzo 1994). Adesso dal sito Fonti Italia Repubblicana stanno per essere rese disponibili le sentenze della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Il progetto verrà presentato il prossimo 4 dicembre presso l’Archivio di Stato di Milano alla quasi vigilia dei 45 anni dalla bomba piazzata nella filiale della Banca nazionale dell’agricultura. Accadrà nel corso del convegno Nuovi scenari nel trattamento elettronico delle fonti.

“Gli anni spezzati” sul piccolo schermo e il racconto di Piazza Fontana e Calabresi da chi conosce le carte come Luciano Lanza

Standard

Banca Nazionale dell'Agricultura, Piazza Fontana, MilanoCon la prima puntata della serie Gli anni spezzati di Graziano Diana, puntata sulla figura del commissario Luigi Calabresi, la rivista Una città ripropone un’intervista pubblicata nel 1997. Si intitola La strategia segreta, è firmata da Franco Melandri e l’intervistato è il giornalista Luciano Lanza, autore del libro Bombe e segreti. Piazza Fontana: una strage senza colpevoli, pubblicato da Eleuthera. Eccone un estratto:

Questo convegno [quello dell’Istituto Pollio che ebbe luogo dal dal 3 al 5 aprile 1965 svolgendosi all’Hotel Parco dei Principi di Roma, ndb] fu, in pratica, l’atto costitutivo dei Nuclei di difesa dello Stato (Nds), un’organizzazione parallela a Gladio: mentre Gladio era l’organizzazione “ufficiale” di difesa territoriale in caso di invasione da parte del blocco comunista (e infatti praticamente non fece mai nulla), i Nds erano invece l’organizzazione che doveva prevenire dall’interno, e con ogni mezzo, l’avanzata del comunismo in Italia.

La “strategia della tensione” si perfezionò nel ’69, quando il gruppo neonazista di Franco Freda e Giovanni Ventura, con base a Padova, il 25 aprile mise le bombe alla Fiera Campionaria e alla stazione centrale di Milano, mentre il 9 agosto collocò dieci bombe su vari treni in tutta Italia, provocando 12 feriti. Questa stessa strategia toccò il culmine il 12 dicembre ’69, giorno in cui il gruppo di Freda e Ventura, il gruppo di Ordine Nuovo di Venezia-Mestre e il gruppo di Avanguardia Nazionale di Roma, piazzarono alcune bombe a Roma, alla Banca Nazionale del Lavoro e all’Altare della Patria, provocando rispettivamente 14 e 4 feriti, e a Milano, dove, alla Banca nazionale dell’agricoltura, il bilancio fu di 16 morti e oltre 100 feriti, mentre la bomba alla Banca commerciale italiana non esplose. Venne fatta esplodere in seguito, eliminando una prova importantissima.

Continua qui.

Il giorno in cui un pezzo d’Italia perse l’innocenza: 44 anni fa la strage di piazza Fontana

Standard

Banca Nazionale dell'Agricultura, Piazza Fontana, MilanoQuarantaquattro anni fa oggi la strage di piazza Fontana.

Si era ancora innocenti, all’ora di pranzo del 12 dicembre 1969, quando il telegiornale delle 13.30 aveva raccontato agli italiani che la Grecia dei colonnelli si era ritirata dal consiglio d’Europa dove si discuteva della sua sospensione. E aveva raccontato anche che la vertenza sindacale dei lavoratori dell’editoria sembrava mettersi al bene mentre nulla cambiava per i metalmeccanici, che restavano in stato di agitazione. Intanto – proseguiva la catena delle notizie – a Palermo non si arrestavano le indagini per la strage di viale Lazio, uno dei momenti più feroci della prima guerra di mafia. Ma in mezzo a tutti quegli scorci di vita e fatti, l’edizione del notiziario si concludeva con un soffio dell’innocenza tramontante degli anni Sessanta.

Lucio Battisti, snobbato dalla sinistra perché poco o per nulla impegnato, un fascistoide per qualcuno, come tutti quelli che non si schieravano, continuava a respirare a pieni polmoni la consacrazione del suo successo dopo ostacoli e delusioni. Era stato un anno fortunato, per lui, il migliore di tutti, iniziato in febbraio con il successo al festival di Sanremo dove aveva cantato Un’avventura e proseguito in estate con Acqua azzurra, acqua chiara, pezzo del trionfo al Festivalbar e al Cantagiro. Con una cadenza burina a rivendicare la sua estrazione sabina, e mentre confessava con una punta di imbarazzo al microfono di Lello Bersani che non aveva mai studiato musica, mescolava la timidezza dello sguardo alla caparbietà del suo percorso artistico.
Continue reading

Ioso.info: Piazza Fontana, i filoni archiviati e l’opposizione delle parti civili sui personaggi che nessuno cercherà più

Standard

Sul sito Ioso.info viene pubblicata la notizia in base alla quale a Milano sono stati archiviati gli ultimi filoni aperti sulla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 (se ne può leggere anche qui). Sullo stesso sito si pubblica anche il documento riportato sotto, l’opposizione scritta dalle parti civili, e vi si commenta:

[Nel documento si leggono] tanto di nomi e cognomi: peccato che nessuno li andrà mai a cercare…