A Milano i ragazzi dei licei girano un video per chiedere la verit sulla morte dell’anarchico Pinelli

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Su Repubblica.it, stato pubblicato il filmato Milano, il video dei liceali per chiedere la verit su Pinelli, l’anarchico volato gi da una finestra della questura il 15 dicembre 1969. Era l da tre giorni, “invitato” dai poliziotti dopo la strage di Piazza Fontana senza che avesse alcuna responsabilit nell’eccidio del 12 dicembre alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.

I tre mostri che hanno ucciso Sarah

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Domani di Maurizio ChiericiL’annuncio di morte arriva in diretta televisiva. E conferma l’esistenza di tre mostri: un primo mostro – presunto, al momento – in famiglia, che sembra darsi da fare per ritrovare la nipote scomparsa mentre custodirebbe la chiave della sua sparizione; come in una riedizione del Videodrome di David Cronenberg, il secondo mostro rende permeabile la realt televisiva e la realt “reale”, facendo in modo che si fagocitino a vicenda. L’ultimo mostro, forse figlio (o genitore) del secondo, viviseziona la vita di un’adolescente facendone carne in scatola per rivelazioni televisive e doppie pagine sparate a raffica.

Camminano tra noi

La vicenda di cui parliamo quella di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana, provincia di Taranto, scomparsa lo scorso 26 agosto. Nelle varie dirette che la trasmissione di Rai3 Chi l’ha visto ha dedicato a questa storia, un’affermazione corretta era stata portata nelle case dei suoi telespettatori. A pronunciarla era stata una madre, Filomena Iemma: per diciassette anni ha cercato la figlia, Elisa Claps, venendo infine a sapere che il corpo della giovane era rimasto per tutto il tempo nel sottotetto della chiesa cittadina, a Potenza. Aveva detto la donna: Le ragazzine non spariscono nel nulla.

Ed vero. Scappano di casa, le adolescenti, ma difficilmente sfuggono per troppo tempo alle ricerche delle forze dell’ordine. Se poi ci si mette la tivv a cercarle, prima o poi saltano fuori. E possono anche essere portate via, in senso letterale o figurato, ma non cercate il mostro sconosciuto perch la maggior parte delle volte sbaglierete. Il “cacciatore” senza nome, appostato di fronte alle scuole, in un bar, in auto, esiste talvolta, ma statisticamente non lui il responsabile, ci dicono le analisi sulla violenza sessuale che pu condurre anche all’omicidio. Il responsabile va cercato nella sfera affettiva della vittima: nell’ordine, nella prima cerchia parentale (i conviventi), nella seconda (i parenti pi prossimi non conviventi) e in quella amicale e nelle frequentazioni quotidiane o quasi.
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