Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

Lo spot di cui sopra risale ai primi anni Sessanta e il set da detective Tommy Burst per bambini era prodotto dalla Mattel. Realistico, come si commenta su Current.com. E non per forza detto in senso positivo.

(Via BoingBoing)

Tom the Dancing Bug: One Day on a Desert Island. Su BoingBoing

Jack Kerouac wandering along East 7th Street

Beat Memories: The Photographs of Allen Ginsberg: una mostra che raccoglie scatti dagli anni Cinquanta agli Ottanta. In real life, l’esposizione si può vedere fino al 16 settembre prossimo al National Gallery of Art, ma considerando che Washington non è proprio dietro l’angolo, è stata predisposta online una galleria fotografica all’interno della quale vengono forniti i dettagli dei singoli scatti pubblicati. Inoltre è possibile acquistare il catalogo direttamente dal sito della NGA (49,95 dollari) oppure su Amazon (32,97 dollari). Per “ascoltarla”, invece, l’esposizione, si può optare un paio di mp3 (1 e 2).

Una recensione la si può leggere qui.

(Via BoingBoing)

Piracy: The Intellectual Property Wars from Gutenberg to GatesPiracy: The Intellectual Property Wars from Gutenberg to Gates è un libro scritto da Adrian Johns e uscito a inizio anno per la University Of Chicago Press. Nella recensione pubblicata da Electronic Frontier Foundation, si dà subito un’avvertenza al lettore: guardarsi qualcosa sulla (controversa) storia della proprietà intellettuale. Poi, contando sull’organizzazione cronologica del volume, Fred von Lohmann prosegue scrivendo:

Se volete un consiglio, iniziate dal capitolo 13 sull’ascesa delle radio nella Gran Bretagna degli anni Venti. È una storia incredibilmente attuale perché la radio compare all’ombra dei brevetti [e] pone un rompicapo a un governo che temeva che gli “sperimentatori” avrebbero distrutto le cose deregolamentando programmi e inondando l’etere [...]. In molti hanno riconosciuto alcuni paralleli con le attuali controversie su “jailbreaking” dell’iPhone, innovazione dell’utente e futuro di Internet.

L’anteprima del libro è disponibile su GoogleBooks.

(Via BoingBoing.net)

The Mob Museum

Si chiamerà Museum of organized crime and law enforcement e aprirà a Las Vegas nel 2011. Così lo presenta BoingBoing:

Una panoramica audace e autentica dell’impatto del crimine organizzato sulla storia di Las Vegas e la sua impronta unica sull’America e sul mondo. Il museo propone storie vere ed eventi reali con mostre interattive [...] che svelano tutti i volti di un certo tipo di delinquenza e del suo ruolo negli Stati Uniti.

Facendo scorrere il lungo slideshow che compare sulla home page del sito si può avere un’idea almeno indicativa di ciò che si potrà vedere.

Un mini-documentario di quattordici minuti, opera di Ben Cato Clough e Luke Upchurch, intitolato When Copyright Goes Bad:

Questo è un film che racconta come il copyright sia diventato uno dei più importanti argomenti per i consumatori in epoca digitale, perché le lobby aziendali rischiano di criminalizzare le azioni di centinaia di persone e che cosa il futuro riserva alla lotta per leggi più eque. When Copyright Goes Bad è un’introduzione alla [sua] rinegoziazione.

Nel corso del video, compaiono rappresentanti di realtà a favore delle libertà digitali come Electronic Frontier Foundation, Open Rights Group e Public Enemy. Maggiori informazioni qui.

(Via BoingBoing)

Vodou Brooklyn di Stephanie Keith

Si intitola Vodou Brooklyn ed è il “viaggio” per voce e immagini di una fotografa all’interno di una comunità haitiana trapiantata negli Stati Uniti. L’autrice di questo racconto si chiama Stephanie Keith e, per quanto visuale, si tratta della puntata speciale di una trasmissione radiofonica, Speaking of Faith. È anche possibile ascoltare e scaricare l’mp3 dell’audio-racconto.

(Via BoingBoing)

How to survive an atomic bomb

Nel gennaio del 1951 la statunitense Mutual Of Omaha pubblicizzava le sue coperture sanitarie e assicurative (300 milioni di dollari risarciti, oltre 10 mila dipendenti, autorizzata a operare in 48 Stati) facendo uscire questo vademecum da mettere in pratica in caso di attacco nucleare. Una testimonianza da un’altra epoca, la cui raccomandazione finale suggerisce:

Preparatevi in anticipo per evitare il panico. Lo potete fare con efficacia lavorando con le organizzazioni locali per la difesa civile. Studiatele le informazioni relative alle misure di difesa. Con un’accurata pianificazione, la vostra comunità può arrivare preparata riducendo al minimo morte e distruzione.

Lo segnala il blog Copyranter e lo riprende BoingBoing.

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  • Scritto per blog, stranezze
  • The Cost of Care

    Tradotto in termini di infografica il rapporto tra spese sanitarie e aspettative di vita. Lo pubblica il National Geographic.

    (Via BoingBoing)

    Weekly World News

    Mutanti, politici, alieni. Sono alcune delle sezioni – la cui progressione già da sola può raccontare una storia – del sito Weekly World News, la rivista (o supermarket tabloid, per dirla in lingua originale) che per quasi trent’anni “ha protetto i civili dalla melma aliena” (qui un po’ di storia della curiosa pubblicazione). Ora, su Google Books, si può accedere alla raccolta completa partendo dal numero del 20 ottobre 1981 e arrivando fino all’ultimo, quello del 20 agosto 2007. Per dirla come BoingBoing, we want to believe. O quanto meno leggere di stranezze che risultano più auspicabili di molti fatti reali.

    Condition-Critical.org, voci di guerra dal Conco Occidentale. È un’iniziativa di Medici senza frontiere per riportare almeno un po’ l’attenzione su una delle tante guerre dimenticate.

    (Via BoingBoing)

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  • Scritto per guerra
  • World War by Angus McLeod

    Angus McLeod è un artista canadese che racconta la guerra a fumetti. Per partire a conoscere il suo lavoro si possono leggere i suoi due ultimi lavori, World War One: Simple Version e World War Two: Simple Version in cui ogni personaggio è uno Stato coinvolto nel conflitto: la sua sagoma ricalca quella tracciata dai confini della nazione che rappresenta e porta addosso i segni di riconoscimento della propria condotta bellica. Ma navigando all’interno della sua galleria, si può trovare molto altro materiale interessante. Come i volti della guerra. Tipo questo. Nota a conclusione: i lavori di Angus McLeod sono rilasciati con una licenza Creative Commons BY-NC-ND.

    (Via BoingBoing.net)

    I'm a photographer, not a terroristAccade in Gran Bretagna (dove qualche tempo fa era nato il movimento Fit Watch di cui s’era parlato) che se qualcuno viene sorpreso con una macchina fotografica venga scambiato per un malintenzionato. In senso terroristico. Per seguire via via gli aggiornamenti si possono seguire gli account su Twitter o Facebook dove vengono pubblicati i fatti di questo genere. E ancor prima nasce la campagna I’m a photographer, not a terrorist per ribadire che nel limbo dei sospetti ci finiscono “amatori o professionisti”, senza distinzione tra chi “ritrae paesaggi, forme architettoniche o strade urbane”. Dunque:

    [questa situazione] non solo corrode la libertà di stampa, ma spegne anche la creazione di una storia visiva collettiva del nostro paese attraverso norme anti-terrorismo create per proteggere un patrimonio che ci viene impedito di ritrarre. Questa campagna è destinata a chiunque abbia a cuore i simboli visivi, non solo ai fotografi, è portata avanti da una serie di singoli e non deve nulla a una singola organizzazione. Dobbiamo lavorare insieme per fermare [questa tendenza] prima che la fotografia diventi parte della storia invece rimanere un modo per registrarla.

    Sul sito sono stati pubblicati molti autoritratti di coloro che sostengono la campagna (qui le istruzioni per inviare il proprio) e qui invece le grafiche con cui creare magliette o materiale a supporto.

    (Via BoingBoing)

    A (s)proposito


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