“Puppycide”, il documentario: a Los Angels, quando un cane e il suo proprietario incontrano la polizia, finiscono male

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“Ogni 98 minuti un cane viene ucciso a colpi d’arma da fuoco dalle forze dell’ordine. Aiutaci a raccontare le loro storie”. Bizzarro e interessante documentario di Ozymandias Media, Puppycide. ambientato a Los Angeles e, oltre alle sorti dell’animale, nel film viene raccontato anche ci che accade ai loro proprietari, spesso non pi fortunati. Da sottolineare che per realizzare Puppycide gli autori stanno ricorrendo al crowdfunding tramite la piattaforma Kickstarter e che aggiornamenti sul progetto sono disponibili su Twitter e su Facebook.

Los Angeles, 1915: quando gli strilloni avevano 7 e 9 anni negli scatti del sociologo e fotografo Lewis Wickes Hine

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Brother Red: 1915

Su Shorpy.com uno scatto dal 1915 (qui in versione pi grande): due strilloni di 7 e 9 anni che distribuivano giornali a Los Angeles. un’immagine del fotografo e sociologo statunitense Lewis Wickes Hine che sempre ha lavorato occupandosi di lavoro e riforme sociali in ambito infantile.

“Walter Koessler Project”: su Tumblr oltre 700 scatti inediti dalle trincee tedesche della prima guerra mondiale

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Walter Koessler Project

Una serie di foto inedite dalle trincee tedesche della prima guerra mondiale. il Walter Koessler Project, dal nome del bisnonno di Dean Putney, che fu un fotografo indipendente che viveva in Germania e che and a vivere a Los Angeles dopo la fine del conflitto. Nell’album sopravvissuto al tempo e in via di digitalizzazione da parte del bisnipote sono sopravvissuti oltre 700 scatti finora mai pubblicati.

Walter Koessler Project

(Via BoingBoing)

Il giro della nera: il crime mapping in Italia tra utilit e strumento da analizzare con attenzione

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Il giro della nera a Milano centro

Il crime mapping, strumento per effettuare analisi sul crimine in base alla sua mappatura attraverso strumenti di geolocalizzazione, viene raccontato su Lsdi (che gi ne aveva parlato tempo addietro) attraverso un’intervista al giornalista Daniele Belleri, autore del blog Il giro della nera. Belleri peraltro avverte:

Le mappe del crimine sono strumenti che vanno usati con cautela anche per altri rischi che portano con s. Il primo quello di stigmatizzare le aree urbane dove si verificano pi reati. Il secondo quello di incoraggiare una visione egoistica della citt, dove la ricerca di sicurezza raggiunga vertici di paranoia e intolleranza ai minimi segnali di socialit nello spazio pubblico, in una vittoria del modello delle gated community anglosassoni o dei coprifuoco milanesi.

Spetta al giornalista ovviare a queste derive, e i modi possono essere quelli della comparazione. Una comparazione prima di tutto statistica, cio un confronto per evidenziare i risultati positivi ottenuti nel corso degli anni sul versante del calo dei reati, in alcuni quartieri. Questo avrebbe il doppio risultato di fare pressioni sull’amministrazione cittadina, per un suo intervento, e di offrire alle aree oggi pi in difficolt una prospettiva di riscatto a breve termine”.

Un avvertimento gi rilevato da The Omicide Report, uno dei primi esperimenti in questo senso con base a Los Angeles e che gi da tempo fa uso di una propria mappa del crimine. Tra le risorse suggerite da Belleri, la rappresentazione dei delitti a Londra.

Aggiornamento del 27 gennaio 2011: un nuovo articolo che parla dell’argomento, ancora da Lsdi. Nuovi giornalismi, un blog-osservatorio sugli omicidi a Washington.