Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
2 May
Il documentario si intitola Salviamo la memoria, opera del videomaker Matteo Tortora, e quello pubblicato sopra è il primo trailer. Così si presenta il film:
È un progetto video che vuole restituire alla cittadinanza [...] il senso di una memoria che lentamente si sta sgretolando; gli eventi, le situazioni ma sopratutto le emozioni e i legami affettivi che la seconda guerra mondiale ha scardinato, talvolta distrutto, talvolta ferito cambiando per sempre il volto della nostra nazione, della nostra terra e dei nostri parenti.
Prima che il ricordo diventi soltanto rievocabile attraverso le parole scritte sui libri di storia, il nostro intento è perpetuare il ricordo vivo di chi ancora può testimoniare. Perché soltanto attraverso il racconto, che scaturisce dalle parole, dalle espressioni del viso, talvolta anche dalle lacrime che possono sgorgare dagli occhi, saremo in grado di percepire e di capire realmente l’impatto e le conseguenze che la guerra ha avuto.
Abbiamo paura che le nuove generazioni possano sentire troppo lontano quel periodo storico, perdere il contatto con chi lo ha vissuto e questo progetto di archiviazione digitale delle interviste è un primo passo per un progetto di recupero della storia che passi per la prima attraverso le testimonanze di persone comiuni, il vicino di casa o la nonna, che possano restituire a tutti aspetti persi, ricordi dimenticati, e fare luce su qualcosa che giorno dopo giorno diventa sempre più flebile e lontano.
Il documentario rientra nell’ambito di Produzioni dal basso e dunque chi volesse sostenerlo può farlo qui.
(Via Antonio Mainenti su Twitter)
3 Apr
Teaser Documental “1980″ from Iñaki Arteta on Vimeo
1980 – Proyecto de documental cinematográfico è il film di Leize Producciones diretto da Iñaki Arteta e finanziato attraverso il crowdfunding. Il documentario ripercorre a cavallo di quell’anno le azioni dei baschi dell’Eta e queste sono le ragioni per il quale è stato realizzato:
In un periodo come quello attuale – un periodo in cui diffonde l’oblio che potrebbe condurre alla tentazione di “voltare pagina”, di dimenticare che cosa sono state le attività terroristiche di allora e quali le conseguenze per i suoi protagonisti – è particolarmente importante per rivedere episodi come questi per trarne riflessioni valide per il presente.
7 Mar
Su Internazionale, la Cia implicata nelle torture in Iraq, articolo sul documentario James Steele: America’s mystery man in Iraq:
Il Pentagono aveva inviato in Iraq un veterano delle “guerre sporche” dell’America Centrale a supervisionare e addestrare alcune unità speciali della polizia irachena che avevano creato una rete di centri di detenzione e di tortura per ottenere informazioni dai ribelli.
Secondo i risultati di un’inchiesta del Guardian e della Bbc Arabic, il colonnello in pensione James Steele, 58 anni, statunitense, veterano delle guerre nel Salvador e in Nicaragua, era stato nominato direttamente dal segretario della difesa degli Stati Uniti Donald Rumsfeld per aiutare a organizzare i paramilitari nel tentativo di sedare una rivolta sunnita nel 2003, ed è rimasto in Iraq fino al 2005.
Anche il colonnello James Coffman, un altro veterano dell’esercito statunitense, era stato inviato in Iraq per organizzare le forze di sicurezza e lavorare a fianco di Steele. Coffman riferiva direttamente al generale David Petraeus, ex capo della Cia, costretto a dimettersi a novembre del 2012 in seguito a uno scandalo per una relazione extraconiugale.
Secondo gli autori dell’inchiesta, le forze speciali irachene hanno commesso alcuni dei peggiori atti di tortura documentati durante l’occupazione degli Stati Uniti e hanno accelerato lo scoppio di una guerra civile. Le accuse, riportate nel documentario del Guardian, coinvolgono per la prima volta i consiglieri della Cia negli abusi commessi dalle forze speciali.
Qui il documentario completo.
1 Feb
È l’Italia la “ragazza” priva di coscienza del film Girlfriend in a coma della filmaker Annalisa Piras e dell’ex direttore dell’Economist Bill Emmott, autore del libro Good Italy, bad Italy. Si tratta di un documentario con questi scopi:
Mira a introdurre gli italiani al lato oscuro del declino politico, economico e sociale del loro paese, prodotto di un collasso morale senza eguali in Occidente.
E forse proprio per questo non può essere proiettato nel Belpaese prima delle elezioni. Come se svelasse chissà quale verità non già nota ai cittadini tricolori. Si veda cosa se ne dice su Twitter e su Facebook.
(Via Marco Castelnuovo)
31 Jan
Long live the kings, lunga vita ai re, è un mini documentario di Clement Beauvais e Arthur de Kersauson che dura meno di sette minuti e che racconta la storia di alcuni viaggiatori su due ruote facendo dei chilometri percorsi in moto una filosofia di vita. Girato interamente in 16 mm, presenta immagini, fotografia e colonna sonora spettacolari. Accanto al film è stato creato anche un blog.
17 Jan
Un documentario toccante e intenso. È Il passaggio della linea di Pietro Marcello, un film sui treni di notte, gli espressi che percorrono tutta la penisola. Com’erano, come sono, dove conducono, soprattutto l’umanità che accompagnano. Uscito nel 2007, ha ricevuto una nomination ai David di Donatello nel 2008 e il titolo deriva da un romanzo di Georges Simenon, Le passage de la ligne.
(Via @RecTicino)
11 Jan
A ponte, un documentario pubblicato da joaowainer.com su Vimeo. Il film, che dura 41 minuti, racconta la realtà brasiliana con cui opera l’associazione non profit Casa Do Cezinho.
4 Dec
Il 6 dicembre saranno trascorsi ventidue anni da quando, nello stesso giorno del 1990, un aereo militare si schiantò sull’Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, causando dodici vittime tra gli studenti e ottantotto feriti. Se ne parlava qui e giovedì prossimo, alle 20.15, sarà proiettato il documentario I ragazzi del Salvemini (il video sopra è il suo trailer) di Giuliano Bugani ed Emilio Guizzetti. Accadrà alla sala di quartiere bolognese di San Vitale, in via Broccaindosso 50.
4 Oct
Al Qaida! Al Qaida! Come fabbricare il mostro in tv è un film documentario contro la manipolazione della realtà tratto dal libro Primo, non diffamare di Luca Bauccio. Girato da Giuseppe Scutellà e prodotto da DirittoZero, verrà presentato il 18 ottobre al Cinema Apollo di Milano e sullo schermo si potranno vedere alcuni dei personaggi divenuti oggetto di campagne denigratorie. Tra loro Beppino Englaro. Se ne parla più diffusamente sul blog Il giornalaio di Pier Luca Santoro.
27 Sep
Il trailer del documentario Blood Brothers prodotto da Danny Yourd:
È un film su un ragazzo, Rocky Braat, e sul lavoro che svolge con gli organi affetti da Aids a Chennai, in India.
Per leggerne di più, si può vedere qui.
(Via BoingBoing)
20 Sep
Bologna, dal 2 al 14 ottobre. Città e date corrispondono al Terra di Tutti Film Festival – Documentari e cinema sociale del sud del mondo, giunto alla sesta edizione e che si terrà in diversi luoghi del capoluogo emiliano. Di che si tratta?
Mostre fotografiche, incontri, approfondimenti sugli aspetti sconosciuti delle cronache del sud del mondo coinvolgono librerie e spazi culturali cittadini. Martedì 9 ottobre al Tpo (via Casarini 17) sarà una serata “Cinemigrante”, con i video provenienti dal festival spagnolo di Santander. Mercoledì 10 ottobre, all’Università di Bologna, appuntamento con il giornalista esperto di migrazioni Gabriele Del Grande, che presenzierà all’anteprima di uno dei corti che compongono La vita che non Cie, il documentario in cui Alexandra D’Onofrio ribalta l’estetica della frontiera offrendo il punto di vista di tre personaggi che subiscono gli effetti della migrazione.
Dall’11 ottobre la rassegna entra nel vivo al cinema Lumière con quattro giorni di proiezioni gratuite: in programma film e documentari provenienti da tutto il mondo, con sessioni di proiezione dedicate a Bosnia, Palestina, migrazioni e nuove povertà, lotte per i diritti e accesso alle risorse, tutela della biodiversità. Si inizia con la sessione “Fortezza Europa”: arriva dal festival di Venezia Mare Chiuso, il documentario in cui Andrea Segre e Stefano Liberti hanno raccolto i tragici racconti degli africani giunti sui barconi fin nel canale di Sicilia e qui respinti dall’Italia verso la Libia. A seguire, l’anteprima assoluta della versione integrale di La vita che non Cie.
A un anno dalla morte di Vittorio Arrigoni, attivista umanitario ucciso nella striscia di Gaza, arriva a Bologna Vik Utopia, il documentario in cui Anna Maria Selini ha seguito il processo per omicidio a carico di un gruppo di estremisti islamici: la pellicola sarà proiettata il 12 ottobre presso il dipartimento di Discipline della Comunicazione (via Azzo Gardino 23 – aula A) e al cinema Lumière, nell’ambito di una sessione dedicata alla Palestina.
Altre informazioni su foto e video si trovano qui.
3 Sep
Generale, il documentario della nipote di Carlo Alberto Dalla Chiesa sulla figura del nonno e del militare ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982:
Dora Dalla Chiesa è nata pochi mesi dopo la morte di suo nonno, ma ha deciso di raccontare la sua storia, militare e personale in un documentario, attraverso le parole di chi lo ha conosciuto”. “Un dovere personale e civile”.
Qui l’articolo di Repubblica che ne parla ripreso da AntimafiaDuemila.com.
28 Aug
The program, quello (top secret) che dopo l’11 settemre 2001 la National Security Agency ha attuato per rafforzare la sorveglianza elettronica all’interno degli Stati Uniti. Il documentario è filmato da Laura Poitras e il racconto è di William Binney, per 32 anni alla Nsa e una delle mente matematiche e tecnologiche che hanno contribuito a fare del “program” una realtà.
(Via New York Times)
22 Aug
A Lost Revolution? Stories beyond the factory wall è una produzione dell’organizzazione non governativa Swedwatch. Pubblicato su Vimeo, il breve documentario ritrae aspetti del Bangladesh ed è stato segnalato da Verve Photo.
24 Jul
È il trailer del film Non mi avete convinto di Filippo Vendemmiati. La sinossi spiega che:
Non è la biografia storica di Pietro Ingrao, ma il suo racconto in prima persona, sulla politica come passione “come strumento per cambiare un mondo che non mi piaceva”. La vita di Ingrao tra errori, sconfitte e rotture è connotata dalla ricerca continua, quasi dolorosa, di nuove forme di partecipazione e di comunicazione. Da qui la sua grande passione per il cinema e la poesia. “Mi intendo più di cinema che di politica” dice nel documentario. “Volevo fare il regista, sono stato spinto a calci nel sedere verso la politica”. Forse è un film controcorrente o fuori moda, perché ci parla di “bella politica”, proprio oggi che questo “sentire” sembra un orizzonte lontano e inquinato, territorio di sentimenti anticasta, per altro spesso giustificati.
Continua qui la descrizione dei contenuti del film che rientra nella rosa degli eventi speciali delle Giornate degli Autori – Venice Days 2012, in programma dal 30 agosto all’8 settembre.