“2 agosto 1980 – Un giorno nella vita”: il documentario di Carlo Lucarelli

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La versione completa è su Raiplay. Si tratta del documentario “2 agosto – Un giorno nella vita” che Carlo Lucarelli ha scritto con Paola Mordiglia e Federica Campana. Un lungo racconto a cui ho collaborato di ciò che accadde attraverso la voce dei feriti, dei familiari delle vittime, dei soccorritori e dei magistrati.

Il “caso Sindona” visto da Silvio Novembre, il maresciallo che fu a fianco dell’avvocato Ambrosoli

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Silvio Novembre - Lucarelli racconta, Gli uomini dello Stato

In memoria di Silvio Novembre, morto a Milano il 28 settembre 2019.

I funerali dell’avvocato Giorgio Ambrosoli vengono celebrati il 14 luglio 1979 a Milano, nella chiesa di San Vittore al Corpo. Tra chi vi prende parte, non c’è nessun rappresentante ufficiale delle istituzioni. Quelle istituzioni che pure l'”unico commissario liquidatore” dell’impero finanziario di Michele Sindona aveva servito a dispetto della mole di lavoro, delle pressioni, dei poteri forti coinvolti. E a dispetto delle minacce, diventate reali tre giorni prima di quelle esequie, l’11 luglio.

Tra chi partecipa, però, ci sono i collaboratori dell’avvocato. Coloro con cui, dal 27 settembre 1974, giorno della nomina da parte del ministero del Tesoro e dell’allora governatore della Banca d’Italia, Guido Carli (sostituito l’anno successivo, dopo le sue dimissioni, da Paolo Baffi, altro personaggio che pagherà con accuse ingiuste e un periodo di carcere insieme al vicedirettore generale Mario Sarcinelli l’essersi opposto ai potenti della finanza italiana), aveva condiviso anni di lavoro. Di fronte al feretro ci sono Baffi, i giudici Guido Viola e Ovilio Urbisci. E poi c’è un uomo che appartiene alla guardia di finanza e che non stacca gli occhi dalla bara. La fissa intensamente, senza battere ciglio, rigido. Si chiama Silvio Novembre ed è un maresciallo della guardia di finanza, entrato nelle fiamme gialle quasi per caso e diventato a sua volta un fedele servitore dello Stato. O almeno così credeva.
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“Depistaggi – Da piazza Fontana alla stazione di Bologna”: il libro che li racconta

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Depistaggi - Da piazza Fontana alla stazione di Bologna

Questo testo è l’introduzione al libro Depistaggi – Da piazza Fontana alla stazione di Bologna di Luna Beggi, Paolo Cianci, Maria Giovanna Drudi, Luca Palestini, Flavio Romani e Amalia Vergari, Castelvecchi Editore, Roma, 2018

A dicembre 2017, alla fine di un anno di lavoro, dissi loro: «Avete ormai quasi scritto un libro, perché non pensare di ultimarlo e pubblicarlo?». Tutto era nato dodici mesi prima, con la fine delle selezioni per accedere ai corsi dell’area non fiction della Bottega Finzioni, la scuola che forma autori per il cinema, la televisione e la radio fondata a Bologna da Carlo Lucarelli. Chi firma oggi il testo del volume faceva parte dei venti allievi che avevano superato le prove di accesso e il successivo gennaio erano iniziate le lezioni.

Per un anno ci siamo frequentati praticamente tutte le settimane, il venerdì e nei fine settimana intensivi. In aula li ho visti lavorare, affiancando i docenti in qualità di responsabile dell’area insieme al regista Francesco Merini, osservandoli mentre si cimentavano in vari aspetti del lavoro autoriale: la ristrutturazione di format tv sull’arte e sulla cultura, la stesura di sceneggiature per trasmissioni di approfondimento oppure l’individuazione di rubriche per l’intrattenimento sul piccolo schermo.
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Il boss: Luciano Liggio, da Corleone a Milano, una storia di mafia e complicità

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Il boss

Dal 1° febbraio 2018 è in libreria il libro Il Boss – Luciano Liggio: da Corleone a Milano, una storia di mafia e complicità, scritto a quattro mani con Giuliano Turone (prefazione di Carlo Lucarelli). Pubblicato da Castelvecchi, racconta una storia di mafia al nord che va molto indietro nel tempo. E che dimostra due affermazioni: da un lato, le infiltrazioni della criminalità organizzata sono realtà ormai superata perché attuale già oltre quarant’anni fa; dall’altro, le trattative tra mafia e Stato, in Italia, sono state molteplici e la latitanza di Liggio può essere una di quelle. Ecco i contenuti della quarta di copertina:

Il 1974 fu un anno senza ritorno. Un anno in cui non fu più possibile sostenere che la mafia a Milano non esisteva. Non solo esisteva, ma si era pienamente insediata. L’indagine che, partendo dai sequestri di Pietro Torielli e Luigi Rossi di Montelera, condusse alla cattura di Luciano Liggio, la “primula rossa di Corleone”, dimostrò anche altro: l’esistenza di stretti legami con ambienti eversivi e golpisti, la costruzione di solide imprese nell’economia legale e lunghissime latitanze dorate che non avrebbero potuto essere tali senza qualche copertura. Questa è una storia in cui il confine tra crimine e mondo legale può finire per confondersi, fino a non essere più visibile. Rispetto a quanto raccontano gli atti giudiziari, spesso inediti, in questo testo ci sono i ricordi in prima persona di un magistrato che le indagini non solo le ha condotte, ma le ha vissute.

Profondo nero di Carlo Lucarelli: da stasera i nuovi episodi su Crime investigation

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Seconda stagione, a partire dalle 22.55 di questa sera, per la trasmissione Profondo nero di Carlo Lucarelli (Crime investigation, canale 118 di Sky). Si inizia con il caso di Ermanno Lavorini e si prosegue con altre vicende, tra cui il mostro di Firenze, la vicenda di Rina Fort e la storia di Wilma Montesi. Ecco la presentazione del programma:

Ci sono delitti inquietanti che ci hanno cambiato per sempre. Crimini che, come un colpo di rasoio, hanno squarciato la nostra società facendo capire a tutti, per la prima volta, che siamo diversi da quello che credevamo, siamo un’altra cosa. Perché ogni epoca, ogni luogo, anche l’Italia, ha il suo incubo.

Quando si parla di crimini efferati e serial killer, si pensa sempre a contesti lontani da noi, a storie che non ci appartengono: non è affatto così. Carlo Lucarelli torna a raccontare i delitti più feroci del nostro paese. Quei crimini incredibili, impensabili che vanno oltre la cronaca nera, oltre alle vittime, e che hanno sconvolto l’immaginario italiano.

Il sequestro Sgrena e l’omicidio di Nicola Calipari: a 10 anni di distanza, il racconto di Carlo Lucarelli

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La storia di Nicola Calipari, ucciso a Baghdad dieci anni fa, il 4 marzo 2005, dopo aver liberato la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena, abbiamo provato a raccontarla così, in una puntata dell’ultima stagione andata in onda della trasmissione Lucarelliracconta di Carlo Lucarelli.

Bottega Finzioni di Carlo Lucarelli: presentati i corsi 2015 e al via la collaborazione con l’area non fiction

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Bottega FinzioniPresentati i corsi 2015 della Bottega di narrazione Finzioni fondata da Carlo Lucarelli e dal prossimo anno sarà un piacere collaborare con l’area non fiction:

Anche nel 2015 gli allievi dell’area Non fiction continueranno ad apprendere le tecniche fondamentali per lavorare a progetti di nuovi format televisivi insieme con i professionisti che li stanno ideando e sviluppando. All’interno dell’area di Non fiction, oltre a lavorare alla costruzione di format televisivi, si lavorerà a progetti di documentari, sia singoli che seriali, accompagnati dal team di Stefilm, storica casa di produzione torinese con ventennale esperienza di produzione e distribuzione internazionale, in più di 40 paesi nel mondo. Il 2015 vedrà significative novità. Il collaudato schema, che parte da “scrivere un soggetto” per documentario d’autore e televisivo (one-off, serie) basandosi sulle idee dei partecipanti e su un tema dato (il 2015 vedrà “la bicicletta” come tema portante), si allarga e nella nuova edizione si affronterà il rapporto sempre più stretto e virtuoso tra documentario e cinema.

Maggiori informazioni qui.

5 agosto 1989: 25 anni fa l’omicidio dell’agente Nino Agostino e della moglie Ida. Rimane il segreto di Stato

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Venticinque anni fa l’omicidio dell’agente Antonino Agostino e della moglie Ida Castelluccio. Era il 5 agosto 1989 e ancora oggi, a distanza di così tanto tempo, non se ne conoscono le ragioni, per quanto si sappia che possano essere legate alla tentata strage dell’Addaura del 21 giugno 1989, poche settimane prima del duplice delitto. Inoltre su questa storia è calato il segreto di Stato, nonostante il movente dell’agguato fosse stato attribuito a ragioni passionali. Un movente altrettanto assurdo era stato appiccato anche alla scomparsa di Emanuele Piazza, ex il poliziotto e collaboratore del Sisde sparito pochi mesi dopo (il 16 marzo 1990). Qui, in queste due storie, sta un pezzo della verità sulle stragi degli anni Novanta, oltre che delle trattative con lo Stato.

Qui la puntata di Blunotte di Carlo Lucarelli che racconta per intero di Antonino Agostino ed Emanuele Piazza.

“Un solo errore. Bologna 2 agosto 1980”: esce in dvd il documentario con booklet inedito. A breve nelle edicole, nelle librerie e nelle videoteche

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Un solo erroreContiene uno scritto di Carlo Lucarelli, uno di Andrea Speranzoni e uno mio il booklet che accompagna il cofanetto con il dvd Un solo errore. Bologna 2 agosto 1980, pubblicato e distribuito dalla Cineteca di Bologna e che a giorni sarà disponibile nelle edicole, nelle librerie e nelle videoteche. E questi i suoi contenuti:

Bologna, 2 agosto 1980. Il più feroce attentato della storia repubblicana, il cinico tentativo di abbattere la democrazia, un sanguinario colpo contro la popolazione inerme che sta partendo per le vacanze. I terroristi commettono un solo errore: aver scelto Bologna come obiettivo. I soccorsi sono immediati, la città manifesta il proprio sdegno e da subito si leva la richiesta di verità e giustizia. Le indagini dei magistrati bolognesi e l’impegno dell’Associazione dei familiari delle vittime conducono per la prima volta ad individuare e condannare gli esecutori materiali di una strage in Italia. Dal lutto nasce un’idea di società civile, antidoto alle trame occulte che ancora oggi avvelenano la nostra democrazia.

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