Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
31 Jan
Si intitola Project Unbreakable – The beginning of healing through art e di questo si tratta:
Questo progetto è stato creato nel mese di ottobre del 2011 da Grace Brown. Grace usa la fotografia per avviare un percorso di recupero per coloro che sono state vittime di abusi sessuali chiedendo loro di scrivere su un foglio una frase sull’aggressore che le ha braccate e di fotografarsi con il foglio stesso. Vittima di una violenza e attivista a favore delle vittime di abuso, Yvonne Moss descrive il progetto come un modo per le vittime di reagire – o iniziare a farlo – al potere che è stato usato contro di loro almeno una volta.
Chi accetta di partecipare non sempre si fa riprendere in volto, ma in poche righe, a volte poche parole, e uno scatto racconta più di un libro intero.
(Via Jay Rosen)
1 Dec
In rete è approdato Firecracker – Supporting european women photography. Si tratta dell’iniziativa di Fiona Rogers, che lavora dal 2005 per Magnum Photos London come coordinatrice del settore cultura ed educazione. Per vedere cosa è stato pubblicato, si può visitare l’archivio. Qui invece le indicazioni per sottoporre i propri scatti.
(Via Daria Scolamacchia)
5 Nov
The Power of Photojournalism per vedere “cosa le tribù del Kenia hanno a che fare con i ghetti dell’Ohio e le crisi idriche globali”. Il documentario, suddiviso in due video (1 e 2), è stato realizzato dalla Annenberg Space for Photography con le immagini del sessantaseiesimo Picture of the Year International winners. Si può inoltre accadere da qui allo slideshow delle fotografie vincitrici.
(Via Pandemia)
19 Apr
Albert Einstein morì esattamente cinquantacinque anni fa ieri. Per l’anniversario, Life ha pubblicato una galleria fotografica dell’addio allo scienziato. Immagini finora inedite perché la famiglia chiese il massimo riserbo ai tempi. L’autore di quegli scatti è Ralph Morse.
17 Mar
L’Europeo, storico mensile di casa Rizzoli, ha lanciato la prima edizione di un proprio concorso di fotografia. Si chiama L’Europeo Photo Awards 2010 e il bando è disponibile su Flickr, dove è stato creato anche un apposito gruppo:
Il tema [...] “All’uscita dal lavoro. Le fabbriche, gli uffici, le scuole, i cantieri”. Uno scatto per sorprendere, leggere e ascoltare una nazione che lavora. La fotografia deve essere scattata in Italia.
Per confermare la tua partecipazione al concorso, devi inviare una mail all’indirizzo europeophotoawards[at]rcs.it con i seguenti dati: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero civico, città, cap, telefono cellulare o fisso, e-mail, id del profilo Flickr, indirizzo completo dell’url del profilo; la partecipazione al concorso è riservata ai maggiori di 18 anni.
La mail deve essere inviata subito dopo aver postato la foto. La mancata comunicazione di uno solo dei dati anagrafici richiesti comporta l’esclusione da L’Europeo Photo Awards. Le foto devono essere senza cornice, senza watermark e senza note [e] devono avere una didascalia esplicativa (chi, dove, quando).
Il bando completo è disponibile qui e la scadenza per l’invio delle immagini è fissata per il 14 giugno prossimo. Al primo classificato una Nikon D90, obiettivo Nikkor 18-105 VR e una scheda da 4GB. Infine, se si vuole dare un’occhiata alle ultime copertine della rivista, si veda l’account Flickr della rivista.
12 Feb
Il blog si chiama Indicommons, rappresenta un’estensione del progetto fotografico Flickr Commons e il nome deriva dalla contrazione tra indico (rendere noto pubblicamente) e, appunto, commons, inteso partendo da questo concetto. Concetto sottoscritto da istituzioni di oltre mezzo mondo. Per seguire ciò che viene via via condiviso, è stato messo a disposizione qualche strumento.
20 Nov
Una città spettacolare, una nazione da scoprire ben oltre gli stereotipi veicolati nel corso del precedente decennio e non solo. E ora anche un sito, Belgrade Raw, che è questo:
Una mostra collettiva di sei fotografi che fanno vedere una Belgrado differente. Non ci occupiamo di roba turistica e glam, ma ci concentiamo sulle persone e sui luoghi reali [...]. Il nostro obiettivo è di costruire una migliore, più aperta e onesta immagine della nostra città. Per questo scopo, seguiremo i seguenti passi:
- questo sito, una vetrina di set fotografici [...]. In questo modo si potranno vedere soggetti o temi che reputiamo particolarmente interessanti
- Flickr group BelgradeRaw, luogo della comunità [...]. Carichiamo le nostra immagini, ma invitiamo anche altri grandi fotografi belgrasei che troviamo su Flick. I membri possono partecipare inoltre alle discussioni e commentare le singole fotografie
- materiale vario stampato, inclusi adesivi, stampe a edizione limitata, opuscoli e un giorno un libro
Quando viene pubblicato sul sito (e sul relativo gruppo Flickr) è rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate.
(Via Ultimo)
30 Oct
Non è proprio una novità in rete, ma è comunque una risorsa da tenere a mente. Si chiama ManifestiPolitici.it ed è una “banca dati sul manifesto politico e sociale contemporaneo”. Questa la sua presentazione:
Manifestipolitici.it è un progetto promosso dalla Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna e realizzato da Manifesta. Avviato nel 2000, consiste oggi in una grande banca dati online che conta più di 10.000 manifesti politici e sociali provenienti da diverse raccolte, datati dai primi anni del Novecento fino ai giorni nostri; recentemente si è avviata l’immissione anche di cartoline, sempre a carattere politico e sociale [...]. La banca dati offre una vasta esemplificazione della produzione nazionale ed internazionale di comunicazione politica e sociale su carta: dai manifesti storici della propaganda elettorale alla libertà creativa dei movimenti di inizio millennio, dalla comunicazione degli enti locali alle testimonianze dell’America latina e di molti paesi europei, dai lavori di alcuni dei maggiori studi grafici a livello internazionale alle autoproduzioni dei movimenti giovanili.
Per consultare via internet la banca dati si veda qui mentre, con le elezioni politiche del 2006, è partito anche il progetto foto di strada. Per partecipare si dia un’occhiata anche qui.
23 Oct
Tano D’Amico viene raccontato brevemente qui, se ci fosse bisogno di informazioni su di lui. E sempre se ci fosse bisogno di un link in più, ha anche aperto un proprio blog dove pubblica le foto che ha scattato nel corso della sua carriera accompagnandole talvolta con un suo commento ai fatti che ha cristallizzato scattando. A oggi, da Giorgiana Masi al popolo di Chiaiano. Da sfogliare a colpi di mouse per ripercorrere un pezzo di storia italiana.
25 Aug
Breve storia degli inganni fotografici: è un articolo con relativa galleria pubblicati dal New York Times. A firmarlo è Larry Rohter che recensisce il libro Shadows of Photography di José Manuel Susperregui, un ricercatore che sembra destinato a sollevare qualche dibattito. Infatti, partendo dalla ripresa che fa del libro Exibart:
il docente del dipartimento di comunicazione audiovisiva dell’Universidad del País Vasco, si dice certo di poter documentare che l’immagine del miliziano Federico Borrell Garcia morente sia stata realizzata a Llano de Banda, una zona di campagna vicino al piccolo villaggio di Espejo, Spagna del sud, circa 25 miglia da Cerro Muriano e quindi lontano dal fronte di guerra, dove invece la storiografia colloca la scena.
29 May
Photographers in Conflict è una pubblicazione che nasce all’interno del festival internazionale di fotogiornalismo Visa pour l’Image in Perpignan (si tiene a Perpignan, nel sud della Francia) da un’idea che ha avuto una coppia di addetti ai lavori, Goran Galic e Gian-Reto Gredig:
Dopo Abu Ghraib e lo tsunami, un gruppo di trentadue fotografi è stato invitato dai due artisti in uno spartano studio verniciato di nero. Lo scopo: catturare il ritratto [di chi aveva seguito quelle e altre storie] e fare loro anche interviste video. Isolando i fotogiornalisti e piazzandoli di fronte alle loro macchine, Galic e Greding invertono la relazione di potere asimettrica tra fotografo e soggetto ed esplorano l’auto-percezione dei fotografi.
Per vedere i risultati di quanto realizzato, una dozzina di scatti è disponibile online così come alcuni dei video realizzati. La versione cartacea del progetto è stata pubblicata da Kodoji Press di cui altro bel libro – sempre fotografico – è Reality and fiction, opera della tedesca Katja Stuke.
(Via Ultimo)