“Pacifisti. Ecco dove siamo”: l’ebook (completo e gratuito) di Luca Kocci su dieci anni di attivismo per la pace

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Pacifisti. Ecco dove siamoTerreLibere.org, tra i suoi libri, mette a disposizione in versione integrale e gratuita l’ebook di Luca Kocci intitolato Pacifisti. Ecco dove siamo – 2001-2011. Dieci anni di attivismo per la pace (sopra l’anteprima dell’opera).

Un luogo comune afferma che i pacifisti sono spariti. Dopo le grandi manifestazioni contro la guerra in Iraq (2003) furono definiti dal “New York Times” la “seconda superpotenza mondiale”. Da allora, i grandi media e la politica hanno deciso di ignorarli. Nell`immaginario collettivo non esistono più. Questo archivio raccoglie dieci anni di attività dal 2001 al 2011. E dimostra che i pacifisti non sono solo quelli che scendono in piazza quando scoppia una guerra. Hanno fatto ben altro.

Sono parte del movimento contro il neoliberismo e per i beni comuni. Hanno informato su temi che nessun “grande” organo di informazione ha trattato, come l`uranio impoverito. Sono stati a fianco delle comunità locali contro le “grandi opere” e l’ampliamento delle basi militari, da Vicenza al radar USA di Niscemi, nella Sicilia profonda. Sono l’ossatura delle reti di economia solidale che stanno offrendo una risposta alla crisi e alle ingiustizie.

Da qui si può scaricare la versione in pdf mentra per quella ePub si veda qui.

Pisa, a ottobre torna l’Internet Festival, a confronto sul futuro tra innovazione, influenze, economia e politica

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A Pisa, dal 4 al 7 ottobre, è Internet festival 2012 – Forme di futuro:

Internet Festival è una storia ricca di futuro ambientata in una città piena di eventi, incontri, confronti, spettacoli, esperienze, laboratori. Grazie agli interventi di 100 e più esperti, influencer, opinionisti, ricercatori, politici, imprenditori, top user, artisti e semplici appassionati, da tutto il mondo.

Si veda qui per riguardare l’edizione 2011.

Unbreakable: quando la fotografia rappresenta un passo per reagire a un abuso. Online il progetto di Grace Brown

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Project Unbreakable

Si intitola Project Unbreakable – The beginning of healing through art e di questo si tratta:

Questo progetto è stato creato nel mese di ottobre del 2011 da Grace Brown. Grace usa la fotografia per avviare un percorso di recupero per coloro che sono state vittime di abusi sessuali chiedendo loro di scrivere su un foglio una frase sull’aggressore che le ha braccate e di fotografarsi con il foglio stesso. Vittima di una violenza e attivista a favore delle vittime di abuso, Yvonne Moss descrive il progetto come un modo per le vittime di reagire – o iniziare a farlo – al potere che è stato usato contro di loro almeno una volta.

Chi accetta di partecipare non sempre si fa riprendere in volto, ma in poche righe, a volte poche parole, e uno scatto racconta più di un libro intero.

(Via Jay Rosen)

“Non un nome su una via ma su tutte le piazze e su tutte le vie”: online la mostra dei manifesti dedicati a Valerio Verbano

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Valerio, non un nome su una via ma su tutte le piazze e su tutte le vie

Dal 1980 al 2011. È la mostra dei manifesti che, nel corso degli anni, sono stati realizzati per ricordare la morte di Valerio Verbano, militante di sinistra ucciso a Roma il 22 febbraio 1980. Si intitola Valerio, non un nome su una via ma su tutte le piazze e su tutte le vie, è stata curata da Marco Capoccetti Boccia, Paolo Ciccarelli e Alessandro Pullara mentre la riproduzione fotografica dei manifesti è opera di Cecilia Fabiano. Le immagini sono copyleft. Scrivono gli autori della mostra e della sua trasposizione su web:

Anni mancanti: 1989, 1991, 1994, 1996, 2004. Se qualcuna-o possiede una copia di questi manifesti è pregato di contattarci, grazie. Email: spazialtri[at]autoproduzioni.net

Il manifesto riportato in alto risale a sabato 22 febbraio 1986 e si trova presso il presso il centro di documentazione anarchica della libreria Anomalia di Roma.

I Watch News: campagna a sostegno del giornalismo indipendente targato “The Center for Public Integrity”

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I Watch News

In Italia non sarebbe deducibile, ma I Watch News, costola (o evoluzione) di The Center for Public Integrity, rimane comunque un’iniziativa di giornalismo indipendente da finanziare. E intanto si dia un’occhiata all’articolo Procrastinating justice.

“Profumo di Chanel”, storia di 565 miliardi di titoli Usa falsi e di vecchi nomi che riemergono

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La voce delle voci - Luglio 2011Di Elio Ciolini non si sentiva parlare da anni. Era il 2005 e il suo nome si era legato a contatti che esponenti dell’estrema destra italiana avevano cercato a Bruxelles per trovare fondi con cui finanziare attività non meglio definite. Ma il suo nome viene associato a ben altre vicende, come i depistaggi sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e sulla sparizione dei giornalisti italiani Italo Toni e Graziella De Palo, scomparsi da Beirut un mese più tardi. Oltre ad aver predetto a più cicli, tra l’inizio degli anni Novanta e il decennio successivo, altri attentati.

Ora invece torna a far parlare di sé perché la scorsa primavera è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Roma per una presunta attività di ricettazione tra Italia, Dubai, Malesia, Londra e la Svizzera. Le ipotesi di reato formulate dalla Procura della capitale – ed estese ad altre sette persone – raccontano infatti di una associazione a delinquere che avrebbe prodotto e venduto “almeno” trentotto titoli di credito del Tesoro americano, gli International bill of exchange, in sigla, Iboe. Di questi, a metà 2010, la guardia di finanza di Roma ne aveva recuperati venti per «un valore complessivo di 565 miliardi di dollari Usa».
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Referendum, tra vittorie e minacce dal nucleare all’acqua pubblica. Da vedere ora che accadrà

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Acqua bene comune - Foto di ateneinrivolta.org

In una giornata in cui per la seconda volta va dritta (e probabilmente questa è più importante, visti i temi in ballo), sembra utile tornare su alcuni dei temi dei referendum. Per questo Peacereporter segnala qualche approfondimento:

Inoltre adesso occorrerà vedere se alcune delle minacce portate avanti dal fronte del no al secondo quesito sull’acqua negli ultimi giorni della campagna referendaria verranno concretizzate. La minaccia in questione si trova nell’articolo Hera: “Se vince il sì smettiamo di investire”.