“Carte Bollate”: a quasi un anno dalla nascita del progetto, un bilancio di rivista e giornale radio realizzati dai carcerati

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Carte BollateA inizio 2012 iniziata l’esperienza di Carte Bollate, rivista nata all’interno del carcere di Bollate e diventato anche un giornale radio, in onda tutte le domeniche su Radio Popolare e ripreso da RaiUno. La giornalista Maria Itri, che coordina il progetto, racconta su Lsdi il quasi primo anno di esperienza:

Sapevo per che c’era un punto di forza in questo progetto: la radio uno dei mezzi pi entusiasmanti che esistano e creare da zero una puntata intera pu essere davvero divertente. E poi, una trasmissione radio permette di fare arrivare all’ascoltatore una delle cose pi intime che abbiamo, la nostra voce, con le sue incertezze, le emozioni, le paure e la forza. Per raccontare un mondo come quello del carcere non c’ uno strumento migliore.

Ogni settimana decidevamo insieme l’argomento della puntata. Abbiamo parlato di tanti temi: l’affettivit, il rapporto con i figli, il lavoro, la quotidianit. Abbiamo raccontato le iniziative che in questi mesi sono nate a Bollate. Tutto con l’obiettivo di aprire un canale con l’esterno, per far conoscere quello che realmente succede dietro le sbarre al mondo fuori, sfatando pregiudizi e leggende, e parlando dei problemi reali e profondi dei detenuti. La parte pi complicata era quella della costruzione della puntata: i detenuti non possono usare gli strumenti che i giornalisti fuori hanno a disposizione, come il telefono e Internet.

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Mamma: n soldi n donne n politica potranno dividerci

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Mamma.amPer chi non l’avesse notato, arrivata Mamma che se la leggi giornalismo e se la quereli satira:

Pratichiamo l’arte dello scritto e dell’immagine come creativita’ senza strategia, allergici alle strategie di marketing e desiderosi di costruire un nucleo di messaggi denso e significante come il cuore di una stella. Siamo un laboratorio creativo finalizzato alla comunicazione e alla crescita artistica (ma anche umana e professionale) di ognuno dei ragazzi di bottega che partecipano a questo progetto. In questo laboratorio il successo, comunque lo si intenda, e’ una conseguenza automatica di quello che faremo, e non un obiettivo angosciante e meschino da raggiungere a tutti i costi per salire su un piedistallo d’argilla a vincere medaglie di cartone […]. Assieme a Riccardo Cocciante cantiamo che “n soldi n donne, n politica potranno dividerci” e ci impegnamo a rispettare, provare a capire e prendere per il culo quando necessario qualunque orientamento politico, ideologico, filosofico o religioso che non siano palesemente delle cazzate tipo Scientology, o tipo le varie forme di totalitarismo in stile Matrix colorate dalle ideologie piu’ varie, a cui siamo veramente allergici.

Qui un po’ di penne e qui invece un po’ di matite. E occhio che mica ha finito di arrivare, tra un po’ tocca alla carta ripassata a sedici colori.