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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Foto di Alberto Bignami

Domani, dalle 19 alle 19.30, quinto e ultimo appuntamento con Delitti. Storie di cronaca, trasmissione di Radio Città del Capo realizzata con la collaborazione di Giusi Marcante. Come sempre, la trasmissione – e le altre del palinsesto – si possono ascoltare anche in streaming sul sito della radio.

Foto di Alberto Bignami

Domani, sabato 17 novembre, ancora dalle frequenze di Radio Città del Capo, dalle 19 alle 19.30 andrà in onda la terza puntata di Delitti. Storie di cronaca, realizzata con la collaborazione di Giusi Marcante. La trasmissione – e le altre – si possono ascoltare anche in streaming sul sito della radio.

Da domani, sabato 3 novembre, parte sulle frequenze dell’emittente bolognese Radio Città del Capo (Popolare Network) la trasmissione Delitti – Storie di cronaca, realizzata in collaborazione con Giusi Marcante. L’orario è dalle 19 alle 19.30 e per ascoltare (questa e le altre trasmissioni) ci si può sintonizzare nella zona di Bologna sui 96.250 – 94.700 MHz oppure ascoltare in streaming dal sito della radio.

TelecamorraÈ uscita lo scorso giugno, con la prefazione di Amato Lamberti (scomparso poco dopo la pubblicazione) e Giommaria Monti, Telecamorra di Alessandro De Pascale (Lantana Editore), un’inchiesta nata nel 2008 e che, a fronte di ciò che è emerso, ha portato la magistratura ad aprire fascicoli d’indagine:

È una storia di soldi, clan e potere, gli ingredienti di sempre quando si tratta di criminalità organizzata. Quella attiva in Campania è una vera e propria «cricca delle telecomunicazioni». Terza regione d’Italia per numero di licenze, dove si contano 77 tv e 165 radio locali registrate, la criminalità organizzata è andata da tempo all’assalto dell’etere. Dal boss iscritto alla Siae all’editore socio dei Casalesi, dall’agente neomelodico, parente del capoclan, al proprietario di una tv che offre un alibi falso al killer della camorra: nell’etere della Campania circola questo e molto di più. Le trasmissioni radio e tv sono utilizzate dai clan per inviare messaggi agli affiliati o boss durante le dirette, «onde killer» sparate a potenze non consentite o peggio completamente abusive. Frequenze rubate allo Stato, con un danno per la collettività stimato in 500 milioni di euro e rivendute con atti di compravendita falsi.

Antenne usate come armi per minacciare, pubblicità sfruttata dalle cosche per giustificare il racket delle estorsioni. Funzionari ministeriali sotto processo per presunti favoritismi e forze dell’ordine indagate perché ritenute colluse con i malfattori. Piccole tv di quartiere diventate in pochi anni grandi gruppi editoriali regionali, ora accusate di aver fatto il salto di qualità grazie alle rapine. In ballo ci sono contributi pubblici per 12 milioni di euro l’anno, centinaia di spot elettorali utilizzati per ottenere protezioni politiche, ma anche il controllo del settore dell’informazione e la gestione dei posti di lavoro dell’indotto a cui si aggiunge l’esercito di cantanti neomelodici e sedicenti maghi. Un’illegalità diffusa e tollerata per anni nonostante le numerose denunce presentate alla magistratura e oggetto di un’inchiesta.

(Via Vittorio Pasteris)

Carte BollateA inizio 2012 è iniziata l’esperienza di Carte Bollate, rivista nata all’interno del carcere di Bollate e diventato anche un giornale radio, in onda tutte le domeniche su Radio Popolare e ripreso da RaiUno. La giornalista Maria Itri, che coordina il progetto, racconta su Lsdi il quasi primo anno di esperienza:

Sapevo però che c’era un punto di forza in questo progetto: la radio è uno dei mezzi più entusiasmanti che esista­no e creare da zero una puntata intera può essere davvero divertente. E poi, una trasmissione radio permette di fare arrivare all’ascoltatore una delle cose più intime che abbiamo, la nostra voce, con le sue incertezze, le emozioni, le paure e la forza. Per raccontare un mondo come quello del carcere non c’è uno strumen­to migliore.

Ogni settimana decidevamo insieme l’ar­gomento della puntata. Abbiamo parlato di tanti temi: l’affettività, il rapporto con i figli, il lavoro, la quotidianità. Abbiamo raccontato le iniziative che in questi mesi sono nate a Bollate. Tutto con l’obiettivo di aprire un canale con l’esterno, per far conoscere quello che realmente succede dietro le sbarre al mondo “fuori”, sfatan­do pregiudizi e leggende, e parlando dei problemi reali e profondi dei detenuti. La parte più complicata era quella della costruzione della puntata: i detenuti non possono usare gli strumenti che i giorna­listi “fuori” hanno a disposizione, come il telefono e Internet.

Continua qui.

Mario Tedeschini Lalli parla di censura preventiva riprendendo un servizio di Andrea Longo. Di questo si tratta:

Un fenomeno che sapevo esistere, ma non in questa misura: sono seimila i siti che autorità di varia natura hanno ordinato di oscurare. Fulvio Sarzana, avvocato delle associazioni dei provider italiani (Aiip e Assoprovider), ha rivelato che in 900 casi si tratta di siti oscurati per reati di pedopornografia e 3.500 sono siti di giochi e scommesse. Il resto, cioè 1.500 siti, sono stati oscurati perché accusati di violare il diritto d’autore, perché aiutano la contraffazione o – ancor più clamoroso – perché hanno contenuti diffamatori. I siti, si badi, sono sequestrati preventivamente, prima di una eventuale condanna penale, per evitare la reiterazione del reato del quale sono accusati.

E aggiunge che questo fenomeno non riguarda solo il web, ma anche giornali, radio e forum politici.

Spreaker - Radio show in diretta

Spreaker, piattaforma italiana per creare una radio su web e trasmette in diretta. Da provare. Intanto se ne può leggere su Lsdi, dove si racconta che la radio libera tutti.

Wikileaks affair


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