Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

Arnaldo Capezzuto: fare il giornalista a Napoli, Pandora TV su Vimeo.

(Via Vittorio Pasteris)

Il progetto era stato annunciato da Antonio Rossano lo scorso novembre al Working Capital di Napoli. E adesso parte ufficialmente YouCapital – Fondi per le tue idee, progetto italiano per il crowdfunding. Che si presenta con queste parole:

Il progetto, non-profit, è realizzato dall’Associazione Culturale Pulitzer, che ha l’obiettivo di promuovere strumenti e attività a sostegno della progettualità individuale e di gruppo, nel mondo del giornalismo, dell’ informazione e della comunicazione. L’Associazione Pulitzer è nata lo scorso gennaio su iniziativa di Antonio Rossano e Luca Longo, che già da tempo operano nel mondo del giornalismo partecipativo e della comunicazione su internet, realizzando progetti di citizen media come The Populi e Yurait Social Blog. La piattaforma Youcapital consentirà a giornalisti ed operatori del settore di pubblicare progetti, raccogliere adesioni e sostegno, ma soprattutto il finanziamento proveniente da donazioni ed erogazioni liberali, secondo il modello analogo già sperimentato con successo negli Stati Uniti di Spot.Us. Alla sua realizzazione partecipano con vari ruoli e competenze, Eleonora Pantò, Roberto Zarriello, Vittorio Pasteris e un network di operatori dell’informazione distribuito su tutto il territorio nazionale.

Per saperne di più dell’Associazione Culturale Pulitzer il link è questo (qui invece per iscriversi). E con questo progetto, si tenta il sostegno dell’inchiesta La strategia della tensione tra Belgio e Italia.

Associazione Culturale Pulitzer

I primi dieci anni del XXI secolo attraverso l’obiettivo dei fotoreporter. Cinquanta immagini scattate dal 2000 al 2009 sono state pubblicare dal Boston Globe. Ne esce un racconto molto più crudo di quanto la memoria l’abbia fissato ed effettivamente alcune di queste fotografie riescono a rendere la valenza di un evento molto più delle parole. Nello specifico poi dell’immagine riportata sopra:

Un bambino keniano urla alla vista di un agente di polizia che si avvicina alla sua casa brandendo un manganello. Siamo a Kibera, baraccopoli di Nairobi, il 17 gennaio 2008. Centinaia di poliziotti, già scontratisi con i sostenitori di Raila Odinga, leader dell’opposizione in Kenia, all’entrata dello slum si sono spostati verso la bidonville e hanno cercato casa per casa i dissidenti (immagini Walter Astrada/AFT/Getty Images).

Di quei fatti si possono vedere altri scatti qui.

(Via Vittorio Pasteris)

Vittorio Pasteris segnala sul suo blog un lavoro di cui s’era occupato un po’ di tempo fa: la mappa di Torino negli anni di piombo, ripresa dalla versione online del quotidiano LaStampa.it che fa un mash-up tra le vittime del terrorismo italiano e i luoghi del capoluogo piemontese in cui questi delitti avvennero. Un ulteriore tassello da aggiungere al progetto (al momento ancora ipotetico) di cui si parlava qualche giorno fa.

Il quotidiano torinese, accanto alla mappa, pubblica anche alcuni articoli che tornano alle cronache di trent’anni fa: Omicidio Ghiglieno, i figli: “Ucciso perché uomo del dialogo”, “Quando nella fabbrica spadroneggiavano le Br” e Fantasmi di killer a Torino, oltre a un estratto video del documentario Carlo Casalegno, il coraggio degli ideali. Infine, ognuna delle schede collegate alle vittime segnalate sul mash-up di Lastampa.it è presa dal sito Associazione vittime del terrorismo.

Scrive giustamente Vittorio Pasteris in una mail:

Mi ha stupito il totale disinteresse dei media italiani e degli stessi giornalisti in relazione all’arresto del giornalista Vittorio De Filippis. Le ragioni per preoccuparsi per l’azione delle forze dell’ordine e della giustizia sono molteplici. Ne riassumo un paio:

  • la “brutalità” per l’arresto del giornalista francese per un reato di diffamazione
  • il fatto che il presunto reato è attibuito non a un contenuto redazionale, ma ad un commento non correttamente moderato da parte della redazione di Liberation, che quindi è stata citata nella figura di De Filippis direttore ai tempi della vicenda

Che succederebbe se le stesse modalità fossero applicate in Italia ?

Per riassumere è accaduto questo (qui una rassegna in francese degli articoli pubblicati da Libération, il quotidiano che De Filippis dirigeva): irruzione a casa del giornalista lo scorso 28 novembre; prelevato e portato via per essere interrogato; il reato contestatogli è quello della diffamazione durante la sua direzione per un commento di un utente a un articolo che parlava di un provider che già si era fatto il sangue cattivo con il quotidiano d’oltrealpe. Panorama ha ricostruito la vicenda e Condor (file audio in formato mp3) l’ha commentata.

Intanto, altra vicenda (ma sempre di Internet e arresti si parla) che riguarda la rete è questa. Stavolta l’ambientazione è la Croazia.

Pino Rea di Lsdi (Libertà di Stampa Diritto all’informazione) e Vittorio Pasteris di LaStampa.it lanciano Giornalismo online, questo sconosciuto:

Una ricerca sullo stato del giornalismo online nel nostro paese, sia dal punto di vista editoriale che da quello professionale [...]. La prima fase della ricerca si articola attorno a due questionari. Il primo è diretto ai responsabili delle testate online, sia quelle “derivate” dai media tradizionali sia quelle nate esplicitamente per la Rete. Il secondo questionario è diretto invece al popolo dei redattori, collaboratori, appassionati semi-prof che lavorano per o collaborano con quelle testate.

I risultati saranno presentati il prossimo 14 ottobre in un incontro a Roma di cui si darà notizia su Lsdi.

Bernardo Parrella invece sta seguendo personaggi e dibattiti anti-Palin che stanno caratterizzando la campagna elettorale d’oltreoceano. In particolare il post Zakaria: McCain’s VP decision is “fundamentally irresponsible” sta suscitando qualche reazione (alcune anche piuttosto articolate) pro e contro le decisioni repubblicane.

A (s)proposito


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