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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Enzo BaldoniA 10 anni di distanza dell’omicidio di Enzo Baldoni, scrive Enzo Nucci su Articolo21.org

Baldoni poteva essere salvato? Giusi [Bonsignore, moglie del giornalista, nda] afferma che dopo lo scoppio di una mina sotto l’automobile su cui viaggiava (in testa alla colonna di automezzi) il marito ed il suo traduttore, il convoglio della Croce Rossa non si fermò a raccogliere i due uomini ancora vivi, consegnandoli nei fatti nelle mani dei terroristi. Abbandonati al loro destino. Secondo la pesante accusa di Giusi, la Croce Rossa avrebbe taciuto con la famiglia su questa circostanza.”Una omissione molto grave” per la signora Baldoni secondo cui le rassicurazioni fornite dalla Croce Rossa Italiana avrebbero addirittura ostacolato per oltre 3 anni il recupero della salma di Enzo, portato a termine 4 anni fa dai Ros dei Carabinieri. Circostanze (queste denunciare da Giusi Bonsignore) che richiederebbero un approfondimento da parte delle istituzioni, anche per capire se nell’intricata vicenda del recupero del cadavere siano entrati in gioco personaggi di dubbia moralità che magari hanno fatto di necessità virtù.

Continua qui. Inoltre su Radio Città del Capo c’è lo speciale con le cartoline da Baghdad di Baldoni.

È passato qualche giorno dall’anniversario, ma vale la pena di ricordarlo.

Archivi audio: Radio Alice - Illustrazione di Andrea Pazienza

Ricorda oggi Radio Città del Capo che 37 anni fa, il 12 marzo 1977 (il giorno successivo all’omicidio di Francesco Lorusso), veniva chiusa dalla polizia Radio Alice. E pubblica le ultime parole pronunciate ai microfoni della radio libera bolognese. Per rievocare quell’epoca e quell’esperienza, è stata messa online anche una galleria fotografica.

DataJournalism.it

Di recentissimo il panorama del web e del giornalismo italiano si è arricchito con DataJournalism.it, progetto ideato e realizzato da giornalisti e sviluppatori e che riunisce un network composto da Spaghetti Opendata, Diritto di sapere, Data Driven Journalism e Hacks Hackers Bologna. Supportata poi da Formica Blu, Fondazione ahref e Radio Città del Capo, l’iniziativa propone già alcuni temi.

Tra questi, le stragi dei migranti nel Mediterraneo verificatesi dal 4 gennaio 2010 al 7 novembre 2012 con una mappa che mostra graficamente flussi e concentrazione degli eventi. Inoltre, basandosi su dati statistici, viene presentata un’altra mappa, quella della morbilità per tumore al polmone in Italia. E poi una rappresentazione dei luoghi in cui a Bologna si sono verificati incidenti stradali che hanno coinvolto ciclisti.

Foto di Alberto Bignami

Domani, dalle 19 alle 19.30, quinto e ultimo appuntamento con Delitti. Storie di cronaca, trasmissione di Radio Città del Capo realizzata con la collaborazione di Giusi Marcante. Come sempre, la trasmissione – e le altre del palinsesto – si possono ascoltare anche in streaming sul sito della radio.

Foto di Alberto Bignami

Dalle 19 alle 19.30 di domani, sabato 24 novembre, va in onda su Radio Città del Capo la quarta puntata della trasmissione Delitti. Storie di cronaca, realizzata con la collaborazione di Giusi Marcante. La trasmissione – e le altre del palinsesto – si possono ascoltare anche in streaming sul sito della radio.

Foto di Alberto Bignami

Domani, sabato 17 novembre, ancora dalle frequenze di Radio Città del Capo, dalle 19 alle 19.30 andrà in onda la terza puntata di Delitti. Storie di cronaca, realizzata con la collaborazione di Giusi Marcante. La trasmissione – e le altre – si possono ascoltare anche in streaming sul sito della radio.

Foto di Alberto Bignami

E domani, sempre su Radio Città del Capo e sempre dalle 19 alle 19.30, andrà in onda Delitti. Storie di cronaca, realizzata con la collaborazione di Giusi Marcante. La trasmissione – e le altre – si possono ascoltare anche in streaming sul sito della radio.

Da domani, sabato 3 novembre, parte sulle frequenze dell’emittente bolognese Radio Città del Capo (Popolare Network) la trasmissione Delitti – Storie di cronaca, realizzata in collaborazione con Giusi Marcante. L’orario è dalle 19 alle 19.30 e per ascoltare (questa e le altre trasmissioni) ci si può sintonizzare nella zona di Bologna sui 96.250 – 94.700 MHz oppure ascoltare in streaming dal sito della radio.

1 maggio 1947, Sicilia: Portella della Ginestra.

(Via @cittadelcapo)

Citta' del Capo Radio MetropolitanaSi intitola La lunga notte dell’informazione l’editoriale scritto da Paolo Soglia, direttore responsabile di Radio Città del Capo (una delle emittenti che fanno parte di Popolare Network), a proposito di giornalismo, tagli all’informazione e conseguente silenzio a cui alcune alcune voci vengono costrette dal ragioni economiche. Merita di essere letto il testo di Soglia e di seguito viene riportato per esteso (meditando sul fatto che forse un abbonamento potrebbe valere una buona causa).

Oggi e domani non troverete in edicola L’Unità. L’editore ha deciso di tagliare dal 15 ottobre le cronache locali di Toscana ed Emilia-Romagna, le due regione che da sole garantiscono il 40% delle vendite nazionali del quotidiano. I redattori hanno indetto due giorni di sciopero perché sono convinti che la chiusura delle redazioni locali sia solo l’anticamera dello smantellamento del quotidiano fondato da Antonio Gramsci.

Quello che sta succedendo all’Unità, potrebbe capitare, in breve successione, a innumerevoli testate della carta stampata della radio e della televisione. La stessa testata da cui vi scrivo, RCdC, è in questi giorni in preda ad angosciose riunioni per districarsi tra dolorosi tagli da effettuare e conti che si fanno sempre più difficili.

La cosa singolare è che i nostri ascoltatori, e i lettori del quotidiano on line, sono in costante aumento, tuttavia non vi è più un rapporto diretto tra il gradimento di un prodotto locale e i ricavi che se ne possono trarre sotto un profilo economico. Questo perché l’editoria tradizionale, il giornalismo, le testate d’informazione sono entrate – e non da oggi – in una crisi sistemica, dovuta alla trasformazione vorticosa dei sistemi di produzione e fruizione dell’informazione.
(more…)

Ustica, 30 anni dopo: chi sa parli, la campagna di Radio Città del Capo.

L’emittente Città del capo – Radio metropolitana ha lanciato la campagna Ustica, chi sa parli, con relativo sito dedicato, in vista del trentesimo anniversario dell’abbattimento del Dc9 dell’Italia:

Noi, tutti noi, sappiamo chi sa la verità su Ustica. E tace. Per anni abbiamo chiesto ai governanti di parlare: recentemente l’ha fatto l’ex presidente Francesco Cossiga, che ha indicato chiaramente come responsabile dell’attacco aereo la marina Francese. Non sappiamo se la sua verità sia “La Verità”, tuttavia, dopo affermazioni così impegnative, è ancora più colpevole rimanere inerti. E se le istituzioni non si muovono, se chi governa sta zitto per precise e inconfessabili “Ragioni di Stato”, le domande le devono fare i comuni cittadini, les citoyens, di cui questi Stati dovrebbero essere espressione e garanti.

Il contributo che Città del Capo Radio Metropolitana vuole dare per il trentennale di questa tragedia è una campagna d’informazione per chiedere la verità: non abbiamo risorse per acquistare pagine di giornali o spot televisivi e forse, dati i costi di questi mezzi, non sarebbe neanche giusto. Vorremmo però comprare banner e spazi sui principali quotidiani on line francesi per porre questa domanda di verità direttamente al governo francese e al presidente Sarkozy.

Per aderire il link è questo. Peraltro l’emittente bolognese in questi giorni ha avviato una campagna d’abbonamenti straordinaria (di solito cade in dicembre) dopo i recenti tagli all’editoria che hanno colpito le radio.

A proposito del sottosegretario all’economia Nicola Cosentino (per chi volesse darci un’occhiata, da qui si può scaricare il file – .doc, 1,5MB – che contiene la richiesta del gip alla giunta per le autorizzazioni, giusto per rendersi conto delle ipotesi di reato), c’è un articolo che mi ha appena segnalato Paola Esposito, fidata osservatrice già citata che mi invia molto materiale da leggere (si veda un caso e un altro). È un articolo di AgoraVox uscito lo scorso gennaio con questo titolo: Il Pd salva Cosentino. Ecco i nomi dei parlamentari:

Nel gennaio 2009 la Camera respinse una mozione che chiedeva le dimissioni del sottosegretario accusato di fiancheggiare il clan camorristico dei “casalesi”. La bocciatura fu dovuta al comportamento di una nutrita pattuglia di parlamentari del Pd: astensioni, uscite dall’aula, assenze e voto contrario. Se il Pd avesse votato in modo compatto la mozione sarebbe passata a causa delle assenze nel Pdl. Ecco i nomi dei parlamentari del Pd che hanno salvato Cosentino.

Seguono i nomi dei transfughi.

E non si perda nemmeno la puntata della trasmissione radiofonica Angolo B di Radio Città del Capo di questa mattina: C’Hera una volta… la multiutility dell’Emilia rossa e gli affari in Campania:

Proprio la famiglia di Cosentino sembrerebbe essere dietro una finanziaria, la Scr, socia in affari della multiutility emiliana Hera. In sostanza si tratterebbe di una speculazione realizzata per costruire un termovalorizzatore nel casertano, a Sparanise, nel casertano, da una società, la Scr, che sarebbe indirettamente controllata dallo stesso Cosentino attraverso una fiduciaria: Scr nel 2002 fece un accordo con la AMI di Imola, poi confluita in Hera. La multiutility emiliana entrò così nell’affare, tanto che una società controllata, la Hera Comm Mediterranea, che gestisce la vendita dell’energia prodotta dalla centrale vede nel suo Cda il fratello di Nicola Cosentino, Giovanni.

Wikileaks affair


A (s)proposito


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