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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Italia Noir

No, Halloween non c’entra nulla con il post. C’entra il fatto che un validissimo collega, Antonio Murzio, uno che la nera la fa meglio di chiunque altro (#sappiatelo, editori e caporedattori), ha dato vita a un sito che si chiama Italia Noir:

Questo sito non è una testata giornalistica, ma un aggregatore di notizie, inchieste, approfondimenti selezionati da diverse fonti che troverete citate. Il denominatore comune degli scritti proposti è nel canone del noir, genere letterario, mutuato nel linguaggio della cronaca.

“Considerare il noir come un eccellente strumento di investigazione del cambiamento sociale, una formula letteraria e politica per mettere in evidenza le nuove tendenze del crimine organizzato, della corruzione e della decomposizione politico-sociale che, giorno dopo giorno, si intuisce nei media, in tutti i settori d’attività e nella strada. In questo senso la fede nel genere in quanto lente di ingrandimento sociologica appare indistruttibile”.
(Fernando Martinez Lainez)

Il sito, a cui cercherò di collaborare, è partito e sul suo blog Nero Italia iniziano a girare i primi spunti. Inoltre c’è anche la pagina Facebook dedicata al progetto.

Ecco il trailer del documentario in bianco e nero Voci in nERo, scritto insieme al regista Riccardo Marchesini.

Una voce nella notte: è quella di uno speaker radiofonico che diffonde nell’etere le pagine di romanzi noir, dando voce ad alcuni dei più importanti scrittori di genere del nostro paese. Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli, Grazia Verasani ed Eraldo Baldini descrivono le ambientazioni delle proprie storie, ritraendo un’Emilia Romagna oscura e misteriosa, in cui Bologna rivela tutto il fascino di una città celata e contraddittoria, che porta vive le ferite di una cronaca incancellabile.

Dimenticate l’Emilia Romagna descritta come terra solare e paciosa con i suoi abitanti ingenui dediti alla buona tavola e alle avventi donne. C’è un’altra Emilia e c’è un’altra Romagna. Quella delle riviera invernale e solitaria, quella degli Appennini abbandonati e ripopolati dai lupi, quella delle periferie abitate da nuove etnie, quella delle stragi, delle bande e del dolore che non si cancella.

Foto di Alberto Bignami

E domani, sempre su Radio Città del Capo e sempre dalle 19 alle 19.30, andrà in onda Delitti. Storie di cronaca, realizzata con la collaborazione di Giusi Marcante. La trasmissione – e le altre – si possono ascoltare anche in streaming sul sito della radio.

Mal di TorinoDi una sindrome del genere, a Bologna, se ne sente parlare spesso: gente che vive nel capoluogo emiliano se ne va, anche temporaneamente, per una trasferta di lavoro o per una vacanza. E quando torna avverte una specie di sollievo, una nostalgia che si acquieta e che non subisce il contraccolpo di aver visitato luoghi più storici, più affascinanti dal punto di vista paesaggistico, più tenebrosi dei portici notturni. Qualcosa del genere, qualcosa di molto simile, la racconta il giornalista Fabrizio Vespa nel suo libro appena uscito e intitolato Mal di Torino (Express Edizioni):

Torino come un continente mentale. All’interno del quale si muove un giornalista detective che incontra per caso Solomon Epstin, il misterioso filosofo che gli rivela di essere entrato in possesso degli ultimi scritti di Lombroso, scomparsi subito dopo la sua morte. Rimasti incompiuti, in quei preziosi documenti l’anticipatore della moderna criminologia annota i suoi sorprendenti studi sul “Mal di Torino”. [Ne scaturisce] una Torino trasfigurata tra il noir e l’inchiostro della cronaca spicciola, il protagonista si lancia alla ricerca dei perduti scritti lombrosiani.

Il libro, che contiene anche una serie di illustrazioni, si compone di undici “lettere” e altrettante interviste a piemontesi celebri, come Bruno Gambarotta (per quanto astigiano di nascita, torinese lo è d’azione), Steve Della Casa e Marco Ponti (nato in provincia, ad Avigliana). Scrive l’autore:

Torino era ed è ancora la mia conchiglia per ascoltare il mare. Roma invece era il Sud (il Centro è una pura astrazione), era tutta l’Italia concentrata all’ennesima potenza, il mondo intero, l’universo senza limiti: in una parola, qualcosa di troppo grande e indefinito. Con tutto che sono figlio di meridionali e le radici della mia famiglia sono sparse tra Caserta, Latina e la capitale stessa.

  • 1 commento
  • Scritto per libri
  • Del debutto degli anni Ottanta si parlava qualche mese fa nella prefazione al romanzo Mary Terror di Robert McCammon (Gargoyle Books). Su questa scia, particolarmente efficace il video di Notte Criminale su alcuni fatti di cronaca e cultura che hanno segnato l’Italia nel 1980.

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