Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Zahra Presidente

Iran: Zahra, personaggio dei fumetti, miglior candidato alle presidenziali?, si chiede GlovalVoices con questo post:

Il pugno di ferro del regime Iraniano non concede alcuna possibilià di concorrere alle elezioni presidenziali ai candidati dell’opposizione, ma nel mondo virtuale, un nuovo personaggio dei fumetti è il difensore per una elezione libera e giusta.

Centinaia di Iraniani fiduciosi si sono registrati come candidati per rimpiazzare il presidente Mahmoud Ahmadinejad nelle prossime elezioni del 14 Giugno 2013 [en, come i link seguenti, eccetto dove diversamente indicato]. Il Consiglio dei Guardiani della Costituzione [it] nominerà la rosa dei candidati che parteciperanno di fatto.

Zahra Presidente. Molti ricordano ancora il massiccio movimento di protesta [it] che scoppiò dopo le elezioni del 2009. Il sito attivista United4Iran e il fumetto seriale online, Il Paradiso di Zahra, hanno lanciato la campagna virtuale ‘Zahra Presidente 2013′, per mettere a nudo la corruzione del sistema politico Iraniano attraverso la satira.

Continua qui.

EU in CrisisÈ un libro elettronico in più formati quello che innugura il progetto Books di Global Voices. Si intitola EU in Crisis e raccoglie tredici interventi (un’ottantina quelli online, scritti dalla primavera 2011 al luglio 2012 da altrettanti contributori). Come annuncia Global Voices Italia:

L’e-book è rilasciato sotto una licenza Creative Commons Attribution 3.0 ed è scaricabile in tre formati differenti:

Insieme ad un’originale introduzione che offre un’ampia panoramica sulla scenario in atto, questo e-book comprende [testi] che riguardano Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e altri paesi europei, colpiti dalla crisi delle banche e dell’Euro, attraverso lo sguardo dei media online partecipativi.

Questo e-book è stato pensato come un flessibile strumento per un’ulteriore diffusione e discussione riguardo questi problemi d’attualità.

Continua su Global Voices Books.

Declaration of Internet freedom

È la declaration of Internet freedom, che nel preambolo esordisce così:

Crediamo che la rete Internet libera e aperta possa portare a un mondo migliore. Per mantenerla tale, chiediamo a comunità, industrie e Paesi di riconoscere questi principi [che] conducano a maggiori creatività, innovazione e apertura sociale.

I principi sono questi:

  • Espressione: nessuna censura su Internet
  • Accesso: promuovere l’accesso universale a reti veloci e convenienti
  • Apertura: mantenere Internet una rete aperta in cui ognuno è libero di connettersi, comunicare, scrivere, leggere, guardare, parlare, ascoltare, imparare, creare e innovare
  • Innovazione: proteggere la libertà di innovare e creare senza dover chiedere permessi. Non bloccare le nuove tecnologie e non punire gli innovatori per le azioni dei propri utenti
  • Privacy: proteggere la privacy e difendere la capacità di ognuno di controllare come vengono utilizzati i propri dati e i dispositivi in uso

Continua qui, dove ci sono anche le informazioni su come organizzazioni e persone singole possono sottoscrivere la dichiarazione. Lo hanno già fatto molte realtà tra cui American Civil Liberties Union, Amnesty International, Electronic Frontier Foundation, Free Press, Global Voices, Hackers & Founders, Media Literacy Project, Open Knowledge Foundation, Reporters Without Borders e molti altri.

Ping the world

Narrativa migrante, citizen media, informazione dal mondo. Sono solo alcuni dei temi di Ping The World, progetto editoriale che si presenta con queste parole:

La casa editrice digitale Quintadicopertina – con la partecipazione delle associazioni Voci Globali, China Files-Report From China, Ashanti Development Italia, del Concorso letterario nazionale Lingua Madre e dell’agenzia letteraria Scritti Erranti – presenta Ping the World [...]. I primi titoli disponibili:

Ulteriori informazioni si possono trovare qui. Inoltre, sempre in tema di giornalismo partecipativo, si dia un’occhiata anche a Ctzen, raccontato nell’articolo del Fatto Quotidiano dal titolo Parte l’avventura dei giornalisti di Ctzen, la nuova generazione di news made in Catania.

Oltre WikileaksPer i tipi di Egea, la casa editrice dell’università Bocconi, esce in questi giorni il libro Oltre Wikileaks – Il futuro del movimento per la trasparenza, scritto da Micah L. Sifry, uno dei fondatori del Personal Democracy Forum. L’edizione italiana del libro è stata curata da Bernardo Parrella, giornalista e traduttore che anima il progetto italiano di Global Voices, e così viene presentata sul sito dell’editore:

Questo libro non è un trattato su WikiLeaks, né va inteso come intervento sul futuro della segretezza o della privacy, e nemmeno come un’esplorazione sulle modalità tramite cui Internet sta trasformando la politica, la governante e la società. Deve tuttavia la sua ragion d’essere a WikLeaks e all’urgente dibattito innescato dall’operato del suo fondatore Julian Assange, che l’autore conosce di persona. Per capire WikiLeaks occorre in realtà andare oltre WikiLeaks che non è l’intera storia, ma un sintomo, l’indicatore di una battaglia generazionale e filosofica fra i più vecchi e chiusi sistemi e la nuova cultura di Internet. L’autore discute in modo approfondito le potenzialità e i limiti della libertà su Internet. L’idea è quella di fornire un rapporto da quella trincea in cui una nutrita schiera di attivisti a sostegno della democrazia è impegnata a rendere più aperte e responsabili le principali istituzioni governative, ricorrendo a strumenti e metodi inediti.

In rete sono disponibili in formato pdf introduzione (112KB) e indice (18KB) del volume.

BlonkE ancora a proposito di libri, va registrata la notizia della nascita di una nuova casa editrice. Si chiama Blonk e pubblicherà solo libri elettronici. Come si legge nella sua presentazione, ecco alcune delle parole con cui si annuncia:

Dopo audio e video, anche la carta stampata sta capitolando. E noi crediamo molto che l’inchiostro di bit sia il futuro. Vediamo la necessità di seguire un solco tracciato. Lo vogliamo seguire dentro un ecosistema molto diverso, che ha nuove regole e opportunità. Ci rendiamo anche conto che molte di queste opportunità sono ancora ignote. Quelle note chiedono esplorazione e sperimentazione. È eccitante.

Ci sono due aspetti: la continuità e la sperimentazione, e noi cerchiamo di leggerli entrambi. La continuità dalla parte del fruitore. Chi legge, e solo pochi leggono, lo fa perché deve o perché ama farlo. In entrambi i casi è necessario che l’esperienza sia il più possibile soddisfacente ed efficace. La sperimentazione nel modo di veicolare i contenuti.

Dopo il battesimo di Blonk dello scorso 6 settembre, ecco che vengono contestualmente editati i primi due libri elettronici del catalogo. Sono Le cronache di Parmia di Adamo Lanna e Ottanta lettere di Mitia Chiarin.

  • 1 commento
  • Scritto per dalla rete, libri
  • Voci globali e informazione condivisa

    I dati dell’appuntamento sono riportati nell’immagine sopra. Questo l’argomento di cui si parlerà:

    Dalle recenti rivolte nei Paesi arabi al disastroso terremoto in Giappone, sono i cittadini a battere sul tempo i mass-media, innescando nuove dinamiche comunicative e dando linfa all’attivismo e alla partecipazione sul campo. Global Voices, community che rilancia e traduce le produzioni dei cittadini-reporter in tutto il mondo, e la sua estensione italiana, Voci Globali, insieme agli esperimenti di editoria sociale digitale di Quintadicopertina.com, puntano ad aggregare e amplificare le voci dei netizen e dei social media. Un passaggio fondamentale nell’odierno panorama informativo e culturale, per riaffermare la partecipazione e il diretto coinvolgimento dei singoli al divenire della società civile anche in Italia.

    In questo nuovo contesto esiste, e in che misura, una forma di collaborazione e di scambio tra citizen journalism e informazione mainstream? Quali i contributi reciproci, e come rilanciarli per favorire la partecipazione diretta dei cittadini al “fare informazione” nell’era digitale? Gli organizzatori propongono un momento di riflessione su tali questioni in un incontro aperto al pubblico, gentilmente ospitato dall Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna nella propria sede.

    Per chi non li conoscesse e volesse iniziare a vedere che tipo di informazione fanno i tre progetti organizzatori, questi sono i siti: Global Voices, Voci Globali e Quintadicopertina.com. Qui invece l’invito all’evento del 1 aprile (pdf, 138KB, scaricabile anche cliccando sull’immagine ad apertura del post).

    I segreti di Wikileaks e le bugie degli Stati Uniti - Current.tv

    In questo video non si parla di stati di salute o di festini selvaggi, ma delle vittime della guerra in Iraq, oltre 109 mila di cui più di 66 mila sono civili. Lo speciale che questa sera Current TV manda in onda racconta i segreti di Wikileaks [1] e le bugie degli Stati Uniti. Inoltre, dato che il tema non solo non viene soffocato dalle polemiche sulla presunta pochezza dei cablogrammi, qualche altra lettura interessante:

    ([1] Al momento il link punta verso l’indirizzo svizzero del progetto, fino a quando dura, dopo lo sfratto da Amazon)

    Eleonora Pantò fa il punto della situazione sulla legge bavaglio e la sua opposizione in un pezzo pubblicato su Global Voices (il cui team italiano ha collaborato alla stesura). Particolare attenzione viene posta sulla cosiddetta norma ammazza-blog sulla quale scrive:

    Mentre sono stati già annunciati emendamenti per abrogare la norma [...] nella discussione in aula, il contesto generale va comunque ampliato sulla delicata posizione del governo e sulle ennesime manovre (legislative ma non solo) volte a limitare la vita democratica dei cittadini stessi. Eppure dal Palazzo tutto tace. Perfino come o perché quella norma sia finita nel DDL sulle intercettazioni telefoniche.

    Vale la pena leggerlo tutto l’articolo, nel quale si fa un’ampia disamina dei diversi sistemi sociali utilizzati dal fronte del no alle limitazioni alla libertà d’informazione.

    Global Voices OnlineChe cos’è Global Voices in italiano: lo si spiega su Nazione Indiana con le parole del coordinatore, Bernardo Parrella, e di Eleonora Panto, entrambi anime fin dall’inizio del progetto:

    Poco più di cinque anni fa Rebecca MacKinnon ed Ethan Zuckermann cercavano di capire come i blog ed il giornalismo partecipativo potessero favorire conversazioni dirette e più significative tra persone di Paesi diversi, soprattutto al di fuori del mondo occidentale e ben oltre la sfera alquanto uniforme dei media mainstream.

    Da un incontro internazionale di tali blogger, tenutosi nel dicembre 2004 presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University, prese così le mosse Global Voices Online, network non-profit che dà voce ai citizen media e alle produzioni di cittadini-reporter sparsi nel mondo, selezionandone gli interventi originali e rilanciandoli in articoli in inglese, a loro volta ritradotti in altre 17 lingue, innescando così un circuito di rilanci e conversazioni continue.

    Dopodiché è giunta anche la versione italiana e varie volte se n’è parlato anche da queste parti.

    Pubblicato un paio di giorni fa da Human Rights Watch (Hrw) il documento Bloody Monday: The September 28 Massacre and Rapes by Security Forces (si può scaricare da qui in versione elettronica; formato pdf, 160,5KB). Un lungo testo per ribadire a chiare lettere che i fatti accaduti tra il 28 e il 30 settembre scorsi (cronaca di Global Voices) in Guinea sono un crimine contro l’umanità. Scrive in proposito Peacereporter:

    “Gli abusi perpetrati in Guinea non sono stati l’azione di alcuni gruppi fuori controllo, come sostiene il governo. Erano premeditati, e sicuramente i leader del Paese erano consapevoli di quello che si stava pianificando” ha dichiarato il responsabile di Hrw per le emergenze, Peter Bouckaert. Secondo l’associazione umanitaria, le violenze sono state commesse dalla Guardia personale del presidente Camara, che avrebbe anche provveduto a nascondere i cadaveri delle vittime e bruciarli in diverse fosse comuni. Il rapporto descrive anche le fasi più cruente della repressione nello stadio della capitale Conakry, dove i militari della giunta hanno sparato sulla folla. Durante le indagini, Human Rights Watch ha intervistato più di 240 persone, stilando un bilancio di morti compreso tra le 150 e le 200 persone.

  • Nessun commento
  • Scritto per guerra
  • Threatened Voices

    Sulle pagine della versione italiana di Global Voices, si annuncia che è al via Threatened Voices per tutelare attivismo e libertà di parola online. Ecco di che si tratta:

    Insieme all’uso sempre più intenso di Internet da parte di attivisti o di semplici cittadini per esprimere le proprie opinioni o interagire con gli altri, anche i governi stanno aumentando i livelli della sorveglianza, del filtraggio, delle azioni legali e di disturbo. Molte volte le conseguenze peggiori sono state l’arresto politicamente motivato di blogger e scrittori online per le proprie attività in rete e/o offline, in alcuni tragici casi arrivando anche alla morte. Giornalisti online e blogger rappresentano il 45% di tutti gli operatori dei media [in] oggi detenuti nelle carceri del mondo.

    Ecco dunque che Global Voices Advocacy [in] lancia un nuovo sito-progetto chiamato Threatened Voices [in] con l’obiettivo di contribuire a seguire i casi di repressione della libertà d’espressione online. Il sito presenta una mappa mondiale e uno schema cronologico interattivo che aiutano a visualizzare gli episodi di minacce e arresti di blogger in tutto il mondo, e rappresenta una piattaforma centralizzata per la raccolta di informazioni diffuse da organizzazioni e attivisti maggiormente impegnati su questo tema, tra cui Committee to Protect Bloggers, The Arabic Network for Human Rights Information, Reporters without Borders, Human Rights Watch, CyberLaw Blog, Amnesty International, Committee to Protect Journalists, Global Voices Advocacy.

    Threatened Voices

    Leggi il post completo.

    G20VoiceGlobal Voices parla del Progetto ‘G20Voice’ per seguire il vertice di Londra:

    Come parte del progetto G20Voice [in], 50 blogger provenienti da varie parti del mondo si sono radunati a Londra per agire come nostri “occhi e orecchie” in occasione dell’incontro dell’altro giorno, 2 aprile, tra i leader mondiali al vertice del G20 [in]. I blogger provengono “da 22 diversi Paesi e rappresentano tutti insieme un pubblico globale di oltre 14 milioni di lettori e partecipanti online”.

    Global Voices è uno dei partner [in] del progetto, insieme a Oxfam Great Britain [in], Save the Children [in], One [in] e Blue State Digital [in].

    Per seguire lo speciale dedicato a G20Voice, basta visitare il sito http://www.whitebandaction.org/en/g20voice [in].

    Global Voices OnlineDel ruolo che Global Voices si sta sempre più guadagnando ne ha parlato a più riprese Bernardo Parrella. E se di ulteriore conferma ce ne fosse bisogno, è sufficiente dare un’occhiata alla copertura del progetto di giornalismo partecipativo a proposto dei recenti accadimenti che hanno riguardato Palestina e Israele. Lo stesso dicasi per la versione localizzata in italiano di GV, di cui Bernardo è coordinatore. Per rimanere aggiornato con (anche) ciò che viene scritto da voci al di fuori dei grandi network o dalle testate d’informazione, dunque, si può seguire la sezione Medioriente e Nord Africa e i feed del progetto.

    Bernardo Parrella, coordinatore del gruppo italiano di Global Voices, segnala un paio di riconoscimenti tributati al progetto di giornalismo partecipativo fondato dal Berkman Center for Internet and Society di Harvard:

    Rising Voices è stato selezionato dal concorso “Best of Blogs 2008” (BOBs) di Deutsche Welle tra i 176 finalisti per le 16 categorie in lizza. Nonostante la nutrita presenza di simili competizioni, BOBs è sicuramente tra le più importanti a livello internazionale: sono previsti 11 premi per ognuna delle lingue in concorso riservati a blog, podcast e videoblog auto-prodotti. Dal 2004 Rising Voices offre microfinanziamenti a una dozzina di comunità di blogger in aree sottorappresentate, tra cui: ‘Voces Bolivianas’, che descrive le difficili situazioni delle comunità boliviane, ‘REPACTED project’ che da Nakuru, in Kenya, spiega come fare educazione sanitaria con il teatro di strada, o ‘Blogging the Dream’ che racconta i sogni della comunità rumena. Il voto è aperto a tutti, basta farlo entro il 26 novembre.

    Voices without Votes parte dall’idea che le elezioni del Presidente USA abbiano un impatto mondiale ed è quindi giusto dar voce al cittadini globali sull’evento. In un ampio articolo del 27 ottobre, il Washington Post descrive il progetto, partito ai primi di febbraio 2008, grazie a una partnership con l’agenzia Reuters, e coordinato dalla giornalista Amira Al Hussaini, che vive in Canada ma è nativa del Bahrain, arcipelago del Golfo Persico. Sono una ventina i volontari fra i 20 e i 30 anni, a costituire la redazione di VwV che ogni giorno setaccia più di un migliaio di blog in tutto il mondo e traduce dalle diverse lingue in inglese, le reazioni della blogosfera ai vari eventi di questa campagna elettorale. La sconfitta di Hillary Clinton e la scelta di Sarah Palin, per esempio, sono un’occasione per le ragazze del Kuwait per rivendicare il diritto all’educazione, mentre nelle ultime elezioni in Brasile, il fatto di dichiararsi apertamente sostenitori di Obama non ha portato fortuna a nessun candidato.

    Segnalazione interessante di Bernardo Parrella a proposito di USA: “radical islam” come propaganda elettorale:

    con l’approssimarsi del 4 novembre, cresce qui in USA il livello di vera e propria propaganda elettorale vecchio stile. È il caso di questo orrendo DVD intitolato “Obsession: Radical Islam’s War With the West”, recentemente diffuso, all’interno dei giornali domenicali, quasi esclusivamente nei cosiddetti “swing states” (stati indecisi). Illustra al meglio la situazione un post odierno su Global Voices Online, specificando tra l’altro che il video “portends to compare the threat of radical Islamism with that of Nazi Germany prior to World War II” e riportando l’irata reazione di parecchi blogger, tra cui: “a typical fear-mongering propaganda that is always targeting the American people…”

    A breve – aggiunge Bernardo – verrà messa online la traduzione italiana su Global Voices mentre le reazioni alla discutibile iniziativa editoriale sono racconte su ObsessionWithHate.com.

    Wikileaks affair


    A (s)proposito


    Foto Carlo Beccaria
    Per scrivermi, l'indirizzo è
    antonella[at]beccaria.org

    Sottoscrivi i feed RSS Inviami una mail Ascolta i miei podcast Seguimi su Flickr
    Seguimi su Twitter Seguimi su FriendFeed Seguimi su Facebook Seguimi su Scrive.it

    IRPI - Investigative Reporting Project Italy

    Su Radio Città del Capo



    In libreria


    Il faccendiere
    Il faccendiere
    Il Saggiatore
    Scheda | Acquista

    PhotoStream

    In lettura


    La zona franca

    La zona franca. Così è fallita la trattativa segreta che doveva salvare Aldo Moro
    di Alessandro Forlani
    Castelvecchi

    Ultime letture


    ADV



    Text Link Ads



    Licenze sui contenuti

    Creative Commons License
    I contenuti di questo blog, laddove non diversamente specificato, sono rilasciati con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

    Da Twitter


    Categorie

    Archivio


    Credits

    Copyleft © - "Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria" è realizzato con WordPress ed è ospitato da Carlo Beccaria. Il tema Illacrimo è stato creato da Design Disease e LifeSpy. La personalizzazione è opera di Claudio Cicali.