Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Gennaro Ciliberto è un testimone di giustizia che ha denunciato le presenze mafiose nei cantieri pubblici e adesso scrive al presidente del consiglio Matteo Renzi, al ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi e al presidente dell’autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture a proposito del ponte sull’autostrada Palermo-Agrigento inaugurato il 23 dicembre e chiuso qualche giorno dopo per il crollo di una parte del viadotto. Ecco quali sono le sue considerazioni in proposito.

Questo ennesimo crollo dimostra purtroppo come c’è scarso controllo nelle verifiche dei lavori eseguiti, nei collaudi. Lo denunciavo già nel 2011, ero dirigente di una azienda che ha costruito la maggior parte delle uscite autostradali e molti cavalcavia volgarmente chiamati ponti, nel ruolo di dirigente non esitai a denunciare anomalie costruttive in particolare nell’opera della Passerella Ciclopedonale della SS 36 nel comune di Cinisello Balsamo (Milano), un appalto Anas poi subappaltato a Impregilo spa e poi ceduto alla ditta Romana Carpenfer Roma srl, facente capo al pregiudicato Vuolo Mario, oggi a processo e agli arresti per una presunta bancarotta fraudolenta della stessa ditta Carpefer Roma srl. Un appalto da 5 milioni di euro quello della passerella, poi lievitato ad oltre 13 milioni di euro, ma con un triste risultato: la passarella dopo 5 anni resta ancora chiusa e non utilizzabile dagli utenti.

Rilevante anche nel caso della passerella il collaudo della commissione Anas che diete parere favorevole, quindi attesta che l’opera era stata eseguita correttamente, cosa non vera, anzi la perizia commissionata dal P.M. dottoressa Macchia della Procura di Monza ha attestato un concreto rischio crollo e con una dicitura che parla di esecuzione criminale. Solo grazie alla mia denuncia si è potuto evitare una tragedia, la passarella è un’opera che sovrasta una delle arterie più trafficata di europa lass 36 e solo grazie al rifacimento di tutte le anomalie rinvenute oggi l’opera sembrerebbe idonea, ma non sono mancate altre anomalie riscontrate anche dopo gli interventi commissionati dalla A.G., e quindi l’ennesimo stop all’apertura dell’opera che resta a data da stabilire. Oggi come nel 2011 io parlo di un “modus operandi” che fa venire i brividi, molte delle opere eseguite non vengono collaudate prima dell’apertura al pubblico ma solo dopo molti mesi dopo o a volte anni o in molti casi mai. Quindi chi controlla che tale opere siano state eseguite in maniera corretta? Nessuno!
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Emilia Romagna cose nostre

Ecco il dossier curato dalle Associazioni AdEst, Gap Rimini e il Gruppo dello Zuccherificio sulle mafie in Emilia Romagna tra il 2012 e il 2014. Il rapporto si può scaricare in versione integrale.

Oggi, 23 dicembre, sono trascorsi trent’anni dalla bomba sul Rapido 904, la strage di Natale del 1984 che provocò 16 vittime e 267 feriti. A questo proposito un po’ di tempo fa Road Tv Italia ha intervistato una sopravvissuta, Enza Napoletano, che quel giorno stava viaggiando da Napoli a Milano con due dei suoi figli e che oggi dice: “In pochi a ricordare, in pochi a parlarne ancora”. Nelle sue parole il racconto di ciò che accadde suddiviso in tre parti: la prima, la seconda e la terza.

E sempre in tema si legga il post Trent’anni dopo la strage di Natale: chi siamo noi? scritto da Riccardo Lenzi, presidente dell’associazione Piantiamolamemoria.

La strage del treno Rapido 904

Martedì prossimo, 23 dicembre, saranno trascorsi 30 anni dalla strage di Natale provocata dalla bomba piazzata sul Rapido 904. Sabato, a Bologna, viene inaugurata una mostra su quei fatti organizzata da Unione Fotografi Organizzati, associazione Piantiamolamemoria, Libera Emilia-Romagna e Rete degli archivi per non dimenticare.

Su Repubblica.it, è stato pubblicato il filmato Milano, il video dei liceali per chiedere la verità su Pinelli, l’anarchico volato giù da una finestra della questura il 15 dicembre 1969. Era lì da tre giorni, “invitato” dai poliziotti dopo la strage di Piazza Fontana senza che avesse alcuna responsabilità nell’eccidio del 12 dicembre alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.

Piazza Fontana, Silvia Pinelli: “Scomparsi gli atti relativi a mio padre”. Un video di Fanpage.

Le torture della CIA dalla A alla Z

Ancora a proposito delle torture della Cia, Vice.com (edizione italiana) pubblica il post Le torture della CIA dalla A alla Z, fumetto (in inglese) di Oscar Rickett con illustrazioni Krent Able. Quando si dice fare inchiesta per immagini.

(Via @capblicero e Marco Nurra su Twitter)

Milano, anno 1970. Roberto da tre anni lavora nel mondo dello spettacolo e probabilmente ha negli occhi e nelle orecchie l’eco del Derby Club che, dal seminterrato di via Monte Rosa, è diventato un crocevia imprescindibile per attori, musicisti, cabarettisti e letterati. Fa il presentatore, organizza eventi e ha iniziato nel 1967 quando, all’ultimo minuto, sostituisce in un locale di Silvi Marina, provincia di Teramo, il presentatore, fuori gioco a causa di un incidente stradale. E nel corso del tempo ha avuto occasione di conoscerne diversi, di artisti, lavorando con nomi del calibro di Walter Chiari e Dalida. Poi ecco l’ingaggio per organizzare una manifestazione a Milano, all’Hotel Sonesta, a pochi passi dalla Stazione Centrale.

L’albergo, che oggi ha cambiato nome, è stato inaugurato nell’ottobre 1969. E lo ha fatto in grande stile. Un paio di mesi prima della strage di piazza Fontana, quando la bomba alla Banca Nazionale del Lavoro non aveva ancora inferto una brusca sterzata alla storia di tutto il Paese, un filmato dell’Archivio Luce immortala il direttore Roger Sonnabend brindare con l’attrice Carroll Baker, volto divenuto ormai celebre per interpretazioni in pellicole come “Il gigante” di George Stevens, “Baby Doll” di Elia Kazan o “Il grande sentiero” di John Ford. Poi, alla cerimonia di apertura dell’hotel, ci sono le autorità milanesi: il sindaco Aldo Aniasi, il prefetto Libero Mazza e anche il provveditore agli studi.

Continua a leggere sul fato del FattoQuotidiano.it. Si tratta di un post che nasce da questo commento e dunque grazie a chi l’ha lasciato.

Report Cia su Guantanamo

Sono 525 le pagine del report desecretato della Cia su Guantanamo e le torture a stelle e strisce.

(Via Pier Luca Santoro)

Amnesty International - Una firma per le vittime di Bhopal

Esattamente trent’anni fa si consumava il disastro di Bhopal: il 3 dicembre 1984 ci fu infatti una fuga di liquido tossico (l’isocianato di metile) per 40 tonnellate che provocò tra i 3.800 (fonti governative) e i 15 mila morti (fonti umanitarie). Per Amnesty International, le vittime furono tre le 7 e le 10 mila e a tanto tempo di distanza la Ong ha pubblicato una petizione per chiedere al primo ministro indiano Narendra Modi la bonifica dell’area (mai avvenuta) e il riconoscimento delle responsabilità delle aziende da cui la sostanza fuoriuscì, la Union Carbide India Limited e la capofila americana Union Carbide. Questo il link per firmare e l’iniziativa fa parte delle campagne #CorriConMe – Wirte for rights.

Piazza Fontana: 45 anni dopo

Tre giorni per commemorare il 45° anniversario della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. E per chi non potesse partecipare a causa del contestuale sciopero, può dare un’occhiata al materiale racconto dall’Associazione piazza Fontana 12 dicembre 1969 (che ha anche una propria pagina su Facebook).

P2: gli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta

Prima sono andati online i documenti della commissione P2 presieduti da Tina Anselmi, poi quelli della strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974) e sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Horivanti (20 marzo 1994). Adesso dal sito Fonti Italia Repubblicana stanno per essere rese disponibili le sentenze della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Il progetto verrà presentato il prossimo 4 dicembre presso l’Archivio di Stato di Milano alla quasi vigilia dei 45 anni dalla bomba piazzata nella filiale della Banca nazionale dell’agricultura. Accadrà nel corso del convegno Nuovi scenari nel trattamento elettronico delle fonti.

Mentre si apre oggi a Firenze il processo a Totò Riina, imputato come mandante della strage del Rapido 904 (23 dicembre 1984), ecco un articolo di Redattore Sociale sul documentario in crowdfunding dedicato alla la strage di Natale.

MAFIE. “LA STRAGE DI NATALE”: DOPO 30 ANNI TORNANO LE VOCI DEL RAPIDO 904

Il 23 dicembre 1984 una bomba piazzata dalla mafia distrusse il treno Napoli-Milano mentre passava sotto la galleria più lunga d’Italia: morirono 16 persone. Un documentario di Martino Lombezzi torna a raccontare l’episodio. Lanciato crowdfunding per ultimare il lavoro (RED.SOC.) “Mi ricordo solo il fuoco che entrava dai finestrini rotti. Non capivamo se avevamo avuto un incidente, se ci eravamo scontrati con un altro treno. Poi dopo un bel po’ il treno riesce a fermarsi e ovviamente nel buio ci siamo catapultati, senza pensare che dall’altro lato potesse arrivare un altro treno. E ci siamo buttati dalle porte sventrate. E lì poi c’era questo capotreno, che ci urlava di non scendere e di stare attenti perché sui binari c’erano pezzi di corpi.”
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Italo Toni e Graziella De PaloSulla vicenda dei due giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni torna il fratello della cronista, Giancarlo De Palo, che lancia la petizione Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi: impegno a rimpatriare i poveri resti dei due “desaparecidos” italiani:

Aspettiamo ormai da 34 anni il ritorno, mai avvenuto, dei due giornalisti italiani Graziella De Palo e Italo Toni, rapiti a Beirut, Libano, il 2 settembre 1980, dopo aver chiesto protezione dell’ambasciata italiana. Invece di cercarli, i servizi segreti di allora, che oggi finanziano il terrorismo internazionale pur di raggiungere il fine di liberare gli ostaggi italiani, aiutarono i loro assassini a occultarne i cadaveri. Noi oggi offriamo agli assassini il nostro perdono in cambio della restituzione dei poveri resti dei due giornalisti, MAI RICHIESTO FINORA DA NESSUN GOVERNO ITALIANO!

Firmarla, questa petizione, è importante per le famiglie vilipese da quel 1980, perché si tratta di un gesto di civiltà e per la verità sulla storia recente di questo Paese.

La strage di piazza della LoggiaA fine aprile la direttiva Renzi sulla declassificazione degli atti sulle stragi veniva presentata come la più grande operazione di “disclosure” della storia italiana. A sette mesi di distanza, sembra invece un bluff. Ecco il testo di due articoli pubblicati oggi a pagina 24 dal quotidiano La Repubblica. Uno è a firma di Alberto Custodero e si intitola “Il giallo dei faldoni di Piazza della Loggia” mentre il secondo è il commento di Filippo Ceccarelli “L’armadio vuoto dei misteri d’Italia. Così la trasparenza diventa una beffa”. Eccone i testi in integrale.

Il giallo dei faldoni di Piazza della Loggia
Desecretati i documenti del ministero della Difesa: ma dentro ci sono solo vecchie carte sui rapporti internazionali del Pci Nessun riferimento a neofascisti e servizi segreti deviati. E nei dossier le stragi degli anni Settanta vengono definite “Eventi”
Alberto Custodero

Roma – Sorpresa. Tra i carteggi segreti del Ministero della Difesa (resi pubblici dalla direttiva Renzi) sulla strage di Piazza della Loggia, ci sono per la maggior parte documenti sul Partito comunista. Ma quella strage, come quella di “Piazza Fontana” e tante altre del periodo della “strategia della tensione”, non portavano forse la firma di estremisti di destra, ordinovisti in odor di servizi segreti?

All’Archivio Centrale dello Stato nei mesi scorsi erano stati desecretati i documenti del ministero degli Affari Esteri su Ustica. E quelli su Ilaria Alpi. Ora la discovery riguarda il dicastero di Roberta Pinotti. Ma aprendo quei faldoni delle Forze Armate, si scopre che sul frontespizio delle cartelline, le stragi a cavallo degli anni Sessanta e Settanta (Piazza Fontana a Milano. Piazza della Loggia a Brescia. Peteano in Friuli), sono state relegate a “eventi”. Mentre il disastro del Dc9 Itavia precipitato a Ustica, con ogni probabilità colpito da un missile, è stato relegato a “incidente”.
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