Graziella De Palo e Italo Toni: 36 anni fa la scomparsa a Beirut dei due giornalisti mai ritrovati

Standard

Italo Toni e Graziella De Palo

La scomparsa di Maria Grazia De Palo, per tutti Graziella, 24 anni, e di Italo Toni, 50, entrambi specializzati in Medioriente e in traffico di armi, venne denunciata dai genitori della ragazza il 4 ottobre 1980. Agli agenti della questura di Roma raccontarono che i giornalisti erano partiti il 22 agosto precedente per il Libano passando attraverso la Siria.

Per preparare il viaggio, si erano avvalsi dell’aiuto di Nemer Hammad, portavoce in Italia di Yasser Arafat, e avrebbero dovuto rientrare il 15 settembre. L’ultimo contatto avuto con la figlia risaliva al 23 agosto quando, da Damasco, Graziella aveva spedito un telegramma scrivendo solo «au revoir», arrivederci, per annunciare l’atterraggio. Dopodiché il silenzio.

Fino alla metà di settembre, tuttavia, non ci si era preoccupati, dato che era difficoltoso comunicare dal Libano, precipitato nel 1975 in una guerra civile che che durerà diciassette anni. Quando però i giornalisti non erano rientrati, la famiglia aveva tentato invano di avere informazioni dall’Olp di Roma e dalle ambasciate di Beirut e Damasco.
Continue reading

Mauro De Mauro, un libro di Giuseppe Pipitone per raccontare come 41 anni fa è scomparso un giornalista

Standard

Il caso De MauroScritto dal giornalista Giuseppe Pipitone, è in uscita per Editori Riuniti il libro Il caso De Mauro. Così scompare un giornalista: un mistero lungo 41 anni:

Quarantun anni di misteri, bugie e depistaggi. Tre inchieste finite senza colpevoli. Un buco nero su cui non si farà mai luce. Quella di Mauro De Mauro è una delle pagine più buie della storia italiana, un delitto perfetto dai troppi moventi, dai troppi mandanti occulti e senza un corpo su cui piangere. Per la prima volta Giuseppe Pipitone racconta gli aspetti sconosciuti del giornalista dell’Ora, dal passato fascista alla fuga a Palermo sotto falso nome, fino all’inchiesta sulla morte di Enrico Mattei che gli sarebbe valsa “la libera docenza in giornalismo”. La sparizione della busta gialla, le menzogne degli investigatori e l’ordine impartito, quando si era alla svolta, dai servizi segreti: «Fermate le indagini». Mauro De Mauro era un imprevisto che rischiava di far fallire un sistema di potere che è alla base degli apparati di Stato: per questo doveva essere messo a tacere con ogni mezzo e con ogni copertura.

Di questa vicenda se può leggere anche qui, in un’intervista a Giuseppe Lo Bianco, autore con Sandra Rizza del libro uscito nel 2009 Profondo nero – Mattei, De Mauro, Pasolini. Un’unica pista all’origine delle stragi di Stato.