Profondo nero di Carlo Lucarelli: da stasera i nuovi episodi su Crime investigation

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Seconda stagione, a partire dalle 22.55 di questa sera, per la trasmissione Profondo nero di Carlo Lucarelli (Crime investigation, canale 118 di Sky). Si inizia con il caso di Ermanno Lavorini e si prosegue con altre vicende, tra cui il mostro di Firenze, la vicenda di Rina Fort e la storia di Wilma Montesi. Ecco la presentazione del programma:

Ci sono delitti inquietanti che ci hanno cambiato per sempre. Crimini che, come un colpo di rasoio, hanno squarciato la nostra società facendo capire a tutti, per la prima volta, che siamo diversi da quello che credevamo, siamo un’altra cosa. Perché ogni epoca, ogni luogo, anche l’Italia, ha il suo incubo.

Quando si parla di crimini efferati e serial killer, si pensa sempre a contesti lontani da noi, a storie che non ci appartengono: non è affatto così. Carlo Lucarelli torna a raccontare i delitti più feroci del nostro paese. Quei crimini incredibili, impensabili che vanno oltre la cronaca nera, oltre alle vittime, e che hanno sconvolto l’immaginario italiano.

Maurizio Minghella: i delitti di un assassino seriale (prima parte)

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Maurizio Minghella

Quando lo scorso 8 marzo scorso gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare, Maurizio Minghella, 58 anni ancora da compiere, era già in galera, a Pavia. Accusato oggi di un nuovo omicidio, quello di Floreta Islami, strangolata il 14 febbraio 1998 a Rivoli (Torino), deve scontare il carcere a vita per aver ucciso molte volte in due periodi diversi, a cavallo di oltre vent’anni.

Per lui – noto ai tempi come il “Travoltino della Val Polcevera” per la sua passione per la disco music e le donne – la prima condanna giunse nel 1981 quando la Corte d’assise di Genova lo riconobbe colpevole dell’omicidio di quattro giovani donne uccise nel 1978. Tra di loro, c’era Anna Pagano, ritrovata da alcuni pastori vicino a Trensasco, frazione di Sant’Olcese (Genova).
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“Di tutte le ipotesi”: il racconto di frodi che si riflettono sulla vita di tutti

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Di tutte le ipotesi - Le indagini di Nic

C’è un’azienda che ha deciso di raccontare le sue storie sotto forma di romanzo. E dunque che ha deciso di investire in cultura. Si occupa di frodi assicurative, anzi di sventarle, e si chiama Eagle keeper service group. Il suo fondatore, Ugo Vittori, ha avuto l’idea, la direttrice marketing, Cinzia Gennarelli, è stata fondamentale e con Argia Granini siamo arrivate al romanzo Di tutte le ipotesi, prima “puntata” del ciclo “Le indagini di Nic”, cioè Nicola Proietti, il nostro personaggio.

È un viaggio in un mondo quasi ignorato, ma che si ripercuote sulla vita di tutti e che vede da tempo un coinvolgimento sempre più marcato della criminalità organizzata, autoctona e straniera. Argia e io ne racconteremo altre di storie di frodi, tre nel 2016, sperando che con gli strumenti della non fiction novel si aggiunga un pezzo di narrazione alla vita quotidiana di molti.

Caso Toni-De Palo, il segreto di Stato che non scade mai. La lettera dei familiari a Mattarella da un anno senza risposta

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Depistaggio: il testo per introdurlo bloccato dal luglio 2015 in Senato

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Piazza Fontana

Nell’ordinamento italiano il reato di depistaggio, la cui introduzione è sostenuta dall’Unione dei Familiari delle Vittime per Stragi e che è stato approvato alla Camera il 24 settembre 2014, non c’è ancora dato che giace dal 31 luglio 2015 in commissione giustizia, al Senato. C’è però ancora – e si può firmare – la petizione al presidente Pietro Grasso per chiedere che non ci si fermi. Ecco perché:

Nonostante la storia d’Italia sia stata insanguinata da numerose stragi, a oggi non esiste il reato di depistaggio per colpire quei poteri che hanno fatto e fanno delle omissioni, dell’occultamento, della distruzione di prove uno strumento chiave per nascondere la verità.

È noto che molte delle inchieste sui principali avvenimenti di strage e di terrorismo hanno subìto rallentamenti, quando non veri e propri arresti, a causa della mancata collaborazione di pubblici ufficiali con l’autorità giudiziaria. Dalla strage di piazza Fontana in poi, le omissioni, le bugie e la distruzione di documenti hanno impedito che si potesse giungere alla scoperta dei responsabili materiali e morali degli attentati che hanno devastato il Paese fino al 1993.

Continua a leggere su Change.org e firma la petizione