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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Caucasia

Di Ms Larsen e delle sue foto si era parlato a fine 2011 a proposito di Hidden Europe. Ora si torna a farlo per Caucasia, un altro viaggio nel vecchio continente, tra est e ovest, realizzato a partire dal giugno 2013 fino al gennaio 2014.

Onore offeso e libertà di stampaSarà presentato a Roma il prossimo 7 febbraio alla sede della Federazione nazionale della stampa (Corso Vittorio 349, primo piano, ore 10.30) l’ebook Onore offeso e libertà di stampa curato da Alberto Spampinato e con la prefazione di Sergio Zavoli:

Una raccolta di saggi e testimonianze volti a dimostrare le difficoltà che molti giornalisti italiani incontrano ogni giorno nello svolgere la propria professione. “Onore offeso e libertà di stampa” getta luce su come il diritto di tutela della privacy venga spesso invocato per intralciare la pubblicazione di notizie sgradite; spiega come le leggi sulla diffamazione vigenti nel nostro Paese permettano facili abusi del diritto di querela e mettano in difficoltà i giornali, al punto di attirare condanne dalla Corte Europea e raccomandazioni alla sfera politica da Consiglio d’Europa, OSCE ed ONU; analizza in dettaglio i limiti della legislazione vigente, proponendo modifiche e miglioramenti. Un’analisi dettagliata comprendente la storia di giornalisti incriminati – come Giovannino Guareschi, finito in carcere per un articolo su De Gasperi – e dati statistici, raccolti da Ossigeno per l’Informazione, sui giornalisti italiani vittime di minacce, pressioni e querele pretestuose. Storie di cronisti che resistono a violenze e abusi di potere, ed il cui esempio, scrive Sergio Zavoli, “onora il giornalismo e non può essere oscurato”.

Se può leggere ancora sul sito dell’osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

I siciliani giovani

In questa storia di vittime non ce n’è solo una. In tutto sono venti, tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un olandese. Nessun ferito o sopravvissuto. Muoiono il 3 febbraio 1998, il giorno in cui per una coincidenza “bizzarra” la corte di Cassazione pronunciava la sentenza definitiva sull’aereo militare caduto sull’istituto tecnico-commerciale Salvemini di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, il 6 dicembre 1990. Negli ultimi istanti di vita gli sciatori, gli escursionisti e coloro che stanno lavorando si trovano sospesi a circa 150 metri dal suolo perché sono all’interno della cabina di una funivia, quella del Cermis, in Val di Fiemme.

A ucciderli non è un incidente all’impianto, ma il passaggio di un aereo militare americano, un Grumman EA-6B Prowler, al cui comando c’è un ufficiale dei marines, il capitano Richard Ashby, che era decollato per un volo di addestramento dalla base di Aviano alle 14.36. Con il primo capitano ci sono a bordo altri tre parigrado: il navigatore Joseph Schweitzer, l’addetto ai sistemi di guerra elettronica William Rancy e l’addetto ai sistemi di guerra elettronica Chandler Seagraves.

Sul fatto che il mezzo stia volando troppo basso si è d’accordo fin dall’inizio, ma cosa sia effettivamente accaduto e in base a quale dinamica si sia arrivati a quella strage non è chiaro subito. E allora i magistrati ottengono l’immediato sequestro dell’aereo, che le autorità statunitensi stavano già smontando facendo temere di voler farlo sparire. A provocare tutti quei morti è stata la coda del Prowler che trancia il cavo della funivia e dunque a processo ci dovrebbe finire chi era ai comandi. Ma una prima doccia fredda giunge quando si ripesca una convenzione Nato del 1951 in base alla quale i militari americani non possono essere processati e giudicati in Italia, ma quella competente è una corte statunitense.

Continua a leggere sui I Siciliani Giovani

Quando l'America si innamorò di MussoliniUn altro libro da mettere nella lista di lettura. È l’ultimo di Ennio Caretto, Quando l’America si innamorò di Mussolini (Editori Riuniti), che di questo parla:

L’ascesa del Duce fu molto seguita negli Stati Uniti, che inizialmente lodarono e apprezzarono l’operato di Mussolini. La storia segreta, uscita dai documenti degli Archivi nazionali americani che Caretto ha avuto modo di consultare, ci racconta proprio di un’America sedotta dal dittatore, dal suo modo di fare al tempo stesso galante e canagliesco, e questo libro, che quella storia racconta, ci aiuta a capire quali sono i motivi che spinsero le alte sfere di Washington a non combattere il fascismo in Italia, almeno fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Di più, questo libro racconta i rapporti ambivalenti intercorsi fra gli Stati Uniti e l’Italia negli anni dell’ascesa delle camicie nere, tra incidenti diplomatici mancati, accordi internazionali, leggi razziali ed eugenetica. E racconta di un amore inconfessabile fra il Paese della Democrazia e un dittatore capace di sedurre perfino Hollywood e di mettere il seme per la deriva “nera” che oggi, come allora, rischia di impossessarsi del mondo “libero” americano ed europeo.

Cosa resta della democraziaManca il punto interrogativo alla frase – all’apparenza una domanda – che dà il titolo al nuovo libro di Remo Bassetti, Cosa resta della democrazia, in uscita a febbraio per Nutrimenti. Ed ecco la presentazione del volume, che a fronte di quel punto punto interrogativo mancante ne pone altri, di punti, che suonano interessanti:

“La democrazia è il peggior sistema politico, salvo tutte le altre forme che si sono sperimentate finora”: parola di Winston Churchill. Forse proprio questa consapevolezza ci ha reso nel tempo così pigri da lasciarne appassire contenuto e modi, al punto che, in un momento storico in cui tutti si proclamano democratici, la democrazia è ormai a uno stadio larvale, svuotata di significato e obiettivi.

La libertà privata, per lo più identificata con quella economica, è diventata il vero cardine del regime politico in cui viviamo e ne ha assorbito l’identità. Al distacco dei cittadini dalla vita pubblica, si aggiunge lo spento rituale delle procedure politiche che i finti cantori della democrazia hanno ridotto e manipolato, tracciando strade che il web ha la tendenza a ripercorrere anziché cambiare. D’altra parte, quello che è oggi il tentativo più radicale di ricondurre la democrazia all’autogoverno – il movimento dei grillini – finisce talvolta per coincidere con dinamiche autoritarie, e persino con l’auspicio dello “stato minimo”, lo stesso concetto neoliberista che alla democrazia ha dato il colpo di grazia.

Ispirandosi a teorie che si stanno facendo largo in altre parti del mondo e corredandole di proposte specifiche per la situazione italiana, questo libro traccia le basi per una nuova e originale idea di democrazia, che abbia come scopo la realizzazione della giustizia e superi la dicotomia tra rappresentatività e partecipazione diretta: una democrazia partecipativa responsabile.

La marcia della giovinezza è un documentario realizzato dalla filmaker siciliana d’origine e bolognese d’azione Noemi Pulvirenti. Questa la presentazione del film:

10 giugno 1940: l’Italia, con la dichiarazione di guerra alla Francia e alla Gran Bretagna, entra nel secondo conflitto mondiale. Venticinquemila giovani, provenienti dalle fila della GIL (Gioventù italiana del Littorio), chiedono di essere arruolati volontari per raggiungere il fronte di combattimento. Il PNF (Partito Nazionale Fascista) stabilisce pertanto la costituzione di 25 battaglioni GIL, militarmente istruiti, che vengono impiegati in una marcia dimostrativa di 450 km, denominata “Marcia della Giovinezza”. Questa si conclude, come termine del periodo di addestramento, a Padova ove sono convenuti il capo del governo Benito Mussolini e le autorità militari per passare in rassegna i giovani volontari.

Centro di documentazione Cultura della Legalità DemocraticaUna novità dal Centro di documentazione cultura della legalità democratica della Regione Toscana, una struttura pubblica molto importante e molto efficiente (si provi a chiedere copia della documentazione a disposizione). Si tratta del concorso per premiare tre tesi su criminalità organizzata, violenza politica, stragismo, terrorismo e poteri occulti in Italia:

La Regione Toscana bandisce un concorso pubblico per laureati in atenei toscani [...]. È prevista l’assegnazione di tre premi di laurea: uno da 500 euro per le lauree triennali e due da 1.000 euro ciascuno per quelle magistrali. Il termine ultimo per presentare domanda è il 14 febbraio 2014.

Il bando, pubblicato sul BURT n. 33 del 31/12/2013 e n. 3 del 22/1/2014, si rivolge ai laureati che abbiano discusso una tesi in una delle materie indicate nel periodo di tempo che va dal 1 gennaio 2010 al 30 novembre 2013 con voto finale non inferiore a 100/110

Qui la domanda di partecipazione. E per informazioni si può scrivere all’indirizzo cld[at]regione.toscana.it.

Per chi afferma che occorre chiudere capitoli più recenti della storia, andrebbe data un’occhiata, almeno nel Giorno della memoria, a quanti ancora cercano notizie di parenti – se non propri parenti mai più tornati – dai lager nazisti. Nel 2009 si pubblicava un post, Il libro dei deportati, volume I: 23.826 nomi di italiani finiti nei lager. Nei mesi e negli anni a venire sono stati nell’ordine delle decine i commenti di cui ancora si aspettano risposte su persone inghiottite per sempre della brutalità della soluzione finale senza nemmeno lasciare un’eco di cosa accadde loro.

Our Lenin

Dal 1934 il libro Our Lenin, propaganda sovietica a fumetti per bambini e ragazzi tradotta dal partito comunista degli Stati Uniti d’America.

Il rumore della memoria – Quei passaporti per Gelli contiene il racconto del desaparecido Victor Basterra, così descritto dal Corriere.it::

Basterra, un oppositore del regime che lavorava per la Zecca di stato argentina come «operaio grafico», sapeva [...] disegnare banconote e produrre passaporti praticamente perfetti. Gliene consegnarono appunto quattro, con nomi di italiani naturalizzati argentini, da falsificare. Però gli diedero una sola foto, in quattro esemplari, che Basterra identificò subito, senza alcun dubbio. La foto era quella del «maestro venerabile», che a Buenos Aires era più noto che in Italia.

I passaporti falsificati furono consegnati a Gelli, che in quel momento era ricercato dalla giustizia italiana e pare si trovasse a Montevideo [...]. Gelli tentò di utilizzare uno dei passaporti nella Confederazione elvetica, per prelevare denaro da uno dei suoi conti svizzeri. Basterra, incontrato all’Esma, proprio nel sotterraneo delle torture, ci ha detto: «[...] Sono stato prigioniero per quattro anni e mezzo e [falsificare passaporti] era l’unico modo che avevo per sperare di ottenere la libertà. Il loro era un sistema perverso: potevi trovare uno che ti dava una pacca sulla spalla e poi ti offriva un whisky, e qualche ora dopo finire nella camera della tortura, sottoposto alla scarica elettrica».

Continua qui.

Hungarian trolley station

Non sia trasformata in un centro commerciale la stazione ferroviaria di Zugliget, nel distretto di Budapest, come segnala il sito Never Yet Melted.

(Via BoingBoing)

Alba dorataÈ un libro di cui si è parlato a lungo Alba Dorata del corrispondente della tv pubblica greca Ert Dimitris Deliolanes (Fandango, 2013). E per sentirne parlare dal vivo, il prossimo 30 gennaio è prevista la presentazione bolognese, in programma a partire dalle 18 alla Sala dell’Ex Refettorio di via Sant’Isaia 20. Se il tema già è chiaro dal titolo, questi i contenuti del volume:

Sono entrati in Parlamento a passo di marcia. Hanno scatenato un’ondata senza precedenti di aggressioni razziste, antisemite e xenofobe. Dilagano nei quartieri popolari delle grandi città, conquistano nuovi adepti e indicano nella democrazia la causa della crisi. Picchiano, uccidono, insultano, provocano. È Alba Dorata, un partito nazionalista, xenofobo, antisemita e omofobo che è diventato in pochissimo tempo protagonista della vita politica greca e che si è attestato stabilmente come terza forza nazionale.

Questo libro è un lungo viaggio dentro l’orrore del nazismo impenitente e beffardo. È l’esplorazione di un gruppo di stretta ortodossia hitleriana rimasto nell’ombra per più di un ventennio, aspettando il momento giusto per lanciare il suo attacco. Dimitri Deliolanes, per più di 30 anni corrispondente dall’Italia della Tv pubblica greca ERT, dà risposta ai più inquietanti interrogativi su Alba Dorata: chi sono, cosa vogliono veramente, i loro rapporti con il regime dei colonnelli, le complicità con il centrodestra, i riti segreti nel nome delle divinità pagane e di Satana. Non è un pericolo solo per la democrazia greca. L’avanzata dell’estrema destra razzista e xenofoba minaccia i valori fondanti dell’Europa. Alba Dorata apre solo la strada.

Insieme a Deliolanes parteciperanno al dibattito il giornalista Filippo Vendemmiati e la docente dell’università di Bologna Cinzia Venturoli mentre l’introduzione sarà curata da Alberto De Bernardi, presidente dell’Istituto per la storia e la memoria del ’900 Parri Emilia Romagna.

Gas mask practice, Fort Belvoir, Virginia, 1942

Da KulPhoto una galleria di immagini storiche portate a colori. Quella sopra riportata nel post risale al 1942, scattata durante un’esercitazione con gas e maschere. Le altre ritraggono sedi storiche, la marcia su Washington del 1963 e alcuni ritratti, tra cui quello di Frederick Fleet, il sopravvissuto che fu primo a vedere l’iceberg che affondò il Titanic nel 1912.

(Via History In Pictures)

Crocevia Fossoli è un documentario realizzato dalla Fondazione Fossoli, per la regia di Federico Baracchi e Roberto Zampa. Dalla sua presentazione:

Il film utilizza le testimonianze raccolte in questi tre anni di lavoro (oltre 80 ore di video registrazioni) per affrontare la storia del campo di Fossoli dando voce a quanti attraversando il ventennio fascista e la guerra ne fecero esperienza: vittime, spettatori e carnefici. Un’occasione anche per riflettere, a partire da Fossoli, sulla testimonianza e la figura del testimone.

Per chi volesse assistere alla presentazione, l’appuntamento è per il 25 gennaio ore 20.45 presso l’Auditorium A. Loria di Carpi. A proposito della storia del campo di Fossoli, invece, si veda qui.

L'operazione criminale che ha terrorizzato l'ItaliaScritto da due giornalisti di SkyTg24, Massimiliano Giannantoni e Paolo Volterra, il libro L’operazione criminale che ha terrorizzato l’Italia appena uscito per i tipi di Newton Compton Editori racconta una delle storie meno spiegate della recente storia italiana, quella della Falange Armata:

La Falange Armata non è mai esistita. Eppure è stata la più efficace operazione di destabilizzazione realizzata in Italia negli ultimi venticinque anni. Le sono stati attribuiti attentati, omicidi, ferimenti, sequestri, intimidazioni, depistaggi. Le sue propaggini sono arrivate fin nel cuore del potere, nelle stanze del Quirinale e di Palazzo Chigi, facendo sobbalzare uomini di Stato come Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi. La Falange ha rivendicato praticamente tutti i tragici avvenimenti di un biennio fra i più cupi e misteriosi della nostra storia recente, quello dal 1992 al 1994: anni sanguinosi per le stragi di mafia e non, anni di svolta nelle istituzioni e nella politica, le cui conseguenze arrivano dritte dritte alle crisi dei nostri giorni. Ma chi muoveva i fili della Falange Armata? C’era un livello superiore che ha preso la decisione finale degli attentati? E chi faceva parte di questa presunta organizzazione?

Ulteriori dettagli sul libro sono disponibili qui.

Wikileaks affair


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