‘Ndrangheta, pentito: “I De Stefano e i rapporti con l’eversione nera”

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(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 15 LUG – L’inchiesta “mammasantissima” che ha portato alla luce la struttura segreta di vertice della ‘ndrangheta, fa tornare di nuovo alla ribalta quella che puo’ definirsi la “genesi” politico-mafiosa dei De Stefano e i loro collegamenti consolidati con l’eversione nera, con la banda della Magliana, il forte interesse perche’ il capoluogo di Regione rimanga a Reggio Calabria e non si sposti a Catanzaro.

“Sapevano tutto con largo anticipo – hanno detto all’unisono i pentiti Giacomo Lauro e Stefano Serpa – tant’e’ che da loro parte l’idea di convocare il summit di Montalto, nel cuore dell’Aspromonte nell’ottobre del 1969, per spiegare ai rappresentanti delle cosche della provincia di Reggio i motivi per cui aderire con ‘uomini, mezzi, armi e risorse finanziarie’ alla prevedibile ribellione popolare al momento della nomina di Catanzaro a capoluogo della Regione”.
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Strage alla stazione di Bologna: cos’è rimasto del corpo di Maria Fresu

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Nei giorni scorsi si è ampiamente parlato di Maria Fresu, 24 anni, uccisa nell’esplosione alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980, di cui sarebbe rimasta solo una porzione della guancia. In realtà, a leggere la perizia medico-legale allegata agli atti del processo e firmata dal perito Giuseppe Pappalardo, non c’è solo questo. Nel documento (riportato in versione integrale sopra e scaricabile) vengono infatti indicati altri reperti biologici attribuiti a lei:

  • un occhio con iride castana;
  • un frammento del volto a cute glabra dal mento al labbro inferiore;
  • un lembo di pelle da cui si vedono sopracciglia sottili e depilate soprattutto verso l’esterno;
  • un lembo del naso compatibile per forma a dimensione e quello della ragazza;
  • alcuni denti dell’arcata inferiore;
  • un frammento di un femore compatibile come dimensioni all’altezza di Maria Fresu (era alta 148 centimetri);
  • la mano destra incompleta: le dita rimaste erano il mignolo, l’anulare e il medio con unghie curate, allungate e laccate.

Tra gli elementi non biologici sono stati trovati la borsa da viaggio, una valigia e una giacchetta. Il padre e la sorella di Maria Fresu la riconoscono dai frammenti del volto, tutti privi di struttura ossea sottostante (la sorella aggiunge anche che si era depilata le sopracciglia il giorno prima di partire e, dunque, di morire nell’esplosione).
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Le indagini di Nic: è uscito il secondo romanzo, “Il futuro non esiste”

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Il futuro non esiste

Dopo Di tutte le ipotesi, Argia Granini e io siamo alla seconda puntata dei gialli ispirati alle (vere) inchieste dell’agenzia di investigazioni private Eagle Keeper, fondata da Ugo Vittori e specializzata nell’antifrode assicurativa. Con l’ingresso di Giraldi Editore, che cura il romanzo e la sua diffusione in ebook (qui su Amazon e qui su Bookrepublic), stavolta l’investigatore Nicola Proietti va a Bristol, in Gran Bretagna, e questa è l’anticipazione della storia:

Nel mondo reale la vita si ferma forse per cercare chi ha commesso un delitto o un crimine? No, le persone che indagano hanno una famiglia, i loro problemi, soffrono per amore e vivono tutte le altre cose che vivono le persone normali. Così anche Nic ed i personaggi che ruotano intorno a lui. Nic, l’investigatore protagonista di tutte le storie, è un personaggio che fa innamorare i lettori, che si mostra al lettore con tutto se stesso, durezze e fragilità insieme, nel lavoro investigativo e nella vita privata. Ragionamento raffinato, acume investigativo e lampo di genio dell’idea risolutiva, lasciandosi permeare dall’atmosfera dell’ambiente in cui il reato è stato commesso, introducendosi lentamente nell’animo dei personaggi “indiziati” per capirne e capirne motivazioni e caratteri. Secondo libro della serie “Le indagini di Nic”, questo romanzo dal titolo evocativo accompagnerà il lettore attraverso un percorso investigativo interessante ed intrigante, fra la Toscana e il Galles, fra azione e sentimenti, difficoltà e peripezie, dal successo – ancora una volta – garantito.

E qui invece si può trovare il primo “episodio”, Di tutte le ipotesi. Infine ecco una segnalazione per “Il futuro non esiste”.

Ustica, Daria Bonfietti: “Sappiamo tutto, ora serve la verità”

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Strage di Ustica

Il testo che segue è di Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle Vittime della strage di Ustica, ed è stato pubblicato dal quotidiano Il manifesto lo scorso 25 giugno 2016. Qui, invece, il podcast della trasmissione di Rai3 Fahrenheit di oggi intitolata Verità opache sul missile che il 27 giugno 1980 uccise le 81 persone a bordo del Dc9 dell’Itavia e sul “segreto di stato strisciante” che non oppone un segreto di Stato vero e proprio, ma rende difficile, se non impossibile, l’accesso alle fonti documentali. In onda, ospiti di Loredana Lipperini, anche Daria Bonfietti e il giornalista Fabrizio Colarieti di Stragi80.it.

Ricordiamo il 36° Anniversario della strage di Ustica e continuiamo il cammino verso la verità. Sappiamo già molto di quello che è accaduto nel cielo: sappiamo che «il DC9 è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea, guerra di fatto e non dichiarata», come ci rivela il giudice Rosario Priore già nel 1999.
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Maurizio Minghella: i delitti di un assassino seriale (seconda parte)

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Maurizio Minghella

(Qui la prima parte) “Non sono stato io”. Maurizio Minghella, nemmeno dopo l’ergastolo per i primi quattro delitti, quelli del 1978, ammise di aver ucciso. Continuò a proclamare la sua innocenza dal carcere di massima sicurezza di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba, e nel 1995 la sua condizione cambiò in meglio quando venne trasferito alle Vallette di Torino ottenendo la semilibertà. Sembrava rigare dritto e andò a lavorare come falegname per la cooperativa “Piero e Gianni” del Gruppo Abele.

A chi lo seguiva, il passato infarcito da difficoltà scolastiche, piccoli furti e pose da playboy appariva un capitolo chiuso. Addirittura aveva conosciuto una donna e nel 1997 era arrivato un bambino. Due anni dopo aveva una nuova compagna, ma i guai erano dietro l’angolo.
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Roberto Calvi: 34 anni fa un omicidio ancora senza colpevoli

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Roberto Calvi

«Siamo di fronte a un giallo degno di un film di Hitchcock». Sandro Paternostro, corrispondente della Rai da Londra, definì così la vicenda iniziata il 18 giugno 1982. Intorno alle 7.30 di quel giorno, sotto il Ponte dei frati neri, nella capitale britannica, un dipendente della Daily Express aveva scorto un corpo appeso all’impalcatura che finiva nel Tamigi. I piedi erano immersi nell’acqua e intorno al collo era stata stretta a cappio una corda arancione.

Quel corpo apparteneva a Roberto Calvi, il banchiere che dal 1975 era il presidente del Banco Ambrosiano. Suicidio, si disse, perché Calvi, già condannato in primo grado per reati valutari, stava vedendo naufragare la sua banca e ci aveva provato a salvarla arrivando a rivolgersi anche alla Santa sede.
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Tre passi nel buio: a San Lazzaro (Bologna) la rassegna che racconta gli enigmi irrisolti

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Tre passi nel buio - Viaggio negli enigmi irrisolti

Dopo le esperienze di Bo noir e di Storie nell’ombra, riprende la collaborazione con Giostra film e con il regista Riccardo Marchesini con cui avevo lavorato per il documentario Voci in nero. Accade dal 23 al 26 giugno prossimi con un’altra rassegna, “Tre passi nel buio – Viaggio negli enigmi irrisolti”. E a breve ulteriori aggiornamenti.

Profondo nero di Carlo Lucarelli: da stasera i nuovi episodi su Crime investigation

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Seconda stagione, a partire dalle 22.55 di questa sera, per la trasmissione Profondo nero di Carlo Lucarelli (Crime investigation, canale 118 di Sky). Si inizia con il caso di Ermanno Lavorini e si prosegue con altre vicende, tra cui il mostro di Firenze, la vicenda di Rina Fort e la storia di Wilma Montesi. Ecco la presentazione del programma:

Ci sono delitti inquietanti che ci hanno cambiato per sempre. Crimini che, come un colpo di rasoio, hanno squarciato la nostra società facendo capire a tutti, per la prima volta, che siamo diversi da quello che credevamo, siamo un’altra cosa. Perché ogni epoca, ogni luogo, anche l’Italia, ha il suo incubo.

Quando si parla di crimini efferati e serial killer, si pensa sempre a contesti lontani da noi, a storie che non ci appartengono: non è affatto così. Carlo Lucarelli torna a raccontare i delitti più feroci del nostro paese. Quei crimini incredibili, impensabili che vanno oltre la cronaca nera, oltre alle vittime, e che hanno sconvolto l’immaginario italiano.

Maurizio Minghella: i delitti di un assassino seriale (prima parte)

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Maurizio Minghella

Quando lo scorso 8 marzo scorso gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare, Maurizio Minghella, 58 anni ancora da compiere, era già in galera, a Pavia. Accusato oggi di un nuovo omicidio, quello di Floreta Islami, strangolata il 14 febbraio 1998 a Rivoli (Torino), deve scontare il carcere a vita per aver ucciso molte volte in due periodi diversi, a cavallo di oltre vent’anni.

Per lui – noto ai tempi come il “Travoltino della Val Polcevera” per la sua passione per la disco music e le donne – la prima condanna giunse nel 1981 quando la Corte d’assise di Genova lo riconobbe colpevole dell’omicidio di quattro giovani donne uccise nel 1978. Tra di loro, c’era Anna Pagano, ritrovata da alcuni pastori vicino a Trensasco, frazione di Sant’Olcese (Genova).
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“Di tutte le ipotesi”: il racconto di frodi che si riflettono sulla vita di tutti

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Di tutte le ipotesi - Le indagini di Nic

C’è un’azienda che ha deciso di raccontare le sue storie sotto forma di romanzo. E dunque che ha deciso di investire in cultura. Si occupa di frodi assicurative, anzi di sventarle, e si chiama Eagle keeper service group. Il suo fondatore, Ugo Vittori, ha avuto l’idea, la direttrice marketing, Cinzia Gennarelli, è stata fondamentale e con Argia Granini siamo arrivate al romanzo Di tutte le ipotesi, prima “puntata” del ciclo “Le indagini di Nic”, cioè Nicola Proietti, il nostro personaggio.

È un viaggio in un mondo quasi ignorato, ma che si ripercuote sulla vita di tutti e che vede da tempo un coinvolgimento sempre più marcato della criminalità organizzata, autoctona e straniera. Argia e io ne racconteremo altre di storie di frodi, tre nel 2016, sperando che con gli strumenti della non fiction novel si aggiunga un pezzo di narrazione alla vita quotidiana di molti.