A cinque anni dall’inizio della Primavera araba: la storia di Mohamed Bouazizi

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A map of Arab Spring countries - Wikipedia.org

Sotto l’espressione primavera araba va una serie di insurrezioni che hanno riguardato il Maghreb, il Vicino e il Medio Oriente. I Paesi che sono stati pi o meno attraversati da movimenti per la difesa delle libert civili e politiche comprendono l’Algeria, il Bahrein, l’Egitto, la Tunisia, lo Yemen, la Giordania, Gibuti, la Libia e la Siria. Poi si sono registrati eventi pi episodici anche in Mauritania, Arabia Saudita, Oman, Sudan, Iraq, Marocco e Kuwait. Addirittura una nazione martoriata da pi di vent’anni di guerra civile come la Somalia ha dimostrato qualche sussulto primaverile, soprattutto nell’ostilit contro i fronti islamici pi bellicosi, come quelli rappresentati da Al Shabaab.

Iniziati nel dicembre 2010, i movimenti rivoluzionari hanno preso le mosse da alcune istanze comuni, per quanto poi le differenze si siano evidenziate nella declinazione nazionale delle rivolte. Tra queste, la lotta contro corruzione, disoccupazione, violazione dei diritti umani, miseria, regimi dispotici e sanguinari, penuria alimentare generata dalla nuova crisi e i cui effetti si devono aggiungere alla precedente, articolatasi tra il 2007 e il 2008, oltre a fenomeni di globalizzazione che hanno incrementato la povert in loco e lo sfruttamento di manodopera sottopagata.
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Il giorno in cui un pezzo d’Italia perse l’innocenza: 46 anni fa la strage di piazza Fontana

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Banca nazionale dell'agricoltura, piazza Fontana, Milano

Si era ancora innocenti, all’ora di pranzo del 12 dicembre 1969, quando il telegiornale delle 13.30 aveva raccontato agli italiani che la Grecia dei colonnelli si era ritirata dal consiglio d’Europa dove si discuteva della sua sospensione. E aveva raccontato anche che la vertenza sindacale dei lavoratori dell’editoria sembrava mettersi al bene mentre nulla cambiava per i metalmeccanici, che restavano in stato di agitazione. Intanto – proseguiva la catena delle notizie – a Palermo non si arrestavano le indagini per la strage di viale Lazio, uno dei momenti pi feroci della prima guerra di mafia. Ma in mezzo a tutti quegli scorci di vita e fatti, l’edizione del notiziario si concludeva con un soffio dell’innocenza tramontante degli anni Sessanta.

Lucio Battisti, snobbato dalla sinistra perch poco o per nulla impegnato, un fascistoide per qualcuno, come tutti quelli che non si schieravano, continuava a respirare a pieni polmoni la consacrazione del suo successo dopo ostacoli e delusioni. Era stato un anno fortunato, per lui, il migliore di tutti, iniziato in febbraio con il successo al festival di Sanremo dove aveva cantato Un’avventura e proseguito in estate con Acqua azzurra, acqua chiara, pezzo del trionfo al Festivalbar e al Cantagiro. Con una cadenza burina a rivendicare la sua estrazione sabina, e mentre confessava con una punta di imbarazzo al microfono di Lello Bersani che non aveva mai studiato musica, mescolava la timidezza dello sguardo alla caparbiet del suo percorso artistico.

Intanto io canto le canzoni che mi vanno veramente a genio, insomma, quelle che sento. E di solito, in partenza, sono sempre quelle un po’ pi difficili, che agli altri non piacciono, che gli altri trovano azzardoso interpretare, ecco.
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Pasolini: l’avvocato Stefano Maccioni lancia una petizione per una commissione d’inchiesta sul delitto

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Petizione Pasolini

La petizione Il parlamento indaghi sull’omicidio Pasolini, indirizzata ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, stata lanciata da Stefano Maccioni, il legale di Guido Mazzon, cugino di Pier Paolo Pasolini. E c’ anche uno spazio Facebook dedicato alla petizione Pasolini da cui seguire tutti gli aggiornamenti sul caso.

“Art. 580 istigazione al suicidio”: parte il crowdfunding per il film che racconta la crisi

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Quando la crisi non lascia una via d’uscita: storie di suicidi, di soprusi, di burocrazia ottusa in un film di Enzo De Camillis scritto con Gigi Marcucci. Parte la campagna per il crowdfunding su Produzioni dal basso.

Caso Toni-De Palo, il fratello di Graziella: “A 35 anni dalla scomparsa ancora manca una verit certa”

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Graziella De Palo

Messaggio di Giancarlo De Palo, a 35 anni dalla scomparsa di sua sorella Graziella, la giornalista sparita a 24 anni da Beirut il 2 settembre 1980 insieme al giornalista Italo Toni, 50:

Roma, 1 settembre – A 35 anni dalla loro scomparsa, sulla sorte dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni ancora manca una verit certa. Rapiti in Libano e uccisi dall'”Organizzazione per la Liberazione della Palestina” il 2 settembre del 1980, sulla vicenda dei due cronisti nel 1984 Bettino Craxi mise il Segreto di Stato. A oggi, 35 anni dopo, lo Stato italiano ha desecretato alcuni e non tutti i documenti relativi all’omicidio: una vicenda legata a doppio filo con la strage di Bologna e con i rapporti tra servizi segreti italiani e palestinesi. Sullo sfondo, il cosiddetto Lodo Moro, scaduto definitivamente nellagosto scorso.

La famiglia De Palo chiede quindi alle Istituzioni e al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di permettere la massima trasparenza su una vicenda della storia recente dell’Italia cancellata ad arte dagli annali delle cronache, ma indicativa di oscuri accordi e dinamiche che hanno da sempre caratterizzato la storia del nostro Paese.

“ assurdo – spiega Giancarlo De Palo – che a 35 dalla loro scomparsa ancora non si possa avere una verit certa su come siano andate le cose n piangere sul corpo di mia sorella, morta a soli 24 anni. La nostra famiglia – prosegue De Palo – stata quasi sempre lasciata sola e alle nostre richieste stata messa la sordina. Chiediamo quindi che chi sa, sia costretto a dire la verit sulla fine di Graziella e Italo e al governo di sostenerci in modo concreto, in primis adoperandosi finalmente per il rimpatrio dei poveri resti”.

Stragi e terrorismo: il governo rispetti le promesse, la petizione dei familiari delle vittime

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Stragi, Renzi rispetti le promesse

Le parole sotto le scrive Paolo Bolognesi, deputato e presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della bomba alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 lanciando la petizione indirizzata a Matteo Renzi perch mantenga le sue promesse sui fatti di strage e terrorismo. Ma non si muove solo in questo ruolo, aderiscono all’iniziativa anche le associazioni delle stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, treno Italicus, Rapido 904, via dei Georgofili:

Credevamo di assistere alla svolta di un parlamento, di un governo che dopo decenni si era accorto della sua storia, fatta di centinaia di morti per terrorismo e stragi e di famiglie a cui stata stravolta la vita e sospeso il diritto alla verit e alla giustizia. Credevamo di essere testimoni del fatto che i “tempi fossero maturi” per cambiare, per invertire il senso di questo perverso e inquietante sistema che nega alle vittime pure i risarcimenti. Ma un cambiamento a met, non un cambiamento, bens un modo per continuare – da parte di chi ne ha interesse – a conservare il vecchio sistema con metodi diversi. Paolo Bolognesi, deputato e presidente dell’Vi chiediamo solo di mantenere le vostre promesse: risarcimento e indennizzo per le vittime, introduzione nel codice penale del reato di depistaggio, e la reale declassificazione delle carte sulle stragi da parte di ministeri e servizi segreti.

Questo il link per firmare la petizione.