“Educati alla violenza”: viaggio tra bulli, baby gang e vittime in un libro inchiesta

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Educati alla violenza

Bullismo, baby gang e criminalità minorile. Sono questi i tre cardini su cui si innesta il libro inchiesta del giornalista Antonio Murzio (nella foto sotto). “Educati alla violenza” (Imprimatur, 176 pagine, 15 euro) porta il lettore direttamente dentro al fenomeno con sei storie. Sono quelle di Arturo, Aurora, Andrea, Giovanni, Anna e Beatrice i quali, attraverso le loro esperienze, fanno vivere dall’interno l’incubo in cui cadono. Portando all’emersione di un aspetto trasversale: la solitudine, la paura di non essere creduti, l’intimidazione come claustrofobico dogma a cui sembra impossibile sottrarsi.

Ma nel lavoro di Murzio, che si è avvalso del supporto di Maura Manca, la psicologa e psicoterapeuta che presiede l’Osservatorio nazionale adolescenza, non c’è solo la parte dedicata alla testimonianza delle vittime. La sua inchiesta va oltre e imprescindibili sono i dati. “L’Osservatorio […] anno dopo anno tutte le problematiche degli adolescenti italiani”, scrive l’autore, “e l’indagine svolta nel corso del 2017 su un campione di ottomila ragazzi ha evidenziato come, nella fascia tra i 14 e i 18 anni, il 28 per cento sia stato vittima di bullismo tradizionale e l’8,5 per cento di cyberbullismo. Nella fascia tra gli 11 e i 13 anni i numeri sono più alti: il 30 per cento dei preadolescenti, infatti, è stato vittima di bullismo tradizionale e il 10 per cento di cyberbullismo”.

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“Anonymous – Noi siamo legione” nelle parole di “Un libro al giorno” dell’Ansa e della Gazzetta del Sud

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Anonymous - Noi siamo legioneL’Ansa parla di Anonymous – Noi siamo legione con un primo take e una recensione per la rubrica Un libro al giorno firmata da Titti Santamato e ripresa dalla Gazzetta del Sud. Ecco il testo di seguito.

“Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Aspettateci”. Si annunciano con queste parole gli ignoti che si riuniscono sotto la sigla Anonymous e promettono battaglia contro censura, imperialismo, finanza d’assalto, devastatori dell’ambiente e militarismo. Questo libro è un’inchiesta su questa forma di lotta del nuovo millennio, a mezzo Internet, che ha finito per colpire indistintamente corporazioni, partiti, dittature e religione. A raccontarla è Antonella Beccaria, giornalista e scrittrice. Collabora con Il Fatto Quotidiano, con la trasmissione di Rai3 Lucarelli racconta e ha alle spalle numerose pubblicazioni tra cui il “Divo Giulio: Andreotti e sessant’anni di potere”.

“Scriverlo è stata una corsa contro il tempo, ma è stato un viaggio fantastico – scrive Antonella Beccaria sul suo blog -. Fantastico perchè si passa dall’evoluzione della cultura ‘geek’ nello strano laboratorio di ‘4chan’ alla guerra scatenata contro Scientology. E poi il sostegno all’Iran post elezioni del 2009, la primavera araba in Tunisia e in Egitto, le campagne ambientaliste in America Latina, i movimenti Occupy e No Tav e il supporto a Wikileaks e contro le torture a cui è stato sottoposto Bradley Manning (il soldato statunitense accusato di aver passato migliaia di documenti riservati a Wikileaks mentre svolgeva il suo incarico di analista informatico in Iraq, ndr)”.
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“Anonymous”: sul Manifesto il racconto della “legione degli hacker anonimi”

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La sfida del Manifesto

Anonymous - Noi siamo legioneSul Manifesto del 14 luglio, Benedetto Vecchi recensisce Anonymous – Noi siamo legione con il pezzo intitolato La legione degli hacker anonimi Scrive tra l’altro:

Le parti più interessanti del volume sono quelle che raccontano l’intervento di Anonymous a fianco delle rivolte tunisine, egiziani, degli indignados spagnoli, degli studenti inglesi, del movimento NoTav. La vera differenza tra la loro attitudine hacker e quella dei loro fratelli maggiori sta proprio nel cercare un legame tra le rivolte dentro la Rete e le rivolte al di fuori delle schermo. Una scelta che andrebbe tuttavia analizzata a partire dal fatto che il confine tra vita dentro lo schermo e vita al di fuori di esso si è dissolto e che i conflitti sociali sono immediatamente conflitti sulla produzione e circolazione delle informazione e del sapere.

Anonymous è spesso indicata come risposta alla crisi della forma-movimento, perché assume lo sciame come organizzazione del conflitto. Si definiscono cioè gli obiettivi e si va all’attacco per poi sciogliersi una volta che l’azione si è conclusa. Un’organizzazione però che si deduce sempre dopo che lo sciame è formato. E nulla dice e in nessun modo è utile a definire i percorsi, il modo in cui si può formare lo sciame. Perché i movimenti non hanno nulla di naturale, ma sono espressione di relazione e condizioni materiali che sono socializzati attraverso il linguaggio. Cioè proprio di quei fattori che Anonymous «manipola» fin troppo benne nelle sue azioni.

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“A parole, in breve”, seconda puntata: “Come funzionano i servizi segreti” di Aldo Giannuli

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Come funzionano i servizi segreti di Aldo GiannuliSu GNUFunk Radio andrà online giovedì sera alle 20.20 (e in replica una settimana più tardi) la seconda puntata di A parole, in breve, che recensisce il libro Come funzionano i servizi segreti (Ponte alle Grazie, 2009) di Aldo Giannuli:

Un libro che fornisce un’introduzione completa, appassionante, progressiva e persino, sotto molti aspetti, pratica a tutti gli aspetti della moderna attività d’intelligence. Attingendo a molteplici esempi tratti dalle attività dei servizi italiani, statunitensi, israeliani, inglesi, francesi, tedeschi, cinesi, vaticani ecc., Aldo Giannuli, conduce il lettore in una strabiliante rassegna delle «missioni»: dall’ABC della manipolazione informativa e delle veline ai giornali, passando per l’omicidio e il rapimento, fino ai ben più complessi e inquietanti scenari della lotta al terrorismo, dei progetti eversivi, della guerra finanziaria, psicologica, culturale e delle altre guerre non convenzionali. Ma Giannuli fa anche di più, ci fa scoprire i tanti modi in cui i servizi già oggi praticano «guerre a bassa intensità»: guerre invisibili e distruttive in cui nessun governo può fare a meno di investire risorse crescenti. Dunque nel cuore di ogni Stato, per democratico che sia, esiste chi non agisce in base alle leggi, ma gode di una licenza al «tutto per tutto», spesso servendo gli interessi di fazioni politiche, grandi imprese, poteri forti. Fatto sta che, come dimostra Giannuli, i servizi «sono ormai un gorgo che risucchia sempre nuovi ambiti: la cultura, la comunicazione, la scienza, l’economia, la finanza, il commercio, l’immigrazione, la dimensione cognitiva». Siamo già al Grande Fratello? Ed esiste un antidoto a questo stato di cose?

Il brano che accompagna questa puntata si intitola They’re Building A Wall, è contenuto nell’album For The Moment di David Rovics ed è rilasciato con una licenza Creative Commons BY-NC-SA.

La puntata sarà ascoltabile e scaricabile da Archive.org.