“Anonymous”: sul Manifesto il racconto della “legione degli hacker anonimi”

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La sfida del Manifesto

Anonymous - Noi siamo legioneSul Manifesto del 14 luglio, Benedetto Vecchi recensisce Anonymous – Noi siamo legione con il pezzo intitolato La legione degli hacker anonimi Scrive tra l’altro:

Le parti pi interessanti del volume sono quelle che raccontano l’intervento di Anonymous a fianco delle rivolte tunisine, egiziani, degli indignados spagnoli, degli studenti inglesi, del movimento NoTav. La vera differenza tra la loro attitudine hacker e quella dei loro fratelli maggiori sta proprio nel cercare un legame tra le rivolte dentro la Rete e le rivolte al di fuori delle schermo. Una scelta che andrebbe tuttavia analizzata a partire dal fatto che il confine tra vita dentro lo schermo e vita al di fuori di esso si dissolto e che i conflitti sociali sono immediatamente conflitti sulla produzione e circolazione delle informazione e del sapere.

Anonymous spesso indicata come risposta alla crisi della forma-movimento, perch assume lo sciame come organizzazione del conflitto. Si definiscono cio gli obiettivi e si va all’attacco per poi sciogliersi una volta che l’azione si conclusa. Un’organizzazione per che si deduce sempre dopo che lo sciame formato. E nulla dice e in nessun modo utile a definire i percorsi, il modo in cui si pu formare lo sciame. Perch i movimenti non hanno nulla di naturale, ma sono espressione di relazione e condizioni materiali che sono socializzati attraverso il linguaggio. Cio proprio di quei fattori che Anonymous manipola fin troppo benne nelle sue azioni.

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