Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per ‘storie nere’ Categoria

Landis, il laboratorio nazionale per la didattica della storia, ha organizzato per domani, dopo e venerdì (29 e 30 settembre e il 1 ottobre) una riflessione su cittadinanza e democrazia: il nodo degli anni Settanta. L’Italia nel contesto internazionale, che si terrà a Bologna presso la sala dello Zodiaco del Palazzo della Provincia (via Zamboni 13). Questi i contenuti che fanno da linea di congiunzione tra i vari interventi:

Anni di duri scontri sul piano sociale e politico, anni segnati da violente minacce alla democrazia e dal dispiegarsi della lotta armata, ma anche di riforme che hanno sicuramente rafforzato i diritti di cittadinanza e la partecipazione democratica. Anni che hanno segnato profondamente la città di Bologna, teatro dell’assassinio di Francesco Lorusso e della strage alla Stazione Centrale. Ma anche anni di un impegno civile e politico diffuso che ha contribuito alla tenuta delle istituzioni democratiche e al processo riformatore, dalla quale perciò è giusto che prenda il via una riflessione sulla costruzione della memoria e della storia e sulla “insegnabilità” di quella stagione.

Per comprendere a fondo tale periodo è importante allargare lo sguardo al contesto internazionale, in particolare a un’Europa occidentale impegnata in una faticosa transizione verso la democrazia (Spagna, Portogallo e Grecia), e a quel Sudamerica in cui si registrarono allora gravi fenomeni di involuzione autoritaria e che costituì l’implicito riferimento di tante scelte politiche, la cui vicinanza era forse particolarmente sentita per il gran numero di immigrati italiani che finirono impigliati nelle maglie della repressione. Il tutto nel quadro della Guerra fredda, custode di un ordine mondiale che pareva destinato a durare per sempre.

La nostra proposta è di porre tutti questi temi al centro di un convegno internazionale [...] rivolto principalmente agli insegnanti e alle sezioni didattiche degli istituti della rete Insmli di tutta Italia. La dimensione internazionale sarà data principalmente dalla parte relativa alla didattica, con la partecipazione di studiosi stranieri, fra i quali alcuni rappresentanti di Euroclio (European Association of History Educators), esperti di controversial issues, perché pensiamo che – oggi come non mai – gli insegnanti italiani abbiano bisogno di un confronto con i loro colleghi di altri Paesi.

Il convegno è organizzato da Landis, con il patrocinio e il contributo finanziario della Regione Emilia-Romagna, il patrocinio e la collaborazione della Provincia di Bologna, il patrocinio dell’Ufficio Scolastico regionale, la collaborazione dell’Istituto Parri Emilia-Romagna, di Isrebo (Istituto per la Storia della resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Bologna Luigi Bergonzini), del Cedost (Centro di Documentazione Storico-Politica sullo Stragismo), di Iris (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia) e di Euroclio (European Association of History Educators).

Qui il programma completo degli interventi, che inizieranno domani alle 15.

Retour sur une lutte armeeSi intitola Retour sur une lutte armée ed è stato realizzato da Mosco Lévi Boucault il documentario in DVD e diffuso sul piccolo schermo dall’emittente francese Arte dedicato alla storia delle Brigate Rosse. Nella presentazione scritta da Rémi Douat per Regards.fr, si legge:

Sono quattro appartenenti alle Br ancora in libertà condizionale o che stanno scontando pene da che vanno dai 15 ai 32 anni. Nell’Italia degli anni di piombo, fecero tutti parte del commando che rapì, tenne prigioniero e uccise il leader democristiano Aldo Moro dopo 55 giorni. Oltre trent’anni dopo, davanti alla telecamera di Mosco Lévi Boucault, si raccontano. Questo documentario [...] rievoca la genesi, l’effervescenza della fine degli anni Sessanta, la necessità di rinnovamento a fronte di una “politica ristretta nei suoi doppiopetti”. Certo, c’è il movimento studentesco, ma ci sono anche quelli sociali nei quartieri… È in corso un processo di rottura, ma quale strada imboccare? Si approfondisce il fossato scavato tra un partito comunista impantanato nell’adattamento e nella mediazione e i gruppi in corso di formazione che concepiscono come inevitabili il conflitto [...]. I quattro uomini non si giustificano, chiariscono, coscienti di aver “nuotato nel sangue”, il bisogno di un cambiamento generazionale. Nel film ci sono anche altre interviste a Daniel Cohn-Bendit, Serge July, Alain Krivine.

(Via Celestissima su Twitter)

UsticaA proposito della sentenza della terza sezione civile del tribunale di Palermo (quella che, in primo grado, assegna ai familiari della strage di Ustica del 27 giugno 1980 un rimborso di 100 milioni di euro), ecco le motivazioni, che si possono scaricare da Stragi80.it (in formato pdf) ai link che seguono:

Sempre sullo stesso sito, si veda anche l’intervista a Rosario Priore, il giudice istruttore che firmò nel 1999 la sentenza-ordinanza in cui ricostruiva lo scenario di guerra confermato dal tribunale di Palermo, realizzata dal giornalista Fabrizio Colarieti.

Fascisti a Milano di Saverio FerrariSaverio Ferrari, dal 1999 alla guida dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre, firma il volume appena uscito per i tipi di Bsf Edizioni con titolo Fascisti a Milano – Da Ordine nuovo a Cuore nero:

Il libro, di taglio giornalistico, prende le mosse dall’assassinio, rimasto ancora oscuro, del giovane neofascista Alessandro Alvarez, nei pressi di Milano, nel marzo 2000. In quella vicenda, a cavallo tra estremismo e malavita, furono indagati una serie di personaggi del terrorismo nero. Da qui l’avvio, grazie al supporto di una ricca documentazione giudiziaria, di un viaggio nell’estrema destra milanese, riannodando storie e figure del passato, dalla “banda Cavallini” dei primi anni Ottanta al reclutamento di mercenari per le guerre d’Africa, all’accoltellamento di un consigliere comunale nel 1997, fino agli anni più recenti, segnati dall’espandersi del fenomeno naziskin, dall’infiltrazione nelle curve, ma anche da episodi inquietanti quali l’organizzazione di un attentato a un magistrato antimafia. In questo percorso, fino al neofascismo milanese odierno, si evidenziano i legami politici e personali che continuano a collegare il mondo dell’estrema destra con la destra istituzionale.

Dall’indice, questi gli argomenti affrontati nel libro:

  • Per una storia del neofascismo milanese
  • L’assassinio di Alessandro Alvarez
  • Il mistero dell’auto clonata
  • Le brigate rossonere due, il chirurgo e l’uccisione di Vincenzo Spagnolo
  • L’aggressione ad Atomo
  • La banda Cavallini e il suo cassiere
  • Mercenari o camorristi? Tra traffici di armi, egittologi e riti esoterici
  • Lo strano caso di Nico Azzi
  • Il sottobosco degli informatori nell’estrema destra milanese
  • Curve pericolose: la sponda rossonera
  • Curve pericolose: la sponda nerazzurra
  • I ragazzi venuti dalla Skinhouse
  • Cuore nero e dintorni

Non solo carta stampata, ma anche l’informazione in rete sui narcos sembra piacere così poco in Messico da arrivare a conseguenze drammatiche. Scrive in proposito il giornalista Mario Tedeschini Lalli su Giornalismo d’altri:

I cadaveri di due persone sono stati trovati martedì appesi sotto un cavalcavia della città messicana Nuevo Laredo, accanto ai corpi sventrati e orrendamente mutilati c’era un cartello: “Ecco che succede a chi pubblica roba strana su Internet. State attenti, vi pigliamo”. Sono stati uccisi dalla mafia locale, dai narcos, perché cercavano di superare l’autocensura dei media locali, segnalando via Twitter e altri social network scontri a fuoco o altri atti violenti nella regione al confine con gli Stati Uniti.

La stampa locale – come le autorità pubbliche – è da tempo sotto schiaffo, almeno cinque giornalisti sono stati uccisi solo quest’anno, senza contare gli innumerevoli casi di violenza e minaccia. Per questo i cittadini cercano di utilizzare gli strumenti di internet e, specialmente, i social network. Un altro caso, drammatico, di come l’universo digitale, cioè l’universo disintermediato sia elemento di libertà dove la libertà è conculcata. Vale in Messico quello che vale altrove: se la mafia è contro, i bravi cittadini sanno da che parte stare – e in questo caso, non c’è dubbio, la mafia è contro Twitter, è contro la rete. E per questo uccide.

E cita, tra gli articoli che raccontano la vicenda, Knight Center for Journalism in the Americas, Christian Science Monitor e Cnn.

Inoltre, sull’argomento minacce ai giornalisti nel Paese dell’America Centrale, si può leggere anche l’intervista che Peacereporter ha pubblicato lo scorso 21 giugno a Homero Aridjis, ex presidente del Pen Club International.

Il noto servizio, Giulio Andreotti e il caso Moro di Aldo GiannuliAldo Giannuli lo annuncia sul blog: è in uscita per i tipi di Marco Tropea Editore il volume Il noto servizio, Giulio Andreotti e il caso Moro. Che così si presenta:

Questo libro è il risultato di un lavoro di ricerca durato quasi 15 anni che l’autore ha svolto – per conto dell’autorità giudiziaria di Brescia, di Milano e di Palermo – presso gli archivi della presidenza del consiglio, del ministero dell’interno, della guardia di finanza, del Sismi, del Sisde, dell’ufficio storico dello stato maggiore dell’esercito, dei tribunali e delle questure di Roma e Milano e molti altri. Ne è scaturita la storia, completamente sconosciuta, di un servizio segreto clandestino, nato negli ultimi anni della guerra e poi sopravvissuto, con molte trasformazioni, sino agli anni ottanta.

Questo servizio ebbe come suo referente politico il senatore Giulio Andreotti, con la cui parabola politica si intreccia strettamente, e al quale è riservata una parte ragguardevole del testo. Una vicenda fra politica, finanza, spionaggio che permette di rileggere in una luce completamente nuova molte pagine della storia più recente d’Italia: dal colpo di stato di Junio Valerio Borghese alle principali vicende della strategia della tensione, per culminare nel caso Moro di cui si offre una lettura originale, distante da tutte le ricostruzioni fatte sinora.

Fra le “scoperte” del libro ricordiamo il ruolo delle associazioni imprenditoriali e dei loro servizi segreti, lo scontro interno alla Chiesa e la partecipazione di diversi religiosi alla lotta politica e all’intelligence del tempo, un lontano tentativo di colpo di stato (1947) mai emerso sinora, le pressioni delle gerarchie militari sulla classe politica per una svolta autoritaria, gli intrecci fra istituzioni e mafia. Una massa di centinaia di carte e di decine di testimoni offre un solido supporto documentale alle affermazioni e – talvolta – alle ipotesi avanzate dall’autore.

Qui a breve si potrà leggere il primo capitolo del testo.

Wikinarco

A proposito di crime mapping, ecco Wikinarco per geolocalizzare, tramite l’apporto degli utenti, le zone (con i relativi reati ed episodi di violenza) riconducibili ai cartelli messicani del narcotraffico.

(Via BoingBoing)

UsticaLo scrive un tribunale, la terza sezione civile di Palermo: i ministeri della difesa e dei trasporti si macchiarono di “omissioni e negligenze” e, dopo la sciagura, operarono in modo tale per cui ai familiari delle vittime fosse negato il diritto alla verità. Per questo i dicasteri dovranno rifondere un risarcimento record – 100 milioni di euro, più interessi e oneri accessori – ai parenti delle persone che morirono nella strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980. Risarcimento che costituisce un caso più unico che raro nella giurisprudenza italiana.

I ministeri non prevennero il disastro e poi impedirono l’accertamento dei fatti. La sentenza storica è stata pronunciata questa mattina dal giudice siciliano Paola Proto Pisani e, dopo la sentenza-ordinanza di Rosario Priore del 31 agosto 1999, costituisce uno dei riconoscimenti più rilevanti alle istanze di chi, nel corso dei 31 anni trascorsi dal disastro, ha sempre sostenuto che ci furono apparati dello Stato che impedirono l’accertamento dei fatti dopo non aver fatto nulla per prevenirlo.

Per arrivare al pronunciamento di oggi, nel 2007 il team legale – composto dagli avvocati Daniele Osnato, Alfredo Galasso e Vanessa Fallica che rappresentano 81 parenti delle vittime per una cinquantina di famiglie – aveva riversato al tribunale civile di Palermo un migliaio di documenti, tra cui i risultati del lavoro del giudice Priore e materiale proveniente dai processi di primo e secondo grado celebrati davanti alla corte d’Assise di Roma contro l’aeronautica militare, accusata di aver depistato le indagini (i dibattimenti iniziarono rispettivamente il 28 settembre 2000 e il 3 novembre 2005).

Continua sul Fatto Quotidiano.

Attentati in Aldo AdigeQuello che segue è un articolo firmato da Marco Imarisio e pubblicato oggi sul Corriere della Sera (non è online la versione elettronica del testo). Racconta un pezzo di storia italiana (e non solo) che ha a che fare con il terrorismo, le pulsioni pangermaniche e un finanziamenti che sembrano arrivati – secondo indagini in corso – fino a oggi. Ecco l’articolo di Imarisio.

==============

Alto Adige. Nel cda due ex terroristi condannati all’ergastolo e rifugiatisi in Germania. La procura contesta la violazione della legge Anselmi

La Fondazione «segreta» che finanzia gli anti-italiani

L’inchiesta sulla Laurin. Soldi ai partiti xenofobi

«da queste parti, anche se sollevi un sasso per strada ci trovi sotto la Storia». La frase del procuratore Guido Rispoli è quasi una premessa a quanto segue. Il sasso in questione è un ufficio nel centro di Bolzano, senza targa, senza citofono, che rischia di causare una frana sui delicati equilibri della politica sudtirolese.

L’indirizzo è quello della Fondazione Laurin, un ente privato che ha destato l’attenzione della guardia di finanza per via delle robuste cifre inserite a bilancio. Nel 2008 erano 41 milioni di euro, quasi tutti provenienti dall’estero. L’indagine è cominciata nel dicembre scorso come un semplice controllo fiscale, ma presto ha assunto ben altri contorni, come dimostra il passaggio dalle accuse iniziali, che erano di presunta attività finanziaria abusiva, a quella di violazione della cosiddetta legge Anselmi sulle associazioni segrete.
(more…)

Blackwater

Peacereporter racconta che negli Usa è stato lanciato videogioco ispirato ai contractor della Blackwater, la stessa di cui si parla qui e si cui viene tracciata su Wikipedia una scheda qui:

La compagnia 505 Games lancerà prossimamente un vidogioco ispirato alla Blackwater, la compagnia militare privata accusata di violenze sui civili in Iraq. Il prodotto ha ottenuto il via libera di Erik Prince, fondatore della Blackwater ed ex membro della marina americana che ha abbandonato l’azienda due anni fa, dopo aver guadagnato 1 miliardo di dollari in contratti con l’amministrazione Bush.

Nel gioco, gli utenti assumono il ruolo dei contractor privati e sono chiamati a proteggere funzionari Onu in un non precisato “territorio nord africano ostile”. Il lancio del videogioco sarebbe solo il primo tentativo per utilizzare il marchio della compagnia militare per fini commerciali. La Blackwater ha recentemente cambiato nome in Xe Service dopo una serie di scandali culminati nel 2007 con l’uccisione di 17 civili in piazza Nisoor, a Baghdad.

Jan Schakowsky, membro del Congresso che ha criticato in passato la compagnia militare, ha dichiarato al quotidiano britannico The Independent che l’dea di “partecipare a un gioco in cui loro sono gli eroi è sbagliato sotto ogni punto di vista”. Susan Burke, legale che rappresenta le famiglie delle vittime della Blackwater, ha definito “terribilmente offensiva” la decisione di lanciare il videogioco.

In effetti, sul sito della 505 Games, si legge una domanda: Hai la stoffa per essere un Blackwater? E si aggiunge:

Proprio come nella reale vita operativa di un Blackwater, i giocatori dovranno usare tattiche militari e la gestualità del corpo intero per completare complessi incarichi in alcuni dei luoghi più pericolosi del pianeta.

Misteri della fede di David YallopDavid Yallop è un giornalista autore di libri che hanno fatto scuola, come In nome di Dio. La morte di papa Luciani, ma anche la sua continuazione, Habemus Papam. Il potere e la gloria: dalla morte di papa Luciani all’ascesa di Ratzinger. Adesso, per i tipi di Nuovi Mondi, esce Misteri della fede – Lo scandalo dei preti pedofili e la copertura della Chiesa:

“Lasciate che i bambini vengano a me” diceva Gesù, ma oggi solo pochi genitori sarebbero disposti ad affidare a cuor leggero i propri figli a uno dei suoi rappresentanti in terra. Lo scandalo degli abusi infantili commessi dal clero ha portato alla luce casi di violenze vecchi e nuovi, e tuttavia solo di recente Papa Benedetto XVI ha cominciato a riconoscere le colpe della Chiesa. Colpe che Papa Giovanni Paolo II aveva sistematicamente negato e insabbiato, nel tentativo di mettere a tacere le vittime [...].

Non si tratta di poche mele marce. Quando un’istituzione millenaria come la Chiesa mobilita tutte le risorse a sua disposizione per occultare la verità, quando sceglie di ignorare le proprie responsabilità nei confronti delle vittime, allora l’intero albero è marcio. Le gerarchie vaticane difendevano i responsabili degli abusi, si limitavano a redarguirli, li trasferivano in altre sedi lasciandoli liberi di commettere nuovi crimini. Perché di crimini si tratta, nonostante la Chiesa finora abbia preferito ridurre il problema alla più familiare dinamica di “peccato ed espiazione”, scegliendo di ignorare le leggi terrene e affidarsi al giudizio di Dio.

E qui si può leggere la prefazione dell’autore.

Italo Toni e Graziella De PaloDopodomani, il 2 settembre, saranno trascorsi 31 anni dalla scomparsa a Beirut dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni (in un post precedente il programma delle commemorazioni di venerdì prossimo). In vista di questo anniversario, Amedeo Ricucci ha pubblicato sul suo blog una lettera aperta a Giulio Andreotti, Arnaldo Forlani, Emilio Colombo e a tutti gli uomini politici che sanno ma non hanno mai parlato. Eccone il testo completo (sottoscritto dalle famiglie dei due cronisti):

Venerdì 2 settembre 2011 è il 31° anniversario della scomparsa a Beirut di Italo Toni e Graziella De Palo. Due giornalisti onesti e senza protezioni, che sono stati inghiottiti nel buco nero della guerra civile libanese, con la complicità attiva e passiva dei nostri servizi segreti dell’epoca, in particolare del SISMI di Santovito e Giovannone. A differenza di altre nazioni occidentali – che hanno smosso mari e monti alla ricerca dei loro desaparecidos in Libano – le autorità italiane non hanno fatto nulla in tutti questi anni per cercare di sapere cos’era veramente successo a Italo e Graziella. Anzi, hanno apposto il segreto di stato sulla vicenda, imponendo così un muro di silenzio e di omertà, che è servito solo a proteggere le nostre presunte relazioni internazionali, a partire dal “Lodo Moro”. Contro questo muro si sono infrante sia le inchieste giudiziarie che gli appelli lanciati a più riprese da familiari, amici e colleghi.

Eppure, la verità è nota: la conoscono diversi uomini politici che stavano fra i banchi del governo negli anni che vanno dal 1980 al 1984, e voi in primo luogo; voi che della vicenda vi siete occupati, viste le cariche ricoperte, e che con il SISMI avevate rapporti istituzionali continui e precisi. Per questo mi rivolgo a voi, chiedendovi di parlare. Parlate perché questa triste vicenda possa finalmente chiudersi. Parlate, in nome della giustizia e della verità.

Qui la ricostruzione della vicenda.

  • 4 commenti
  • Scritto per storie nere
  • Guida ai luoghi piu' segreti del mondoL’economista Stephen Klimczuk e il giornalista e blogger Gerald Warner firmano un volume appena uscito in italiano dal titolo Guida ai luoghi più segreti del mondo:

    Se è vero, come è vero, che leggere un libro rappresenta uno dei modi migliori di viaggiare con la mente, questa “Guida ai luoghi più segreti del mondo” è in grado di fare di più perché, per la prima volta, mette nero su bianco tutti quei luoghi che i poteri forti – siano essi di carattere politico, economico, militare e spirituale – non vogliono assolutamente farvi visitare. In questo modo i tunnel sotterranei del Vaticano, il giardino dei «Banchieri della Regina» al 440 Strand di Londra, i club dove albergano le sette massoniche europee e americane o l’inquietante Area 51, la zona del Nevada in cui il governo statunitense condurrebbe esperimenti ufologici, vengono raccontate con la stessa chiarezza che ci si aspetta da una «normale» guida turistica. Un reportage sull’ignoto che comprende il fantomatico – e ufficialmente non esistente – «Club 33», creato da Walt Disney in persona, e il satanico Castello di Wewelsburg, quartier generale delle SS di Himmler, la siciliana caverna dei Beati Paoli e la norvegese isola di Svalbard, dove si dice vengano custoditi i semi di tutte le piante del mondo per porre rimedio a eventuali disastri ecologici.

    Di fatto l’ottica è soprattutto quella di capire perché certi luoghi diventano protagonisti di quelle che si possono considerare più o meno leggende. E di sfatare le ragioni per cui lo sono diventati.

    Tutta colpa del cinema e del piccolo schermo, per il sindaco Gianni Alemanno, a commento dell’infittirsi di fatti criminali a Roma. Sul tema gli risponde dalle colonne del Manifesto il giornalista Sandro Medici (ripreso da Micromega online) che scrive:

    Non sono gli immigrati, le comunità rom, i tanti poveracci che vagano, i problemi di questa città. Non sono loro a minacciarla, come sostiene la destra. Semmai è proprio dalle intolleranze e dal razzismo che affiorano comportamenti sociali rancorosi e incattiviti: aggressioni, spedizioni punitive, violenze sessuali, bastonate e puncicate. Alimentando le paure e scaricandole sui più deboli, è questa la Roma che Alemanno ha finito per offrirci.

    Ed è in questo quadro desolato, con una città disorientata e incattivita, oltreché impoverita socialmente e culturalmente, che è in corso un tentativo strategico di insediamento criminale nel tessuto economico romano. Un tentativo che intanto sta progressivamente impossessandosi del sistema operativo della criminalità locale, disarticolando equilibri consolidati, eliminando chi fa resistenza o stringendo nuove alleanze.

    Un processo che di certo determinerà nuove linee di comando: da cui non sembrano estranee le potenti organizzazioni camorriste e ‘ndranghetiste, bisognose di riversare e riciclare i loro giganteschi profitti illegali in una rete immobiliare e commerciale sostanzialmente «pulita» come quella romana; il recente sequestro di storici e prestigiosi locali, segretamente acquistati da alcuni clan, ne è una clamorosa dimostrazione.

    Continua qui.

    XXXI anniversario omicidio giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni

    Il prossimo 2 settembre saranno trascorsi 31 anni dalla scomparsa a Beirut dei giornalisti italiani Graziella De Palo, 24 anni, e Italo Toni, 50, mai più ritrovati. Si tratta di una vicenda, come scritto in varie occasioni, su cui grava ancora il segreto di Stato (e così sarà fino al 2014). In questi giorni i familiari hanno annunciato gli eventi in programma (per chi ha un account Facebook, è possibile aderire) per non dimenticare questo anniversario. Eventi che comprendono anche la piantumazione di un ulivo alla confluenza dei viali Graziella De Palo e Italo Toni a Villa Gordiani, a Roma. Intanto, sulla vicenda, si possono leggere questi post:

  • 3 commenti
  • Scritto per storie nere
  • Wikileaks affair


    A (s)proposito


    Foto Carlo Beccaria
    Per scrivermi, l'indirizzo è
    antonella[at]beccaria.org

    Sottoscrivi i feed RSS Inviami una mail Ascolta i miei podcast Seguimi su Flickr
    Seguimi su Twitter Seguimi su FriendFeed Seguimi su Facebook Seguimi su Scrive.it

    In libreria


    Piccone di Stato
    Piccone di Stato
    Collana Igloo
    Nutrimenti | Acquista

    PhotoStream

    Antiracist demonstration, Florence, 2011 dec 15Antiracist demonstration, Florence, 2011 dec 15Antiracist demonstration, Florence, 2011 dec 15Waiting forJewish long home / 1Jewish long home / 2

    In lettura


    Situazione disperata ma non seria

    Situazione disperata ma non seria
    di Robert Shaw
    Garzanti

    Ultime letture


    ADV



    Text Link Ads



    Licenze sui contenuti

    Creative Commons License
    I contenuti di questo blog, laddove non diversamente specificato, sono rilasciati con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

    Da Twitter


    Ultimi commenti

    Categorie

    Archivio


    Credits

    Copyleft © - "Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria" è realizzato con WordPress ed è ospitato da Carlo Beccaria. Il tema Illacrimo è stato creato da Design Disease e LifeSpy. La personalizzazione è opera di Claudio Cicali.