Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per ‘storie nere’ Categoria

Notte criminaleLo si scriveva qualche giorno fa: mancano meno di due giorni all’avvio di NotteCriminale.it, il portale sul crimine in Italia che verrà inaugurato mercoledì, 9 novembre, alle 11.30, nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Roma, a Palazzo Wedekind (Piazza Colonna, 366). Ed ecco il comunicato in base al quale si presenta più approfonditamente:

Una scelta, quella della data, con la quale «vogliamo sottolineare – spiega Alessandro Ambrosini, ideatore, curatore ed editore del progetto – la nostra assoluta libertà. Libertà che per noi significa oltrepassare quel muro che a volte vincola ed ostacola il vero giornalismo». Il sito, curato da Helmet Group, vuole soddisfare un target di pubblico vasto ed eterogeneo grazie alla qualità delle informazioni (inchieste, dossier, rivisitazioni di crimini e criminali, rubriche, interviste o semplice cronaca), del materiale (foto inedite, video, documenti) e della multimedialità che, adattata ai nuovi strumenti di comunicazione, ha raggiunto i lettori attraverso le varie applicazioni per smartphone o tablet.

Ideata inizialmente per dare il nome ad un evento che ripercorreva il crimine di Roma, Milano e Venezia dagli anni ’70 ad oggi, Notte Criminale ha debuttato sul web nel settembre del 2010 come “blog-test” d’interesse attorno all’argomento criminalità di ieri e di oggi. La sua crescita da allora è stata esponenziale: 6.000/8.000 visite giornaliere uniche al blog, per un totale di oltre 800.000 visitatori (598.445 visitatori unici) e 860.000 pagine viste per una media mensile pari a 49.870.

Accanto al sito ci sono e rimangono l’account Youtube, dove sono stati pubblicati video e interviste realizzati dallo staff di Notte Criminale, e quello Facebook, che “hanno contribuito ad accreditare il blog come punto di riferimento non solo tra i lettori più o meno ‘esperti’ ma anche tra giornalisti, magistrati, giudici e avvocati grazie anche a scoop quali quelli su Vallanzasca e quello più recente sul caso Ustica”.

La strategia della tensione e le stragi impunite

La mostra Chi è Stato? La strategia della tensione e le stragi impunite (1969-1984) di cui già si era parlato approda a Bologna presso il dipartimento discipline storiche dell’università, nel chiosco di piazza San Giovanni in Monte 2. Qui ci sarà l’inaugurazione, in programma per lunedì prossimo, 7 novembre, alle 15 (l’esposizione resterà aperta fino a venerdì prossimo), con una performance teatrale curata da Corrado Gambi della compagnia teatrale della Luna Crescente a cui prenderanno parte anche gli studenti del laboratorio Lapsus (organizzatori della mostra e del convegno omonimo dello scorso aprile). Alle 15.30, invece, nell’aula grande è previsto il dibattito “Stragi impunite: la storia e la memoria” con Paolo Bolognesi (presidente Associazione familiari 2 agosto 1980), Daria Bonfietti (presidente Associazione familiari della strage di Ustica del 27 giugno 1980) e Mirco Dondi (direttore del master di comunicazione storica di Bologna).

Davide CerviaSu Domani è stato pubblicato un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di Erika e Daniele Cervia, figli di Davide Cervia, ex sergente della marina scomparso da Roma il 12 settembre 1990. Ecco di seguito il testo.

Egregio Signor Presidente Napolitano, siamo Erika e Daniele, figli di Davide Cervia, ex sergente della Marina rapito (sentenza n°2/98 Procura Generale Corte d’Appello di Roma) alle porte di Roma il 12 settembre 1990, alla vigilia della prima guerra del Golfo. Prima di citarle i motivi che ci hanno spinto a scriverLe questa lettera, vogliamo riassumere brevemente chi è Davide Cervia.

Nostro padre si arruolò in Marina, come volontario, nel 1978 e frequentò il corso per ETE/GE (Tecnici elettronici/Guerra elettronica) presso Mariscuole di Taranto dove fu l’unico a conseguire tutti i brevetti previsti per i tecnici elettronici: ECM (Contromisure elettroniche disturbo emissioni radio altrui), ESM (Ricerca segnali comunicazioni radar), ECCM (Disattivazioni disturbo nemico). Studiò insieme ad altri tecnici in una palazzina a piano terra: per l’ingresso c’erano combinazioni segrete e cassaforti per ogni allievo per riporci i documenti; la brutta copia degli appunti doveva essere distrutta con il tritacarta e bruciata in appositi inceneritori. Dal corso in questione uscirono circa 20 tecnici, di cui uno solo era un GE.

Nel 1980 venne trasferito a La Spezia dove, insieme ad altri tecnici, curò il montaggio di apparecchiature segretissime del sistema “Albatros” sulla nave “Maestrale”, gioiello della flotta italiana. Fu l’unico ad occuparsi della manutenzione delle apparecchiature in questione, costruite da almeno 20 aziende differenti. Poiché i sofisticatissimi armamenti elettronici della nave “Maestrale” erano sconosciuti perfino agli istruttori della Marina, frequentò dei corsi di perfezionamento presso due importanti aziende belliche (SMA di Firenze e Selenia di Roma) diventando lui stesso istruttore e uno dei massimi specialisti in sistemi d’arma elettronici: tra i primi 10 in Europa e il migliore in Italia.
(more…)

Trailer “4 AGOSTO ’74 – Italicus, la strage dimenticata” from Officinemedia on Vimeo.

A proposito del documentario 4 agosto ’74 – Italicus, la strage dimenticata di cui si era parlato qui, Enrico Bandini scrive sul Fatto Quotidiano di quando Bologna scoprì gli anni di piombo:

Due le testimonianze inedite nel film, quelle di Marco Affatigato e Mario Tuti, rappresentanti della cellula toscana del Fronte nazionale rivoluzionario; mentre sono più di una ventina gli intervistati tra cui magistrati, rappresentanti delle istituzioni, avvocati, storici e giornalisti: Leonardo Grassi (presidente della Corte d’Assise di Bologna e istruttore del processo “Italicus – bis”), Vito Zincani (procuratore capo di Modena), Sergio Flamigni (senatore, membro delle commissioni parlamentari d’inchiesta Moro, P2 e antimafia), Valter Bielli (membro delle commissioni d’inchiesta stragi e Mitrokhin) e Giovanni Pellegrino (presidente della commissione stragi), Claudio Santini e Aldo Balzanelli (cronisti al processo Italicus) e Nicola Rao (giornalista Rai ed esperto del neofascismo italiano).

In allegato al pezzo sul documentario di Alessandro Quadretti e Domenico Guzzo prodotto da Officinemedia, sempre Enrico scrive che era il 1974, l’inizio di una stagione orribile.

La sentenza di Valerio VaresiNon stupisce che Valerio Varesi abbia messo in pausa il più noto dei suoi personaggi, il commissario Soneri. Lo aveva già fatto in passato, per esempio, con “Il paese di Saimir” (Verdenero, 2009) per raccontare la storia di un ragazzino albanese finito sotto il crollo di un edificio in un cantiere edile in cui non avrebbe dovuto esserci. Almeno non così, in nero. Ed era accaduto anche con “Le ombre di Montelupo” (Sperling & Kupfer, 2008), vicenda di un’impresa alimentare che cresce fino al punto di trasformarsi in uno scandalo finanziario e che richiama senza troppi veli il crac Parmalat, consumatosi nella terra d’origine dello scrittore, quella “piccola Parigi” nel cuore dell’Emilia finita tante volte sulle pagine di cronaca dei giornali.

Varesi è così, racconta storie prima che queste vengano classificare a seconda dei generi narrativi. E dunque, si diceva, non stupisce che la Parma che rievoca nel libro appena uscito, La sentenza (Frassinelli), sposti l’asse del tempo per assestarla sull’anno del Signore 1944. Seconda guerra mondiale, dunque, e soprattutto lotta di Liberazione, in piena occupazione tedesca che, nella realtà geograficamente poco distante da lì significava gli eccidi di Monte Sole con i fatti di Marzabotto che seguivano a ruota la lucchese strage di Sant’Anna di Stazzema.

Continua sul Fatto Quotidiano Emilia Romagna

Trailer “4 AGOSTO ’74 – Italicus, la strage dimenticata” from Officinemedia on Vimeo.

Si intitola 4 agosto ’74 – Italicus, la strage dimenticata e si riferisce a questi fatti. È un documentario di Alessandro Quadretti e Domenico Guzzo prodotto da Officinemedia e già se n’era parlato qui. Oggi è peraltro la giornata in cui si è scritto di un nuovo testimone (o pentito) per i fatti del 28 maggio 1974, quando scoppiò una bomba in piazza della Loggia, a Brescia.

Manuale di intelligence di Antonella Colonna VilasiUn libro che nasce dalla volontà di sfatare qualche miti. Ma anche di attualizzare il concetto di “sicurezza dello Stato” al contesto nazionale, ormai divenuto imprescindibile. Sono queste alcune delle mosse da cui prende vita Manuale di intelligence della criminologa e saggista Antonella Colonna Vilasi, pubblicato da poco per la casa editrice reggina Città del Sole. Perché scrivere un libro del genere, il cui approccio tiene conto anche del neofita, di colui che non ha alcuna nozione in materia?

Lo spiega la stessa autrice, secondo la quale “fare a meno dell’intelligence non si può, in un mondo in cui persino gli Stati faticano a sopravvivere alle nuove minacce che li incalzano. Quindi la cosa migliore è conoscere i servizi per quello che sono e rappresentano. Quando un paese è solido, fondato su un governo legittimo e su un Parlamento in grado di controllarne l’operato, l’intelligence ritrova tutto il suo fascino. Ed è altrettanto affascinante capire come funziona e a cosa serve”. Per cui si inizia a raccontare cos’è una raccolta di informazioni, come avviene e a quali elaborazioni successive viene sottoposta dagli analisti. E il manuale vorrebbe un po’ anche sfatare il concetto in base al quale gli apparati di sicurezza devono muoversi oltre i confini della legalità. Questo però avviene, come hanno dimostrato molteplici inchieste giudiziarie, fin da tempi ampiamente in anticipo rispetto agli anni della strategia della tensione per arrivare a vicende ben più vicine, come i dossieraggi Pompa-Pollari.
(more…)

Sta arrivando Notte criminale, la rivista. Il nuovo portale sul crimine in Italia sarà online dal 9 novembre 2011.

Assassination Archives and Research Center

Si chiama Assassination Archives and Research Center (Aarc) e si tratta di una realtà fondata nel 1984 per radunare informazioni sugli omicidi politici. Dalla presentazione della biblioteca pubblica:

La biblioteca pubblica è una collezione di oltre 35 mila pagine di report, trascrizioni e altri dossier [...]. Molti di questi documenti sono stati recentemente declassificati in base ai termini della JFK Assassination Records Collection Act il cui mandato deriva dall’Assassination Records Review Board.

La prima legge è illustrata qui mentre l’Assassination Records Review Board è spiegato qui.

Il noto servizio, Giulio Andreotti e il caso Moro di Aldo GiannuliPer lungo tempo sembrò poco più di un parto di fantasia. Eppure oggi si può dire non solo che è esistito davvero, ma che i suoi uomini hanno avuto ruoli in alcune vicende di primo piano nella storia della prima Repubblica. Si parla del libro di Aldo Giannuli Il noto servizio, Giulio Andreotti e il caso Moro (Marco Tropea Editore) e di un apparato conosciuto anche con il nome di Anello, un servizio segreto “ufficioso” fondato nella fase calante della seconda guerra mondiale dal potente generale Mario Roatta e poi sopravvissuto ai riassetti – talvolta solo di facciata – degli apparati dello Stato dopo la fine del fascismo.

Notizie – o frammenti di esse – che ne parlano si rintracciano nelle indagini del giudice Guido Salvini su Piazza Fontana e in qualche commissione parlamentare. E poi ci sono i faldoni del Viminale, quelli scoperti nel 1996, oltre inchieste che hanno portato a processi come quelli per la strage di piazza della Loggia, a Brescia, del 28 maggio 1974. In tutto questo materiale documentale – disponibile anche negli archivi di Stato maggiore, dei ministeri o dei servizi segreti – ecco che emerge una struttura d’intelligence che avrà una proposta “testa”: quella di Giulio Andreotti, che condivideva l’informazione con uno sparuto gruppo di politici nazionali, tra cui Aldo Moro e Bettino Craxi.
(more…)

Il disastro del Vajont

Chissà in quanto ricordano che dal disastro del Vajont – 1910 vittime – sono trascorsi 48 anni? Accadeva il 9 ottobre 1963 ed Emiliano Liuzzi, sul suo blog sul Fatto Quotidiano, racconta che fu un genocidio italiano. E firmato Dc:

Presidente del consiglio era Giovanni Leone. Era un presidente, del Consiglio prima e della Repubblica poi, a cui i colpi di teatro piacevano, bizzarro tanto da rispondere con le corna agli studenti che a Pisa lo contestavano. Ma a Longarone riuscì a superare se stesso: arrivò in elicottero due giorni dopo la catastrofe, nessun altro politico da Roma ebbe lo stesso coraggio. La gente urlava assassini, inteso come il governo che lui rappresentava. Ma Leone riuscì a calmare tutti, tirando fuori dal taschino un fazzoletto bianco impregnato di lacrime: “Giuro su questi corpi e queste rovine che sarà fatta giustizia”. Ma quando il sindaco Arduini, che sotto l’onda perse un figlio e i genitori, citò in giudizio Giorgio Valerio, presidente della Montecatini-Edison subentrata alla Sade – come ricordò in un memorabile pezzo Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera – in tribunale venne depositata una memoria difensiva che sostenne l’imprevedibilità della catastrofe. Firmata: “Avvocato Giovanni Leone”.

Continua qui.

Ad alta voce

Le prime parole per l’Italia le pronunceranno Nando Dalla Chiesa e i familiari delle tre associazioni vittime che hanno sede a Bologna, quelle della strage di Ustica del 27 giugno 1980, della bomba alla stazione scoppiata il successivo 2 agosto e della banda della Uno bianca, che colpì dal 1987 al 1994 uccidendo 24 persone. A loro, infatti, è affidato il via dell’undicesima edizione della maratona di lettura Ad alta voce che venerdì 7 ottobre e sabato 8 fa tappa nel capoluogo emiliano-romagnolo (le altre città sono Venezia, dove c’è stata la settimana scorsa, e Cesena, contemporanea a quella bolognese). Un’iniziativa che, volendo incentrarsi sui 150 anni dell’unità d’Italia, ha deciso di esordire domani alle 18 in prefettura proprio con chi un pezzo della storia del Paese ce l’ha scritto addosso o nella propria famiglia.
(more…)

Asa IV

Affaritaliani.it diventa un editore ed esce con il primo libro, Asa IV La clinica degli orrori – Santa Rita: la storia e la sentenza, curato da Federica Mauri e Giuseppe Morello:

In “Asa IV”, attraverso documenti inediti, testimonianze, intercettazioni e ricostruzioni della Procura, troverete la storia di Pier Paolo Brega Massone, il cinico primario della clinica Santa Rita e regista di un sistema che prevedeva costose e inutili operazioni, fatte solo per incassare maggiori rimborsi dal sistema sanitario nazionale. Il tutto sulle pelle di persone inconsapevoli, al posto delle quali avrebbe potuto esserci ciascuno di noi.

“Asa IV” racconta una storia agghiacciante da non dimenticare, frutto – come scrivono i giudici – di “insensibilità e spietatezza”, figlia dell’ansia di “riempire la sala operatoria”. La truffa odiosa di chi approfittava di gente malata per rubare denaro pubblico a spese della collettività. Alla clinica Santa Rita mettevano a rischio la salute di ignare vittime e derubavano tutti noi.

Qui, in formato pdf, c’è l’introduzione scritta da Angelo Maria Perrino.

ContropotereLa casa editrice Nutrimenti annuncia, tra le novità del prossimo novembre, un libro scritto da Massimiliano Griner, sceneggiatore e studioso, e Lilly Viccaro Theo, giornalista. Si intitola Contropotere – La notte della Repubblica e i giornalisti che hanno tentato di fare luce e questo è il testo con cui si presenta:

Anni Settanta, in Italia si muovono forze insidiose per la democrazia. Ma sono anche anni in cui il giornalismo investigativo e d’inchiesta ha i suoi momenti più alti. Sono i tempi di Marco Nozza, che segue implacabilmente gli sviluppi dell’inchiesta sulla strage di piazza Fontana. Di Camillo Arcuri, Giampaolo Pansa e Mauro De Mauro, che delle intenzioni golpiste di Junio Valerio Borghese hanno sentore ben prima dell’ora X. O di Pino Nicotri, che paga la sua curiosità di cronista finendo vittima del teorema ’7 aprile’. Questo libro racconta queste e molte altre storie di un giornalismo che volle e seppe essere un quarto potere, e che in un’epoca come l’attuale, dominata dalla concentrazione delle proprietà e dall’omologazione generale, è impossibile non considerare come un esempio.

Il libro è inserito nella collana di saggistica Igloo.

Domani di Maurizio ChiericiÈ un “giornalista” che fa “politica da 25 anni” e che si è iscritto alla massoneria a metà degli anni Ottanta, appena maggiorenne, perché era alla ricerca di stimoli culturali. Poi dà consigli a Silvio Berlusconi sugli spostamenti della barca presidenziale ormeggiata ai Caraibi o giù di lì. E gli ricorda anche il disastro sul taglio dei finanziamenti pubblici ai giornali, se si attuasse, oltre al fatto che Gianfranco Fini non è fesso, anche se considerato pregiudizialmente contrario a un ipotetico lodo Alfano bis. Potrebbe non avere torto Stefano Menichini, direttore del quotidiano “Europa”, quando nel corso della trasmissione “Bersaglio mobile” di Enrico Mentana su La7, scrive su Twitter: “Adesso vi dico una cosa, non vi scandalizzate. Questo Lavitola è un tipo interessante, uno sfacciato mica male”.

Ha una risposta per tutto, Valter Lavitola. Attacca i magistrati già nell’abboccamento pre-diretta in coda al tiggì delle 20 e si dimostra affezionato ai fratelli Craxi, del “bravi ragazzi”. Lavitola sembra ciò che appare: una cerniera tra generazioni – quella di suo padre, psichiatra che tra i suoi assistiti vantava tal Raffaele Cutolo, leader della Nuova camorra organizzata, e i piduisti vecchio stampo che incontrò in giovanile carriera politica – e la sua, ex giovane rampante che a a 45 anni non si capisce bene che lavoro faccia, tanto da farselo chiedere a telecamere accese dalla firma di “Repubblica” Carlo Bonini.

Imprenditore del settore ippico, faccendiere, filantropo (perché aiuta i coniugi Tarantini), anticipa denari per il presidente del consiglio, usa utenze cellulari di Paesi esteri perché non intercettabili, fa il giornalista ma non si arrabbia mai per un “buco” (cioè una notizia lisciata che hanno le altre testate), non ricatta ma ricorda di essere depositario di qualche segretuccio. Questo il sunto di Bonini e allora ripropone la domanda: “Lei che lavoro fa? Lei è un uomo fortunatissimo o sfortunatissimo”.
(more…)

Wikileaks affair


A (s)proposito


Foto Carlo Beccaria
Per scrivermi, l'indirizzo è
antonella[at]beccaria.org

Sottoscrivi i feed RSS Inviami una mail Ascolta i miei podcast Seguimi su Flickr
Seguimi su Twitter Seguimi su FriendFeed Seguimi su Facebook Seguimi su Scrive.it

In libreria


Piccone di Stato
Piccone di Stato
Collana Igloo
Nutrimenti | Acquista

PhotoStream

Antiracist demonstration, Florence, 2011 dec 15Antiracist demonstration, Florence, 2011 dec 15Antiracist demonstration, Florence, 2011 dec 15Waiting forJewish long home / 1Jewish long home / 2

In lettura


Situazione disperata ma non seria

Situazione disperata ma non seria
di Robert Shaw
Garzanti

Ultime letture


ADV



Text Link Ads



Licenze sui contenuti

Creative Commons License
I contenuti di questo blog, laddove non diversamente specificato, sono rilasciati con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

Da Twitter


Ultimi commenti

Categorie

Archivio


Credits

Copyleft © - "Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria" è realizzato con WordPress ed è ospitato da Carlo Beccaria. Il tema Illacrimo è stato creato da Design Disease e LifeSpy. La personalizzazione è opera di Claudio Cicali.