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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per ‘libri’ Categoria

La scordanzaUn anno fa circa Beppe Lopez era uscito con un libro che aveva fatto parlare di sé non poco, La casta dei giornali. In questi giorni esce invece il suo nuovo lavoro, La scordanza. Questa volta si tratta di un corposo romanzo, è ambientato a cavallo di tre decenni fondamentali ed è giocato tra la Puglia e Roma. Più ne dettaglio:

Niudd’ vive lo spartiacque della fine degli anni Settanta – simboleggiato dall’assassinio di Moro – come una brutale, indebita, devastante interruzione di un “processo di democratizzazione” nel quale si era totalmente identificato. Doppiamente sconfitto e ferito – dal crollo del suo mondo di valori e di rapporti, e da una tragedia personale, la più grande che possa capitare a un uomo, che non vuole accettare – Niudd’ torna nel 2000 nella sua città, a sopravvivere proprio nella casa in cui era vissuto da ragazzo, in attesa e con la convinzione di poter rivedere sua figlia. Il romanzo è diviso nettamente in due parti. Nella prima, «Andata», quella dell’emancipazione, della speranza, delle utopie e infine della “liberazione”, Niudd’ ricostruisce la sua storia famigliare e personale. Nella seconda parte, «Ritorno», quella della delusione, della sconfitta e del dolore, prevale un registro più “ragionante”, insieme più toccante e ossessivamente ideologico. Qui Niudd’ fa i conti col proprio passato e col proprio insostenibile, inammissibile presente: l’assenza di sua figlia Saverin’, dell’unica ragione di vita che gli è rimasta su questa terra. Almeno così crede…

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  • Questa corte condannaPrima vennero Gomorra e il suo autore, Roberto Saviano, a concentrare l’attenzione del paese sul clan dei casalesi e sul processo Spartacus. Ora il più importante procedimento contro la camorra – e il secondo per rilevanza contro la criminalità organizzata dopo il maxi processo di Palermo del 1986-1987 – diventa un libro: la Regione Campania, infatti, investe bene il suo denaro questa volta e sostiene la pubblicazione del volume Questa corte condanna curato dai giornalisti Marcello Anselmo e Maurizio Bracci.

    I quali prendono le tremilacinquecento pagine della sentenza di primo grado – confermata in appello – e la trasformano in una cronaca che entra nel dettaglio e spiega i meccanismi delle infiltrazioni camorristiche nell’economia legale, traccia profili dei capi cosca, illustra i capi di imputazione e ripercorre le strade seguite di magistrati che hanno lavorato al caso. Come Raffaello Magi, il giudice che ha scritto le motivazioni della sentenza e la cui intervista apre il volume. Il tutto passa attraverso stralci di interrogatori, intercettazioni e documenti originali che trasformano un dibattimento che era percepito – quando era percepito – come lontano e marginale. E non un momento nodale della lotta contro le mafie.
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    Senza LuceIl prossimo 25 settembre uscirà in libreria il nuovo libro di Luigi Bernardi, un autore che – oltre a essere molto bravo – ha costruito anche un pezzo dell’editoria italiana tra noir, fumetti e teatro. Si intitola Senza Luce, è pubblicato da Perdisa Editore (collana Perdisa Pop per la nascita della quale lo stesso Luigi è stato determinante) e parte da un fatto realmente accaduto: una sera un uomo si mette a sparare sui passanti dalla finestra di casa e, per catturarlo, a tutta la zona viene tolta l’energia elettrica per entrare in azione con il buio. Questo rappresenta l’avvio o il pretesto per raccontare una storia più ampia:

    Mario, un dirigente comunale, cerca di sedurre Federica, sua vicina di appartamento e ausiliaria del 118. A casa del professor Umberto, lui, la moglie e i due figli affrontano l’emergenza facendo un gioco che travolgerà la stessa coesistenza famigliare. Nel bar di Loretta, nella piazza del paese, ci si industria per continuare a giocare a carte e a biliardo, ma presto e in modo del tutto imprevedibile si dipanerà una storia completamente diversa. Intanto, Domenico, uno scrittore solitario, si prepara a realizzare il suo desiderio più oscuro.

    Accanto al libro è stato creato anche un sito da cui si può scaricare in formato pdf un estratto del romanzo. La musica che accompagna le pagine web è opera del pianista Francesco Di Fiore.

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  • Scritto per libri
  • Gramsci è morto - Dall'egemonia all'affinitàIl testo che segue si intitola Seattle, l’anarchismo e i mass media ed è l’introduzione del libro Gramsci è morto – Dall’egemonia all’affinità del sociologo Richard J.F. Day (Eleuthera, 2008, traduzione di Roberto Ambrosoli) attraverso cui l’autore “esamina a livello globale – con un occhio attento al «laboratorio Italia» – le tante e originali forme di organizzazione autonoma, dando una nuova lettura dell’anarchismo”.

    Per la maggior parte dei nordamericani, le proteste anti-OMC di Seattle, alla fine degli anni Novanta, hanno segnato il punto in cui una nuova militanza è prepotentemente emersa alla superficie di una struttura politica liberal-democratica altrimenti serena. A quel tempo vivevo a Vancouver, British Columbia, e all’ultimo momento avevo deciso di non andare a Seattle. Una delle solite proteste, mi dicevo, e per di più avrei dovuto fare cinque ore di autobus, tra andare e tornare. Comunque, a un certo punto della giornata ho acceso la televisione, tanto per vedere cosa stava succedendo, e sono rimasto affascinato e sorpreso dalle ormai famose immagini dei giganteschi cortei, dei blocchi stradali, delle squadre anti-sommossa sparse dappertutto, delle nubi di gas lacrimogeno che annebbiavano la scena. Su quello che sembrava lo spettacolo di un altro mondo si è sentita la voce di un reporter locale che si trovava lì in strada:

    Inviato: «Qui ci sono delle persone che vanno avanti e indietro… beh, non proprio avanti e indietro, sembrano organizzati. Non so chi sono, sono tutti vestiti di nero, con cappucci neri e bandiere nere… bandiere nere e basta, senza niente sopra».
    Presentatore: «Bandiere senza niente sopra?».
    Inviato: «Proprio così, tutte nere».
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  • Scritto per libri, politica
  • Psychology of Intelligence AnalysisUna raccolta di articoli e saggi usciti tra il 1978 e il 1986 a cui si aggiungono testi più recenti e aggiornamenti su informazione, psicologia cognitiva e percezione. Il libro si intitola Psychology of Intelligence Analysis, è stato scritto da Richards J. Heuer Junior ed è interamente online (qui si può scaricare il pdf) dal sito della CIA, proprio quella il cui acronimo sta per Central Intelligence Agency. Il linguaggio è effettivamente semplice (nella prefazione si dice infatti che è stato svolto un lavoro di editing per trasformare rapporti a uso esclusivo degli analisti in letture più divulgative) e risulta in alcuni passaggi particolare capire come si lavora sul comportamento umano per tentare di modificarlo (anche se nel volume di parla di miglioramento).

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  • Scritto per libri
  • Seeds of ChangeSi inizia con una prima segnalazione: 10 Great Webcomics You Should Not Share With Your Kids. Parola di Patrick Orndorff per la rubrica Geekdad di Wired. E poi la seconda. Sembra da condividere eccome invece l’antologia di fantascienza in uscita in queste settimane e curata da John Joseph Adams. Si intitola Seeds of Change. Qui la presentazione in cui si legge:

    Imagine the moment when the present ends, and the future begins – when the world we knew is no more and a brave new world is thrust upon us. Gathering stories by nine of today’s most incisive minds, “Seeds of Change” confronts the pivotal issues facing our society today: racism, global warming, peak oil, technological advancement, and political revolution.

    Roberto Laghi su Booksblog riprende l’articolo di Gaia Bottà a proposito del fatto che Regalare libri fa vendere libri. E racconta l’esperienza di Neil Gaiman raccontando che:

    [Gaiman] ha fatto un esperimento di cui ha reso disponibili i risultati: dopo aver fatto scegliere ai suoi lettori quale, tra i suoi libri, pubblicare online, ha riscontrato che le sue vendite in libreria sono aumentate da quando è stato possibile sfogliare e leggere il testo (si tratta di American Gods) su Internet. Non solo una politica di marketing che offre assaggi dei libri, ma spesso un vero e proprio nuovo modo di concepire il mercato librario, il rapporto con i lettori e, soprattutto, la circolazione della conoscenza e delle opere intellettuali. E non c’è bisogno di andare all’estero per vedere come questo approccio paghi, basta dare un’occhiata a quello che i Wu Ming fanno da anni in Italia.

    E non si tratta degli unici casi: si vedano le esperienze dello scrittore d’origine canadese Cory Doctorow (qui la sua biografia), di Charles Stross, degli autori italiani contenuti nella Biblioteca Copyleft de iQuindici o di blog come Singloids.com. Solo per citarne alcuni.

    I cinesi non muoiono maiPochissimi giorni fa è uscito per i tipi di Chiarelettere un libro dal titolo particolare, I cinesi non muoiono mai, scritto dai giornalisti Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò. Già si capisce qual è il focus dell’inchiesta che va Torino a Matera senza tralasciare la provincia – gli immigrati che arrivano dal paese asiatico – e nella scheda di presentazione si aggiunge:

    Rappresentano il 5 per cento del totale degli immigrati regolari. Poca cosa. Eppure li vediamo ovunque nelle nostre città. Aprono negozi, bar, ristoranti, interi quartieri sono diventati piccole Chinatown. Un’impresa straniera su sette è cinese. La prima generazione di immigrati oggi ha i figli che frequentano l’università. Ma allora li guardavamo con curiosità, ora con paura. L’Italia è cambiata. Sono accusati di tutto: prostituzione, riciclaggio di denaro sporco, traffico di rifiuti, sfruttamento di bambini. Ma siamo sicuri che sia veramente così? Vale la pena conoscerli da vicino e raccontarli. Dietro una quantità industriale di luoghi comuni (“i cinesi non muoiono mai”, “nei ristoranti servono carne di cane” eccetera), le storie e le testimonianze raccolte in questo libro rivelano un popolo ottimista, che vede un futuro davanti a sé e ha voglia di costruirselo.

    La via oscura di Robert R. McCammonIn tempi di rinascente xenofobia e lotta alla diversità, questo è un libro che spinge a riflettere sulla realtà. Si tratta del romanzo “La via oscura” di Robert R. McCammon, pubblicato a fine inverno da Gargoyle Books, che si inquadra all’interno della letteratura horror d’oltreoceano, ma i temi che affronta sono più che mai concreti: differenze etniche, estremismo religioso, telepredicazione, confronto con stili e credenze minoritari sono i cardini attorno a cui ruota la narrazione.

    Se c’è chi credesse poi che le pagine di questo libro contengano descrizioni fastidiose o raccapriccianti perché appartiene al più estremo dei generi del mistero, si dovrà ricredere: da un lato, infatti, McCammon dosa con sapienza l’orrore che inserisce; dall’altro le cronache dei giornali degli ultimi mesi hanno fornito esempi di ben più becera natura che non hanno nemmeno l’attenuante della fantasia di uno scrittore. Insomma, come accade per Joe R. Lansdale con “La notte del drive-in”, anche qui si ritrova una lettura della quotidianità, un ritratto efficace di una società che sembra non conoscere differenze, almeno a livello geografico, quando si tratta di odio.
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    Foto di gruppo da Piazza Fontana di Mario ConsaniÈ in errore chi sostiene che sulla strage di piazza Fontana, avvenuta a Milano il 12 dicembre 1969, non si conosce la verità e non sarà mai possibile conoscerla. Almeno in parte. Perché dopo quasi quarant’anni, dieci processi e malgrado le assoluzioni, quanto meno una parte di quella verità la si può comprendere ed essa viene ricostruita in questo libro, “Foto di gruppo da Piazza Fontana”, in cui Mario Consani, giornalista milanese, mette insieme atti giudiziari e li incrocia a dichiarazioni e interviste per dimostrare che una serie di frammenti chiari esiste. Frammenti che peraltro non sono marginali né scarsi. E, proprio come se fosse un album fotografico, Consani articola il suo racconto creando capitoli che sembrano immagini e passa in rassegna tratti biografici di eversori, politici, magistrati, imputati, sospetti innocenti, agenti dei servizi segreti e delle forze dell’ordine per ricostruire un periodo storico che con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura ha inaugurato la strategia della tensione. Altro pregio del libro è la sintesi: non si perdendosi in complicati intrecci giudiziari, paragrafi brevi per riportare il succedersi degli eventi guadagnandone in efficacia.
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    Acido Lattico di Saverio FattoriSaverio Fattori è uno di quegli scrittori che l’italiano non lo usano, ma lo piegano e ne fanno uno stile narrativo del tutto personale e originale. Per averne dimostrazione si leggano Alienazioni padane e Chi ha ucciso i Talk Talk? (entrambi, essendo rilasciati riservandosi solo alcuni diritti, sono liberamente disponibili in rete nella biblioteca copyleft de iQuindici). E ora, alla vigilia dei contestati giochi olimpici, sta per uscire il suo nuovo romanzo, Acido Lattico (Gaffi Editore), un noir sportivo che si aggancia a una passione di Saverio, quella per l’atletica leggera, che, oltre a praticarla, racconta dalle pagine della rivista “Correre”. Ed ecco ciò di cui parla il libro:

    Un romanzo sull’agonismo estremo, sull’individualismo degli ultimi venti anni che nello sport ha trovato varco e terreno fertile, lasciando spesso vittime sul campo. Un noir che non risparmia dettagli sul doping, sulle tecniche e gli escamotages, sulla realtà più bieca senza giri di parole, una cronaca avvincente e incredibilmente umana in bilico tra sport e attualità.

    Di seguito un passaggio del libro:

    Quando un estraneo mi chiede che lavoro faccio, con una sobria aria di superiorità sul mio interlocutore, dico: i cinquemila.

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    Master of the Mysteries: The Life of Manly Palmer HallSu BoingBoing viene segnalato un libro interessante appena uscito per Process Media, Master of the Mysteries: The Life of Manly Palmer Hall, scritto dal giornalista Louis Sahagun. Si tratta della biografia di un personaggio controverso e in Italia poco conosciuto che, trasferitosi negli Anni Venti a Los Angeles, divenne protagonista di una corrente culturale che si richiamava alla filosofia antica ed esoterica. Dalla descrizione del libro:

    Hall revealed to thousands how universal wisdom could be found in the myths and symbols of the ancient Western mystery teachings. He amassed the largest occult library west of the Mississippi and founded The Philosophical Research Society in 1934 for the purpose of providing seekers rare access to the world’s wisdom literature. He became a confidante and friend to celebrities and politicians. In 1990, he died — some say he was killed — in what remains an open-ended Hollywood murder mystery. This dramatic story of Hall’s life and death provides a panorama of twentieth century mysticism and an insider’s view into a subculture that continues to have a profound influence on movies, television, music, books, art, and thought.

    Cambiando argomento, ma forse neanche più di tanto, una segnalazione per a un amico, Luigi Milani (qui un suo ritratto), che ha vinto la prima edizione del concorso di poesia “nera” Orrorinversi con “Hyde”, componimento conciso e molto efficace.

    La croce sulle labbraUn paio di segnalazioni. La prima riguarda Danilo Arona che, per la seconda volta in pochi mesi, esce nella collana Segretissimo di Mondadori con un nuovo libro, La croce sulle labbra, questa volta firmato con Edoardo Rosati. E anche questo volume si preannuncia in pieno stile aroniano:

    Quale segreto si nasconde dietro il feroce assassinio rituale di un povero vecchio in una remota isola dei Caraibi? Qual è l’origine delle improvvise, sanguinarie eruzioni di furia omicida che portano a vere e proprie “stragi degli innocenti”? Quale orrore invisibile si va moltiplicando nelle sinistre “unzioni” perpetrate da misteriosi emissari tribali? Quale forza è in agguato dietro l’enigmatico, inumano culto di Exù? Molti, troppi enigmi per tre coraggiosi medici impegnati in una corsa disperata contro il dilagare di un morbo in grado di annientare tutto. E tutti.

    Concorso per corti in Creative CommonsLa seconda segnalazione invece arriva dalla scrittrice Monica Mazzitelli che, di argomento piuttosto diverso, annuncia il Concorso per corti in Creative Commons, organizzato in collaborazione con il Copyleft Festival per tramite dell’associazione InProspettiva. Qualche informazione ulteriore sul concorso:

    Per questa prima edizione si è scelto di dividere il concorso in due sezioni: “liberissimo” e “metroinferno”. Alla prima può partecipare qualsiasi lavoro che venga rilasciato con licenza CC, la seconda è legata alla produzione di lavori in CC ispirati alla web-antologia copyleft Tutti giù all’inferno. Il materiale pubblicato sul sito o nuovo materiale prodotto sull’ispirazione della web-antologia deve essere usato per soggetti/sceneggiature. Entrambe le sezioni prevedono che tutto il materiale utilizzato nella realizzazione sia rilasciato con licenza Creative Commons (immagini, sceneggiatura, musica, etc) e indicato come tale nei titoli, e che ciascun corto abbia durata massima di 15 minuti.

    Non chiamarmi zingaro di Pino PetruzzelliDal blog della casa editrice Chiarelettere, l’articolo L’incubo e il sogno di Pino Petruzzelli pubblicato la settimana scorsa su D di Repubblica presenta il libro in uscita la settimana prossima Non chiamarmi zingaro:

    Da sempre i rom e i sinti sono stati quello che noi avevamo bisogno di vedere in loro. Ora l’incubo, ora il sogno, mai degli esseri umani con le nostre stesse, mille, sfaccettaure. Nell’immaginario collettivo o suonano il violino o sono delinquenti. In tutti e due i casi, nel bene o nel male, falsità. Proiezioni distorte di nostri bisogni che sfociano nel razzismo. Si obbietterà: se lo meritano, gli zingari rubano.

    È vero, alcuni rom e sinti rubano, come alcuni siciliani sono mafiosi, come alcuni veneti tirano pietre dai cavalcavia, come alcuni professionisti frodano il fisco, ma il fatto che “alcuni” vadano fuori dalle regole non ne sancisce una generale e aprioristica negazione dei diritti. Molti italiani di etnia Rom e Sinta, perché la maggior parte di quelli che vivono nel nostro territorio sono italiani a tutti gli effetti, vivono mescolati con noi senza che nessuno se ne accorga. In Italia ci sono pittori, professori universitari, neurologi, campioni sportivi, impiegati rom e sinti, per non parlare di quello che accade nel resto d’Europa. In Bulgaria il maggior cardiochirurgo del paese è rom.
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  • Scritto per libri, politica
  • The Future of the Internet — And How to Stop ItÈ rilasciato con licenza Creative Commons e dunque si può anche scaricare il libro di Jonathan Zittrain, a capo dell’Oxford Internet Institute. Il libro si intitola The Future of the Internet — And How to Stop It (qui il link per acquistare la versione cartacea, curata dalla Yale University Press) e racconta di come gli utenti abbiano contribuito ad alimentarne il patrimonio conoscitivo partendo dai dispositivi portatili fino ai sistemi web 2.0 passando per sistemi collaborativi di successo come Wikipedia. Ma qual è la ragione della seconda parte del titolo (come fermare Internet)? Una parte delle risposte arriva anche da precedenti lavori di Zittrain, come il saggio contenuto nel volume Access Denied – The Practice and Policy of Global Internet Filtering (febbraio 2008, The MIT Press), mentre un’altra dalle domande e risposte sotto forma di intervista pubblicate da Wired. Per esempio, a proposito della doppia faccia dei sistemi (sia fisici che software creati per comunicare) attualmente più diffusi:

    My worry is that users will drift into gated communities defined by their hardware or their network. They’ll switch to information appliances that are great at what they do [email, music, games] because they’re so tightly controlled by their makers.

    Wikileaks affair


    A (s)proposito


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