“Il gallo rosso”: torna il libro sulle lotte di classe in Emilia Romagna che Valerio Evangelisti scrisse nel 1982

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Il gallo rossoUscir il prossimo 26 febbraio la riedizione di libro firmato da Valerio Evangelisti nel 1982. L’editore che lo pubblica di nuovo Odoya e il volume si intitola “Il gallo rosso – Precariato e conflitto di classe in Emilia Romagna (1880-1980)”:

Il gallo rosso (o galletto rosso) era una forma di sabotaggio che i contadini adottavano nei primi anni del Novecento nelle campagne emiliano-romagnole. La disaffezione nei confronti della controparte era tale che i braccianti arrivavano a dare fuoco alle colture e ai fienili, bestiame compreso, per rivendicare i propri diritti. Dalla fine della mezzadria, surclassata dalla razionalizzazione capitalistica dell’agricoltura, la figura principe del lavoratore emiliano romagnolo diviene il bracciante, un lavoratore intermittente come le necessit delle colture. Di fatto nasce allora la precariet nel lavoro che oggi riempie le pagine dei giornali. Di quel periodo Valerio Evangelisti parla nel romanzo “Il sole dell’avvenire”, nella seconda parte della trilogia, uscita per Mondadori a novembre 2014 con il sottotitolo “Chi ha del ferro ha del pane”. Ecco perch oggi ripubblichiamo questo saggio (uscito per la prima volta nel 1982) di taglio economico, in cui il padre dell’inquisitore Eymerich si cimenta con il rapporto tra Stato (allora monarchico), capitale e lavoro nella regione Emilia Romagna.

Carmilla Online: Valerio Evangelisti racconta la storia di Jack London, “yours for the revolution”

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Carmilla Online
Su Carmilla Online, Valerio Evangelisti racconta in modo mirabile la storia di Jack London: Yours for the Revolution:

La vita di Jack London forse il pi riuscito dei suoi romanzi: nato illegittimo, figlio di un astrologo ambulante irlandese: William Henry Chaney, adottato da un vecchio reduce della Guerra Civile, John London, che sposa la madre Flora Wellman e gli d il suo nome, costretto dai dissesti familiari a confrontarsi subito con gli orrori della fabbrica e della condizione operaia: a 13 anni gi si rompe la schiena dalle 12 alle 18 ore il giorno. Si ribella: conosce i bassifondi della Costa dei Barbari californiana, prima come contrabbandiere poi come guardiacoste; percorre l’America con gli hobos e i vagabondi; viene arrestato; si imbarca come marinaio verso il Mar del Giappone a caccia di foche; partecipa senza fortuna alla corsa all’oro nel Klondike; diventa socialista e rivoluzionario – membro dal 1896 del Socialist Labor Party che lascer nel 1901 per il Socialist Party of America – e contemporaneamente si iscrive all’Universit cercando il suo riscatto attraverso la cultura borghese. Legge Marx, Spencer, Darwin, Nietzsche che restano i riferimenti costanti della sua filosofia talvolta contraddittoria ma affascinante. Scrive senza requie, quasi con disperazione, attingendo alle sue numerose esperienze di vita. Nel giro di pochi anni realizza i suoi sogni: il ragazzo inquieto dal fisico atletico e dai modi proletari diventa l’autore pi pagato e invidiato d’America.

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“Il Sole dell’Avvenire”: nel nuovo romanzo di Evangelisti storie di braccianti di Romagna e di un’Italia di fine Ottocento

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Il Sole dell'AvvenireS, ho un debole per Valerio Evangelisti e, dopo aver segnalato a fine settembre l’uscita del suo saggio Storia del Partito Socialista Rivoluzionario (Odoya), ora la volta del libro Il Sole dell’Avvenire (Mondadori), disponibile a partire dai primi di dicembre:

Valerio Evangelisti, distaccandosi dai temi narrativi che lo hanno reso noto come scrittore, racconta in questo romanzo […] le vicende di alcune famiglie di braccianti e contadini romagnoli, dall’epoca post-risorgimentale alle soglie del 1900. Sono storie minute, in cui si intrecciano momenti ora drammatici ora briosi. Assieme disegnano un quadro ben pi grande, esteso a tutta l’Emilia Romagna e all’Italia. La trasformazione agricola di una regione, la bonifica di territori malsani, l’affermarsi del movimento cooperativo e di quello socialista, con le sue varie anime spesso conflittuali, la lenta e sanguinosa conquista della democrazia […].

Nel comporre forse il pi ambizioso dei suoi romanzi, inizio di una trilogia estesa per un settantennio, Evangelisti si tenuto lontano dalle opere, letterarie e cinematografiche, che hanno trattato lo stesso tema. Nessuna retorica, nessun miserabilismo, nessuna esaltazione della civilt rurale. Solo la cronaca, secca e a volte spiazzante, di piccola gente partecipe di un’impresa immensa. Un’epopea, s, ma narrata rifiutando gli stereotipi dell’epica a sfondo sociale.

(Via Fabrizio Lorusso)

In arrivo il nuovo libro di Valerio Evangelisti, “Storia del Partito Socialista Rivoluzionario”

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Storia del Partito Socialista RivoluzionarioUn grandissimo scrittore, Valerio Evangelisti, per un libro in uscita per il prossimo 30 ottobre che verr letto. Storia del Partito Socialista Rivoluzionario (Odoya):

In attesa del suo nuovo romanzo (Il sol dell’avvenire) che uscir a novembre per Mondadori, Valerio Evangelisti, il “pap” dell’inquisitore Eymerich pubblica con Odoya un saggio che racconta la storia del periodo e del contesto in cui ambientato il romanzo: il Partito socialista rivoluzionario romagnolo (1881-1893).

Un saggio davvero unico nel suo genere, su un’esperienza politica poco indagata eppure ricca di spunti di riflessione sull’attualit. Andrea Costa si fece primo promotore della via rivoluzionaria alle riforme, riunendo sotto l’egida del suffragio universale contadini e artigiani dell’Emilia Romagna: una via tutta italiana al cambiamento radicale.

Non la prima volta che Evangelisti pubblica nei panni di storico, ma la prima volta che entrambi i ct della storia, verit e fiction, sono proposti dallo stesso autore.

Ora lui destinato a diventare leggenda. Scompare Richard Matherson, lo scrittore oltre i confini e oltre i generi

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Aveva 87 anni e la sua ora era giunta. Adesso lo attende la leggenda. Forse non quella descritta nel suo romanzo pi celebre (se ne legga qualcosa anche qui, in un pezzo per Carmilla firmato da Valerio Evangelisti), purtroppo diventata una scadente trasposizione cinematografica che con la storia originale c’entra fino a un certo punto, ma la leggenda comunque se la merita, Richard Matherson. A cui l’etichetta di scrittore di genere – o scrittore horror o fantastico – sta stretta perch, nelle sue pagine, andato molto oltre i confini del genere stesso (e sui giochi di parole si aggiunga che anche oltre i confini della realt andato). Meno noto forse di Stephen King o di Joe R. Lansdale, entrambi pi giovani ed entrambi in debito d’ispirazione da lui, rimarr indimenticabile anche per passaggi come questo:

Ai loro occhi lui era un flagello spaventoso, sconosciuto, persino peggiore della malattia con cui avevano imparato a convivere. Era uno spettro invisibile che per provare la propria esistenza si era lasciato dietro i corpi esangui dei loro cari. Cap quel che provavano e non li odi. La mano destra strinse la bustina di pillole. Purch la fine non fosse violenta, purch non si trasformasse in un massacro sotto i loro occhi.

Robert Neville pos lo sguardo sui nuovi abitanti della Terra. Sapeva di non essere uno di loro; sapeva di essere un anatema, un orrore nero da distruggere, come i vampiri. E quell’idea lo colp come un fulmine, divertendolo perfino nel dolore. Un risolino strozzato gli riemp la gola. Si gir e si appoggi alla parete mentre ingoiava le pillole.

Il cerchio completo, pens mentre il letargo definitivo gli strisciava nelle membra. Il cerchio completo. Un nuovo terrore prende forma dalla morte, una nuova superstizione penetra la fortezza inattaccabile dell’infinito. Io sono leggenda.

Domani: “Sorci verdi”, leghisti di carta per storie di (dis)umanit e di ordinaria xenofobia

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Sorci verdiSono come ve li immaginereste. I “sorci verdi” di cui si parla nell’omonima antologia appena pubblicata da Edizioni Alegre non vanno tuttavia confusi con i tre topi raffigurati nell’immagine a simbolo della 205 squadriglia della regia aeronautica, anno del Signore 1936. Sono invece quelli del sole delle Alpi, strappato in senso figurato alla sky line delle pi belle vette del nord Italia per essere appiccicato sui piastrellati di scuole padane, nei parchi dove giocano i figli dei lavuratur polentoni o nelle piazze di celtiche velleit.

S, “Sorci verdi” sono “storie di ordinario leghismo”, come recita il sottotitolo del volume, firmato da Giulia Blasi, Annalisa Bruni, Giuseppe Ciarallo, Giovanna Cracco, Alessandra Daniele, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Angelo Ferracuti, Fabrizio Lorusso, Davide Malesi, Stefania Nardini, Valeria Parrella, Walter G. Pozzi, Alberto Prunetti, Stefano Tassinari, Massimo Vaggi, Lello Voce. Storie che appartengono alla narrativa, ma che dalla realt non sembrano discostarsi pi di tanto. Intanto per un aspetto: molti degli scrittori che hanno accettato l’invito di Edizioni Aleghe fanno parte di autori messi all’indice dalle amministrazioni leghiste.

Domani di Maurizio ChiericiNel recentissimo passato vari sono stati infatti gli episodi in cui le biblioteche comunali avrebbero dovuto sbarazzarsi di firme ritenute poco gradite per ordine superiore. In alcuni casi perch “accusati” di sostenere reduci degli anni di piombo come Cesare Battisti e dunque accusati di fiancheggiare logiche terroristiche poco realistiche. Oppure, in altri, perch a mezzo stampa (o pi spesso web) avevano osato criticare le venature neanche cos marginali di razzismo, omofobia e forme varie di intolleranza.
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Il Fatto Quotidiano: intervista a Valerio Evangelisti. “L’ultraliberista Monti? Non cambier nulla”

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Valerio EvangelistiIn tempi di nuovi emarginati, indignati e flash mob sotto il segno della “v” di vendetta, quella che fa Valerio Evangelisti nel romanzo appena uscito One big union la rievocazione di un’utopia. E per parlarne parte con una richiesta: “Non chiedetemi di Eymerich, morto”. L’inquisitore protagonista di molti suoi libri precedenti sar anche passato a miglior vita, ma il suo creatore per adesso non sembra sentirne troppo la mancanza perch la volta di raccontare del sindacalismo rivoluzionario statunitense arrivato a fine corsa degli anni Venti del secolo scorso. Ma che ha lasciato il segno, distinguendosi da un sindacalismo socialista o anarchico soprattutto per la valenza visionaria: arrivare a un’organizzazione che rappresentasse anche i non rappresentati e che di qui modificasse l’assetto sociale, oltre che lavorativo.

I sindacalisti rivoluzionari si muovevano tra boscaioli mutilati, ferrovieri costretti a calarsi sulle rotaie per azionare gli scambi o proletari di campagna. Gente senza importanza nel sistema economico americano di allora perch senza specializzazione. Si infilavano tra cinesi, russi, italiani (definiti i crumiri per eccellenza) e non erano pacifisti. “In realt subirono la violenza pi che praticarla”, dice Evangelisti, “si pensi per esempi a quando erano vittime di tiratori scelti nelle zone minerarie. Ma ci provarono a cambiare”. E ci provarono con strumenti diversi: il fumetto come medium per veicolare contenuti sindacali in mezzo all’analfabetismo e la musica, riscrivendo i testi di canzoni allora in voga come accaduto con l’inno dell’esercito della salvezza, l’unico autorizzato a sfilare pubblicamente.

One big union sembra quasi una voce dal passato per parlare oggi di disoccupazione, flussi migratori, povert in aumento. “Quella del sindacalismo rivoluzionario”, spiega ancora l’autore, “ stata una voce fuori dalle ideologie preponderanti del tempo, il marxismo dogmatico e l’anarchismo puro. una storia, la storia che volevo scrivere”.

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venuto il tempo del ritorno a Bassavilla di Danilo Arona

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Ritorno a BassavillaDi Bassavilla s’ parlato non tanto di rado da queste parti. Cos come del suo autore, Danilo Arona, forse lo scrittore pi citato qui dentro. Cos alla notizia che sta uscendo un suo nuovo romanzo, Ritorno a Bassavilla, pubblicato dalle XII Edizioni, cresce la voglia di avercelo tra le mani e sotto gli occhi. Per arrivare a leggere quanto preannunciato nella sinossi del libro:

“Ritorno a Bassavilla” ci riporta tra le nebbie della pi spettrale tra le citt della nostra letteratura, e che era tempo si vedesse dedicare un intero libro: Bassavilla. Uno sguardo oltre lapparenza confortante delle cose, tra storie – vere? – di fantasmi, resoconti dellinsolita attivit investigativa dellautore, e inquietanti fatti di cronaca nera. O nerissima. Spaccati che oscillano in equilibrio quantomai precario sul filo sottilissimo che separa la realt (o quella che riteniamo tale) dallImmaginario pi disturbante. E dietro sogghigna e prende forma – solo per poi prenderne unaltra – lei: Bassavilla.

Se la prefazione stata affidata a Daniele Bonfanti, del romanzo scrive Valerio Evangelisti:

Verit? Invenzione? Tutte e due, probabilmente. Con un rigoroso filo logico che conduce dalluna allaltra, e le confonde. Danilo Arona un seminatore di inquietudini, autore di un genere proprio, che spezza i confini del quotidiano e ci sposta sullorlo di abissi vertiginosi, popolati da fantasmi e infestati da strane entit. Sulla base di coincidenze, di prove, di analogie, di episodi tanto insoliti quanto documentati. Arona un Charles Fort moderno o uno dei migliori autori fantastici che abbiamo in Italia? Tra i mille dubbi che lascia nel lettore, questo forse il pi insondabile.

E intanto, partendo proprio dalle Cronache di Bassavilla, in edicola fino a fine agosto, per la Epix-Mondadori, c’ un’antologia curata da Danilo Arona. Si intitola Bad Prisma e riprende il personaggio della fantomatica Melissa riletta da altri autori.

Evangelisti: paranoia in Messico. Una storia di maiali e bufale

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Addio porco su CarmillaQuesta “non una bufala, ma una porcata”. la conclusione del testo Paranoia in Messico. Una storia di maiali e bufale di Valerio Evangelisti pubblicato su Carmilla. Scritto, peraltro, dalla nazione che secondo i media sarebbe al centro dell’epidemia che minaccia tutto il mondo, dove si trova ora Valerio. Che fa una serie di considerazioni tra l’ironico e l’indignato per comprendere quanto vuota sia l’attuale emergenza. Per esempio, si veda quanto inutili siano alcuni provvedimenti del governo:

In tutto il paese sono chiusi da tre giorni i siti archeologici, i musei, i cinema e i teatri, le scuole e le universit, molti uffici pubblici, molti complessi industriali. A Citt del Messico un sindaco ambizioso, Marcelo Ebrard, in perenne competizione con il presidente del distretto e con il governatore dello stato, ha voluto mostrarsi pi papista del papa: cos ha ordinato la chiusura completa di bar, ristoranti, discoteche e locali notturni, visti quali potenziali luoghi di assembramento e di propagazione dellinfluenza suina. Peccato che si sia scordato di chiudere anche la metropolitana, dove ogni giorno si ammassano cinque milioni di viaggiatori e che certamente pi affollata di un ristorante.

Sempre su Carmilla si dia un occhio anche al post precedente, Addio porco, di Alessandra Daniele.

Il caso Battisti e quello che i media non dicono in un libro

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Il caso Cesare BattistiEsce in questi giorni per DeriveApprodi il libro Il caso Cesare Battisti. Quello che i media non dicono che con queste parole viene presentato da Carmilla:

Comprende un saggio firmato dall’editore sulle distorsioni dei processi italiani per terrorismo della fine degli anni ’70 – inizio degli anni ’80, le notissime FAQs di Carmilla e, documento davvero eccezionale per profondit e riflessione, il testo integrale, mai apparso in Italia, della risoluzione con cui il ministro della giustizia brasiliano Tarso Genro (ex sindaco modello di Porto Alegre) ha accordato a Battisti l’asilo politico. Attualmente quella decisione, confermata dal presidente Lula, sotto esame presso il Tribunale Supremo del Brasile, diviso quasi equamente tra conservatori e progressisti, con un lieve vantaggio per i primi dovuto alla personalit del suo presidente, che di Lula nemico giurato.

Intanto, visitando il sito dello stesso editore, un altro libro appena uscito sembra interessante: Morti di scienza. Crimini, scienziati e scoperte scritto dal fisico svizzero Pierre Zweiacker:

La storia della scienza disseminata di scene del crimine, esattamente come quelle di un romanzo giallo. Ma quelle qui raccontate sono tutte vere. Questo libro mostra come la ricerca scientifica sia il teatro di tragiche passioni, dove tra i ricercatori omicidi e suicidi sono la principale causa di mortalit, ben pi degli incidenti sul lavoro. Un’altra storia delle scienze, insieme divertente e crudele, dall’Antichit ai giorni nostri. Un libro per aneddoti e personaggi che per ogni scoperta scientifica ci rivela il suo dramma e il rivolo di sangue che l’accompagna.