“Il Sole dell’Avvenire”: nel nuovo romanzo di Evangelisti storie di braccianti di Romagna e di un’Italia di fine Ottocento

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Il Sole dell'AvvenireS, ho un debole per Valerio Evangelisti e, dopo aver segnalato a fine settembre l’uscita del suo saggio Storia del Partito Socialista Rivoluzionario (Odoya), ora la volta del libro Il Sole dell’Avvenire (Mondadori), disponibile a partire dai primi di dicembre:

Valerio Evangelisti, distaccandosi dai temi narrativi che lo hanno reso noto come scrittore, racconta in questo romanzo […] le vicende di alcune famiglie di braccianti e contadini romagnoli, dall’epoca post-risorgimentale alle soglie del 1900. Sono storie minute, in cui si intrecciano momenti ora drammatici ora briosi. Assieme disegnano un quadro ben pi grande, esteso a tutta l’Emilia Romagna e all’Italia. La trasformazione agricola di una regione, la bonifica di territori malsani, l’affermarsi del movimento cooperativo e di quello socialista, con le sue varie anime spesso conflittuali, la lenta e sanguinosa conquista della democrazia […].

Nel comporre forse il pi ambizioso dei suoi romanzi, inizio di una trilogia estesa per un settantennio, Evangelisti si tenuto lontano dalle opere, letterarie e cinematografiche, che hanno trattato lo stesso tema. Nessuna retorica, nessun miserabilismo, nessuna esaltazione della civilt rurale. Solo la cronaca, secca e a volte spiazzante, di piccola gente partecipe di un’impresa immensa. Un’epopea, s, ma narrata rifiutando gli stereotipi dell’epica a sfondo sociale.

(Via Fabrizio Lorusso)

Il Fatto Quotidiano: Giovanni Tizian, in un libro la lotta del giornalista contro la ‘ndrangheta

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La nostra guerra non  mai finitaIl metro diaristico alternato a quello del giornalismo che indaga la ndrangheta. Un padre assassinato da killer rimasti ignoti e un figlio che, divenuto adulto, entra nel mirino dei padrini a causa delle sue cronache, troppo addentro agli affari dei boss al nord. La Calabria e l’Emilia Romagna, Bovalino e Modena. Tutti questi elementi sono presenti ne “La nostra guerra non mai finita”, in questi giorni in libreria per Mondadori, scritto da Giovanni Tizian, il giornalista a cui gli ‘ndraghetisti volevano “sparare in bocca” e per questo messo sotto scorta.

L’infanzia all’ombra dell’occupazione militare. Per cominciare il viaggio intrapreso dall’autore, occorre fare un salto indietro di 3 decenni. Inizio degli anni Ottanta, l’Anonima sequestri miete azioni, deporta vittime di rapimenti e raccoglie riscatti. quel passaggio nella storia della mafia calabrese che, iniziata 150 anni prima, ha rappresentato una tappa sulla lenta ma inarrestabile via della mondializzazione. “I sequestri di persona sono stati per i clan della Locride quello che la catena di montaggio stata per il capitalismo”, scrive Tizian raccontando dei 400 miliardi di lire accumulati, di cui la met andata ai boss dell’Aspromonte.

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La filosofa Marzano: “Basta con le ragazze immagine: il corpo delle donne non merce”

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una platea con una caratteristica: quella di avere una predominanza femminile. Tra chi ascolta la filosofa e saggista Michela Marzano, docente all’universit Paris Descartes e ospite a Bologna del festival Gender Bender, il rapporto tra i sessi almeno di uno a quattro per le donne. E poi c’ un’altra caratteristica che contraddistingue chi ha voluto assistere alla libreria Ambasciatori di via Orefici alla presentazione del suo Volevo essere una farfalla (Mondadori, 2011): essere per lo pi over 35, per quanto qualche volto pi giovane qua e la spunti.

Sar un caso – o forse no, perch, dice Marzano, “il caso non esiste” – che siano queste le due peculiarit attorno a cui si articola il pubblico che vuole sentire il suo racconto sull’anoressia, un “sintomo” che porta “all’euforia perch ci si sente pi forti della propria fame. Quindi, a quel punto, pensi di non aver pi bisogno di niente e di nessuno. Per poi arrivi a non controllarla pi, la fame, e nel mio caso la fame era diventata tutto. Non c’era altro, non pensavo ad altro che al cibo perch morivo di fame”.

Si mette a nudo, Michela Marzano, incurante – come le facevano notare familiari e amici prima di scrivere il libro – del fatto di essere un personaggio pubblico. Perch parte da un concetto: lo studio dell'”evento che attraversa l’essere umano” cos come lo concepiva Hannah Arendt, che partiva dal “suo” evento, le ceneri lasciate dal totalitarismo nazista. “Il ‘mio’, invece, mi ha portato per 15 anni a studiare a temi particolari, come il corpo, la sessualit, le violenze contro le donne. Poi giunto il momento di mostrare ci che c’era dietro e dare un nome a quell’evento che ha attraversato me”.
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Sete di Alberto Riva: un romanzo per raccontare l’assalto e la predazione dell’acqua

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Il giornalista Alberto Riva appena uscito con il libro Sete (Mondadori), storia di attivisti, speculatori, predazione e acqua nel sud del nuovo continente. A questo proposito, Peacereporter ha pubblicato l’intervista video che si trova in apertura di questo post e un’altra, scritta, intitolata Un romanzo sull’acqua che nasce dalle facce degli anonimi

Il romanzo nato circa due anni e mezzo fa, da facce e luoghi. Dalla mia esperienza di giornalista in Brasile, dove al piacere di lavorare si unito quello del viaggio in vari parti di un Paese cos immenso. Soprattutto nel Nord Est, uno dei luoghi protagonisti, nella regione del Semiarido brasiliano. Nella zona Sud scorre il Sao Francisco, uno dei principali fiumi del Brasile. L, a parte la problematica legata al fiume, c’era un grande progetto del governo Lula che prosegue con Dilma Rousseff: prendere acqua e portarla in regioni pi aride negli Stati del Pernambuco e altri. Il problema del Sao Francisco che uno dei grandi specchi d’acqua del mondo e vive una forte depredazione che ha portato alla fame una parte rilevante della popolazione.

Continua qui. Qui invece, oltre alla scheda del romanzo, c’ il booktrailer.

P3: l’inchiesta raccontata da Giusy Arena e Filippo Barone tra ricostruzioni e intercettazioni

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P3 di Giusy Arena e Filippo BaroneDai palazzi del potere non si pi in tempo per impedire la pubblicazione delle intercettazioni raccolte in appendice al volume P3 – Tutta la verit di Giusy Arena e Filippo Barone. Trascrizioni curate dal nucleo informativo e dal reparto operativo dei carabinieri del Lazio in cui si attesta che l’affaire esploso a fine primavera non era una cricchetta limitata a pochi “pensionati sfigati” che giocava a corrompere frange limitate della cosa pubblica e privata. Anzi, con interviste e testimonianze inedite, il volume parte dall’inchiesta “Insider”, che tocca Marcello dell’Utri, Denis Verdini, Flavio Carboni e molti altri personaggi della ribalta politica, imprenditoriale e faccendieristica italiana.

E lo fa in momenti delicati. Carboni, uomo che ha attraversato sostanzialmente indenne molte vicende di malaffare tricolore, in secondo grado era appena stato assolto (per insufficienza di prove, si sarebbe detto una volta) per l’omicidio del banchiere di Dio Roberto Calvi. Mentre dell’Utri, ai tempi in cui scatta l’operazione di magistratura e forze dell’ordine, ancora sotto processo e oggi fresco di condanna in appello per i suoi disinvolti rapporti con cosa nostra. Rapporti di cui benefici – dice la sentenza, le cui motivazioni sono state rese note alla fine dello scorso novembre – Silvio Berlusconi, il probabile “Cesare” dell’inchiesta “Insider”.

Questo libro, da poco uscito per i tipi della Editori Riuniti, dunque un utile vademecum per districarsi una volta di pi nel complesso disegno del crimine sotto l’egida della politica, dei vincoli massonici o pseudo tali, degli affari a scopo unico di arricchimento personale (non c’ nemmeno pi la scusa dei quattrini incassati e girati al partito). Se le responsabilit personali saranno individuate in processi che devono ancora partire, le pagine di questo volume sono un viaggio in sigle ed espressioni che spesso compaiono sui giornali di questo periodo: lodo Alfano, faccende all’ombra del Vesuvio, giochi tracciati nei corridoi della Mondadori.
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