Il caso Battisti e quello che i media non dicono in un libro

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Il caso Cesare BattistiEsce in questi giorni per DeriveApprodi il libro Il caso Cesare Battisti. Quello che i media non dicono che con queste parole viene presentato da Carmilla:

Comprende un saggio firmato dall’editore sulle distorsioni dei processi italiani per terrorismo della fine degli anni ’70 – inizio degli anni ’80, le notissime FAQs di Carmilla e, documento davvero eccezionale per profondità e riflessione, il testo integrale, mai apparso in Italia, della risoluzione con cui il ministro della giustizia brasiliano Tarso Genro (ex sindaco modello di Porto Alegre) ha accordato a Battisti l’asilo politico. Attualmente quella decisione, confermata dal presidente Lula, è sotto esame presso il Tribunale Supremo del Brasile, diviso quasi equamente tra conservatori e progressisti, con un lieve vantaggio per i primi dovuto alla personalità del suo presidente, che di Lula è nemico giurato.

Intanto, visitando il sito dello stesso editore, un altro libro appena uscito sembra interessante: è Morti di scienza. Crimini, scienziati e scoperte scritto dal fisico svizzero Pierre Zweiacker:

La storia della scienza è disseminata di scene del crimine, esattamente come quelle di un romanzo giallo. Ma quelle qui raccontate sono tutte vere. Questo libro mostra come la ricerca scientifica sia il teatro di tragiche passioni, dove tra i ricercatori omicidi e suicidi sono la principale causa di mortalità, ben più degli incidenti sul lavoro. Un’altra storia delle scienze, insieme divertente e crudele, dall’Antichità ai giorni nostri. Un libro per aneddoti e personaggi che per ogni scoperta scientifica ci rivela il suo «dramma» e il rivolo di sangue che l’accompagna.

One thought on “Il caso Battisti e quello che i media non dicono in un libro

  1. Ho letto quel libro leggero e veloce, una domenica mattina alla feltrinelli di napoli. Ho letto e scritto molto su questo argomento ma, pur mantenedo la mia posizione di sinistra e libertaria, non riesco a condividere l’ idea che un condannato debba sfuggire alle regole della società.
    Sono convinto che i mattoni delle aule dei tribunali sono fatti sentenze sbagliate, costruite a tavolino, politiche.
    Ma il cambiare la giustizia in Italia, non si risolve liberando Battisti o altri illustri rifugiati, di destra e di sinistra.
    E non credo che nessuno possa affermare, su queste vicende, di “possedere” la verità: c’è un alone tetro di violenza di stato, di servizi segreti deviati, di intelligence straniere che rende impossibile a chiunque tale conoscenza.
    Ciò nonostante è sulle regole che si deve cambiare. E’ sul sistema che vanno concentrate le energie.
    Una informazione libera, prima di ogni cosa, è la regola fondamentale attraverso cui può passare ogni anelito di libertà ed uguaglianza.

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