Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

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The Shakespeare ChroniclesThe Shakespeare Chronicles è una specie di noir scritto da Jamie Boyle, docente al Center for the Study of the Public Domain della Duke Law School ed esponente di Creative Commons. Lo storia è incentrata su un’indagine volta a scoprire chi è il vero “padre” delle opere del grande drammaturgo. Dice l’autore nella presentazione del libro:

A novel that is part literary mystery, part historical detective story, built around an obsessive search for the true author of Shakespeare’s works. Stanley Quandary is a professor of English and a very ordinary man. But then he starts to have the strangest, most realistic dreams, dreams that seem to solve one of the greatest mysteries of all time, to expose a conspiracy of silence that is over 400 years old. They even suggest a way to win back his estranged wife. Of course, he might be going insane…

Per chi volesse leggerlo, non c’è che l’imbarazzo nella scelta di formato, supporto e costo. Un capitolo la settimana sarà pubblicato gratuitamente sul sito di Boyle. Chi volesse invece acquistare l’ebook, può farlo a un dollaro e mezzo su Lulu.com nella pagina ad hoc mentre chi non rinuncia al volume ha a disposizione una doppia opzione: la versione paperback e quella rilegata. Il tutto rilasciato sotto Creative Commons, of course.

kai zen : ensemble narrativoSu kaizenology, la newsletter periodica di kai zen : ensemble narrativo, si legge che si è arrivati alla fase di editing del loro prossimo romanzo, il cui titolo provvisorio è Al-Hàrith. Il libro uscirà nei primi mesi del 2007 pubblicato da Mondadori per la collana Strade Blu. Su trama e contenuti, ovviamente, non si può ancora dire nulla, ma un’ottima notizia già disponibile è che il libro sarà rilasciato con una licenza copyleft. Il primo per la casa editrice di Segrate.

Una sorpresa, inoltre, considerando l’editore, il quale – per tramite della direzione editoriale – aveva dichiarato la primavera scorsa a Specchio, il supplemento della Stampa, di non essere interessato a questi ambiti ai quali, si aggiungeva, non serve un editore dato che possono pubblicare autonomamente. A maggior ragione, complimenti a kai zen.

We Met The Space PeopleErano gli Anni Cinquanta e le sorelle Helen e Betty Mitchell da Saint Louis (Missouri) un malaugurato pomeriggio entrarono nel bar sbagliato. Qui infatti – sostennero le due signorine Mitchell – incontrarono delle creature umanoidi e dall’esperienza che ne seguì trassero un libretto, We Met The Space People, pubblicato originariamente nel 1959 per la Saucerian Books, casa editrice del West Virginia specializzata in ufologia e altri argomenti abbastanza particolari tanto da essere diventata una specie di cult per gli appassionati del mistero.

Ora quello stesso libro è disponibile su Manybooks.net, sito piuttosto articolato che mette a disposizione per il download libri sui quali sono sono scaduti i diritti d’autore o che sono stati scritti per essere diffusi liberamente in rete (ce ne sono anche in italiano). Molteplici i formati disponibili.

20 anni in attesa di giustiziaVia Pino Scaccia, la presentazione del libro 20 anni in attesa di giustizia di Luigino Scricciolo.

La verità emerge grazie anche alla rete. Ecco una notizia che non ha nulla di trascendentale ma segna la fine di un lungo tunnel. Infatti, sta per uscire il mio Diario “Vent’anni in attesa di giustiazia”, pubblicato dalle Editrice Memori, nel quale ripercorro la mia vicenda umana e giudiziaria. Come Lei ricorderà all’inizio degli anni ’80 fui arrestato con accuse terribili (partecipazione esterna al terrorismo, tentativo di spionaggio, ecc.) mentre ricoprivo la carica di responsabile esteri della Uil. La mia esperienza politica, maturata prima nel Movimento poi in Democrazia Proletaria, era fondata sul ripudio della violenza, sulla solidarietà, sulla difesa dei diritti umani ovunque calpestati. Fui, tra l’altro, l’organizzatore politico del viaggio di Lech Walesa in Italia. Ma tutto ciò non fu sufficiente ad allontanare da me mandati di cattura, carcerazione ed istruttoria con il vecchio rito. La mia vicenda giudiziaria ebbe grande risalto nella stampa e non poteva essere diversamente per le accuse ed il ruolo svolto nel Sindacato. Naturalmente la mia detenzione (oltre due anni in isolamento) mi impediva di far sentire le mie ragioni e riequilibrare l’informazione. Poi dopo un altro anno agli arresti domiciliari, lentamente ed inesorabilmente il mio caso finì nell’oblìo. Quando dopo oltre 20 anni, la Procura di Roma chiuse la istruttoria, fui prosciolto da tutte le accuse. Il proscioglimento in istruttoria chiudeva il “caso Scricciolo” ma nessuno ne diede notizia. Ed era in qualche modo naturale. Questo mio Diario vuole essere occasione per ricordare la mia vicenda e la sua positiva conclusione. E per rivendicare quella verità che a lungo è stata negata.

La figlia dell'imperatoreQuesto libro di Hans Ruesch dovrebbe essere – anzi, è – un saggio sulla «grande industria della malattia», ma è al contempo un libro dell’orrore reale e contemporaneo. Un’analisi lucida di come i settori della farmacologia, della chimica e del petrolio, che confluiscono nell’ambito sanitario, monopolizzino mercati, vivisezionino animali, sperimentino su essere umani, corrompano la stampa e facciano beneficienza con scopi ben più lungimiranti dei semplici sgravi fiscali. Peraltro, «La figlia dell’imperatrice» segue un libro dello stesso autore, L’imperatrice nuda, uscito in Italia nel 1976 e immediatamente ritirato perché non gradito ai potentati industriali.

Inoltre, se il testo di Ruesch riporta una situazione che risale per dati ed esperienze a vent’anni fa, a dimostrare quanto sia attuale la sua analisi ci pensa il curatore dell’edizione italiana, Marco Mamone Capria. Il quale, nella postfazione (ben documentata e corredata di riferimenti alle fonti), dice:

Libri come «Imperatrice nuda» e il presente svolgono un compito insostituibile: ci costringono a guardare in faccia una realtà che i poteri vigenti vogliono farci ignorare e da cui, in fondo, noi stessi vorremmo distogliere lo sguardo. Ruesch si propone di risvegliare la nostra consapevolezza dei mostro del presente. È bene accettare la sfida, prima che ci divorino».

Bologna ad alta voce

La “tappa” bolognese della manifestazione letteraria Ad alta voce – Libri da condividere sarà a cavallo tra il 20 e il 21 ottobre.

Aleksandar ZografEsce in questi giorni per la Black Velvet di Bologna il secondo volume di Aleksandar Zograf, «Appunti» (online al momento c’è ancora solo il primo). Per questo libro a fumetti ho curato l’editing sotto il divertente coordinamento di Andrea Plazzi, la mente grigia che sta dietro a Rat-Man, celebre personaggio di Leo Ortolani.

Tornando al libro, è una raccolta delle storie che Zograf ha scritto e disegnato tra il gennaio e il dicembre 2004 pubblicandole in parte su Vreme, settimanale di cultura e politica di Belgrado, e riprese dall’Internazionale e da Osservatorio Balcani. Sono vicende differenti tra di loro, quelle raccontate da Zograf, che vanno dai suoi viaggi per l’Europa occidentale alle rievocazioni della seconda guerra mondiale nei Balcani passando per tradizioni, costume, dittatura e politica.

Per sentirne parlare dallo stesso autore, un’opportunità è per il prossimo week end con Il fumetto per raccontare a Lodi o la presentazione del volume mercoledì 11 ottobre alla libreria Infomodo di Bologna.

  • 2 commenti
  • Scritto per cultura, libri
  • Scrivi con lo scrittore

    Venerdì prossimo sarò ospite di Ettore Bianciardi all’interno della rassegna letteraria da lui curata, Scrivi con lo scrittore. Con me ci sarà anche Marcello Baraghini, il direttore editoriale di Stampa Alternativa, per parlare del libro Bambini di Satana. Un grazie a Ettore per l’invito.

    Intanto il libro viene ripreso e messo a disposizione da Libera Cultura.

    Informazione che deforma

    Linkato qui di seguito una parte del video tratto dal dibattito su satanismo e informazione a cui ho partecipato sabato scorso durante la manifestazione Parole nel Tempo al Castello di Belgioioso in qualità di autrice del libro Bambini di Satana. Si è trattato di un confronto con Rinaldo Bernardi, autore di Satana in Ticino (Liberodiscrivere, 2006). Un ringraziamento a chi si è occupato degli aspetti tecnici.

    Esce «Blog!» in italiano

    Per i tipi di Sperling & Kupfler, è uscita la versione italiana del libro dei giornalisti statunitensi David Kline e Dan Burstein Blog! – La rivoluzione dell’informazione in politica, economia e cultura (purtroppo non ha una versione elettronica scaricabile dalla Rete). Con la prefazione di Beppe Grillo, l’ho tradotto insieme ad Andrea Plazzi e Alessio Catania occupandomi della terza parte, media e cultura. Dalla quarta di copertina:

    Il blog è una realtà globale. La sua sensazionale affermazione come strumento di pubblico dibattito e di espressione individuale ha catturato l’attenzione del mondo. E se ne capisce facilmente il perché. Con i blog c’è chi ha stroncato la carriera di politici e costretto alle dimissioni pezzi grossi della televisione. In altri casi, invece, il blog ha premiato i prodotti di aziende poco note proiettandole al successo da un giorno all’altro, e sanzionato la rovina di altre, colpevoli di aver ignorato le giuste lamentele dei consumatori. Chi sono questi esperti dilettanti, e come si sono serviti del nuovo mezzo di comunicazione per trasformare non solo la propria vita, ma anche la società? E la rivoluzione dei “senza voce in capitolo” contro la sciatteria del potere? Un libro che porta dritti nel cuore e nel cervello dei più influenti blogger del pianeta. È il caso di Joe Trippi, ex collaboratore del candidato democratico alla Casa Bianca Howard Dean, primo in assoluto a ricorrere all’uso del blog politico come mezzo di finanziamento e strumento organizzativo di base, rivoluzionando così i meccanismi di una campagna elettorale. O di Robert Scoble, ex manager di Microsoft, che, con la franchezza dei suoi posting, ha fatto quello che centinaia di milioni di dollari di pubblicità non erano riusciti a fare: umanizzare un’azienda accusata di strapotere monopolistico.

    Libri che van per mare

    Cory DoctorowCory Doctorow, per chi mastica di fantascienza o di copyleft letterario e culturale o di entrambi, non è di certo un nome nuovo (per chi invece lo sentisse nominare per la prima volta, scoprirà un mondo). E di recente arriva proprio dal suo blog una (ulteriore) conferma che funziona la formula del rilascio sotto Creative Commons delle proprie opere letterarie. Nel post Heartwarming Creative Commons success-story, si legge infatti quanto segue.

    «La settimana scorsa, ho ricevuto la migliore mail da Jamie della Marina statunitense di stanza nel Mediterraneo. Dato che i miei romanzi sono rilasciati sotto Creative Commons, ha potuto scaricarli e stamparli a bordo passandoli anche ai suoi commilitoni. La mancanza di materiale di qualità da leggere sulla nave ha trasformato i testi Creative Commons in un boom marittimo». Fin qui le parole di Doctorow a cui seguono quelle di Jamie il quale racconta che, una volta digeriti gli sdruciti libri di John Grisham conservati nella biblioteca di bordo, inciampa nella versione elettronica dei volumi dello scrittore canadese che diventano davvero l’«hot item» tra i marinai che li leggono, ne parlano e arrivano a discutere tra di loro di questione legate al copyright e al copyleft invece che delle solite avventure di bevute.

    Libri futuribili

    Immagine di Pensiero rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.0Da Fronte della Comunicazione di Stampa Alternativa.

    Testi digitalizzati: sembra la tendenza del momento. Nelle ultime settimane, infatti, sono state molteplici le iniziative in questo senso. La più celebre è probabilmente il Progetto Biblioteche, noto a livello internazionale come Google Books Library Project, che ha avviato da qualche giorno il servizio di scaricamento dei classici in formato pdf, dopo aver stretto accordi con università straniere (soprattutto americane come Harvard, Michighan, Oxford, Stanford) e italiane (la Cattolica). Ma non è l’unica. La Jamia Millia Islamia University di New Delhi, per esempio, sta digitalizzando e rendendo liberamente consultabili volumi e manoscritti per un totale di oltre quattromila file che vanno dal XVI al XIX secolo.

    (more…)

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  • Scritto per cultura, libri
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