“Gli intrighi di una Repubblica”: tra San Marino e l’Italia una storia che parte dalla guerra fredda

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Gli intrighi di una RepubblicaGli intrighi di una Repubblica – San Marino e Romagna. Ottant’anni di storia raccontata dai protagonisti (Pendragon, 2012) il libro di Claudio Visani su un pezzo caldissimo della storia italiana:

Oggi fa sorridere solo pensarlo, ma tra il 1945 e il 1957 San Marino fu l’avamposto del comunismo in Occidente e uno dei simboli della guerra fredda. Per difendere il governo dei “rossi”, scesero in campo Calamandrei, Togliatti, perfino Ho Chi Minh. Per abbatterlo, si mobilitarono la Dc di Fanfani e il governo italiano, con l’appoggio degli Stati Uniti d’America. La battaglia politico-ideologica assunse toni accesi, fino a culminare nei fatti di Rovereta, episodio al limite del golpe in cui indebitamente l’Italia si affrett a riconoscere il governo provvisorio democristiano sammarinese, inviando carabinieri e blindati a difenderlo. Accanto a queste vicende, il libro racconta numerose altre storie, pi o meno note: quella della ferrovia meno longeva del mondo, la Rimini-San Marino che visse solo dodici anni; la generosit alla Schindler’s list del tedesco “buono”, Gerhard Richard Gumpert che tenne la Wehrmacht e la guerra fuori dal Titano; l’avventura di Eugenio Montale costretto a fare lo spallone per ritirare un premio durante la “guerra del casin”; il tragicomico ritorno della salma del duce a Predappio; fino alla singolare saga della radio-televisione di Stato, che apre le porte agli scandali del “paradiso fiscale” e della San Marino di oggi. Un inedito affresco di vita sammarinese e romagnola. Ottant’anni di storia, ricostruiti attraverso documenti riservati e testimonianze dirette.

Se ne pu leggere ulteriormente qui, sul blog di Franco Abruzzo.

Delitti del Dams. In un libro lomicidio di Angelo Fabbri, lallievo di Eco ucciso nel 1982

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Ero amico di Angelo Fabbri

una Bologna di crinale, quella raccontata nel libro “Ero amico di Angelo Fabbri” di Enrico Gulminelli (Pendragon, 2012). Da un lato i tramontanti anni di piombo, i carri armati per strada, le contestazioni, le bombe. Dall’altro gli Ottanta con i delitti del mostro di Firenze e con la catena degli omicidi neonazisti di Ludwig a nord, iniziati nel 1977.

una Bologna “che si prepara agli anni della Uno bianca”, dice Carlo Lucarelli, che firma la prefazione al libro di Gulminelli, in cui c’ una facolt universitaria che ha aperto da poco, il Dams, il corso che porta a laurearsi in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo. E un allievo, Angelo Fabbri, 26 anni, promessa della ricerca accademica sotto l’egida di Umberto Eco e di Paolo Fabbri, sparisce tra il 30 e il 31 dicembre 1982.

Era un ragazzone eclettico che, abbandonati gli studi in fisica, decise di dedicarsi a materie umanistiche coniugando ancora la scienza, ma in parallelo ai fumetti, alla musica, alla cucina. Fino a quando, proprio in quel San Silvestro di 30 anni fa, Angelo Fabbri venne trovato morto, assassinato da 11 coltellate. A lui seguirono nel giro di una manciata di mesi i delitti della docente del Dams Francesca Alinovi, uccisa con 47 coltellate superficiali di cui una mortale, e di Leonarda Polvani, iscritta a quella facolt per quanto lavorasse come designer di gioielli.

Per il delitto Alinovi, la giustizia ha condannato il suo giovane compagno, Francesco Ciancabilla, mentre per Leonarda Polvani, trovata in una grotta della Croara, alle porte di Bologna, non c’ colpevole. Cos come non c’ colpevole per Angelo Fabbri, finito dopo i due successivi due omicidi nel novero dei delitti del Dams, espressione usata per riunire quelle morti forse malcelando la voglia smentita di un serial killer che si aggirasse nel mondo dell’arte bolognese.

Il libro di Gulminelli, tuttavia, non una “narrazione di cronaca”, aggiunge ancora Lucarelli, “uno di quelli che tendono a essere un coacervo di sensazionalismo. Ma il racconto di un ambiente, di un periodo e di una persona” attraverso i ricordo di un amico. Gulminelli non era solo un amico di Angelo Fabbri, era uno dei migliori, e per 7 anni con lui ha condiviso la vita prima nell’appartamento di via Ciamician e poi in quello di via Mirasole, da cui il ventiseienne uscir per poi venire ammazzato.

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Per la quinta puntata di “A parole, in breve” il libro “Solo Dio pu giudicarla”

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Solo Dio pu giudicarla di Achille MelchiondaLa quinta puntata di A parole, in breve, programmata per gioved prossimo alle 20.20 da GNUFunk Radio, si occupa del libro Solo Dio pu giudicarla di Achille Melchionda (Pendragon, 2009):

Una rispettata pediatra bolognese uccide il padre e la sorella malati per tentare poi di raggiungerli: follia, come sostiene la perizia psichiatrica, o scelta razionale e consapevole, come afferma l’imputata? Attraverso i documenti e le testimonianze, l’autore ricostruisce un fatto di cronaca scioccante analizzando con attenzione e imparzialit i sentimenti, i pensieri, le paure che si agitano nella mente di una lucida assassina. Un controverso caso di eutanasia che ha sconvolto l’opinione pubblica negli anni Settanta, suscitando un dibattito ancora oggi di scottante attualit.

Il brano che accompagna la recensione si intitola Explode In Blue, contenuto nell’album Mind Of Blue dei Dada Weatherman ed rilasciato con una licenza Creative Commons BY-SA.

Per ascoltare e scaricare in formato mp3 la puntata si pu andare su Archive.org.