Storia di Angelo, sopravvissuto a Mauthausen, che tornato dal lager vide le cariche scelbiane e seppe comunque sperare

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Domani di Maurizio ChiericiQuando ancora le feste laiche di questa Repubblica avevano un senso e sembrava fuori dalla grazia divina fare revisionismo cialtrone approfittando di uno spaesamento politico sempre più dilangante, ricordo un 25 aprile di quanto ero una ragazzina. Si era appena scavalcata la metà degli anni Ottanta, quelli dell’edonismo e del riflusso, e andavo al seguito dei miei genitori nel paese natale di mia madre, ai piedi delle Dolomiti.

Lì, nella casa accanto a quella che occupavamo, c’era una pensione un po’ improvvisata. Un’anziana rimasta vedova del marito e di un tenore di vita che non le apparteneva più, dava camere a gente “perbene” (il “perbene” era affidato al suo insindacabile giudizio) che veniva dalla pianura. Tutti gli anni, per il 25 aprile e poi per ferragosto, arrivava una coppia ormai in là con gli anni. Lui, Angelo, maestro elementare in pensione di Venezia, e lei, Clara, professoressa di lettere alle superiori altrettanto dimissionatasi dal servizio, facevano poco caso all’impianto elettrico non a norma. E nemmeno si formalizzavano per i muri qua e là scrostati o per il bagno in corridoio.

Buon 25 aprile - Foto di AndrecoInsomma, le condizioni della pensione prealpina non erano un problema. Cercavano solo un po’ di quiete mentale. E di frescura, quando era estate. Ma cercavano anche qualcuno che li ascoltasse. Così, quando mi incrociavano in giro per il paese, mi chiamavano e sapevano di aver gioco facile con me, che volentieri avrei fatto un salto nel decennio precedente, così “spesso” rispetto alla vuota effervescenza degli anni che hanno caratterizzato la mia adolescenza.

Lui, l’ex maestro, il primo 25 aprile che festeggiò – mi raccontò esattamente 25 anni fa – fu quello del 1948, l’anno in cui l’Italia, fresca ancora di Liberazione e attraversata da grandi cambiamenti istituzionali, conobbe per la prima volta la violenza scelbiana dell’ordine pubblico. E ne restò scioccata. Ancor più scioccato ne restò Angelo, quando lesse delle cariche in piazzale Loreto, a Milano, al termine del corteo antifascista. A sconvolgere Angelo fu l’abiura non tanto di una promessa di pace pronunciata appena tre anni prima, ma il timore che tornasse quanto aveva vissuto fino al maggio 1945, all’interno del lager di Mauthausen.
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Online gli interventi del convegno “Chi è Stato? La strategia della tensione in Europa (1969-1974)”

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Sono online gli interventi del convegno Chi è Stato? La strategia della tensione in Europa (1969-1974) che si è tenuto lo scorso 7 aprile a Milano, organizzato dal laboratorio Lapsus (che ha realizzato anche il video pubblicato sopra). Questo l’elenco:

E qui si può dare un’occhiata all’omonima mostra con relative foto dell’inaugurazione.

Notte Criminale racconta “Carlos, lo sciacallo. Il killer che terrorizzò l’Europa”

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Su Notte Criminale si parla di Carlos, lo sciacallo. Il killer che terrorizzò l’Europa, al secolo Ilich Ramírez Sánchez, di cui già si era parlato da queste parti e che non sembra aver gradito l’uso della sua immagine a fini televisivi (si veda il trailer sotto. E chissà quanto aderente ai fatti sarà la ricostruzione sceneggiata per il grande pubblico).

Peacereporter: scomparso testimone argentino contro la dittatura

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L'auto in cui perse la vita monsignor Horacio Ponce de LeonE si torna a parlare di Argentina con questa notizia data, ancora una volta, da Peacereport, scomparso testimone di un processo contro militare della dittatura:

Cristina Ferandez, presidente argentina, ha ordinato alle forze di sicurezza del paese sudamericano di mettersi alla ricerca di un testimone chiave di un caso che riguarda la dittatura militare. L’uomo risulta scomparso da lunedì scorso [e si chiama] Victor Oscar Martinez, ha 52 anni ed è l’unico testimone della misteriosa morte di monsignor Horacio Ponce de Leon, avvenuta nel 1977.

I due stavano viaggiando a bordo di un auto che si stava dirigendo verso il rappresentante del Vaticano in Argentina per informarlo su presunti crimini perpetrati nei confronti della popolazione dal governo militare dittatoriale. Poco prima di giungere a destinazione l’auto si è schiantata e a causa delle ferite riportaste il vescovo era deceduto. Secondo le dichiarazioni rilasciate da Martinez prima di scomparire il vescovo sarebbe stato minacciato di morte dal colonnello Fernando Saint Amant, che verrà processato per crimini contro l’umanità.

Qualche informazione ulteriore (in spagnolo) su monsignor Ponce de Leon è disponibile qui mentre una versione più estesa della scomparsa attuale si può leggere sulla Nacion.

Accesso alle fonti in epoca di trasparenza: il politologo Micah Sifry racconta perché Wikileaks è un “sintomo”

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WikiLeaks and the Age of TransparencyBoingBoing segnala l’uscita del libro WikiLeaks and the Age of Transparency scritto dall’analista politico Micah Sifry. Potenzialità e limiti di un’era, al centro del volume.

Wikileaks non è tutto: è un sintomo, un indicatore della continua lotta tra generazioni e filosofie di sistemi contrapposti. Da un lato quelli più vecchi e più chiusi e dall’altro la nuova cultura aperta di Internet. Malgrado l’arresto di Assange, la pubblicazione dei documenti non si interrompe. [Infatti] “quando si coniugano insieme la possibilità di connettersi e la trasparenza e quando una molteplicità di persone può vedere, condividere e interpretare ciò che ha intorno, allora si arriva a un risultato basato su un’enorme energia sociale da utilizzare in molte direzioni”.

Nicola Biondo su “Cado in piedi”: Stato-mafia e gli appunti di Guglielmo Sasinini

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Un post di qualche giorno fa a firma di Nicola Biondo su Cado in piedi a proposito di Stato-mafia e quegli appunti di Guglielmo Sasinini. Da alcune note che confermerebbero i contatti irriferibili alla figura di un personaggio – etichettato come “giornalista double-face” – finito in altre indagini:

Collaboratore di Famiglia Cristiana e Narcomafie e poi di Libero, Sasinini dall’inizio degli anni 2000 lavora per Giuliano Tavaroli, ex capo della security Telecom, a una rete di spionaggio. “Per me – dice Tavaroli – era la persona di riferimento con il Sisde perché molto legato a Mori”. Un rapporto così stretto quello con il generale da permettere al giornalista di seguire in diretta la cattura di Totò Riina. “Conoscevo bene quel gruppo di guerrieri – rivela Sasinini nel 2008 sulle colonne di Libero – e condivisi molte giornate con loro e soprattutto con Mario Mori, in particolare l’estenuante attesa della vigilia quando ‘il pacco’ stava per essere consegnato”.

Prosegue qui e qui invece altre informazioni su Sasinini.

“I sovversivi”: Pino Casamassima racconta quattro storie da anni di piombo

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In uscita tra un paio di giorni il nuovo libro di Pino Casamassima. Dopo la pubblicazione di Armi in pugno – La storia del Nord Est tra politica, terrorismo e criminalità, sempre per la collana Senza Finzione di Stampa Alternativa, si aggiunge adesso I sovversivi, storia di coloro che sono “morti impugnando un’arma”. Questa la presentazione del volume:

Quattro storie di ordinaria violenza: sono quelle riportate in questo nuovo libro di un autore che da anni si occupa di un periodo passato alla storia come “anni di piombo”. I protagonisti sono accomunati dallo stesso destino, quello di perdere la vita: una possibilità più che concreta. «Bene che ti vada», veniva detto agli aspiranti brigatisti, «finisci in galera». Nonostante ciò furono in tanti a credere che non ci fosse alternativa.

Una convinzione che costò la vita a Margherita (Mara) Cagol che con Renato Curcio, sposato in una chiesetta di un’alba trentina, aveva dato vita alle Brigate Rosse. Walter Alasia aveva 20 anni quando morì in una livida mattina a pochi giorni da Natale in quella Sesto San Giovanni all’epoca chiamata la Stalingrado d’Italia per la sua forte componente operaia e comunista.

Barbara Azzaroni era una militante di Prima Linea: fu uccisa a Torino nel bar dell’Angelo insieme con Matteo Caggegi, un giovane operaio della Fiat. Lorenzo Betassa, Riccardo Dura, Annamaria Ludmann e Piero Panciarelli stavano dormendo in un appartamento di Genova quando furono giustiziati dai carabinieri di Dalla Chiesa.

Fra le testimonianze inedite, quelle di Renato Curcio su Mara Cagol, di Oscar Alasia su suo fratello Walter, di Maurice Bignami sulla sua compagna, Barbara Azzaroni.

Qui invece gli altri titoli della collana diretta insieme a Simona Mammano.

“Karol Wojtyla, il grande oscurantista”: Giovanni Paolo II secondo Micromega

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Karol Wojtyla - Il grande oscurantistaMicromega annuncia la pubblicazione per domani di un suo numero speciale fuori abbonamento. Si intitola Karol Wojtyla – Il grande oscurantista ed esce alla vigilia della beatificazione di Giovanni Paolo II, prevista per il prossimo 1 maggio. Questi alcuni degli interventi in elenco:

  • Hans Küng – Santo subito? Il caso Maciel e altre ombre
    La titubanza nell’intervenire sugli abusi sessuali, il pieno sostegno ai Legionari di Cristo del ‘discusso’ Maciel, la crociata sul celibato ecclesiastico, la carenza di miracoli e l’inflazione di santificazioni dal grande valore mediatico. Uno dei teologi messi all’indice da Wojtyla ricorda i motivi per cui Giovanni Paolo II non è un santo.
  • A cura di Valerio Gigante – Grandezza e miseria di un pontificato
    Dalla sua elezione, il 16 ottobre 1978, alla sua morte, il 2 aprile 2005, sono passati 27 anni. Un pontificato lunghissimo che ha segnato in modo profondo i destini della Chiesa. Fra incontestabili luci (prima fra tutte il ruolo giocato nel crollo dei regimi comunisti) e numerosissime ombre (dalla repressione teologica all’occultamento degli scandali pedofilia), Giovanni Paolo II ha lasciato un’orma indelebile nella sua epoca. Ripercorriamo anno per anno, data per data, la sua storia.
  • Paolo Flores d’Arcais – La santa alleanza contro la modernità
    Wojtyla ha dichiarato guerra alla guerra, e con questo messaggio di intransigente pacifismo ha conquistato molti consensi in settori molto lontani dalla Chiesa. Ma in realtà ha dichiarato guerra alla modernità e al suo fondamento: lo spirito critico del pensiero laico. E in questa battaglia non si è trovato affatto solo, potendo contare sull’appoggio degli altri fondamentalismi religiosi e di troppi ‘orfani del marxismo’.
  • Lina Pavanelli – La dolce morte di Karol Wojtyla
    Un’attenta analisi delle condizioni di salute di Giovanni Paolo II nelle ultime settimane della sua esistenza dimostra che non gli sono state praticate alcune cure che avrebbero potuto tenerlo in vita ancora a lungo. Il vecchio papa le ha rifiutate perché le considerava troppo gravose. Lui diventerà santo, a Piergiorgio Welby sono stati rifiutati persino i funerali.

La lista completa di articoli e approfondimenti è disponibile qui.

Le Monde: online il documentario per il web “François Duprat, una storia di estrema destra”

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Un documentario per il web realizzato da Le Monde su François Duprat, una storia di estrema destra. E una vicenda suddivida in due parti: la versione ufficiale e l’uomo dell’ombra. Questa la presentazione:

Con le ultime elezioni cantonali che hanno confermato la forte crescita del Fronte nazionale, si vede che anno dopo anno le idee di estrema destra si stanno radicando in Francia. Questo documentario per il web mostra, attraverso la prima inchiesta storica sul personaggio di François Duprat, militante e teorico delle destre estreme tra gli anni Sessanta e Settanta, come l’estrema destra è arrivata a rinascere sotto la Quinta Repubblica e come ha fatto dell’immigrazione e della difesa dell’identità nazionale i temi centrali del suo programma […]. Realizzato con l’Ina, il documentario è composto essenzialmente da video e fotografie d’archivio, accompagnate da interviste di esperti e persone vicine a Duprat. Una scala cronologica aggiunge elementi supplementari sulla vita dell’attivista, del Fronte nazionale e del contesto politico francese. Si potranno infine trovare anche biografie di uomini politici che hanno avuto legami con François Duprat.

Se la realizzazione del giornale d’Oltralpe è in francese, qui una breve descrizione in italiano del personaggio.