“La lotta armata”: gli anni tra il 1969 e il 1972 in un libro edito dall’Istituto regionale per la storia del movimento di Liberazione di Trieste

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La lotta e' armataL’editore l’Istituto regionale per la storia del movimento di Liberazione di Trieste e l’autore il ricercatore e insegnante (precario) Gabriele Donato. Il libro si intitola La lotta armata – Estrema sinistra e violenza: gli anni dell’apprendistato 1969-1972 e di questo parla:

La lotta armata: questo doveva essere il messaggio diffuso dalla foto della pistola puntata alla tempia dell’ingegner Macchiarini, nel marzo del 1972. Le parole sono di Renato Curcio, e si riferiscono al primo sequestro-lampo realizzato dalle Brigate Rosse. Si tratt di un episodio rilevante: i brigatisti avevano deciso di passare definitivamente all’azione. D’altro canto, quella primavera non ebbe un attimo di pace: pochi giorni dopo mor Giangiacomo Feltrinelli, mentre il maggio fu segnato dall’omicidio del commissario Luigi Calabresi.

Quali fattori determinarono un’escalation tanto drammatica? Per quali ragioni tanti gruppi della sinistra extra-parlamentare considerarono persuasiva l’ipotesi della violenza? Perch la tentazione del ricorso ad azioni terroristiche si rivel tanto seduttiva? Questi sono gli interrogativi affrontati dal testo [che] si concentra sull’evoluzione delle elaborazioni di gruppi come Potere Operaio e Lotta Continua, e la confronta con la proposta politica delle prime Brigate Rosse […]. Ne esce un quadro vivace di anni importanti, segnati da episodi clamorosi (che il libro descrive con cura) e dal protagonismo di personaggi che avrebbero fatto parlare a lungo di s, come Toni Negri, Adriano Sofri, Renato Curcio e tanti altri.

Per leggerne ancora, si pu vedere qui.

“I sovversivi”: Pino Casamassima racconta quattro storie da anni di piombo

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In uscita tra un paio di giorni il nuovo libro di Pino Casamassima. Dopo la pubblicazione di Armi in pugno – La storia del Nord Est tra politica, terrorismo e criminalit, sempre per la collana Senza Finzione di Stampa Alternativa, si aggiunge adesso I sovversivi, storia di coloro che sono “morti impugnando un’arma”. Questa la presentazione del volume:

Quattro storie di ordinaria violenza: sono quelle riportate in questo nuovo libro di un autore che da anni si occupa di un periodo passato alla storia come “anni di piombo”. I protagonisti sono accomunati dallo stesso destino, quello di perdere la vita: una possibilit pi che concreta. Bene che ti vada, veniva detto agli aspiranti brigatisti, finisci in galera. Nonostante ci furono in tanti a credere che non ci fosse alternativa.

Una convinzione che cost la vita a Margherita (Mara) Cagol che con Renato Curcio, sposato in una chiesetta di unalba trentina, aveva dato vita alle Brigate Rosse. Walter Alasia aveva 20 anni quando mor in una livida mattina a pochi giorni da Natale in quella Sesto San Giovanni allepoca chiamata la Stalingrado dItalia per la sua forte componente operaia e comunista.

Barbara Azzaroni era una militante di Prima Linea: fu uccisa a Torino nel bar dellAngelo insieme con Matteo Caggegi, un giovane operaio della Fiat. Lorenzo Betassa, Riccardo Dura, Annamaria Ludmann e Piero Panciarelli stavano dormendo in un appartamento di Genova quando furono giustiziati dai carabinieri di Dalla Chiesa.

Fra le testimonianze inedite, quelle di Renato Curcio su Mara Cagol, di Oscar Alasia su suo fratello Walter, di Maurice Bignami sulla sua compagna, Barbara Azzaroni.

Qui invece gli altri titoli della collana diretta insieme a Simona Mammano.