“Cosa resta della democrazia”: tra libertà privata e regime politico, ecco come si svuota un sistema costituzionale

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Cosa resta della democraziaManca il punto interrogativo alla frase – all’apparenza una domanda – che dà il titolo al nuovo libro di Remo Bassetti, Cosa resta della democrazia, in uscita a febbraio per Nutrimenti. Ed ecco la presentazione del volume, che a fronte di quel punto punto interrogativo mancante ne pone altri, di punti, che suonano interessanti:

“La democrazia è il peggior sistema politico, salvo tutte le altre forme che si sono sperimentate finora”: parola di Winston Churchill. Forse proprio questa consapevolezza ci ha reso nel tempo così pigri da lasciarne appassire contenuto e modi, al punto che, in un momento storico in cui tutti si proclamano democratici, la democrazia è ormai a uno stadio larvale, svuotata di significato e obiettivi.

La libertà privata, per lo più identificata con quella economica, è diventata il vero cardine del regime politico in cui viviamo e ne ha assorbito l’identità. Al distacco dei cittadini dalla vita pubblica, si aggiunge lo spento rituale delle procedure politiche che i finti cantori della democrazia hanno ridotto e manipolato, tracciando strade che il web ha la tendenza a ripercorrere anziché cambiare. D’altra parte, quello che è oggi il tentativo più radicale di ricondurre la democrazia all’autogoverno – il movimento dei grillini – finisce talvolta per coincidere con dinamiche autoritarie, e persino con l’auspicio dello “stato minimo”, lo stesso concetto neoliberista che alla democrazia ha dato il colpo di grazia.

Ispirandosi a teorie che si stanno facendo largo in altre parti del mondo e corredandole di proposte specifiche per la situazione italiana, questo libro traccia le basi per una nuova e originale idea di democrazia, che abbia come scopo la realizzazione della giustizia e superi la dicotomia tra rappresentatività e partecipazione diretta: una democrazia partecipativa responsabile.

E a inizio 1916 Antonio Gramsci scrisse “Odio il capodanno”, quando la data ingombra lo svolgersi della storia

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Il blog A noi piace, riprendendo il sito ControLaCrisi.org, pubblica questo scritto di Antonio Gramsci uscito il 1 gennaio 1916 sul quotidiano L’Avanti nella rubrica “Sotto la mole”:

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

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“The Crisis of Civilization”: un documentario su un’altra via che non solo sarebbe possibile, ma anche in fieri. Forse

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The Crisis of Civilization: Trailer from thecrisisofcivilization on Vimeo.

Altre informazioni qui. Qui invece il libro da cui il documentario è tratto, A user’s guide to the crisis of civilization: and how to save it di Nafeez Mosaddeq Ahmed.

Fra meno di un mese ci saranno le elezioni in Iran e uno dei candidati è Zahra, un personaggio a fumetti

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Zahra Presidente

Iran: Zahra, personaggio dei fumetti, miglior candidato alle presidenziali?, si chiede GlovalVoices con questo post:

Il pugno di ferro del regime Iraniano non concede alcuna possibilià di concorrere alle elezioni presidenziali ai candidati dell’opposizione, ma nel mondo virtuale, un nuovo personaggio dei fumetti è il difensore per una elezione libera e giusta.

Centinaia di Iraniani fiduciosi si sono registrati come candidati per rimpiazzare il presidente Mahmoud Ahmadinejad nelle prossime elezioni del 14 Giugno 2013 [en, come i link seguenti, eccetto dove diversamente indicato]. Il Consiglio dei Guardiani della Costituzione [it] nominerà la rosa dei candidati che parteciperanno di fatto.

Zahra Presidente. Molti ricordano ancora il massiccio movimento di protesta [it] che scoppiò dopo le elezioni del 2009. Il sito attivista United4Iran e il fumetto seriale online, Il Paradiso di Zahra, hanno lanciato la campagna virtuale ‘Zahra Presidente 2013′, per mettere a nudo la corruzione del sistema politico Iraniano attraverso la satira.

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Il poliziotto Gianni Pesce su Andreotti: “Mi sono scontrato con il suo sistema e la storia riconoscerà prima o poi le sue responsabilità”

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Radici e sangueUna settimana fa è trapassato uno dei personaggi simbolo della prima Repubblica, Giulio Andreotti. Di lui o, meglio, dei rapporti tra mafia e politica si occupò un poliziotto coraggioso, Gianni Pesce, che dall’argomento ha tratto alcuni romanzi, tra cui Radici e sangue, uscito nel 2010 e del quale si scriveva qui. Pesce, appresa la notizia della morte di Andreotti, ha scritto una mail a una radio nazionale che commentava l’accadimento e nel testo si legge:

Ho preso parte alle indagini sulla corrente andreottiana che hanno portato all’arresto dei cugini Nino ed Ignazio Salvo. Quasi tutti i colleghi e magistrati con i quali ho collaborato sono stati uccisi e in questa strage Andreotti ha avuto una parte predominante. Mi sono scontrato col suo sistema di potere basato sul posizionamento di mele marce, e quindi ricattabili, nel complesso amministrativo-giudiziario dello Stato in ogni ganglio importante delle varie strutture, cancellando di fatto il merito. Il veleno che ha sparso in Italia ha generato la distruzione del sistema etico in oltre mezzo secolo di pratica costante. Ho scritto dei libri su questo, che senz’altro lui ha letto ma si è ben guardato dal querelarmi.

Si continua a sostenere che sia stato assolto ma non è vero: è stato riconosciuto colpevole di avere strettissimi rapporti con Cosa Nostra ma è stato in grado di far durare il processo per oltre venti anni ed ha approfittato della prescrizione, evitando la pena ma non la sentenza che lo ha inchiodato alle sue responsabilità. Mi aspetto dagli organi di informazione grandi lodi per lui, che ha come aggravante l’essere stato fornito di un cervello eccezionale e di nervi d’acciaio, ma la storia, prima o poi, riconoscerà le sue enormi responsabilità. Forse non è morto. È solo tornato a casa. Gianni Pesce.

Il messaggio del poliziotto non è stato letto tra tutti quelli giunti alla redazione dell’emittente radiofonica.

ERA – European Resistance Assembly: la tre giorni di Correggio per parlare di futuro, Resistenza e antifascismo

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ERA - European Resistance Assembly

Da venerdì 26 a domenica 28 aprile torna a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, ERA – European Resistance Assembly:

Donne ed uomini, protagonisti della Resistenza, porteranno a Correggio le testimonianze della loro lotta contro il nazismo, il fascismo, la guerra. Saranno tre giorni densi di appuntamenti, con incontri partigiani, feste e concerti, presentazioni di libri e dibattiti. Ragazzi da Germania, Italia, Austria, Svizzera e Francia presenteranno i movimenti antifascisti di oggi.

Il programma di dettaglio è disponibile qui. Tra gli ospiti, la partigiana olandese Mirjam Ohringer, il berlinese Hans Coppi, il figlio di Hilde e Hans Coppi, militanti comunisti dell’Orchestra Rossa (Rote Kapelle), e Lidia Menapace. L’organizzazione della tre giorni emiliana ha visto invece la partecipazione di Viaggio nella memoria – Il futuro non si cancella, Istoreco, Anpi, Materiale resistente e Comune di Correggio.

Beppe Grillo e le tre stampelle (spettacolo, massa e carnevale): in un ebook l’analisi di un fenomeno politico sull’attualità culturale

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Beppe Grillo: lo spettacolo, la massa e il carnevaleNella sua bibliografia, c’è Le radici della ‘ndrangheta, scritto a quattro mani con il magistrato Mario Andrigo. Ma da osservatore politico qual è, Lele Rozza ora torna nelle librerie (digitali) con l’ebook Beppe Grillo: lo spettacolo, la massa e il carnevale (Blonk) in cui si affronta il fenomeno politico per eccellenza dell’attualità politica italiana, il Movimento 5 Stelle. Anzi, si approfondisce la figura del suo leader, l’aspirante “dettatore” delle regole e dell’agenda setting (con frequenti esempi di successo):

In barba a tutti i refrain classici della politica – per cui solo la tv è veicolo vero di comunicazione – Grillo ha riempito le piazze facendo comizi/spettacolo in molte città d’Italia. Ha usato Internet (che non sposta voti), ha, abilmente invero, dribblato la stampa italiana, dimostrando che “mi si nota di più se non vengo” e guadagnando moltissimo spazio su tutti gli organi di informazione televisiva e radiofonica che ha snobbato. Ha lavorato qualche anno per costruire questo clamoroso successo – un successo che è diventato anche mediatico – continuando nella sua devastazione di tutti gli standard a cui eravamo abituati.

Un successo che poggia su tre enormi stampelle: lo spettacolo, la massa e il carnevale. Tre concetti che sono integranti la nostra cultura e il nostro modo di agire. Tre concetti che ho preso in prestito da altrettanti straordinari pensatori (Barthes, Canetti e Bachtin) e che consentono, forse, di tracciare le linee per spiegare come sia stato possibile raggiungere così tanti cuori. Come sia stato possibile costruire, almeno per un po’, un’Italia diversa da come ce la si sarebbe aspettata.

Qui si può leggere il primo capitolo del libro elettronico.

E le suffragette marciarono per le strade di Washington. A un secolo di distanza su “The Atlantic” la storia per immagini di quel giorno

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Program for the 1913 women's suffrage procession

Il 3 marzo 1913, cento anni fa, a Washington sfilavano per la prima volta le donne della National American Woman Suffrage Association per rivendicare il diritto di voto. Organizzato da Alice Paul (qui un suo ritratto), l’evento portò per le strade della capitale degli Stati Uniti circa ottomila persone, incluse quelle che marciarono in modo originale tra carri allegorici e costumi. Ma soprattutto c’era una nutrita rappresentanza di cittadini che andò ben oltre le suffragette. A distanza di un secolo dall’evento, il giornale The Atlantic ha radunato ventiquattro fotografie dell’epoca conservate dalla Biblioteca del Congresso e ha fatto una storia per immagini di quel giorno.

Uno scatto dal 2008 dell’olandese Visser: le proteste a Belgrado dopo la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo

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Protest in Belgrade

Era il 21 febbraio 2008 quando il fotografo olandese Dirk-Jan Visser ha scattato questa immagine. Quattro giorni prima il Kosovo aveva dichiarato la propria indipendenza e alcuni partiti avevano organizzato manifestazioni nella capitale serba Belgrado. Adesso il sito Verve Photo – The new breed of documentary photographers ripropone lo scatto e la storia che reca con sé.

L’accento al posto giusto: l’appello dell’Anpi ai partiti per le politiche 2013

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Prodotto dal comitato provinciale di Siena, l’appello dell’Anpi per le elezioni politiche italiane del 24 e 25 febbraio 2013 parte da una constatazione: alla parola memoria, è stato cambiato l’accento e la parola si è trasformata così in “memorìa”, il Paese dove la memoria muore. Dunque ecco quali richieste vengono avanzate:

Chiediamo ai partiti su assumere un impegno solenne, per il bene e il futuro dell’Italia, sui principi e sui valori […] dei quali sembra essersi persa memoria. Rivolgiamo anche un appello alle cittadine e ai cittadini perché facciano in concreto quanto necessario per il rinnovamento del Paese, rendendosi conto che la sovranità popolare non ha senso alcuno se i titolati non la esercitano. Da ciò un invito forte alla partecipazione e alla manifestazione della propria volontà attraverso il voto.