“Radici e sangue”: il romanzo di Gianni Pesce che racconta la vera storia sull’origine delle indagini su mafia e politica

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Radici e sangueQuesta è la storia di un’inchiesta su mafia e politica quando i due termini non potevano ancora essere accostati. Ed è una storia vera che porta a un’ecatombe, con gli omicidi del giudice struttore Rocco Chinnici e dei poliziotti Beppe Montana e Ninni Cassarà (seguiranno quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino), dopo che negli anni precedenti il filo dei soldi di cosa nostra, che si iniziava a seguire, avvicinava troppo alle stanze dei bottoni e a quelle dei banchieri (o bancarottieri). E così erano già stati ammazzati il capo della squadra mobile di Palermo Boris Giuliano (1979) e gli ufficiali dei carabinieri Emanuele Basile (1980) e Mario D’Aleo (1983).

Questa storia è raccontata in un libro uscito nell’autunno 2010, Radici e sangue. Lo firma Gianni Pesce, un funzionario che nel romanzo si chiama Mari e che a Cagliari viene messo a capo di un commissariato decentrato perché già aveva dato fastidio. È il racconto di un’inchiesta che lo vede chiamato in causa in prima persona, dato che fu lui a coordinare un lavoro contro il traffico di stupefacenti sbarcato in Sardegna per il tramite diretto di cosa nostra.

Chi rappresenta questo tramite – un pregiudicato all’apparenza ripulito – decide di avviare un percorso di collaborazione che, ben prima del pentimento di Tommaso Buscetta, fa i nomi dei protettori politici sull’isola (Salvo Lima, i cugini Salvo e Vito Ciancimino) e nella capitale (il leader della corrente democristiana chiamata Primavera, Giulio Andreotti). Il tutto corredato da talpe a Palermo e Roma, da sezioni della Cassazione presiedute da giudici compiacenti e da ordini cavallereschi che dentro e fuori Italia fanno da camera di compensazione di ambienti diversi ma con interessi convergenti.

Scrive l’autore all’esordio del libro:

Mi sento in dovere di avvertire il lettore che questa volta il racconto, sempre basato su avvenimenti effettivamente vissuti, si dipana in un necesario intreccio in cui alla realtà si assomma il parziale uso di pseudonimi, una piccola dose di fantasia e qualche indispensabile cortina fumogena che impedisca il filtrare di informazioni tuttora cariche di notevole potenziale distruttivo.

In coda al romanzo – un’opera di docuficton che meriterebbe ben più attenzione di quella che ha avuto e che è del tutto compatibile con ricostruzioni giudiziarie e giornalistiche sul periodo in cui muovevano i primi passi per istruire il maxiprocesso di Palermo – chiude così Gianni Pesce:

Nonostante tutto questo il senatore a vita siede ancora nei banchi del parlamento italiano e un’attenta e ben governata opera di disinformazione ha fatto sì che la maggior parte dei cittadini di questo disgraziato Paese creda in buona fede che sia stato assolto da ogni accusa, vittima incolpevole della persecuzione degli inquirenti, e che sia celebrato in convegni trasmissioni radiotelevisie, interviste e scritti come un eroe dei nostri tempi. Non è così.

5 thoughts on ““Radici e sangue”: il romanzo di Gianni Pesce che racconta la vera storia sull’origine delle indagini su mafia e politica

  1. piero

    …mafia e politica quando i due termini non potevano ancora essere accostati…
    eh, come cambia le cose il tempo…

  2. Carlo Pesce

    Sono il figlio dell’autore di Radici e sangue. Ci tengo a ringraziare di cuore Antonella, la quale è una delle pochissime persone operanti nella carta stampata che si siano interessate al libro ed alla drammatica vicenda che viene narrata. Da anni sto cercando di trovare qualcuno che dia voce ad una significativa storia rimasta sconosciuta, ma fin’ora ho avuto pochissimi riscontri, e tutt’oggi non c’è un editore disposto a sposare questa causa. Il libro è infatti prodotto da mio padre a sue spese, chi volesse acquistarlo o anche solo rivolgere domande all’autore puo’ scrivere al suo indirizzo mail:SALONDRA@HOTMAIL.IT, oppure visitare il sito GIANNIPESCE.WEEBLY.COM. Grazie ancora Antonella: tu sei la dimostrazione di come oggi ancora esista chi esercita la professione di giornalista e scrittore con convinzione, coraggio ed onesta’. Carlo Pesce

  3. Filippo Lamberti

    Ho letto il libro e gli altri tre dell’autore Gianni Pesce che conosco personalmente, così come pure il figlio Carlo.
    Ritengo che il libro Radici e sangue sia una vera e propria denuncia di un funzionario della Polizia di Stato
    oltre che contro la MAFIA classica contro certa M A F I A cosiddetta dei “colletti bianchi” che ha, dal secolo scorso gestita e manovrata la prima, servendosene, al contrario di quanto certa filmografia “romantica” ha sempre propinato a spettatori sprovveduti!…
    E’ da sempre il leit-motiv, non soltanto delle vicende italiche ma, la MAFIA da sempre la più grande industria multinazionale che assume sempre e non risente di crisi economiche, è in ogni angolo della Terra da condizionarne l’economia, la politica e l’attività ludica!…
    Spero che il libro di Gianni Pesce, frutto di una VERA STORIA PERSONALE, mettendo a repentanglio non soltanto la propria vita ma, quelle anche dei propri cari, abbia il giusto riconoscimento e che soprattutto apra le “segrete” del POTERE politiko mai scardinate e soltanto scalfite!…..

  4. Nadia Zolezzi

    ho visto circa un mese fa la presentazione del libro, a Sestri Levante, c’erano studenti portati da una prof e altre persone. E’ un libro che deve esser studiato a scuola, del resto i meccanismi del libro riguardano senz’altro anche altre vicende, mi ha fatto venir in mente il libro che Travaglio scrisse sull’inizio delle fortune di Silvio Berlusconi, sul quale il 23 marzo in molte piazze verrà fatta una manifestazione per l’inellegibilità, a seguito di una raccolta firme di 230mila cittadini..cosa che mi pare la Tv non abbia segnalato…
    spero nel processo del 27 maggio a Palermo, la mafia può essere efficacemente combattuta.

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