Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


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Storm over Italy, Polesine, 1951

Italia. La fabbrica degli scandaliQuesto testo è un estratto del capitolo “Immobili, opere pubbliche e altri disastri” contenuto nel libro scritto con Gigi Marcucci Italia. La fabbrica degli scandali (Newton Compton). Dai disastri edilizi ai danni idrogeologici il passo fu breve. Sosteneva il 30 gennaio 1973 il senatore Gerardo Chiaromonte: «Non esiste in Italia materia più studiata e approfondita di quella che riguarda la difesa del suolo. Esistono biblioteche intere piene di libri, di inchieste, di relazioni: cosa dobbiamo ancora conoscere?». Eppure, dagli albori della prima Repubblica alle cronache dell’estate 2014, la storia italiana è stata percorsa da catastrofi – 170 alluvioni, la maggior parte nel periodo autunnale – di cui a livello di dibattito pubblico si parlò, ma non con l’enfasi che sciagure del genere avrebbero meritato.

Inondazioni come quelle avvenute tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta in Campania (2 ottobre 1949, con l’esondazione dei fiumi Volturno e Calore, evento definito «una specie di Pompei delle acque») e in Calabria (22 ottobre 1951, 100 vittime, con tragica replica due anni più tardi lungo la costa ionica) furono di fatto archiviate tra la disattenzione generale. Più clamore suscitò l’alluvione del Polesine, nel novembre 1951, a cavallo tra le province di Rovigo – quella più colpita dall’espansione improvvisa delle acque del Po insieme al Ferrarese, Mantova e, in parte, al basso Veneziano – e di Venezia.
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Il caporalato nella tarda modernita'Quello del sociologo e senatore Pietro Alò non è stato solo argomento di studio di una vita, ma una dimensione che risaliva alla sua origine, figlio di una famiglia contadina pugliese. Il caporalato, per lui, è diventato tema della tesi di laurea in scienze politiche e poi oggetto di indagini nella commissione d’inchiesta a questo fenomeno dedicata dal 15 aprile 1994 all’8 maggio 1996, nel corso della dodicesima legislatura. Ma anche approfondimento di un libro uscito cinque anni dopo la sua morte, avvenuta nel 2005 (la pubblicazione del volume è invece del 2010), e intitolato Il caporalato nella tarda modernità – La trasformazione del lavoro da diritto sociale a merce (Wip Edizioni). Una trasformazione che l’incidere del tempo, delle tecnologie produttive e dell’evoluzione del mercato del lavoro non ha modificato in sé, se lo si intende come forma di sfruttamento che annienta chi ne è vittima. Semmai quel fenomeno è stato al passo altri cambiamenti, come la progressiva sostituzione degli italiani con i migranti o la gestione mafiosa – sia autoctona che straniera – della manodopera schiavizzata.

Sistema illecito di reclutamento per lavori agricoli stagionali sottopagati. La definizione del termine caporalato, contenuta nel dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti, risale al 1978. E nel corso degli anni ha dovuto essere corretta perché, dai campi, il fenomeno si è esteso a molti altri settori. Ci sono gli scantinati degli italiani in cui in Campania si produce merce contraffatta e lo stesso avviene dei laboratori cinesi distribuiti nelle Chinatown di tutto il Paese, a Milano come a Bologna e a Prato. C’è l’industria del turismo che ogni estate accoglie in riviera villeggianti da tutto il mondo e ingaggia ragazzi non regolarizzati facendo della Romagna, della Versilia, della Liguria o delle coste calabresi un tutt’uno di sfruttamento, quando non di vera e propria prigionia nel caso degli stranieri che arrivano dai confini extra Schengen e a cui vengono sequestrati i documenti.

E e poi ci sono gli ultrellacinquantenni italiani, quelli espulsi dal mercato del lavoro e con scarse possibilità di rientrarvi, divenuti i nuovi obiettivi del caporalato. Vengono assorbiti in primis nella logistica e nei trasporti da cooperative «spurie» (forme di collocamento illegale a cui va tra il 30 e il 50 per cento dei compensi dei lavoratori), percepiscono un compenso che oscilla tra i 3,5 e i 4 euro all’ora e i loro turni di lavoro possono arrivare fino a 12 ore non scendendo in genere sotto le 10. Sono i nuovi poveri a rischio schiavitù che, secondo la Cgil, possono diventare un fenomeno destinato a consolidarsi se non si interviene per stroncarlo.

Continua a leggere sul sito dell’Associazione il manifesto in rete (qui e qui) oppure su Inchiesta online

Storia dello stupro e di donne ribelliEnzo Ciconte, già importante studioso del fenomeno ‘ndranghetista, sta per uscire con un nuovo libro, pubblicato da Rubbettino Editore. Il volume, 388 pagine, si intitola Storia dello stupro e di donne ribelli:

Lo stupro non esiste. L’hanno detto in tanti; una folla di tutte le età e condizioni sociali, vecchi e giovani, ignoranti e colti. Dicevano: se la donna non vuole, l’uomo non riesce a violarla. La violenza? È la donna che la cerca. Tutto ciò non è vero. L’autore, con l’aiuto delle carte di migliaia di processi, ci fa incontrare donne che hanno avuto il coraggio di portare in giudizio gli stupratori che non hanno accettato di ritirare la denuncia in cambio di denaro o del matrimonio riparatore; ci descrive uomini violenti e padri incestuosi, ma ci fa scoprire altri uomini – i parenti delle vittime – che non si vendicano uccidendo, ma ricorrono alla giustizia; ci presenta giudici – tutti uomini – che emettono sentenze sorprendenti. Pagine dense e scorrevoli che delineano una nuova storia di donne e di uomini: francesi, inglesi, sammarinesi, settentrionali, meridionali, calabresi. Una storia in gran parte sconosciuta.

La data d’uscita del libro è fissata per il prossimo 8 ottobre.

Italia. La fabbrica degli scandaliScritto a quattro mani con Gigi Marcucci, esce il prossimo 9 ottobre il libro Italia. La fabbrica degli scandali per Newton Compton ed è una storia composta da tante storie:

La storia italiana non coincide necessariamente con quella del malaffare, ma forse può essere raccontata – più che in altri Paesi – attraverso intrighi politici, mediatici e istituzionali che di solito vengono sintetizzati da una sola parola: scandalo, appunto. Spesso, però, il turbamento della coscienza collettiva cede il posto all’assuefazione, favorita anche dal controllo dei mezzi di informazione. Un potere costituito che scende a patti con l’illegalità ha caratterizzato fin dall’inizio il Regno d’Italia, ma certo non ne sono stati immuni né la Repubblica, né alcuni ambienti ecclesiastici, tanto che la fabbrica degli scandali continua anche oggi a lavorare a pieno regime. Alla sonnolenza del periodo di incubazione degli scandali, sono spesso seguiti bruschi risvegli, vampate di rabbia, scossoni istituzionali, ma non si è ancora riusciti a debellare quello che erroneamente viene definito un tratto distintivo dell’italianità, ed è invece una pratica consolidata di circoli tutto sommato ristretti ma molto influenti. E intanto gli ingranaggi del malcostume e della corruzione seguitano a girare incessantemente.

Qui ulteriori informazioni.

Vita di un matematico napoletanoIl medico e scrittore Roberto Gramiccia esce per Editori Eir con la nuova edizione di un libro su un personaggio interessante. Il libro si intitola Vita di un matematico napoletano e il personaggio è Renato Caccioppoli:

Renato Caccioppoli è stato uno dei grandi personaggi del ’900 italiano. Matematico geniale e cattedratico anticonformista, amatissimo a Napoli, sua città natale, è stato anche un magnifico pianista e un cultore di tutte le arti. Nipote dell’anarchico Mikhail Bakunin, spirito libertario e inquieto, il ruolo politico svolto nella lotta antifascista prima e in quella per la pace poi, sarà la testimonianza di un impegno irriducibile liberato da ogni retorica. La sua sarà una vita eccentrica, in cui il disordine finirà per essere piegato agli scopi della ricerca del vero e del bello, fino ad assumere dignità di metodo. Vivere senza riprendere fiato sarà il suo modo di esistere anche nelle molte e importanti relazioni umane e sentimentali, sino al suicidio avvenuto l’8 maggio del 1959 e raccontato nel film di Mario Martone “Morte di un matematico napoletano”. Il libro non si occupa di acquisizioni scientifiche – a queste è dedicata l’appendice – ma di un’esistenza tormentata e affascinante dalla quale deriva la sintesi di un pensiero critico di irresistibile energia e attualità.

Le stragi della vergognaOggi è un giorno particolare. Per scovarne il motivo, la memoria deve tornare indietro di 70 anni, al 12 agosto 1944, quando i tedeschi della 16ma SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS e i loro italianissimi collaboratori fascisti fucilarono 560 persone – di cui 130 bambini – a Sant’Anna di Stazzema per emularsi nei giorni successivi via via che raggiungevano le località limitrofe. Moltissimo tempo dopo – correva già da qualche anno il primo secolo del nuovo millennio – uno scampato a un’altra strage disse a un avvocato: “Vedi quel fiore, senti il suo profumo? [...] Avevo sei anni quando vidi uccidere la mia famiglia. Spararono anche a me ma, non so come, sono sopravvissuto. Sono rimasto però dentro un rovo di spine ed è solo raccontandotelo che posso uscire dal ricordo”.

Alle vittime – 15 mila – degli eccidi nazi-fascisti del biennio 1943-1944 a lungo è stata negata la verità. Lo si è fatto addirittura inventando una formula giudiziaria che nell’ordinamento italiano – militare o civile che fosse – non esisteva, quella dell’”archiviazione provvisoria” che faceva il paio con la “secretazione” della verità su quanto accadde in quegli ultimi anni della seconda guerra mondiale. I fascicoli d’indagine che si sarebbe voluto soffocare, zittire forse per sempre, erano 695, nutriti da centinaia di faldoni e a loro volta composti da talmente tanti documenti da sembrare impossibili da contare. Tutti insieme – fascicoli, faldoni e documenti – sono stati chiusi nell’”armadio della vergogna”, le cui ante si sono dischiuse solo nel 1994 in una stanza del romano palazzo Cesi-Gaddi.

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Un solo erroreContiene uno scritto di Carlo Lucarelli, uno di Andrea Speranzoni e uno mio il booklet che accompagna il cofanetto con il dvd Un solo errore. Bologna 2 agosto 1980, pubblicato e distribuito dalla Cineteca di Bologna e che a giorni sarà disponibile nelle edicole, nelle librerie e nelle videoteche. E questi i suoi contenuti:

Bologna, 2 agosto 1980. Il più feroce attentato della storia repubblicana, il cinico tentativo di abbattere la democrazia, un sanguinario colpo contro la popolazione inerme che sta partendo per le vacanze. I terroristi commettono un solo errore: aver scelto Bologna come obiettivo. I soccorsi sono immediati, la città manifesta il proprio sdegno e da subito si leva la richiesta di verità e giustizia. Le indagini dei magistrati bolognesi e l’impegno dell’Associazione dei familiari delle vittime conducono per la prima volta ad individuare e condannare gli esecutori materiali di una strage in Italia. Dal lutto nasce un’idea di società civile, antidoto alle trame occulte che ancora oggi avvelenano la nostra democrazia.

Continua qui.

Stamina. Una storia italianaPresentato ieri a Roma, il libro Stamina. Una storia italiana di Donata Lenzi e Paola Benedetta Manca (Editori Riuniti) fa il punto su una più che controversa vicenda troppo legata alle speranze di persone affette da malattie gravissime e degenerative. Un’importante occasione, dunque, per muoversi oltre le cronache:

Più di 500 ordinanze della magistratura civile, indagini penali in corso, i Tar, comitati insediati e poi cancellati, sperimentazioni mai partite, leggi che decidono cure, leggi inapplicate, centinaia di ore di trasmissioni televisive. Gli scienziati contro (molti), quelli pro (pochi). Tutti ruotano intorno a un metodo di cura, il cosiddetto “metodo Stamina”, che non si sa cosa sia ma accende molte speranze e molti interessi, e la cui fortuna si deve all’abilità del promotore, il professore di psicologia Davide Vannoni, capace di sfruttare al meglio falle e debolezze del sistema sanitario. Più forte di tutto, la forza della disperazione dei malati e delle loro famiglie che hanno deciso, contro tutti e tutto, di credere. Questa è la storia del metodo Stamina ricostruita da Donata Lenzi, deputata e componente della Commissione affari sociali, e da Paola Benedetta Manca, giornalista. Una storia dove le responsabilità sono molte ma tutti hanno una scusa per non assumersele e dove non si arriva mai alla fine. Una storia molto italiana.

Sul libro se ne può leggere ancora qui.

Confessioni di un trafficante di uominiEstate fitta di letture, quella che si preannuncia in questi giorni. Da mettere nella lista dei libri c’è infatti Confessioni di un trafficante di uomini del criminologo Andrea Di Nicola e del giornalista Giampaolo Musumeci (Chiarelettere), più che mai attuale rispetto alle cronache che provengono da sud e ai contenuti delle intercettazioni pubblicate in questi giorni:

Mentre contiamo i morti e i cadaveri diventano sempre più fredde statistiche, dall’altra parte del Mediterraneo, o in luoghi lontani e al sicuro, i trafficanti di migranti contano i soldi. Cercano nuovi clienti. Studiano nuovi modi per forzare e violare la fortezza Europa che è sempre più chiusa. Un viaggio sulle rotte dei trafficanti e le loro parole raccolte per la prima volta in presa diretta permette di svelare le regole della più spietata agenzia di viaggi del mondo. Capire è il primo passo per provare a fermare quello che sta accadendo.

Un modo per ripercorrere di nuovo anche la storia di Samia Yusuf Omar, l’atleta somala non sopravvissura a una disperata traversata del Mediterraneo.

Le stragi della vergogna Prende vita con il libro Le stragi della vergogna di Andrea Speranzoni una nuova collana di Editori Riuniti EIR che si chiama “Segreti di Stato”. Una collana, diretta dallo stesso Speranzoni e da Silvia Buzzelli, con ottime premesse:

Segreti di Stato intende «spazzolare la storia contropelo», per usare una celebre locuzione di Walter Benjamin: vale a dire, restituire alla narrazione della storia lo sguardo non del «carro trionfante dei vincitori» ma della tradizione degli oppressi, riconoscere lo stato di emergenza in cui ci troviamo a vivere. Rovistare nelle pieghe più nascoste della nostra storia più o meno recente, far guizzare balenii improvvisi di luce sulle pagine rimaste oscure o irrisolte, lampi di verità per rendere giustizia a tanti accadimenti trasfigurati o abbandonati all’oblio. La collana ospiterà dunque testi di figure autorevoli del nostro presente su casi giudiziari spinosi, eccidi o crimini di guerra che rimangono senza voce, biografie di singoli o eventi ancora non raccontati degli ultimi decenni del nostro Paese o del mondo, enigmi indecifrati o violazioni dei diritti che appartengono all’intera umanità.

Tra le prossime uscite per “Segreti di Stato”, a breve un libro sulla strage dell’Italicus (4 agosto 1974) scritto da Paolo Bolognesi e Roberto Scardova. In autunno, invece, sarà la volta delle bombe romane del 12 dicembre 1969, scoppiate a ridosso di quella esplosa a Milano, in piazza Fontana, e di un testo sulle “strategie della tensione”. Seguirà poi un volume di Armando Spataro sul caso del 2003 dell’imam Abu Omar, rapito illegalmente da uomini della Cia con la collaborazione dei servizi italiani.

In merito invece al volume Le stragi della vergogna, va detto che il suo autore, Andrea Speranzoni, è un avvocato bolognese che a lungo si è occupato di crimini nazisti. E proprio di questo parla il suo libro:
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Il caso CalviQuesto testo è uscito nel giugno 2012 come postfazione al libro a fumetti Il caso Calvi (BeccoGiallo), sceneggiato da Luca Amerio e Luca Baino e illustrato da Matteo Valdameri. È la ricostruzione degli ultimi giorni e delle possibili ragioni della morte del banchiere Roberto Calvi, il presidente del Banco Ambrosiano ritrovato nelle ore del mattino del 18 gugno 1982 senza vita sotto un ponte londinese. Non un suicidio, come si cercò di accreditare quella morte, ma un delitto rimasto impunito. Gli anni, nel frattempo, sono diventati 32 mentre i nodi irrisolti sono rimasti sostanzialmente gli stessi.

Trent’anni. Tanti ne sono trascorsi da quel 18 giugno 1982 quando venne ritrovato un corpo issato sotto il ponte dei Frati Neri di Londra. Il cappio, una corda in fibra sintetica di colore arancione, diventò sbrigativo sinonimo di suicidio, suffragato nel giro di pochi giorni dal verdetto del coroner britannico. Ma oggi l’unica certezza è che si sbagliavano i giurati che, in cinque su sette, votarono per una morte provocata da un’impiccagione antoinferta.

Del resto non fu solo la famiglia Calvi a non credere fin da subito a quella provvidenziale (e spacciata come volontaria) uscita di scena. Il presidente del Banco Ambrosiano non era infatti un banchiere qualunque. Era così poco qualunque che a Londra, così come in qualsiasi altro Paese che non fosse l’Italia, non avrebbe dovuto trovarsi. Poco tempo prima, infatti, era stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione e a una multa da quindici milioni di lire per reati valutari e di lì a poco sarebbe iniziato l’appello. Un processo nel corso del quale, si temeva da più parti, Roberto Calvi avrebbe potuto raccontare inconfessabili retroscena della finanzia cattolica e laica, intrecciata al finanziamento di operazioni criminali per una classe politica fin troppo impastoiata con corruzione, coltivazione di posizioni personali e piduismo, utile camera di compensazione per interessi tanto eterogenei quanto convergenti.
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Una lettura che si preannuncia interessante è quella che reca la firma del giornalista Ugo Maria Tassinari. Si tratta del libro in uscita per Edizioni Sì di Cesena e intitolato, senza troppe possibilità di fraintendimento sul contenuto, Napolitano. Il capo della banda:

Da dove viene, quali sono le idee, quali sono le frequentazioni del nostro presidente della Repubblica? Perché è diventato il Grande Vecchio di un regime corrotto, controllato da poteri occulti e centrali estere, finanziarie e politiche? Perché ha potuto muoversi ben oltre la lettera e lo spirito della Costituzione, godendo di ogni appoggio e copertura da parte dei maggiori leader politici italiani e stranieri? Perché Kissinger lo considera ‘il suo comunista preferito’? Perché sostiene il Nuovo Ordine Mondiale, considera la scelta dell’euro irreversibile, ritiene l’alleanza fra destra e sinistra la naturale evoluzione dei sistemi politici parlamentari? Perché ha fatto distruggere i nastri delle sue telefonate con Mancino invece di renderle pubbliche? Perché ha fatto cadere Berlusconi, nonostante la lunga alleanza, perché sceglie i presidenti del consiglio senza riguardo alla volontà popolare? Perché… Ai molti perché legati alla sua carriera ormai sessantennale risponde con puntualità questo libro tanto chiaro quanto documentato.

La prefazione è del “il reporter per caso” Salvo Mandarà

Spiritus TempliDi Paolo Negro si era scritto diverso tempo addietro, quando era uscito il volume Filmgate – Come Berlusconi ha ucciso il cinema italiano. Si trattava di un libro-intervista al produttore Silvio Sardi a proposito della compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset e Mediatrade. Adesso, invece, si lasciano gli ambiti della saggistica per passare a quelli del romanzo storico con Spiritus Templi (Arkana Editore), presentato oggi al Salone del libro di Torino.

L’ambientazione temporale è quella del XIV secolo e il contesto di guerre – dichiarate o sottaciute – non solo di religione, ma soprattutto di saperi. Saperi che comprendono due manuali di navigazione verso la Costa di Dio, filosofia e teologia medievali, riferimenti all’architettura dell’epoca che portava alla costruzione delle grandi cattedrale europee, come Chartres e Notre Dame. Il tutto integrato con qualche immagine di mappe e disposizioni geografiche che corredano la parte iniziale del testo. Un testo che racconta di una fuga che è anche un viaggio attraverso paesaggi sovrastati da un’atmosfera alla Blade Runner più che ante litteram. Ma soprattutto un testo che risulta un condensato di storia e cultura affidate alla narrazione dei personaggi che ne discutono via via che le pagine scorrono.

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  • Storia delle spie di Paul SimpsonEsce oggi un libro che mi ha offerto due opportunità. La prima è di collaborare per la prima volta con una casa editrice che ho sempre stimato, Odoya, per la qualità del suo catalogo. La seconda è di poter introdurre e integrare con un capitolo conclusivo sul Datagate (dato che il testo è uscito in lingua originale nel gennaio 2013) il lavoro di Paul Simpson, uno degli autori del sito Sci-Fi Bulletin. Il libro, che sarà in libreria il prossimo 30 aprile, si intitola Storia delle spie e parte dalla guerra fredda:

    Dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi il mondo è cambiato profondamente e con esso anche l’arte dello spionaggio. Paul Simpson ci racconta come le spie abbiano reagito alle nuove minacce internazionali e cosa sia cambiato, sia sul piano tecnologico che su quello strategico in ambito bellico durante gli ultimi cinquant’anni.

    Gli affascinanti dettagli delle vere vite delle spie, da quelle più famose a quelle che nell’ombra, da ogni lato della Cortina di ferro fino alle ultime operazioni segrete della guerra al terrore, hanno influito sulle scelte dei governi. Unico nel suo genere, il libro arricchisce questa panoramica sul moderno spionaggio con la descrizione degli aspetti tecnici dell’intelligence e con precisi approfondimenti su operazioni compiute nel corso dei maggiori conflitti internazionali.

    Le vicende personali delle singole spie rendono il libro emozionante e da leggere tutto d’un fiato; attraverso congegni, trappole e omicidi, Paul Simpson ci guida alla scoperta delle verità celate dietro agli uomini che hanno nutrito il comune immaginario, da George Smiley a Jason Bourne.

    Continua qui.

    Le catene della sinistraIniziamo dal sottotitolo “Non solo Renzi. Lobby, interessi, azionisti occulti di un potere immobile”. È quello che accompagna il titolo del libro scritto dal giornalista Claudio Cerasa, Le catene della sinistra (Rizzoli). E così si presenta il volume:

    Quali sono le grandi catene che tengono la sinistra immobilizzata? Quali i poteri e le lobby da cui si deve emancipare per conquistare il Paese? Come può la sinistra trasformare, in Italia e nel resto d’Europa, le esperienze di grande coalizione in uno strumento utile a riscrivere le proprie coordinate e a trovare un collante diverso dalla semplice parola “anti”? Se la sinistra continua a regalare autostrade a Beppe Grillo e a offrire praterie a Silvio Berlusconi è a causa di queste catene. Ma com’è accaduto tutto ciò? Questo libro nasce per descrivere la vera sfida dell’era di Matteo Renzi, per spiegare quali sono le caste degli intoccabili che l’hanno trasformata in un salotto simile al Consiglio di sicurezza dell’Onu: laddove cioè è sufficiente che uno degli invitati dica un “no” per bloccare tutto e lasciare impantanata l’Italia. “La sinistra non sarà mai adatta a guidare il paese fino a che non prenderà le cesoie e spezzerà le catene che la rendono prigioniera e che l’hanno trasformata in una forza a difesa della conservazione”. L’inchiesta di Cerasa denuncia [...] con nomi, cognomi, interviste, storie e retroscena inediti, le malefatte, i legami incestuosi e i malintesi politici che hanno portato la sinistra ad annientarsi da sola.

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