Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

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Come funzionano i servizi segreti di Aldo GiannuliDi certo Aldo Giannuli un effetto lo ottiene, con il libro Come funzionano i servizi segreti – Dalla tradizione dello spionaggio alle guerre non convenzionali del prossimo futuro, pubblicato poche settimane fa per Ponte alle Grazie. L’effetto primo è quello di sfogliare le pagine dei giornali e guardare il piccolo schermo televisivo con (se possibile) maggior scetticismo di prima.

Il motivo è presto detto e lo spiega bene l’autore nelle pagine del volume: il peso che gli apparati di intelligence hanno avuto e hanno tutt’oggi sul sistema dell’informazione mainstream è molto più esteso di quanto non si possa pensare. Che questo peso sia però poco recepito a livello di opinione pubblica trova una duplice spiegazione: da un lato, si deve guardare nell’intrinseca natura di un struttura di sicurezza, che deve far parlare poco di sé; dall’altro, invece, l’azione dei servizi segreti rimane un ambito poco sondato perché gli storici e gli accademici se ne sono occupati in via marginale.

Sbagliando, precisa Giannuli. È infatti opinione diffusa che non sia possibile conoscere modalità operative e analitiche dei servizi proprio per la loro compartimentazione rispetto al resto della società. Ma questa impenetrabilità è solo apparente: se la pubblicistica è infatti poco fitta (un’opera di analogo spessore è I servizi segreti in Italia. Dal fascismo alla seconda Repubblica di Giuseppe de Lutiis, uscita per Editori Riuniti nel 1998 e non più in commercio), c’è altra documentazione che si può studiare. In primis gli atti giudiziari che, ripercorrendo singole vicende, come lo stragismo degli anni di piombo, indicano in modo piuttosto dettagliato come i servizi abbiano giocato il proprio ruolo. Un ruolo non sempre a garanzia dei cittadini.
(more…)

Il fioraio di PeronPubblicando con Stampa Alternativa, di questo libro era da un po’ che sentivo parlare e mi incuriosiva parecchio. Ora è in uscita. Si intitola Il fioraio di Peron ed è stato scritto da un autore davvero bravo, Alberto Prunetti (per averne conferma si provi a leggere il suo Potassa e gli articoli per Carmilla). Ecco di che parla:

L’Argentina di ieri e quella di oggi, unite da una Storia che, tra crisi e trasformazioni, resta pervicace nelle sue linee di fondo e in cui il peronismo riemerge periodicamente quale collante politico e culturale di una nazione. Nazione ben strana, del resto, in cui apparente spensieratezza italiana e apparente tragicità spagnola hanno dato luogo a una curiosa sintesi, che differenzia il paese da tutto il resto dell’America Latina. Il romanzo narra episodi in gran parte veri, ma ciò è irrilevante: ciò che è vero al di là di ogni dubbio è il contesto umano e sociale che, nel narrare la vicenda di un fioraio italiano giunto vicino alle sedi del potere, e quella parallela di un erede che ne cerca le tracce, Alberto Prunetti mette in evidenza. Con un linguaggio terso e incisivo, in cui piccoli dettagli, rapide annotazioni, osservazioni di poche righe assurgono a sintomi di un dramma più vasto. Il simbolo più significativo di tutto ciò è la Casa Rosada, così chiamata – impariamo – perché tinta con sangue bovino all’epoca della costruzione. Un colore tenue e piacevole, dunque, che allude a una crudeltà sempre pronta a trasudare, fatta di prepotenza e pulsioni autoritarie. La complessa realtà argentina non poteva essere descritta meglio.

La fine del copyrightE già che si segnalano libri interessanti (anche se in questo caso per altri motivi), sempre per lo stesso editore sta uscendo anche La fine del copyright di Joost Smiers e Marieke van Schijndel:

Quando sono pochi conglomerati internazionali a controllare saldamente il bene comune della comunicazione e della produzione culturale, è a rischio la democrazia stessa. La libertà di comunicare che spetta a ciascuno di noi e il diritto individuale di partecipare alla vita culturale della propria comunità (come sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) non possono non indebolirsi davanti al diritto esclusivo assegnato dall’odierno copyright a un pugno di manager e investitori, guidati unicamente dai propri interessi ideologici ed economici.

NebbiaGialla 2010

Dal 5 al 7 febbraio 2010 torna il festival NebbiaGialla di Suzzara (Mantova), giunto alla quarta edizione. Per dare un’occhiata al programma, la pagina è disponibile qui.

Santa mafia di Petra ReskiPoco tempo fa era stata la volta A Milano comanda la ‘ndrangheta, scritto da Davide Carlucci e Giuseppe Caruso e uscito lo scorso settembre per Ponte alle Grazie. Sempre in tema di criminalità calabrese (ma non solo), per l’editore Nuovi mondi, è stato pubblicato anche un altro libro di recente, Santa mafia – Da Palermo a Duisburg: sangue, affari, politica e devozione della giornalista tedesca Petra Reski.

La ricostruzione di un mosaico di luoghi, persone e vicende che parte dalla Sicilia e sale seguendo le rotte della criminalità: Calabria, Campania, su fino al ricco nord-est. E poi ancora oltralpe, nella sua Germania, terra di elezione della mafia, dove non esiste il reato di associazione mafiosa e non sono ammessi l’uso intensivo delle intercettazioni e la confisca dei beni. Nell’edizione originale il libro è uscito censurato per volontà dell’autorità giudiziaria tedesca, intervenuta su richiesta di alcuni personaggi i cui nomi sono ben noti perché figurano nelle informative di polizia (sia italiane che tedesche), nei documenti giudiziari, in numerosi resoconti giornalistici. Tuttavia, di loro non si può parlare in un libro; la gente deve continuare a ignorare il problema. L’edizione italiana poteva scegliere di eliminare semplicemente queste parti del testo; invece ha deciso di riportare le medesime righe nere sulle parole che sono costate a Petra Reski intimidazioni e minacce. Perché il lettore abbia una chiara immagine del bavaglio con cui il potere cerca costantemente di ridurre al silenzio il giornalismo più coraggioso.

Il volume, righe nere o meno, è partito subito provocando qualche nervosismo, come accaduto nel caso di Marcello Dell’Utri, riportato qui, sul sito dell’editore. E una recensione è stata pubblicata da poco da Booksblog.

Il libro si intitola Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi, è firmato da Giulio Mozzi ed è stato pubblicato poco tempo fa da Transeuropa Edizioni. Qui (via Vibrisse) Giulio ne parla e per leggerne un po’ si veda invece qui.

Questa sera, alle 20.20, per chiudere gli anni Zero, doppio appuntamento su GNUFunk Radio con A parole, in breve:

In viaggio contromano di Michael Zadoorian (Marcos y Marcos, 2009):

La ragazza della porta accanto di Jack Ketchum (Gargoyle Books, 2009):

E buon anno a tutti con le parole di Christian Diemoz.

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  • La ragazza della porta accanto di Jack KetchumSempre per l’appuntamento di giovedì prossimo delle 20.20 su GNUFunk Radio, la quarta puntata di A parole, in breve recensisce il romanzo La ragazza della porta accanto (Gargoyle Books, 2009) di Jack Ketchum:

    America rurale, anni Cinquanta. David ha 12 anni e incarna il prototipo dell’adolescente medio. Frequenta gli altri ragazzi del vicinato e comincia a sviluppare un certo interesse per il sesso femminile. Quando le sorelle Meg e Susan Loughlin si trasferiscono a vivere nella casa accanto, David è felice dell’opportunità di ampliare il proprio giro di amicizie, anche se Meg, che incontra per prima, è un paio d’anni più grande. I genitori delle due ragazze sono rimasti uccisi in un incidente d’auto, e le sorelle Loughlin sono state affidate alla vicina di David, Ruth. Ma Ruth, in apparenza ottima madre di famiglia, nasconde una vena di sadismo e alienazione, che sfoga dapprima sottoponendo le ragazze a percosse sempre più violente e dolorose, poi dando vita a una serie di torture fisiche e psicologiche di cui David e gli altri ragazzi del vicinato divengono testimoni e, in qualche modo, complici inconsapevoli. La polizia non prende sul serio le denuncie di Meg: l’unica speranza per lei e la sorella è nell’aiuto dell’amico David. Riuscirà a salvare le sorelle prima che sia troppo tardi?

    Da qui si può vedere il booktrailer realizzato per la versione originale del romanzo.

    Il brano che ha accompagnato questa puntata si intitola From your lips di Sean Wright & Josh Woodward ed è rilasciato con una licenza Creative Commons BY-SA.

    La registrazione è ascoltabile e scaricabile da Archive.org.

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  • In viaggio contromano di Michael ZadoorianLa terza puntata di A parole, in breve, in onda giovedì prossimo alle 20.20 su GNUFunk Radio, recensisce il libro In viaggio contromano (Marcos y Marcos, 2009) di Michael Zadoorian:

    Di cose grandiose, se ne possono fare anche all’ultimo round. Anche dopo una vita che non ha nulla di straordinario. E allora? Si parte e stop. In barba a ogni cautela, ogni pallosa ragionevolezza, a ottant’anni suonati Ella e John balzano sul loro camper – un vecchio Leisure Seeker – e attraversano l’America da Est a Ovest. Partendo da Detroit, puntano dritti a Disneyland, lungo la mitica Route 66. Un vero e proprio viaggio contromano a base di cocktail vietati, hippies irriducibili, diapositive all’alba, malviventi messi in fuga. Un inno alla Strada, un caleidoscopio di paesaggi strepitosi e cittadine fantasma, ansie sogni paure; quello che è stato, che si è amato, quel che è qui e ora e più non sarà… perché la vita è profondamente nostra, teneramente, drammaticamente grande, fino all’ultimo chilometro.

    Il brano che ha accompagnato le parole si intitola Bring Your Body Home, è contenuto nell’album Here Come The Floods ed è di Luke Tan. È rilasciato con licenza Creative Commons BY-SA.

    Per ascoltare e scaricare la puntata, si può andare sul blog di GNUFunk Radio o su Archive.org.

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  • Il diacono di Andrea G. ColomboMentre oggi stavo scrivendo le righe che seguono, mi è capitato di leggere un post attinente e così sono diventate due le notizie che riguardano Gargoyle Books, la casa editrice citata più volte da queste parti e specializzata in romanzi horror che sono una garanzia di qualità per quanto riguarda questo genere letterario. Veniamo prima alla novità più recente, che si può leggere sul blog di Andrea G. Colombo, Il Diacono: anteprima copertina e date.

    Da quando Horror Mania, la rivista da edicola che ho curato per quasi 4 anni, ha chiuso i battenti, in molti mi hanno chiesto che sorte sarebbe toccata al Diacono, il tenebroso monaco esorcista che ho creato nel 2004 e “testato” sulle pagine della rivista lanciando una sorta di sfida letteraria aperta a tutti. Di solito la mia risposta era: sto pensando a un romanzo. Ecco, alla fine ho smesso di pensare e ho iniziato a scriverlo [...]. Il romanzo che leggerete a ottobre 2010 farà presumibilmente parte di una trilogia. Ogni libro sarà godibile singolarmente. Ma tutti insieme saranno un pantheon, una nuova Genesi. O meglio: saranno il Libro dell’Apocalisse.

    Il morso sul collo di Simon RavenE a pubblicarlo sarà proprio Gargoyle (dunque l’ottobre 2010 è un mese da segnarsi per chi legge horror). Se si vuole iniziare fin da subito, però, oltre a quanto già finito in queste pagine, c’è anche un libro uscito lo scorso ottobre, Il morso sul collo, dello scrittore inglese Simon Raven. Che si avvale di uno stile molto british per raccontare una storia che sembra uscita dal gotico ottocentesco.

    In diversi passaggi – e soprattutto alla fine della lettura – questo romanzo sembra infatti richiamare gli spostamenti per mezza Europa di Jonathan Harker, il personaggio che Bram Stoker fa finire (e ripartire) dal castello transilvano del conte Dracula. Nelle pagine di Raven, invece, ci si sposta verso la Grecia e la professione di avvocato (svolta da Harker) viene sostituita da quella di archeologo. E come potrà confermare padre Lankaster Merrin, il sacerdote che in Iraq ritrova una statuetta raffigurante Pazuzu (qua siamo scivolati invece nel romanzo L’esorcista di William Peter Blatty), questa è una professione che, a livello di rischi, va ben al di là degli infortuni durante gli scavi. Se il sacerdote di Blatty “libera” appunto il demone che poi si insedia a Washington dando origine alla ben nota vicenda, Richard Fountain, il personaggio chiave di Raven, inciampa nel vampirismo riportando su carta non solo una storia di non morti, ma una coreografia di culti pagani e culture europee tale a far apprezzare il libro quasi come un saggio di antropologia narrata. Infine a rendere più “ottocentesca” la vicenda c’è il filtro di un’indagine di polizia e del flashback di un vecchio compagno di studi. Insomma, è una lettura più che consigliata in vista del periodo che sta per iniziare.

    12 dicembre 1972Cosa accadde il 12 dicembre 1969 lo racconta Vibrisse scrivendo di un libro parte da questa data:

    Nicotrain è uno scrittore. Scrive gialli che sono storie di cui ha «assaporato dal di dentro umori e colori e dolori anche». I suoi libri danno soluzioni reali a casi non ancora risolti. Uno scrittore che è un po’ investigatore e un investigatore che vuole raccontare. Nicotrain realizza il suo sogno quando si compra una casa sul lago. Apre porte, esplora, misura. In un’intercapedine trova uno scatolone di fotografie. Guarda. Riconosce. Il luogo, l’occasione, persino alcune facce: Piazza Fontana. Quel 12 dicembre. C’era anche lui quel giorno, arrivato sul posto subito dopo l’esplosione, richiamato dalle voci che già correvano. Di bocca in bocca. Di sirena in sirena, per le vie di Milano. Primi piani. Dal passato riemergono quei personaggi strani che lui stesso aveva notato.

    L’autore di questo romanzo è Andrea Comotti (qui la scheda completa del libro) e per leggerlo è sufficiente scaricarlo in versione integrale da qui (in formato pdf, 3,2 MB).

    Questa sera, alle 20.20, A parole, in breve, su GNUFunk Radio e già disponibile su Archive.org. Si parla di Come funzionano i servizi segreti di Aldo Giannuli. Per i dettagli della puntata si può vedere qui.

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  • Come funzionano i servizi segreti di Aldo GiannuliSu GNUFunk Radio andrà online giovedì sera alle 20.20 (e in replica una settimana più tardi) la seconda puntata di A parole, in breve, che recensisce il libro Come funzionano i servizi segreti (Ponte alle Grazie, 2009) di Aldo Giannuli:

    Un libro che fornisce un’introduzione completa, appassionante, progressiva e persino, sotto molti aspetti, pratica a tutti gli aspetti della moderna attività d’intelligence. Attingendo a molteplici esempi tratti dalle attività dei servizi italiani, statunitensi, israeliani, inglesi, francesi, tedeschi, cinesi, vaticani ecc., Aldo Giannuli, conduce il lettore in una strabiliante rassegna delle «missioni»: dall’ABC della manipolazione informativa e delle veline ai giornali, passando per l’omicidio e il rapimento, fino ai ben più complessi e inquietanti scenari della lotta al terrorismo, dei progetti eversivi, della guerra finanziaria, psicologica, culturale e delle altre guerre non convenzionali. Ma Giannuli fa anche di più, ci fa scoprire i tanti modi in cui i servizi già oggi praticano «guerre a bassa intensità»: guerre invisibili e distruttive in cui nessun governo può fare a meno di investire risorse crescenti. Dunque nel cuore di ogni Stato, per democratico che sia, esiste chi non agisce in base alle leggi, ma gode di una licenza al «tutto per tutto», spesso servendo gli interessi di fazioni politiche, grandi imprese, poteri forti. Fatto sta che, come dimostra Giannuli, i servizi «sono ormai un gorgo che risucchia sempre nuovi ambiti: la cultura, la comunicazione, la scienza, l’economia, la finanza, il commercio, l’immigrazione, la dimensione cognitiva». Siamo già al Grande Fratello? Ed esiste un antidoto a questo stato di cose?

    Il brano che accompagna questa puntata si intitola They’re Building A Wall, è contenuto nell’album For The Moment di David Rovics ed è rilasciato con una licenza Creative Commons BY-NC-SA.

    La puntata sarà ascoltabile e scaricabile da Archive.org.

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  • E stasera la prima puntata della prima puntata di A parole, in breve. Su GNUFunk Radio. Per i dettagli della puntata si veda qui.

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  • In cold BloodForse la famiglia Clutter non dice di per sé molto, se ci si limita al nome. Se invece si cita A sangue freddo di Truman Capote, allora il riferimento diventa più chiaro. Questo libro, uscito per la prima volta nel 1966 con il titolo originale di In Cold Blood, racconta la storia di quella famiglia e dei loro assassini, Richard Eugene Hickock e Perry Edward Smith, partendo in anticipo sul delitto e arrivando a vari anni dopo, in attesa dell’esecuzione della sentenza capitale. Fu con questo libro che il genere del true crime, già nato ma ancora non così diffuso, arrivò ad affermarsi nel mondo letterario.

    (Ri)parlarne ora trova ragione in un prossimo anniversario di cui scrive Marek Fuchs su In Cold Blog: il delitto della famiglia Clutter avvenne cinquant’anni fa, il 15 novembre 1959 per la precisione. E si chiede l’autore del post: «libri [come A sangue freddo] hanno un qualche valore salvifico?» Non ne sembra convinto, Fuchs, che sottolinea un fatto: nei cinque decenni trascorsi dal massacro del Kansas e nonostante gli sforzi di Capote di penetrare nella mente dei due assassini, non c’è stata alcuna diminuzione nel tasso degli omicidi né si è mai avuta notizia di qualcuno che ha tralasciato i suoi propositi criminali per aver letto quel testo. Ma prosegue:

    Pochi libri [...] sono stati [come questo] un progetto di ingegneria sociale che ci riporta, come sempre con i libri, sugli aspetti personali. In termini abbastanza appropriati, è lì che inizia e finisce A sangue freddo: ai Clutter. C’erano una mamma, un papà, i loro figli [...], tutti intrappolati in una fattoria bianca quella terribile notte [...]. Dopo tutti questi anni, forse, anche i loro amici non ne conservano che vaghi ricordi. Ma c’è un luogo in cui l’immagine dei Clutter non si è dissipata, dove le loro lotte e i loro dolori non si sono persi, dove il calore, la grazia e le ambizioni di quella famiglia sono più vivi che mai. È quel libro, un libro ispirato dalla brutalità che pose fine alla loro esistenza.

    Dunque, secondo Marek Fuchs, il true crime non ha alcuna funzione di redenzione, non tiene lontani dal crimine e alla violenza, non strappa ragazzi sbandati a un futuro da galera (e come potrebbe farlo, del resto).

    A sangue freddo [invece] riporta in vita i Clutter [...], anche se solo sulla pagina e solo per fugaci momenti, mentre lo si sta leggendo. Certo, non è perfetto, ma è l’unica vita che hanno.

    Personalmente ne sono convinta e per questo le storie di crimini reali sono quelle che provo a raccontare.

    Come mi batte forte il tuo cuorePer Einaudi, si diceva solo qualche giorno fa, è uscita da poco la nuova edizione del libro Piazza Fontana del giornalista Giorgio Boatti. Con l’inizio di questo mese è poi la volta di un nuovo testo sempre in tema di terrorismo. Lo ha scritto Benedetta Tobagi e si intitola Come mi batte forte il tuo cuore – Storia di mio padre, inserito all’interno della collana Frontiere. L’autrice è la figlia del giornalista Walter Tobagi, assassinato il 28 maggio 1980 da terroristi appartenenti alla Brigata XXVIII Marzo. Questa la presentazione del libro, di cui ha scritto oggi anche Roberto Saviano:

    Era una delle firme più prestigiose del «Corriere della Sera». Aveva trentatré anni. La figlia Benedetta aveva tre anni. Era lì. Oggi Benedetta vuole capire. Con forza, con delicatezza, ricostruisce la figura pubblica e privata del padre in un racconto che intreccia spietate vibrazioni intime ad analisi storiche lucide e rigorose. Cercando di comprendere cos’erano gli anni Settanta.

    Infine, per chi frequenta Facebook, segnalo il gruppo In memoria di tutte le vittime di terrorismo e stragi curato da Giorgio Bazzega, figlio di Sergio Bazzega.

    (Via Booksblog)

    Aggiornamento: una parte in anteprima sul Corriere della Sera.

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