Depistaggio: il testo per introdurlo bloccato dal luglio 2015 in Senato

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Piazza Fontana

Nell’ordinamento italiano il reato di depistaggio, la cui introduzione è sostenuta dall’Unione dei Familiari delle Vittime per Stragi e che è stato approvato alla Camera il 24 settembre 2014, non c’è ancora dato che giace dal 31 luglio 2015 in commissione giustizia, al Senato. C’è però ancora – e si può firmare – la petizione al presidente Pietro Grasso per chiedere che non ci si fermi. Ecco perché:

Nonostante la storia d’Italia sia stata insanguinata da numerose stragi, a oggi non esiste il reato di depistaggio per colpire quei poteri che hanno fatto e fanno delle omissioni, dell’occultamento, della distruzione di prove uno strumento chiave per nascondere la verità.

È noto che molte delle inchieste sui principali avvenimenti di strage e di terrorismo hanno subìto rallentamenti, quando non veri e propri arresti, a causa della mancata collaborazione di pubblici ufficiali con l’autorità giudiziaria. Dalla strage di piazza Fontana in poi, le omissioni, le bugie e la distruzione di documenti hanno impedito che si potesse giungere alla scoperta dei responsabili materiali e morali degli attentati che hanno devastato il Paese fino al 1993.

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A cinque anni dall’inizio della Primavera araba: la storia di Mohamed Bouazizi

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A map of Arab Spring countries - Wikipedia.org

Sotto l’espressione «primavera araba» va una serie di insurrezioni che hanno riguardato il Maghreb, il Vicino e il Medio Oriente. I Paesi che sono stati più o meno attraversati da movimenti per la difesa delle libertà civili e politiche comprendono l’Algeria, il Bahrein, l’Egitto, la Tunisia, lo Yemen, la Giordania, Gibuti, la Libia e la Siria. Poi si sono registrati eventi più episodici anche in Mauritania, Arabia Saudita, Oman, Sudan, Iraq, Marocco e Kuwait. Addirittura una nazione martoriata da più di vent’anni di guerra civile come la Somalia ha dimostrato qualche sussulto «primaverile», soprattutto nell’ostilità contro i fronti islamici più bellicosi, come quelli rappresentati da Al Shabaab.

Iniziati nel dicembre 2010, i movimenti rivoluzionari hanno preso le mosse da alcune istanze comuni, per quanto poi le differenze si siano evidenziate nella declinazione nazionale delle rivolte. Tra queste, la lotta contro corruzione, disoccupazione, violazione dei diritti umani, miseria, regimi dispotici e sanguinari, penuria alimentare generata dalla nuova crisi e i cui effetti si devono aggiungere alla precedente, articolatasi tra il 2007 e il 2008, oltre a fenomeni di globalizzazione che hanno incrementato la povertà in loco e lo sfruttamento di manodopera sottopagata.
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Pasolini: l’avvocato Stefano Maccioni lancia una petizione per una commissione d’inchiesta sul delitto

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Petizione Pasolini

La petizione Il parlamento indaghi sull’omicidio Pasolini, indirizzata ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, è stata lanciata da Stefano Maccioni, il legale di Guido Mazzon, cugino di Pier Paolo Pasolini. E c’è anche uno spazio Facebook dedicato alla petizione Pasolini da cui seguire tutti gli aggiornamenti sul caso.

“Art. 580 istigazione al suicidio”: parte il crowdfunding per il film che racconta la crisi

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Quando la crisi non lascia una via d’uscita: storie di suicidi, di soprusi, di burocrazia ottusa in un film di Enzo De Camillis scritto con Gigi Marcucci. Parte la campagna per il crowdfunding su Produzioni dal basso.

Strage di Brescia: ergastolo per Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte 41 anni dopo la bomba

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Ce n’è da scrivere e se ne scriverà. Intanto l’Ansa sugli ergastoli a Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte per la strage di Piazza della Loggia, avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974.

MILANO – I giudici della Corte di assise di appello di Milano hanno condannato all’ergastolo Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte per la strage di piazza della Loggia a Brescia.

Strage Brescia: 41 anni di indagini e processi – Erano le 10.12 del 28 maggio 1974 quando in Piazza della Loggia, a Brescia, cuore del dibattito politico della città, durante una manifestazione antifascista dei sindacati una bomba provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre 100. Da quel giorno, i magistrati bresciani non hanno mai smesso di indagare per individuare la mano che pose l’ordigno e l’ultimo processo, scaturito dalla terza inchiesta, riguarda un gruppo di ex ordinovisti veneti, già coinvolti ma poi usciti di scena nei procedimenti sulle stragi milanesi di piazza Fontana e della Questura, e il generale Francesco Delfino, il primo a indagare sull’eccidio quando era a capo del Nucleo operativo dei carabinieri. Fu proprio Delfino a indirizzare le prime indagini su un gruppo di neofascisti e di balordi bresciani imputati nel primo processo. Queste le tappe giudiziarie.

2 giugno 1979 – I giudici della Corte d’assise di Brescia condannano all’ergastolo Ermanno Buzzi e a dieci anni Angelino Papa mentre assolvono gran parte delle 16 persone incriminate dal pm Francesco Trovato e dal giudice istruttore Domenico Vino o li condannano a pene inferiori ma per detenzione di esplosivi o per altri attentati.
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Valpreda innocente e Pinelli assassinato: il ricordo a 13 anni dalla morte di Pietro Valpreda

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Su Radio Radicale il dibattito Valpreda innocente. Pinelli assassinato – Ricordo a tredici anni dalla morte di Pietro Valpreda. L’ha organizzato il Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa di Milano:

Partecipano Piero Scaramucci (giornalista e scrittore), Mauro Decortes (amico e compagno di Valpreda, attivista del Ponte), Claudia e Silvia Pinelli (figlie di Pino Pinelli), Saverio Ferrari (dell’Osservatorio Democratico Sulle Nuove Destre), Andrea Di Stefano (economista e direttore del mensile “Valori”), Pia Valpreda (moglie di Pietro). Nel corso dell’incontro vengono proiettate alcune scene del film “Faccia da spia” in cui Pietro Valpreda interpretava se stesso. Il film racconta una serie di operazioni compiute dalla Cia nel mondo, con una parte dedicata alla strage di piazza Fontana (subito dopo l’uscita del film nelle sale, la casa produttrice decise di tagliare quella parte, comprese le scene con Valpreda)

Un punto sul processo lussemburghese al “seminatore” di bombe (Bommeleeër) per gli attentati avvenuti tra il 1984 e il 1986

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Per maggiori informazioni si veda qui.