I narratori della memoria per un libro collettivo che promuova l’impegno civile e i cui proventi diano vita a un festival

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Ponti di memoriaIl libro è uscito a fine ottobre e si tratta di un’antologia pubblicata da VoloLibero Edizioni. I suoi autori sono Daniele Biacchessi, Paolo Bolognesi, Elena Invernizzi, Stefano Paolocci, Tiziana Di Masi, Gaetano Liguori, Ezio Guaitamacchi, Marino Severini, Massimo Priviero e Michele Fusiello, i cosiddetti “narratori della memoria”. Così si presenta:

Dalla strage di Bologna ad Aleppo, dalle mafie al rock’n’roll, passando per voci, suoni e tante storie. I narratori della memoria sono giornalisti, scrittori, attori, musicisti. Sovente narrano storie dimenticate attraverso libri, drammaturgia, canzoni, poesie. È loro il bisogno di fare memoria, ma non memoria del passato, bensì memoria viva. Il loro intento è tramandare queste storie alle nuove generazioni. Perché nulla vada mai dimenticato.

“I narratori della memoria” è il primo libro collettivo dell’associazione Ponti di Memoria, nata nel 2012 per promuovere la cultura (non il culto), della memoria e l’impegno civile in Italia. I proventi di questo libro andranno a finanziare il progetto della Città dei Narratori, un format di festival itinerante di musica, teatro, letture, reading, cinema, artivisive.

(Via BooksBlog)

Street Argh: dalla Francia arriva uno spazio su Tumblr che coniuga la street art e le saghe (a fumetti e in tv) dei trapassati che camminano

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Street Argh

Uno spazio Tumblr che fa sorridere, quello chiamato Street Argh, quasi un acronimo, almeno concettuale, tra street art e walking dead (sì, ispirato all’omonima seria televisiva della AMC ispirata all’opera a fumetti di Robert Kirkman).

Global Intelligence Files di Wikileaks: Jeremy Hammond condannato a 10 anni per aver rivelato lo spionaggio della Stratfor

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Global Intelligence Files

E così è stato condannato da una corte federale americana, Jeremy Hammond, l’hacktivista accusato di essere dietro la sottrazione delle comunicazioni elettroniche della Stratfor che hanno dato vita al progetto Global Intelligence Files (GIFiles) di Wikileaks. Dieci anni di carcere per aver consentito la pubblicazione di notizie come queste.

“I segreti della massoneria in Italia”: dal prologo del libro, morte presunta di un “fratello” e le questioni siciliane

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I segreti della massoneria in ItaliaDal prologo del libro che esce oggi, I segreti della massoneria in Italia (Newton Compton Editori).

Rosa aveva aspettato l’11 luglio 1989 prima di rivolgersi ai carabinieri. Poi si era decisa perché l’assenza del marito, ormai prolungata, non la faceva più vivere. Così si era presentata in caserma, aveva spiegato che Giacomo si era allontanato a bordo della sua Fiat Uno e a casa non c’era più tornato. Secondo lei, era un caso di lupara bianca: un delitto di mafia senza cadavere perché la pena capitale decretata da Cosa Nostra prevede che il corpo della vittima da punire venga distrutto. Mai più lo si dovrà ritrovare.

Ma che c’entravano Rosa e Giacomo con la mafia? Per capirlo occorreva entrare negli affari di famiglia e della Famiglia. Il cognome di lei era infatti di quelli pesanti, Bontate, e suo fratello, assassinato il 23 aprile 1981, si chiamava Stefano. In giro lo conoscevano anche come il principe di Villagrazia, benché non appartenesse ad alcuna dinastia nobiliare. In realtà fin da giovanissimo aveva frequentato le cosche ed era stato affiliato a quella del padre, chiamato “don Paolino Bontà” e boss del quartiere palermitano di Santa Maria di Gesù. A ventidue anni, nel 1960, Stefano ne era già diventato il capo e un decennio più tardi faceva parte di una strana delegazione che dalla Sicilia se n’era andata al Nord, a Milano, a incontrare un manipolo di presunti golpisti che in qualche caso indossavano anche grembiuli e cappucci e che, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre successivo, avrebbero tentato un colpo di mano di tipo autoritario.
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“The Colony”: il documentario di Al Jazeera sul presidio nazista nella Patagonia cilena. Storia di esperimenti e torture

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Internazionale presenta il documentario realizzato da Al Jazeera con il titolo Colonia Dignità: il passato nero del Cile:

Nel 1961 Paul Schäfer, un ex nazista scappato dalla Germania, si rifugiò nelle montagne della Patagonia cilena dove fondò una colonia tedesca chiamata Colonia Dignidad o Villa Baviera. Un documentario di Al Jazeera ricostruisce i rapporti della colonia con il regime di Augusto Pinochet. Durante la dittatura il paese andino divenne, infatti, un campo di tortura per gli oppositori politici del regime […].

Al Jazeera, che ha seguito dal 1996, la vicenda della Colonia racconta la storia di Winfried Hempel, un ragazzo crescuito nella Colonia senza sapere chi fossero i suoi genitori e senza avere nessuna cognizione di quello che stava succedendo in Cile. Fino a vent’anni Hempel non sapeva nemmeno parlare spagnolo.

Qui il link diretto alla pagina di Al Jazeera.

“Cronache da un inverno europeo”: il documentario in crowdfunding sulla crisi. Tre gli episodi e si inizia dalla Grecia

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Dalla presentazione di Cronache da un inverno europeo, realizzato con il supporto del crowdfunding e rilasciato con licenza Creative Commons:

È un documentario in tre episodi realizzato da Etienne Haug, documentarista francese residente a Berlino. Grazie al contributo volontario di traduttori e professionisti della comunicazione di tutta Europa, il primo episodio dedicato alla Grecia è da oggi disponibile gratuitamente con sottotitoli in più lingue: italiano, tedesco, greco e catalano (oltre che inglese e francese).

Il progetto è presente anche su Twitter e su Facebook.

“I Siciliani”: l’ultima settimana di “Come fosse oggi”, la rubrica dedicata alle vittime delle mafie (e non soltanto)

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I siciliani giovani

Questa settimana per la rubrica Come fosse oggi su I Siciliani Giovani:

Negazionismo: articolo sull’ipotesi di trasformarlo in un reato e sul rapporto che avrebbe con l’ordinamento italiano

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negazionismo_penale.pdf by Martino Iniziato

L’articolo si intitola Le ragioni che contrastano l’introduzione del negazionismo come reato ed è stato scritto dalla docente Emanuela Fronza e dall’avvocato Alessandro Gamberini.

(Via Aldo Giannuli)

“Puppycide”, il documentario: a Los Angels, quando un cane e il suo proprietario incontrano la polizia, finiscono male

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“Ogni 98 minuti un cane viene ucciso a colpi d’arma da fuoco dalle forze dell’ordine. Aiutaci a raccontare le loro storie”. Bizzarro e interessante documentario di Ozymandias Media, Puppycide. È ambientato a Los Angeles e, oltre alle sorti dell’animale, nel film viene raccontato anche ciò che accade ai loro proprietari, spesso non più fortunati. Da sottolineare che per realizzare Puppycide gli autori stanno ricorrendo al crowdfunding tramite la piattaforma Kickstarter e che aggiornamenti sul progetto sono disponibili su Twitter e su Facebook.