“Cattive Acque. Storie dalla Valle del Sacco”: a nord della Terra dei Fuochi il racconto di un caso che la ricorda da vicino

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Cattive Acque. Storie dalla Valle del Sacco il trailer di un’inchiesta che esce domani, 28 febbraio, per i tipi di Round Robin Editrice. L’autore il giornalista e filmaker Carlo Ruggiero e questa la sua presentazione:

Nel cuore del Lazio, un caso che ricorda la Terra dei fuochi e l’Ilva di Taranto. Un territorio avvelenato da tempo. Distese di capannoni e discariche di rifiuti interrati. Un fiume che bagna le ferite della gente che si ammala e muore ogni giorno. Siamo nella Valle del Sacco, a pochi chilometri da Roma. Parte da qui l’inchiesta di Carlo Ruggiero […]. un viaggio sul fiume Sacco, uno dei corsi d’acqua pi inquinati d’Italia. Un tempo dalle decine di ruscelli che graffiano la valle si poteva bere acqua fresca con le mani. Ora no. Ora ci sono le fabbriche, e grossi tubi neri che riversano liquami acidi e schiumosi. Il paesaggio adesso segnato da lunghe colate di cemento, distese di capannoni e discariche di rifiuti interrati. E la gente, da queste parti, si ammala. E troppo spesso muore.

Ulteriore materiale sul libro disponibile su Facebook, nella pagina creata per Cattive acque. Della Terra dei fuochi invece si parlava qui anche ieri.

I fusti dimenticati nel tarantino: sono migliaia, contengono materiale radioattivo e dal 1995 si sono deteriorati

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La minaccia radioattiva alle porte di Taranto l’inchiesta pubblicata dal Corriere.it con immagini delle migliaia di fusti girate nel 1995 dal corpo forestale dello Stato. Si legge:

Da allora la situazione non migliorata e i fusti hanno subito un deterioramento inevitabile, secondo l’ex direttore del dipartimento nucleare dell’Ispra, Roberto Mezzanotte. Dopo una lunga vicenda giudiziaria il deposito […] stato sequestrato […]. A pagare la bonifica dovr essere anche in questo caso la collettivit, ma per ora sono stanziati solo i fondi per caratterizzare i rifiuti. Nessuno infatti ha ancora mai aperto i fusti per verificare cosa realmente contengano. Su alcuni dei fusti ritrovati nel deposito riportata una data di decadenza della radioattivit a 10 mila anni, ricordano gli ufficiali della forestale che eseguirono la perquisizione.

Continua qui.

“Scampia e Cariddi”: un libro che racconta i giovani del sud al tempo della crisi

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Scampia e CariddiUn titolo e una copertina suggestivi per un libro che la fotografia del presente e probabilmente anche un’anteprima di un futuro che di certo migliore non sar, se lo si immagina partendo dall’oggi. Scampia e Cariddi – Viaggio tra i giovani del Sud al tempo della crisi uscito per Editori Riuniti e scritto dalla sociologa Maria Frega e dal giornalista Francesco De Filippo:

Scampia e Cariddi un viaggio attraverso l’incoscienza, la paura e il coraggio di chi non sa come andare avanti, di chi non ha futuro, di chi sa chi quel futuro glielo ha gi sottratto. Un libro denuncia che narra, come un romanzo, le verit scomode del declino dell’Italia. Un’indagine narrativa che svela la realt della generazione che, pi di ogni altra dal dopoguerra a oggi, paga il prezzo, durissimo e indefinito, della crisi dell’economia reale e della demolizione del welfare nel nostro Paese […].

Dagli altiforni dell’Ilva di Taranto ai call center sardi, dai cantieri navali trapanesi al gorgo del lavoro nero (e della criminalit) dell’hinterland napoletano, fino alle speranze disattese degli aspiranti al posto fisso statale come quelle dei presunti talenti televisivi. Qui, fra Scampia e Cariddi, campano le ragazze e i ragazzi italiani da generazioni o migranti nuovi italiani, quelli classificati nelle statistiche che svelano come il 34% dei cittadini sotto i 35 anni non ha un’occupazione.

Ma i ragazzi del Sud non sono solo nel Mezzogiorno: ripresa l’emigrazione, tanti sono partiti per trovare, negli hotel di Londra, nei laboratori delle universit statunitensi, nelle librerie francesi, quella meritocrazia e quelle regole che il nostro Paese disconosce. Fin l li hanno seguiti gli autori.

Per avere un’ulteriore anticipazione del libro, si pu leggere che ne ha scritto il Corriere della Calabria.

Taranto, l’Ilva, la diossina e le pecore

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Dopo la segnalazione su Acerra, Peacelink pubblica un articolo intitolato Noi, ignoranti come le pecore. firmato da Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione, che scrive a proposto di un’inchiesta della Rai dopo che Peacelink ha fatto ampia informazione in tema:

Questo video vi colpir. Vi chiederete perch in tutti questi anni la verit non venuta a galla. Noi abbiamo mangiato diossina con la stessa incoscienza delle pecore. Sia le pecore sia noi abbiamo vissuto nella pi completa ignoranza. E nessuno ci ha avvertito. Siamo andati a scuola, abbiamo fatto le traduzioni di latino, ci siamo cimentati con i polinomi, abbiamo fatto le nostre ossidoriduzioni come da programma ministeriale e… a tavola diossina, sempre diossina. Con lo stesso livello di informazione delle pecore.

La citt di cui si parla Taranto e pi precisamente gli stabilimenti dell’Ilva. Inoltre c’ di mezzo una raccolta di firme promossa dall’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie), sede locale.