Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
8 Jul
Mario Todeschini Lalli pubblica sul blog, Giornalismo d’altri, il post Privacy e giornalismo investigativo: ecco le regole del Guardian, argomento reso più interessante alla luce di recenti accadimenti. Mario riprende alcune considerazioni di Alan Rusbridger, direttore del Guardian, che declina alcune regole valide per il suo giornale:
Noi non paghiamo per ottenere le nostre storie. Ai cronisti non è consentito di usare investigatori privati senza la mia autorizzazione. Uno dei casi estremamente rari [in cui questo è avvenuto]: ho acconsentito di utilizzare persone esterne al giornale di fronte a evidenze di corruzione nei comportamenti di una multinazionale (…).
In termini generali, penso che tanto più ampia è la possibile intrusione da parte dei giornalisti, tanto più in alto deve essere posta la barra dell’interesse pubblico. Mi piacciono le linee guida proposte dall’ex agente segreto Sir David Omand per il suo ramo d’affari. Penso siano domande che potrebbe utilmente porsi qualunque testata giornalistica.
- Ci deve essere una una ragione sufficiente: l’intrusione deve essere giustificata dalle dimensioni del danno potenziale che potrebbe risultarne.
- Ci deve essere una integrità di motivazione: l’intrusione deve essere giustificata nei termini del bene pubblico che ne deriverebbe.
- I metodi utilizzati devono essere proporzionati alla serietà della vicenda e alla sua rilevanza pubblica, usando il minimo di intrusione possibile.
- Ci deve essere regolare autorizzazione: ogni intrusione deve essere autorizzata a un livello sufficiente alto ed essere tenuta sotto controllo [dall'autorità stessa] in maniera adeguata.
- Ci devono essere ragionevoli prospettive di successo: non è consentita la pesca a strascico.
Il post completo è qui.
2 Feb
Dentro l’inchiesta – L’Italia nelle indagini dei reporter è un libro uscito un po’ di tempo fa (era lo scorso ottobre) per i tipi delle Edizioni della sera nella collana Cronache moderne. Scritto da Gerardo Adinolfi con prefazione di Sandro Provvisionato, ecco quali temi racconta:
“Dentro l’inchiesta” è un viaggio nel giornalismo investigativo italiano. Dall’indagine sulla morte del bandito Giuliano, alle inchieste di Report. Passando per il periodo della controinformazione, delle stragi, di Ustica, degli scandali Lockheed, Gladio, P2 e Tangentopoli. Fino alle inchieste sull’immigrazione di Fabrizio Gatti, su “L’Espresso”, e di Stefano Liberti, su “il manifesto”. Ai documentari sulle mafie che trovano poco spazio in televisione, alle nuove forme di inchieste de “Le Iene” e “Striscia la Notizia” fino al citizen journalism che si sta sviluppando sul web. Ma cosa è un’inchiesta? Quali sono i rischi, le tecniche? “Dentro l’inchiesta” racconta cosa è, e quali sono stati gli esempi di giornalismo investigativo che più hanno scosso l’opinione pubblica italiana. Attraverso le testimonianze dei reporter che hanno raccontato misteri e scandali del nostro Paese, e che con le loro indagini contribuiscono a soddisfare il bisogno di informazione dei cittadini.
Il libro è anche un blog omonimo e qui si può trovare il booktrailer.
8 Jan
Con l’inizio dell’anno, sembra morire un altro giornale che la cantava chiara. Si tratta del Tuono, settimanale d’inchiesta triestino che, a numero quasi in stampa, s’è visto saltare nonostante (o forse proprio qui sta la causa) le pubbliche denunce di “malaffari politici, mafie ed ingiustizie”. Lo racconta un comunicato diffuso oggi dai giornalisti. Eccolo in versione integrale.
Trieste, 8 gennaio 2011 – L’editore dell’unico settimanale d’inchiesta triestino, “il Tuono”, Daniele Pertot, ne ha cessata la pubblicazione senza preavviso, bloccando la stampa del numero 32 in uscita per oggi (sabato 8 gennaio). Ne erano già state stampate le locandine, che annunciavano inchieste sul malaffare edilizio comunale e sulle morti per amianto nelle caserme della Guardia di Finanza.
Il settimanale, diretto dal giornalista investigativo Paolo G. Parovel e leggibile anche in rete (www.iltuono.it), usciva a 32 pagine dal 1° maggio 2010, su una linea politico-editoriale di rigorosa indipendenza e con l’impegno cavalleresco in testata di “dire la verità, non avere paura ed aiutare i più deboli”. Le sue inchieste documentate, che hanno dato origine a procedimenti penali delle Procure di Trieste e Bologna, denunciavano in particolare cartelli degli appalti, mafie, inquinamenti, abusi edilizi ed urbanistici, speculazioni immobiliari e malagiustizia, omesse assistenze sociali e sanitarie ed altre violazioni della legalità e dei diritti dei cittadini.
(more…)
11 Nov
Da un lancio di questa mattina dell’Agi, Napolitano: in Italia ci vuole più giornalismo d’inchiesta
(AGI) – Roma, 11 nov. – Giorgio Napolitano chiede che il mondo dell’informazione torni a fare giornalismo d’inchiesta, perché è uno dei modi per impedire gravi danni alla collettività. “Le responsabilità dell’informazione sono tante”, ha detto visitando la sede de “Il Mattino di Padova”, “è importante fare un bilancio sul giornalismo d’inchiesta, è molto importante stare sulla realtà. Da quanto tempo non abbiano grandi inchieste?”. Napolitano ha citato il caso delle alluvioni di questi giorni in Veneto. “È dal ’66 che in Italia non si fa più una grande inchiesta sul dissesto idrogeologico”.
E intanto allora la segnalazione di un blog, Storie che non devono essere raccontate – Il giornalismo minacciato, che è anche il titolo di un convegno in corso a Urbino.
5 Jun
Se un aspetto positivo gli ultimi mesi ce l’hanno avuto, è che si è tornati a parlare sempre più frequentemente anche in Italia di giornalismo investigativo, spesso coniugato al di fuori di logiche editoriali tradizionali, e trattamento delle fonti. In particolare due articoli pubblicati ieri da Lsdi – Libertà di stampa. Diritto all’informazione meritano di essere letti:
Sulla Columbia Journalism Review un articolo di Jill Drew sui “nuovi investigatori”. I gruppi no-profit come California Watch costituiscono ormai “un ecosistema emergente di giornalismo d’inchiesta”, che, secondo alcuni osservatori, sopravviverà soltanto nel mondo delle testate no-profit. In molti, tuttavia, ritengono che sia ancora troppo presto per predire il futuro del giornalismo d’inchiesta in questa chiave. Sono diversi coloro che spiegare la situazione attuale ricorrono alla metafora del “Selvaggio West”
In lingua originale: The New Investigators – Nonprofits are breaking new ground. Can they sustain themselves?
Passare un documento confidenziale a Wikileaks, va bene. Permettere alle redazioni, ai giornalisti, ai blogger, alle Ong di creare i propri Wikileaks, è meglio. È all’insegna di questo giudizio che Jean Marc Manach ha elaborato per Owni.fr una serie di interessanti appunti sulla confidenzialità nell’era delle tecnologie informatiche, consigliando a giornalisti e blogger come fare per assicurare alle proprie fonti la massima copertura anche nell’epoca della sorveglianza totale.
In lingua originale: Gorge profonde: le mode d’emploi
24 May
L’Organized Crime and Corruption Reporting Project (Occrp), centro per il giornalismo investigativo che riunisce diverse realtà dislocate nell’Europa orientale, ha presentato un dossier sulla sicurezza privata in quell’area geografica. Viene così riassunta l’inchiesta:
Non esiste luogo che abbia più bisogno di sicurezza. Ma le società che si occupano di proteggere persone, luoghi o proprietà hanno una storia travagliata. Se alcune sono professionali e tentato di battere la concorrenza sleale dei propri governi, altre sono semplicemente strumenti per trafficare in armi. Il settore della sicurezza è nel caos e i suoi costi sono rappresentati da incolumità, denaro e anche vite.
I paesi presi in considerazione sono Serbia (un ambito senza regole), Moldavia (punti di giunzione tra passato e presente), Romania (sistema nuovo, attori vecchi) e Bulgaria (il violento lato pubblico della sicurezza privata).
25 Jan
Il blog di Lsdi racconta che negli Stati Uniti per il giornalismo investigativo sono stati messi a disposizione 143 milioni di dollari in 5 anni dalle fondazioni. Ma aggiunge:
La filantropia probabilmente non potrà continuare a mantenere i gruppi nonprofit per sempre e alcuni di essi si stanno già attrezzando per mettere a punto dei piani finanziari di sostenibilità – Non si esclude nessuna ipotesi, comprese le sottoscrizioni fra i lettori o la vendita di spazi pubblicitari – Un’analisi dell’Associated Press fa il punto sulla situazione, complicata, delle strutture che stanno cercando di riempire i vuoti nel campo del giornalismo d’ inchiesta lasciati dai media tradizionali – Il caso di ProPublica, che ha un budget redazionale annuale di circa 10 milioni di dollari e 36 fra cronisti e redattori e che, per ora, ha le spalle coperte a tempo indefinito – I gruppi non profit hanno cominciato poi a esplorare il modo di mettere in comune le loro risorse – Diversi di loro si sono incontrati a luglio per stilare un Manifesto per l’Investigative News Network, una sorta di cooperativa del “terzo settore” del giornalismo investigativo – L’esempio della National Public Radio.
4 Apr
Luca De Biase segnala come esempio di giornalismo investigativo Tobacco Underground sul contrabbando internazionale di sigarette, dossier curato da Marina Walker Guevara e realizzato da un nutrito team. Di fatto tutto il progetto che ospita questa inchiesta è un esempio da setacciare in profondità: si tratta del Center for Public Integrity, organizzazione non profit che si propone una serie di obiettivi:
- generare reportage investigativi di ala qualità e accessibili, basi di dati e analisi di questioni di importanza pubblica
- diffondere lavori di giornalisti, analisti, studiosi e cittadini usando un mix di media digitali, elettronici e cartacei
- educare, coinvolgere e rendere i cittadini più consapevoli con strumenti e competenze di cui hanno bisogno per compenetrare decisioni del governo e di altre istituzioni
- organizzare e supportare giornalisti investigativi nel mondo che applicano i valori del Centro, la sua missione e gli standard dei progetti oltre confine
- rimanere indipendenti costruendo una base finanziaria solida e sostenibile che includa una comunità di individui impegnati e fondazioni
Chi finanzia le singole inchieste è elencato in ciascuna mentre qui viene spiegato come supportare. Accanto a tutto ciò un blog racconta novità ed evoluzioni del progetto.