“Il tuono”, settimanale d’inchiesta triestino, chiuso d’imperio e senza preavviso dall’editore

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Il tuonoCon l’inizio dell’anno, sembra morire un altro giornale che la cantava chiara. Si tratta del Tuono, settimanale d’inchiesta triestino che, a numero quasi in stampa, s’ visto saltare nonostante (o forse proprio qui sta la causa) le pubbliche denunce di “malaffari politici, mafie ed ingiustizie”. Lo racconta un comunicato diffuso oggi dai giornalisti. Eccolo in versione integrale.

Trieste, 8 gennaio 2011 – L’editore dell’unico settimanale d’inchiesta triestino, “il Tuono”, Daniele Pertot, ne ha cessata la pubblicazione senza preavviso, bloccando la stampa del numero 32 in uscita per oggi (sabato 8 gennaio). Ne erano gi state stampate le locandine, che annunciavano inchieste sul malaffare edilizio comunale e sulle morti per amianto nelle caserme della Guardia di Finanza.

Il settimanale, diretto dal giornalista investigativo Paolo G. Parovel e leggibile anche in rete (www.iltuono.it), usciva a 32 pagine dal 1 maggio 2010, su una linea politico-editoriale di rigorosa indipendenza e con l’impegno cavalleresco in testata di “dire la verit, non avere paura ed aiutare i pi deboli”. Le sue inchieste documentate, che hanno dato origine a procedimenti penali delle Procure di Trieste e Bologna, denunciavano in particolare cartelli degli appalti, mafie, inquinamenti, abusi edilizi ed urbanistici, speculazioni immobiliari e malagiustizia, omesse assistenze sociali e sanitarie ed altre violazioni della legalit e dei diritti dei cittadini.
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Vag61 sotto minaccia: come cancellare una realt indipendente e ricca di cultura

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Vag61 - L'anomalia non si arrendeAffermare che il Vag61 di Bologna sia solo un centro sociale quanto meno riduttivo. Basta dare un’occhiata alle iniziative che si sono succedute nel corso degli anni. Iniziative che hanno consentito non solo il dibattito politico, ma l’emersione di realt attive nel mondo della musica, del teatro, della letteratura, della saggistica, delle migrazioni. Insomma, di quell’ambito che si chiama cultura. Adesso vorrebbero chiuderlo o trasferirlo in zone di non facile accesso, azione frutto della miopia di chi non vede questo valore nel cuore del quartiere della Cirenaica o, pi probabilmente, di qualche speculazione edilizia. Per saperne di pi si legga qui e qui (oppure si clicchi sull’immagine sopra per ottenere il testo completo del volantino esplicativo). E per discuterne de visu, mercoled 1 dicembre, alle 21, ci sar un’assemblea pubblica nella sede di via Paolo Fabbri 110 (vicini di casa del pi noto civico 43 di gucciniana memoria).