Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
21 Sep
Decima edizione di GialloLuna NeroNotte, il festival del giallo e del noir italiani che parte stasera a Ravenna e che proseguirà fino al 30 settembre. Qui il programma completo degli appuntamenti, composto non solo di libri e scrittori, ma anche di musica, spettacoli, mostre e cene.
20 Jun
Thriller pages lo dà in uscita il prossimo 3 luglio. Si tratta di Io sono il libanese di Giancarlo De Cataldo (Einaudi), prequel di Romanzo criminale (romanzo molto liberamente ispirato alla banda della Magliana) e di Nelle mani giuste (i “sopravvissuti” della banda nell’Italia di Tangentopoli, nei nascenti anni Novanta). La scheda del libro anticipa che:
Roma, 1976. Un anno prima che tutto accada. Il Libanese freme. Il Libanese ha tre amici, Dandi, il Bufalo, Scrocchiazeppi. Passa con loro da un colpetto all’altro, tiene le armi delle altre bande. Il Terribile, che aspira a diventare il capo dei capi, tratta lui e gli altri pischelli come miserabili. Ma il Libanese non è uno dei tanti. Il Libanese ha un sogno. Un sogno ancora troppo grande per lui. Poi, una sera, il Libanese incontra Giada. Lei è bella, ricca, inquieta. Lei vuole cambiare le cose. Lei vuole fare la rivoluzione. Giada appartiene a un altro mondo. Il Libanese ne è stregato. E nello stesso tempo comincia a intuire che proprio da quel mondo potrà venire l’idea che gli permetterà di rendere il suo sogno una realtà. È grazie a lei, inconsapevole guida, che il Libanese penetra nel mondo dei ricchi, prima come pusher di un grande artista schiavo dell’eroina, e poi organizzando, con i suoi compari, un primo sequestro di persona (preludio di quello che segnerà, appena pochi mesi dopo, la nascita della Banda): il sequestro di un ricchissimo palazzinaro, padre di Sandro, l’amico del cuore di Giada.
(Via Diego Riggi)
8 May
Il saluto di Davide Turrini a un grande, Stefano Tassinari, in questo articolo:
Tassinari mancherà a Bologna e alla sua Ferrara. Uomo vero, non avvezzo ai compromessi, sempre in prima linea ad insegnare, come un novello Rossellini l’immenso patrimonio culturale che il nostro paese continua a trascurare e spazzare sotto il tappeto. Gliene parlammo poco tempo fa, sulle poltroncine dell’Itc, prima della millesima replica di Kohlhaas del suo amico Marco Baliani (Tassinari dirigeva la rivista Letteraria e tra i collaboratori aveva anche il drammaturgo laziale). A Bologna ci vorrebbe un teatro, una sala esclusivamente per i reading letterari. Tassinari l’avrebbe voluta, magari battendo una nuova strada, continuando a trasformare questa nuova forma teatrale dove sperimentare la trasmissione del sapere. Ora che Tassinari non c’è più, e che ci mancherà moltissimo, qualcuno si ricordi di lui e gli regali uno spazio e un luogo dove le sue parole e il suo intelletto si possano continuare ad ascoltare nei decenni a venire.
Continua qui.
15 Feb
Su Internazionale si segnala in America Latina il boom del periodismo narrativo:
Negli ultimi anni in America Latina si è affermato un genere molto fortunato che mescola bella scrittura e giornalismo, si chiama periodismo narrativo. In Spagna sono in uscita due antologie che lo celebrano: Antología de crónica latinoamericana actual (Alfaguara) e Mejor que ficción. Crónicas ejemplares (Anagrama).
E a corredo viene indicato il post ¿El boom de la crónica latinoamericana? pubblicato sul blog Papeles Perdidos della versione online di El Pais. Qui, citando Gabriel Garcia Marquez, si dice che “fiction e non fiction [...] sono unite da quello che le separa: la letteratura”.
15 Nov
In tempi di nuovi emarginati, indignati e flash mob sotto il segno della “v” di vendetta, quella che fa Valerio Evangelisti nel romanzo appena uscito One big union è la rievocazione di un’utopia. E per parlarne parte con una richiesta: “Non chiedetemi di Eymerich, è morto”. L’inquisitore protagonista di molti suoi libri precedenti sarà anche passato a miglior vita, ma il suo creatore per adesso non sembra sentirne troppo la mancanza perché è la volta di raccontare del sindacalismo rivoluzionario statunitense arrivato a fine corsa degli anni Venti del secolo scorso. Ma che ha lasciato il segno, distinguendosi da un sindacalismo socialista o anarchico soprattutto per la valenza visionaria: arrivare a un’organizzazione che rappresentasse anche i non rappresentati e che di qui modificasse l’assetto sociale, oltre che lavorativo.
I sindacalisti rivoluzionari si muovevano tra boscaioli mutilati, ferrovieri costretti a calarsi sulle rotaie per azionare gli scambi o proletari di campagna. Gente senza importanza nel sistema economico americano di allora perché senza specializzazione. Si infilavano tra cinesi, russi, italiani (definiti i crumiri per eccellenza) e non erano pacifisti. “In realtà subirono la violenza più che praticarla”, dice Evangelisti, “si pensi per esempi a quando erano vittime di tiratori scelti nelle zone minerarie. Ma ci provarono a cambiare”. E ci provarono con strumenti diversi: il fumetto come medium per veicolare contenuti sindacali in mezzo all’analfabetismo e la musica, riscrivendo i testi di canzoni allora in voga come accaduto con l’inno dell’esercito della salvezza, l’unico autorizzato a sfilare pubblicamente.
One big union sembra quasi una voce dal passato per parlare oggi di disoccupazione, flussi migratori, povertà in aumento. “Quella del sindacalismo rivoluzionario”, spiega ancora l’autore, “è stata una voce fuori dalle ideologie preponderanti del tempo, il marxismo dogmatico e l’anarchismo puro. È una storia, la storia che volevo scrivere”.
Continua sul Fatto Quotidiano Emilia Romagna
3 Jun
Una biblioteca rappresenta molteplici realtà. Così, all’inizio del 1971, diversi autori festeggiano di una. Tra questi, Isaac Asimov, Hardie Gramatky, Theodore Geisel e E. B. White.
(Via BoingBoing)
24 Sep
Parte il 1 ottobre e si conclude il 12 l’edizione 2010 (l’ottava) di GialloLuna NeroNotte – Festival del giallo e del noir italiani tra Ravenna e Forlì:
Proseguendo nell’indagine sulla letteratura di genere, il festival GialloLuna NeroNotte [...] lo sguardo sulla narrativa “di paura”, o gotica, partendo dai vampiri, simbolo “nobile” dei non-morti. Il tutto presentato al pubblico attraverso incontri con gli autori, mostre, concerti, cene con delitto, conferenze, iniziative editoriali di solidarietà che [...] prenderanno vita in vari luoghi.
Il programma è questo e a breve saranno online anche i luoghi. In ultimo (but not least) una delle menti dietro a questo festival è davvero uno spettacolo.
13 Jun
Nazione indiana racconta una storia fascista:
Condannato a due mesi di reclusione con tutti i benefici di legge
Si è conclusa con la condanna a due mesi di reclusione (pena comminata dal giudice monocratico di Città di Castello PG), il procedimento di 1° grado che vede imputato lo scrittore Divier Nelli, accusato (Delitto di cui artt. 595 c. 1° e 3° Cp.) di avere offeso la reputazione dei congiunti di Casella Marcello (defunto) attribuendo a questi, nel romanzo giallo Falso Binario (Passigli Editori, 2004), la responsabilità dell’omicidio di Barsottelli Ottavio, avvenuto a Viareggio (Lu) l’11 settembre del 1931. “Siamo abbastanza soddisfatti, si tratta del minimo della pena prevista”, ha commentato l’avvocato Aldo Lasagna “ricorreremo in appello contando in un ribaltamento della sentenza. In appello sarà ripreso in esame il materiale storico già agli atti, comprese le note di polizia dell’epoca che potrebbero fare nuova luce sul delitto Barsottelli.”
E segnala anche che l’approfondimento è qui.
3 Jun
Scrivere sui margini – Festival delle letterature e delle società al Villaggio Barona dal 4 al 6 giugno. Preciso lo scopo:
Il festival delle Letterature e della Società vuole dimostrare che anche nelle periferie è possibile realizzare fare e portare cultura, realizzare iniziative di qualità superando stereotipi e atteggiamenti che spesso hanno relegato i quartieri marginali delle città in posizioni residuali rappresentandoli come luoghi del degrado e dell’insicurezza lasciandoli in una situazione di abbandono e di dimenticanza.
(Via Vibrisse Bollettino)
30 Apr
Per capire cosa accadrà a Carpineti, provincia di Reggio Emilia, dal 29 maggio al 4 luglio, si provi a dare un’occhiata qui. Uno dei responsabili di aver trovato “il tempo delle storie e i luoghi per raccontarle” è Patrick Fogli, che da mesi lavora in silenzio all’organizzazione. Una trentina gli eventi contenuti nel programma, all’interno del quale compaiono nomi come quelli di Lella Costa, Danilo Arona, Maurizio Torrealta, Concita De Gregorio, Giulio Cavalli, Nicola Gratteri, Massimo Carlotto, Umberto Ambrosoli, Carlo Bonini, Daniele Biacchessi, Ferruccio Pinotti, Marco Travaglio, Milena Gabanelli, Ivano Marescotti, Carlo Lucarelli, Stefano Tassinari o Luigi Bernardi. Dal canto mio, sarò presente il 20 giugno alle 18.30, in piazza Matilde di Canossa, per l’incontro Raccontare la realtà: il giornalismo d’inchiesta e il 4 luglio, stesso luogo ma alle 15.30, per parlare di E rimasero impuniti e Attentato imminente con Simona Mammano.
9 Feb
Ecco un libro che, per gli amanti del genere (anche se un testo di questo tipo soffre a essere ridotto all’interno di “gabbie di genere”), è un cult. Si tratta dell’opera di Raymond Rudorff intitolata Gli archivi di Dracula e in uscita tra un paio di giorni per i tipi di Gargoyle Books, casa editrice apprezzata da queste parti. Il volume, pubblicato per la prima volta nel 1971, è importante per una serie di ragioni. La prima, l’originalità dell’approccio dell’autore, giornalista inglese e scrittore con una bibliografia composta da una quindicina di titoli, tra saggi e romanzi:
Rudorff, però, si spinge oltre l’analisi storica e converte la sua somma erudizione in creatività: con superba maestria, utilizza i dati acquisiti e la conoscenza delle tradizioni popolari e religiose transilvane per dare vita a una narrazione dall’avvincente ed elegante impianto gotico. Una narrazione non esente dalle suggestioni visive della filmografia Hammer che, maggiormente interessata a far emergere le potenzialità sadiche del vampiro piuttosto che i suoi tormenti interiori, ha reso in termini più sofisticati e compiuti ciò che il precedente cinema horror aveva soltanto tracciato: l’indomita attrazione per il terrifico come mistero profano con cui è possibile misurarsi e non soltanto rimuovere.
La seconda, la trama, che coniuga in parallelo fatti contemporanei (alla vicenda, ambientata alla fine del XIX secolo) e vicende ancestrali:
(more…)
10 Jan
Pubblicando con Stampa Alternativa, di questo libro era da un po’ che sentivo parlare e mi incuriosiva parecchio. Ora è in uscita. Si intitola Il fioraio di Peron ed è stato scritto da un autore davvero bravo, Alberto Prunetti (per averne conferma si provi a leggere il suo Potassa e gli articoli per Carmilla). Ecco di che parla:
L’Argentina di ieri e quella di oggi, unite da una Storia che, tra crisi e trasformazioni, resta pervicace nelle sue linee di fondo e in cui il peronismo riemerge periodicamente quale collante politico e culturale di una nazione. Nazione ben strana, del resto, in cui apparente spensieratezza italiana e apparente tragicità spagnola hanno dato luogo a una curiosa sintesi, che differenzia il paese da tutto il resto dell’America Latina. Il romanzo narra episodi in gran parte veri, ma ciò è irrilevante: ciò che è vero al di là di ogni dubbio è il contesto umano e sociale che, nel narrare la vicenda di un fioraio italiano giunto vicino alle sedi del potere, e quella parallela di un erede che ne cerca le tracce, Alberto Prunetti mette in evidenza. Con un linguaggio terso e incisivo, in cui piccoli dettagli, rapide annotazioni, osservazioni di poche righe assurgono a sintomi di un dramma più vasto. Il simbolo più significativo di tutto ciò è la Casa Rosada, così chiamata – impariamo – perché tinta con sangue bovino all’epoca della costruzione. Un colore tenue e piacevole, dunque, che allude a una crudeltà sempre pronta a trasudare, fatta di prepotenza e pulsioni autoritarie. La complessa realtà argentina non poteva essere descritta meglio.
E già che si segnalano libri interessanti (anche se in questo caso per altri motivi), sempre per lo stesso editore sta uscendo anche La fine del copyright di Joost Smiers e Marieke van Schijndel:
Quando sono pochi conglomerati internazionali a controllare saldamente il bene comune della comunicazione e della produzione culturale, è a rischio la democrazia stessa. La libertà di comunicare che spetta a ciascuno di noi e il diritto individuale di partecipare alla vita culturale della propria comunità (come sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) non possono non indebolirsi davanti al diritto esclusivo assegnato dall’odierno copyright a un pugno di manager e investitori, guidati unicamente dai propri interessi ideologici ed economici.
8 Jan
Dal 5 al 7 febbraio 2010 torna il festival NebbiaGialla di Suzzara (Mantova), giunto alla quarta edizione. Per dare un’occhiata al programma, la pagina è disponibile qui.
21 Dec
Mentre oggi stavo scrivendo le righe che seguono, mi è capitato di leggere un post attinente e così sono diventate due le notizie che riguardano Gargoyle Books, la casa editrice citata più volte da queste parti e specializzata in romanzi horror che sono una garanzia di qualità per quanto riguarda questo genere letterario. Veniamo prima alla novità più recente, che si può leggere sul blog di Andrea G. Colombo, Il Diacono: anteprima copertina e date.
Da quando Horror Mania, la rivista da edicola che ho curato per quasi 4 anni, ha chiuso i battenti, in molti mi hanno chiesto che sorte sarebbe toccata al Diacono, il tenebroso monaco esorcista che ho creato nel 2004 e “testato” sulle pagine della rivista lanciando una sorta di sfida letteraria aperta a tutti. Di solito la mia risposta era: sto pensando a un romanzo. Ecco, alla fine ho smesso di pensare e ho iniziato a scriverlo [...]. Il romanzo che leggerete a ottobre 2010 farà presumibilmente parte di una trilogia. Ogni libro sarà godibile singolarmente. Ma tutti insieme saranno un pantheon, una nuova Genesi. O meglio: saranno il Libro dell’Apocalisse.
E a pubblicarlo sarà proprio Gargoyle (dunque l’ottobre 2010 è un mese da segnarsi per chi legge horror). Se si vuole iniziare fin da subito, però, oltre a quanto già finito in queste pagine, c’è anche un libro uscito lo scorso ottobre, Il morso sul collo, dello scrittore inglese Simon Raven. Che si avvale di uno stile molto british per raccontare una storia che sembra uscita dal gotico ottocentesco.
In diversi passaggi – e soprattutto alla fine della lettura – questo romanzo sembra infatti richiamare gli spostamenti per mezza Europa di Jonathan Harker, il personaggio che Bram Stoker fa finire (e ripartire) dal castello transilvano del conte Dracula. Nelle pagine di Raven, invece, ci si sposta verso la Grecia e la professione di avvocato (svolta da Harker) viene sostituita da quella di archeologo. E come potrà confermare padre Lankaster Merrin, il sacerdote che in Iraq ritrova una statuetta raffigurante Pazuzu (qua siamo scivolati invece nel romanzo L’esorcista di William Peter Blatty), questa è una professione che, a livello di rischi, va ben al di là degli infortuni durante gli scavi. Se il sacerdote di Blatty “libera” appunto il demone che poi si insedia a Washington dando origine alla ben nota vicenda, Richard Fountain, il personaggio chiave di Raven, inciampa nel vampirismo riportando su carta non solo una storia di non morti, ma una coreografia di culti pagani e culture europee tale a far apprezzare il libro quasi come un saggio di antropologia narrata. Infine a rendere più “ottocentesca” la vicenda c’è il filtro di un’indagine di polizia e del flashback di un vecchio compagno di studi. Insomma, è una lettura più che consigliata in vista del periodo che sta per iniziare.
17 Dec
A far compagnia all’ormai consolidato NightMare Film Festival di Ravenna, si aggiunge un nuovo evento da mattere in calendario per il prossimo marzo. Dal 19 al 21, infatti, Orvieto ospiterà la prima edizione del Fantasy Horror Award. Qui si può vedere da chi è composto il team che sta preparando la tre giorni (organizzata da FunFactory e Associazione Culturale Art Maco Ballet e promossa da Chello Zone – canale 132 di Sky – con il patrocinio dell’amministrazione comunale) e qui invece la location (il teatro Mancinelli). Questa invece la presentazione dell’evento:
Il primo Fantasy Horror Award sarà un festival [...] durante i quali saranno premiati [...] artisti cinematografici, televisivi e letterari italiani e stranieri. Il festival sarà mandato in onda da Fantasy (canale Sky 132) e avrà una risonanza internazionale [e] durante la tre giorni, Funfactory Entarteinment girerà diversi documentari sui vari eventi e sugli importanti ospiti presenti.
Due sono i concorsi proposti: Fantastique per scrittori (da qui si può scaricare il bando, .rar, 65KB) e Fantastic Land per fumettisti. Le iscrizioni chiudono il 20 febbraio prossimo mentre si deve attendere ancora per il programma definitivo.