Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
17 Dec
Per tornare a parlare di Bagnara di Romagna, di seguito viene riportato un paragrafo scritto da Sandro Provvisionato e contenuto nel libro Giustizieri sanguinari – I poliziotti della Uno Bianca. Un altro mistero di Stato, uscito nel maggio 1995 per i tipi di Tullio Pironti Editore (pagine 52-55). Il testo del giornalista, che da anni cura anche il sito Misteri d’Italia, ricostruisce ciò che accadde a Bagnara e inserisce un particolare su cui c’erano testimoni ma che non rientrò tra le verbalizzazioni inserite negli atti: la presenza di uomini in borghese che entrarono nella caserma per trafugare – si ipotizzò – documenti che forse avrebbero potuto fare luce completa dell’eccidio. La scomparsa di documenti venne successivamente sempre negata, ma la presenza di alcuni individui in borghese è invece confermata. Si trattava di uomini del centro Sismi di Bologna, tra cui c’era anche Marco Mancini, l’ex ufficiale del servizio militare il quale – pur dichiarandosi estraneo ai fatti contestatigli – è oggi sotto indagine per il caso Telecom e prima per il sequestro di Abu Omar. Di seguito il testo di Sandro Provvisionato, “La strage di Bagnara”. (more…)
15 Dec
Forse non tutti sanno che tra pochi giorni scade un ultimatum: quello che la Somalia delle Corti Islamiche ha lanciato all’Etiopia per il ritiro delle truppe entrate nel paese per presidiare il governo ad interim insediatosi a Baidoa. Mentre il paese è un’altra volta alle prese con emergenze sanitarie e con nuovi problemi climatici, si ritorna a un passo dal conflitto nel Corno d’Africa senza che i conflitti tra i signori della guerra si siano mai realmente sopiti.
Inserita nella lista delle dieci crisi umanitarie più ignorate dalle TV, la situazione somala ora potrebbe tornare più o meno velocemente a quella che era nei primi Anni Novanta con il ritorno dei Caschi Blu dell’Onu. Che fallirono ai tempi. E per un ragguaglio sulla situazione somala, utile è l’inchiesta Nubi Somale di Maurizio Torrealta ed Elisa Marincola. Ma perché lo stato della Somalia, a quindici anni dalla fine della dittatura di Siad Barre, è ancora oggi così instabile? (more…)
12 Dec
Prendendo spunto da alcune riflessioni di Sbancor contenute nell’articolo 12 dicembre 2006: nessun imputato per l’anniversario pubblicato da Carmilla a trentasette anni di distanza dalla strage di Piazza Fontana, aggiungo qualche passaggio in riferimento agli “amici americani” e alle ingerenze atlantiche. Sulle quali dice Sbancor:
[oggi esistono] solo tracce, e probabilmente solo dell’ultimo livello. Ma abbastanza per capire il gioco. Sulla presenza dei servizi segreti della Grecia dei “colonnelli” non c’erano mai stati dubbi. Certo, molto c’è da lavorare sui documenti che via via verranno “declassified” dalla CIA. Se verranno declassificati anche quelli sull’Italia.
A proposito di Piazza Fontana e degli “amici americani”, nella relazione riguardante l’Organizzazione “O” redatta dal V Comando Militare Territoriale, si leggono le parole del generale Gianadelio Maletti, ex ufficiale del controspionaggio italiano. Parole che risalgono al marzo 2001 e che furono pronunciate al processo per l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura: (more…)
11 Dec
Viene ricordato come un delitto machista, consumato nelle più anonime retrovie della destra sanbabilina degli Anni Settanta. È il girone dei menefreghisti, popolato da quelli che non spiccano nella lotta politica in piena esplosione per le vie del centro di Milano, e i protagonisti di questa vicenda se ne fregano discretamente di quel che accade. E, quasi ne fosse una conseguenza, la fine di Olga Julia Calzoni, uccisa a sedici anni da due amici che volevano simulare un sequestro a scopo di estersione, è un crimine nei fatti senza movente, perpetrato per dimostrare forza, superiorità, messa in scacco di chiunque sia più debole. Come del resto accade ancora oggi quando, senza arrivare all’estremo dell’omicidio, il bullismo torna d’attualità sui giornali senza essere mai scomparso dai corridoi delle scuole o dai rapporti di forza che si instaurano nelle compagnie di giovani che si muovono in gruppo. Occultato, semmai, dai silenzi di chi ha paura, dalla prepotenza di chi impone la sua legge e dalla complicità di chi guarda da un’altra parte. E tornato a far parlare di sé solo perché casualmente finito sotto l’occhio di tutti. (more…)
9 Dec
Il reato di Helen Duncan fu quello di aver sentito durante la seconda guerra mondiale un disastro della Marina britannica prima che questo fosse reso noto. Allora (era il 1944) venne arrestata, accusata di tradimento e condannata in base al Witchcraft Act, la legge contro la stregoneria che risale al 1735. Del suo caso si interessò anche il primo ministro britannico Winston Churchill che la visitò in carcere e, rieletto nel 1951 all’età di 77 anni, abrogò la settecentesca norma.
Ora la BBC rievoca la vicenda e la ricostruisce un sito creato ad hoc. Sul quale, a cinquant’anni dalla morte della donna, si annuncia la richiesta di revisione della condanna.
3 Dec
Premessa
In un’intervista di diversi anni fa, Carlo Lucarelli a domanda rispondeva che alcuni delitti irrisolti restano nella memoria collettiva più di altri per una serie di ragioni. Tra cui il contesto generale. Potrebbe essere il caso di Martine Beauregard, uccisa il 18 giugno 1969 alle porte di Torino senza che mai sia stato individuato il colpevole. Ai tempi la storia fece scalpore: senza arrivare al terremoto politico e sociale che nel 1953 seguì l’assassinio di Wilma Montesi, la fine della ragazza di origine francese scosse profondamente gli ambienti ricchi e mondani del capoluogo piemontese. Una realtà che all’apparenza sembrava così vicina a quella ritratta pochi anni prima da Federico Fellini a Roma, ma che, senza scavare neanche così tanto, si rivelava ben più miserabile dietro il suo edulcorato perbenismo. (more…)
26 Nov
La vicenda di seguito rievocata risale al 1944. Anno di guerra. Anno di eserciti alleati contro eserciti occupanti in cui infuria la lotta partigiana e il tribunale speciale della repubblica di Salò decreta la morte dei componenti del Gran Consiglio che il 25 luglio precedente destituirono Mussolini. In cui Palmiro Togliatti pronuncia il discorso di Salerno che segna la via democratica del partito comunista italiano. In cui Roma viene liberata.
Ma è anche l’anno in cui, nel mese di marzo, ha luogo una delle più gravi sciagure ferroviarie di cui oggi si è quasi persa memoria. Questa storia è ambientata sulla linea Battipaglia-Potenza, nella Galleria delle Armi, tra le stazioni di Balvano e Bella-Muro. Sul treno merci 8017, partito da Napoli alla volta di Potenza, 47 vagoni a cui si deve aggiungere una seconda motrice modello 476 di montagna altrimenti il convoglio non riuscirà a superare le pendenze di montagna, viaggiano abusivamente circa seicento persone. Ne moriranno 512 e di queste 193 non verranno identiticate. Le cause della sciagura verranno attribuite all’eccessivo peso del treno e al carbone che gli Alleati usavano per la trazione dei convogli. Combustile importato dalla Jugoslavia di qualità scadente, ricco di scorie e a basso potere calorico. Il che, tradotto in altri termini, vuol dire un’alta percentuale di monossido di carbonio. (more…)
25 Nov
Su Libera Cultura si segnala la pubblicazione elettronica di un fumetto, Uccidere un hacker, realizzato da Andrea Ferraresso e rilasciato con licenza Creative Commons. È la cronaca di ciò che presumibilmente accadde prima del giugno 1999, quando Karl Koch, del tedesco Chaos Computer Club e conosciuto nel cyberspazio con lo psedonimo di Hagbard-Celine, venne ritrovato senza vita nei boschi tra Hannover e Wolfsburg.
Non era uno sconosciuto, Koch, era stato negli Anni Ottanta uno dei protagonista della scena dell’hacking europeo insieme ad altri due hacker, Pengo e Markus H. Di loro si erano occupati la stampa, erano stati tra i protagonisti del libro uscito nel 1990 The Cuckoo’s Egg, scritto da Clifford Stoll, e di 23 di Hans-Christian Schmid e Michael Gutmann. Una storia mai del tutto chiarita, tra passione, malattia e servizi segreti.
24 Nov
La legge Bacchelli prevede l’assegnazione di un sostegno economico ai cittadini che, pur essendosi distinti nella loro attività culturale, sportiva o altro, versano in stato di indigenza. Aldo Braibanti, partigiano (per questo fu fatto prigioniero dai nazisti), filosofo e artista, è un intellettuale di rara vivacità. Ma è anche l’unico a essere stato condannato – innocente – per plagio in un’Italia di maturo boom economico, scossa dai fremiti della contestazione politica e a un passo dagli Anni di Piombo, ma ancora clericale e bacchettona. La causa che lo portò al carcere? Omosessuale dichiarato, subì la conseguenza dell’azione della famiglia di un giovane – comunque maggiorenne – con cui Braibanti aveva una relazione. Feroce fu l’iter processuale, ricostruito nel libro del 2003 Il processo Braibanti di Gabriele Ferluga, e a sostegno dell’intellettuale si creò una massiccia mobilitazione di uomini di cultura e politici. Successivamente non se la passò bene e sono almeno vent’anni che Braibanti versa in stato di indigenza. Ora arriva il vitalizio tra la soddisfazione per il provvedimento e l’amarezza per tutti gli anni di ritardo. (more…)
23 Nov
“Da bambino, giocavo spesso in una vecchia casa della mia strada. Da che avevo memoria, me la ricordavo vuota e così era rimasta – si diceva – da quando il giovane occupante si era tolto la vita. A volte, quando stavamo giocando, si sentiva – e lo sentiamo ancora come se fosse oggi – una porta che si stava aprendo… Ora in quella casa ci sono tornato per dipingere in due punti un fantasma in bianco e nero. L’ho fatto per sfidare chiunque provi a entrarvi”.
The Ghost House, Skul, Ghent (Belgio).
19 Nov
Questa vicenda è ambientata nella seconda metà degli Anni Sessanta. Si svolge nell’Oltrepo Pavese, in un paese – Montù Beccaria – dove la Pianura Padana ha già ceduto il passo alle colline. È terra di vigneti, di gente che lavora duramente, di piccoli imprenditori ante litteram che dagli scoscesi pendii pre-appenninici ci ricavano fonte di sostentamento per sé e per le proprie famiglie. È una vicenda che inizia con una morte improvvisa e che con un’ulteriore morte improvvisa si conclude. In mezzo ce ne sono altre tre. È la vicenda della famiglia Scabini. Di Alberto che, secondo l’accusa, tenta di far fuori i congiunti per accapparrarsi l’eredità, ma poi viene assolto. Lui che ha sempre negato, che ha ripetuto di non c’entrare con la fine del fratello, di una cuginetta, della madre e di un’amica della nipote. E che morirà in modo identico ai familiari: intossicato al parathion, un anticrittogamico molto impiegato in agricoltura a quei tempi. Suicidio per rimorso, si dirà, e questa sarà anche la tesi accolta dagli inquirenti. Vendetta, mormorerà qualcun altro. Ma l’archiviazione dell’indagine, che non farà luce su alcuni elementi strani legati all’ultima morte, non permetterà di ottenere una conclusione incontrovertibile in questa vicenda.
A tutta prima, sembra un cuore che si ferma
In questa vicenda, il primo a morire è un viticoltore di 52 anni, Giuseppe Scabini. Con una tempra che sembra ancora quella di un uomo molto più giovane, non si risparmia: il poco tempo che non trascorre nei campi, lo passa in giro a vendere i raccolti della sua azienda agricola e a comprare materiale e attrezzature. Aveva fatto la guerra, Giuseppe, come bersagliere ed era stato anche ad El Alamein. (more…)
17 Nov
17 o XVII. Che anagrammato diventa VIXI. Che in latino è un verbo al tempo perfetto. Che tradotto in italiano vuol dire vissi (e magari ora non più). Già per questo ci sarebbe da ricorrere alla scaramanzia. Si pensi poi che il 17 se la litiga con il 13 sulla vera data di un evento storico: perché accadde un venerdì dell’Anno Domini 1307, mese di ottobre, che Filippo il Bello diede ordine di sterminare i Templari (sicuramente in quell’occasione qualche maledizione fu lanciata). A dire il vero, però, le due cifre se la litigano per mania di protagonismo e folklore popolare: la drastica fine dell’ordine ispirato da Bernardo di Chiaravalle avvenne il 13 ottobre.
Ma ci sarebbero altre ragioni per far ritenere il 17 un numero sfortunato: il diluvio universale, secondo l’Antico Testamento, iniziò il 17° giorno del secondo mese (ma si concluse lo stesso giorno del settimo mese). I pitagorici lo aborrivano perché, misero, se ne stava tra il 16 e il 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6. Luigi XVII, misero pure lui, inciampò nella Rivoluzione Francese e nel 1795, malaticcio e cagionevole, morì carcerato nella prigione del Tempio (che peraltro fu in precedenza luogo sacro dei Templari). (more…)
16 Nov
Ci sono anniversari di cui si è persa memoria al di fuori degli ambiti strettamente privati. È il caso dei carabinieri di Bagnara di Romagna, trucidati il 16 novembre 1988, diciotto anni fa, all’interno della caserma presso cui prestavano servizio. Omicidio-suicidio, si disse, un episodio di follia per chiudere velocemente il caso, seppellire i morti e riprendere vita e attività di sempre. Questo malgrado la vicenda abbia lasciato dubbi e ancora oggi ci sia chi si pone domande.
12 Nov
Nella prima metà degli Anni Ottanta, a Bologna, si verificarono quattro omicidi collegati in modo più o meno pindarico al DAMS. Per l’opinione pubblica e per i giornali, sarebbe stato in azione un serial killer che uccideva chi ruotava intorno alla facoltà universitaria emiliana. Ma era solo una suggestiva ipotesi, una fantasia, per una serie di crimini che nulla avevano a che vedere l’uno con l’altro.
Le vittime furono Angelo Fabbri, 26 anni, Liviana Rossi, 22 anni, e Francesca Alinovi, 35 anni. Infine la storia di Leonarda Polvani, forse quella maggiormente misteriosa tra i quattro crimini finiti sotto la posticcia etichetta dei delitti del DAMS [1].
Scomparsa sotto casa
È il 29 novembre 1983, sono le otto di sera. C’è una giovane donna che arriva a casa in auto, imbocca l’ingresso del garage e va a parcheggiare dietro la vettura del marito. È partita una mezz’ora prima dal centro di Bologna dove lavora come disegnatrice di preziosi per una gioielleria e ora è a Casalecchio di Reno, cintura del capoluogo emiliano. Una volta spento il motore, afferra la borsa, un sacchetto che contiene una confezione da sei di uova e una gavetta di metallo con cui si porta il pranzo al lavoro. Fa per avviarsi di sopra, verso l’appartamento nel quale vive con il marito. Ma a quel punto scompare. Sparisce lungo un percorso che sarà sì o no di cinque metri. (more…)
5 Nov
Premessa
La vicenda della strage del cinema Statuto di Torino è reale. Venne avviata un’inchiesta per stabilire eventuali colpe nella morte di tutta quella gente, 64 persone. Di fatto, a essere condannati per via delle uscite bloccate e per negligenza furono solo il titolare, la maschera e gli operai che avevano lavorato all’interno. Nessuna conseguenza invece per i componenti della commissione di vigilanza che avevano dato l’ok alla riapertura del cinema. A loro favore si pronunciò nel 1995 anche la Corte dei Conti esimendoli da qualsiasi risarcimento. Per una quarantina delle vittime vennero officiati funerali di stato a cui partecipò anche l’allora presidente della repubblica, Sandro Pertini, al quale il rogo aveva ucciso un corazziere. Venti famiglie invece scelsero, in segno di protesta, una cerimonia privata. In seguito all’incendio, venne modificata la legislazione vigente, che risaliva al 1953, vietando l’utilizzo di materiali infiammabili e introducendo nuove misure di sicurezza nei luoghi pubblici.
Oggi, al posto del cinema, sorge un condiminio con quindici appartenenti.
Anche la storia di Maddalena e Paolo è vera. O almeno così si cerca di farla passare. Gli unici particolari che non corrispondono a realtà sono i nomi degli improvvisati spiritisti. (more…)