Ecn – Isole nella rete: sequestrato dal Fbi il server a New York del network indipendente europeo

Standard

Ecn – Isole nella rete è un pezzo della storia della rete, non solo italiana. E adesso arriva la pessima notizia del sequestro del server:

Lo scorso mercoledì, 18 aprile, alle 16:00 ora di New York City (le 22:00 ora italiana), le autorità Federali statunitensi hanno rimosso un server dalla colocation condivisa da Riseup Networks e May First/People Link a New York City. Il server sequestrato era gestito dall’italiana ECN.org il più vecchio fornitore di servizi Internet indipendente d’Europa che, tra le altre cose, fornisce il servizio di anonymous remailer Mixmaster, obiettivo di un’indagine dell’FBI in merito alle minacce di attentati all’Università di Pittsburgh.

Continua qui.

Stop the Traffik: “Ogni anno a migliaia di donne viene promessa una carriera da ballerine in Europa occidentale. Purtroppo finiscono qui”

Standard

“Ogni anno a migliaia di donne viene promessa una carriera da ballerine in Europa occidentale. Purtroppo finiscono qui”. Cioè sul marciapiede o in “case” private dei quartieri a luci rosse. Il video che compare sopra, ripreso da Cado in piedi, di questo si occupa:

Le prostitute ballano per denunciare lo sfruttamento sessuale delle donne in Europa. Il filmato è stato girato dall’agenzia pubblicitaria belga “Duval Guillaume Modem” e promosso da “Stop the Traffik”, associazione che da anni combatte il mercato clandestino degli esseri umani. Il filmato è stato realizzato nel quartiere a luci rosse di Amsterdam.

Qui il sito di Stop the Traffik.

Wikileaks, online i “Global Intelligence Files”: in 5 milioni di mail alcuni dei segreti dell’intelligence privata

Standard

Global Intelligence Files

Hanno iniziato ad andare online i Global Intelligence Files, oltre cinque milioni di mail interne della Stratfor, società di intelligence privata. Qui l’elenco delle release via via rilasciate mentre qui un articolo di Stefania Maurizi (di cui si parlava da queste parti) che fa il punto dell’operazione targata Wikileaks. Alcuni di questi i temi:

La schedatura degli utenti di Facebook attuata da un’agenzia privata di intelligence. I soldi a Zuckerberg da un’altra azienda specializzata nel raccogliere informazioni sulle persone. I rapporti tra spionaggio privato e Cia. Il ruolo di informatore di un ambasciatore italiano.

Continua qui.

Acta: un’infografica fa il punto in Europa dei Paesi che hanno aderito all’accordo internazionale che mina la libertà in rete

Standard

Acta: chi ha firmato l'accordo al 21 febbraio 2012

Si intitola Acta: tutto quello che avete sempre voluto sapere e l’infografica pubblicata sopra fa il punto dei Paesi europei che hanno firmato l’accordo internazionale. Un accordo in base al quale, per combattere contraffazione e violazione del copyright, si rischia l’ennesimo giro di vite alla condivizione delle informazioni in rete.

La rete e i lucchetti: dal software ai brevetti fino a oggi, con l’informazione sui social media. Ma il passato insegna che non funzionano

Standard

Viene segnalato l’intervento di Fabrizio Goria su L’Inkiesta. Argomento: Ma davvero Reuters voleva mettere il bavaglio ai miei tweet? Scrive Goria:

Twitter sta rivoluzionando il mondo del giornalismo. Con la sua velocità e la sua capillarità, riesce a raggiungere qualsiasi angolo. Ma può capitare che un colosso come Thomson Reuters decida di prendersela con i reporter, come me, che citano l’agenzia stampa per diffondere news, minacciando azioni legali. L’agenzia di stampa poi, per fortuna, fa marcia indietro dopo che i suoi stessi giornalisti si mostrano sorpresi per l’iniziativa. Ma la storia evidenzia i problemi che hanno i media tradizionali a muoversi nell’innovazione tecnologica e soprattutto in Twitter, che a differenza di Facebook, è un social media e non un social network.

Spunti interessanti che riprongono una questione affrontata con i brevetti sul software (e dunque sulle idee, ma bon solo, si ricordi per esempio quelli sulle pratiche yoga di diverso tempo fa), l’irrigidimento delle norme sul diritto d’autore e anche le recentissime proteste anti-Acta. Sarebbe da formulare un lungo discorso sull’innarestabilità dell’innovazione (e sull’inutilità dei lucchetti: riuscirono per esempio negli anni Novanta ad impedire la diffusione della cifratura di PGP? Pare di no). Ma rimane il discorso che, per quanto impedimenti si possa porre, la diffusione delle informazioni in Rete è qualcosa a cui non si può porre sbarramento. E deve essere così.

Banca della memoria ebraica: progetto sulla rinascita dopo la Shoah finanziato con l’8 per mille all’Ucei

Standard

Banca della Memoria ebraica

Nasce la Banca della memoria ebraica che così si presenta:

La Banca della Memoria è un progetto web destinato alla raccolta, alla classificazione e alla diffusione delle esperienze di vita e dei ricordi delle persone nate prima del 1940. È il primo progetto del genere che viene realizzato in ambito ebraico [e] ha l’obiettivo di preservare la memoria delle nostre comunità, fatta di piccole e grandi storie individuali e collettive. Abbiamo un patrimonio di memoria fatto di usi, costumi, abitudini, tradizioni, vita quotidiana, professioni, imprenditoria, una collettività che dopo la tragedia della Shoah ha visto la nascita dello Stato di Israele e il grande sforzo della ricostruzione.

Il Centro di Cultura Ebraica si è proposto di documentare il periodo della ricostruzione delle istituzioni ebraiche romane e il loro sviluppo negli anni e di raccogliere racconti di vita vissuta, aneddoti, costumi del dopoguerra attraverso una serie di interviste video che saranno inserite in questo sito.

Al momento una quarantina le interviste video raccolte e pubblicate e la realizzazione del progetto è curata dal Centro di Cultura Ebraica attraverso i fondi raccolti con l’8 per mille all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei).

(Via Blitz Quotidiano)

Giornata mondiale anti-Acta: le foto di Berlino e il resoconto nel resto d’Europa

Standard

Acta-Demo Berlin dell’11 febbraio scorso, non un giorno a caso per la libertà d’espressione in rete che si vuole sacrificare in nome del verbo anti-contraffazione. Il nodo della protesta è questo e la Germania non è affatto l’unico luogo in cui si protesta, come racconta oggi Marco Vecchio su Punto Informatico.

Memoro, la banca della memoria e i giorni della Liberazione: il racconto di Gino Saragaglia

Standard

La Liberazione nel racconto di Gino Saragaglia

Il racconto è di Gino Saragaglia e l’argomento riguarda i giorni della Liberazione. Il ricordo è questo:

l’atmosfera di attesa creatasi nei giorni precedenti la Liberazione: gli operai sui tetti a presidiare le fabbriche, i partigiani con il fazzoletto rosso in giro per le strade. Spesso il crescente desiderio di vedere e partecipare portava anche ad assistere a episodi di sangue, come l’impiccagione di un fascista.

Questa testimonianza rientra nel progetto Memoro – La banca della memoria.

Giorno della memoria 2012: presentato il sito “I nomi della Shoah italiana” del Centro di documentazione ebraica contemporanea

Standard

Con il Giorno della memoria 2012 e dopo la pubblicazione del volume Il libro della memoria – Gli Ebrei deportati dall’Italia (1943-1945) di cui si parlava qui, adesso arriva il sito I nomi della Shoah italiana – Memoriale delle vittime della persecuzione antiebraica, iniziativa del Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec):

Nel 1979, il Cdec prese in considerazione l’idea di pubblicare in un libro-memoriale l’elenco completo di tutti gli ebrei morti in Italia o deportati dall’Italia nel biennio 1943-1945. La direzione del progetto fu affidata a Liliana Picciotto. Nuovi documenti erano nel frattempo venuti alla luce: la schedatura di 58.000 ebrei o supposti tali messa in atto dal governo fascista nel 1938, i registri-matricola delle carceri italiane con i nomi degli ebrei arrestati, i documenti del Ministero dell’Interno reperiti per le Procure tedesche nell’ambito dei processi a criminali nazisti che avevano operato in Italia.

L’analisi di questo complesso documentario portò alla luce nuovi nomi e nuovi dati. Nel 1986 il Cdec ricevette in dono un raro e prezioso computer che dette una svolta alla ricerca: i dati fino ad allora reperiti furono fatti confluire in un innovativo data base creato con l’aiuto dell’ingegnere informatico Alfonso Sassun. L’esito della ricerca sui nomi è stato pubblicato nel 1991 dalla casa editrice Mursia […], che ha visto successive numerose edizioni. La vasta diffusione del libro permise a parenti e amici delle vittime di entrare in contatto diretto con il Cdec e con l’elenco stesso.

Segnalazioni e integrazioni, inizialmente assai numerose, non sono nel corso degli anni mai cessate, segno dell’interesse costante da parte della società civile e della comunità ebraica verso il proprio passato. Poiché nuovi dati e completamenti ci vengono ancora comunicati, l’elenco non si può considerare definitivo ma un continuo working progress. Il Cdec con i due monumenti: Il libro della memoria e questo sito “I nomi della Shoah Italiana” ha inteso da una parte soddisfare la ricerca storica e dall’altra onorare la memoria delle vittime.

Chi avesse informazioni, notizie o fotografie in tema, può segnalarle qui.