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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Le foto dello Sbarco in Normandia

Segnala il blog Cado in piedi la pubblicazione di una serie di fotografie sullo Sbarco in Normandia del 6 giugno 1944:

Le immagini a colori, scattate dal fotografo Frank Scherschel, mostrano i soldati americani durante i preparativi dell’operazione Overlord, il nome in codice dello sbarco in Normandia. Le foto immortalano anche le celebrazioni per l’invasione del 6 giugno.

Le fotografie sono state pubblicate dal Daily Mail e altre, sul prima e sul dopo il D-Day, sono disponibili su Life.

“Era già successo con il fumo, l’amianto e la diossina”, dice Riccardo Staglianò, autore del libro Toglietevelo dalla testa – Cellulari, tumori e tutto quello che le lobby non dicono. Se ne parla su Cado in piedi e sopra il booktrailer del volume.

Stato contro la Val di Susa

Sul blog Cado in piedi qualche riflessione a proposito dello Stato contro la Val di Susa:

Interrogativi che si amplificano al cospetto della reazione di uno Stato che sinora ha rifiutato il confronto con amministratori locali e cittadini, e che oggi, come già nei giorni scorsi, ha reagito con estrema durezza alle legittime rivendicazioni di chi, quella Valle, la abita da generazioni. Forze dell’ordine che manganellano lo Stato di diritto e la libertà dei cittadini di manifestare ed esprimere il dissenso. Contravvenendo così all’obbligo primario del loro ufficio, quello della tutela dei cittadini. Una tutela che, di fatto, va a beneficio unicamente dei promotori della speculazione.

Continua qui. Inoltre, aggiunge Oliviero Beha, si rifletta sul buco nero sulla Tav: da 22 anni in ballo, ma la politica dov’era?

Anna Vinci, che ha curato il libro La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi uscito poche settimane fa per Chiarelettere (se n’era parlato qui), ha intervistato il magistrato che, insieme a Gherardo Colombo, scoprì il 17 marzo 1981 gli elenchi della P2, Giuliano Turone. Sul blog Cado in piedi è stata pubblicata la trascrizione dell’intervista. Si dice tra l’altro:

Questa continua tendenza [...] a parlare il meno possibile della P2 [...] discende proprio dallo scopo che aveva la P2, che è stato ricostruito dalla Commissione parlamentare di inchiesta: era un organismo di potere parallelo, di potere occulto in quanto aveva lo scopo di poter determinare certe scelte rilevanti per la collettività, passando per percorsi trasversali diversi da quelli istituzionali. Infatti, tutta la documentazione che è stata sequestrata nel 1981 insieme ai famosi elenchi, è estremamente rilevante, è copiosa e descrive determinate situazioni su cui la P2 esercitava questo suo potere occulto. Difatti, c’è tutta la documentazione che riguarda Rizzoli, Il Corriere della sera, c’è un po’ di tutto. Evidentemente avendo questa funzione, questa loggia P2, e avendo al suo interno personaggi di così grande rilievo nel nei vari gangli dello Stato italiano, della società italiana è chiaro che ci sono molti ambienti che preferiscono che si glissi, che si dimentichi e quindi si parli il meno possibile, si rimuova insomma.

Continua qui.

Se lo Stato tratta con la mafiaDella strage dei Georgofili, avvenuta a Firenze tra il 26 e il 27 maggio 1993, ne parla il giornalista Luigi Grimaldi su CadoInPiedi.it:

Quanto Spatuzza vuole “prudentemente” significare a proposito delle stragi messe in atto al di fuori della Sicilia è «che sul piano operativo r». Non si tratta solo di mandanti “a volto coperto”, ma di “altri”, esterni a cosa nostra, coinvolti «pratica attuazione delle stragi». Il che può significare diverse cose. Ad esempio, escludendo quelle già ampiamente dimostrate nelle sentenze, rimane tuttora aperto il capitolo sulla fornitura agli artificieri di cosa nostra, dell’esplosivo militare utilizzato in tutte le stragi del ’93 e di cui pentiti e collaboratori sembrano non sapere assolutamente nulla: quasi certamente non il Semtex H, dagli anni ’80 in possesso di cosa nostra, o il “Torpex” recuperato da ordigni residuati bellici, ma il T4, abbinato a miccia detonante alla pentrite. Una strada che, se perseguita con determinazione, potrebbe portare vicino a verità davvero inconfessabili. Non c’è giustizia senza verità.

L’articolo continua qui. E a proposito del Semtex H, se ne parlava diffusamente nell’ordinanza di custodia cautelare notificata il 27 aprile scorso al boss dei corleonesi Totò Riina, accusato di essere il mandante della strage del Rapido 904 del 23 dicembre 1984.

Traghetto Moby PrinceI vent’anni di vergogna dalla strage della Moby Prince sono raccontati qui da Luigi Grimaldi, sul blog Cado in piedi. Una vergogna che passa da queste affermazioni, su cui un indignato Grimaldi apre il suo post:

Per raccontare la tragedia del Moby Prince del 10 aprile ’91, una strage negata, partiremo dalla fine: dal più recente atto giudiziario inerente la vicende e risalente solo a qualche mese fa. L’ultimo, dopo 20 anni di inutili indagini e processi. Partiremo cioè da una sconcertante osservazione conclusiva, messa nero su bianco, dai magistrati livornesi che hanno chiesto e ottenuto l’archiviazione dell’inchiesta-bis: “La ricostruzione della dinamica dell’evento può apparire – come si è più volte sottolineato – banale nella sua semplicità, e dunque non accettabile emotivamente, prima che razionalmente, sopratutto in considerazione dell’enorme portata delle conseguenze che ne sono derivate in termini di perdita di vite umane”.

140 morti, nessun colpevole, niente misteri e traffici di armi, niente operazioni segrete relative alla appena terminata guerra del Golfo; semplicemente nebbia combinata con errori nella condotta di navigazione del traghetto. La ricostruzione della semplice “banalità” del disastro è stata resa possibile solo grazie all’esistenza di un elemento senza precedenti: un particolare banco di nebbia.

Continua qui. E per approfondire questa e altre vicende, si provi a leggere 1994 – L’anno che ha cambiato l’Italia, uscito l’anno scorso per i tipi di Chiarelettere e scritto da Grimaldi insieme a Luciano Scalettari.

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