Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson

Archiviato per ‘dalla rete’ Categoria

Qualche segnalazione

Segnalazioni dalla rete:

Minority ReportRapporto di minoranza è un racconto di fantascienza di Philip Dick da cui è stato tratto anche un film. Chi invece perora nella realtà il precrime sembra uscito da una qualche forma di eccesso giustizialista non spiegata peraltro da altro se non vaghi riferimenti a tecnologie avanguardistiche e a equipe di criminologi. Ma un articolo comparso oggi nella sezione scientifica del Guardian, The brain scan that can read people’s intentions, sembra rievocare scenari da narrativa postmoderna. Dichiara infatti al giornale britannico John-Dylan Haynes del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences:

Using the scanner, we could look around the brain for this information and read out something that from the outside there’s no way you could possibly tell is in there. It’s like shining a torch around, looking for writing on a wall.

E aggiunge:

These techniques are emerging and we need an ethical debate about the implications, so that one day we’re not surprised and overwhelmed and caught on the wrong foot by what they can do. These things are going to come to us in the next few years and we should really be prepared.

Qui qualche riferimento alle ricerche in corso.

EkusuteEkusute non è ancora uscito ed è già diventato una voce di Wikipedia. Ma Internet sta facendo anche altro per questo film. Nelle sale giapponesi dal prossimo 17 febbraio, della pellicola horror diretta da Sion Sono (Strange Circus, Suicide Club) si può vedere in rete anche il trailer (non prima però di aver confermato l’intenzione di visualizzare un filmato “inappropriate for some users, as flagged by YouTube’s user community”).

La protagonista, Chiaki Kuriyama, è l’attrice che ha interpretato la feroce liceale orientale in Kill Bill I.

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  • Scritto per dalla rete
  • Letture e visioni

    Segnalazioni in giro per la rete:

    Wiki per la scrittura creativa

    A million penguins, esperimento di scrittura creativa e partecipativa in lingua inglese lanciato dalla casa editrice Penguin e dalla De Montfort University di Leicester per il suo corso in Creative Writing and New Media. La piattaforma è MediaWiki e al momento sono stati impostati i primi sei capitoli. Le discussioni su tematiche, scrittura, tecnica, approfondimenti sul progetto possono essere seguiti sul relativo blog (via BooksBlog.it).

    Manuale per giornalisti freelance

    Giornalisti freelanceDa un link segnalato da Carlo, arrivo al post How to be a freelance journalist scritto da Matthew Stibbe sul blog Bad Language. Autorevolezza di un articolo è l’obiettivo indicato nell’applicazione di queste regole per non arrivare a confondere comunicati stampa con pezzi giornalistici. Tutto ruota intorno alle “live sources”, coloro che forniscono informazioni o le confermano, e ai “key research documents”, fonti primarie che possano avvalorare un fatto, un evento o anche una semplice opinione.

    Il pezzo di Stibbe è fortemente orientato al rapporto tra un giornalista esterno e il redattore che deve lavorare sull’articolo prima che vada in pagina dovendo in alcuni casi intervenire su di esso. Ma i suggerimenti dell’autore si possono tranquillamente traslare sull’informazione in rete e sulle notizie che ogni giorno i blog pubblicano. Tanto che, se nella bibliografia viene indicato il libro The Pyramid Principle di Barbara Minto che spiega le metodologie base per approcciare un articolo giornalistico, viene compresa anche Writing for the Web, “research on how users read on the Web and how authors should write their Web pages”.

    Wiki: l’arte e la scienza della cooperazione è il titolo di una lezione incentrata sugli ambienti collaborativi per la stesura di documentazione, intendendo con documentazione un vasto ambito di settori (tecnica, aziendale, creativa, enciclopedica, eccetera). Al di là degli strumenti – in questo caso i motori wiki, che sono ormai molti e tarati a seconda di specifici obiettivi di progetto – concordo sul fatto che le potenzialità insite in questi sistemi risiedano in alcuni principi attorno a cui ruota, secondo gli autori di Wikinomics, il cambio di approccio ai contenuti e alla conoscenza: apertura, orizzontalità, condivisione e azione globale. Feedback e opinioni in proposito sono gradite.

    Varie dalla rete

    Qualche nuova segnalazione su argomenti eterogenei in ordine di lettura:

    Amapedia Un ambiente wiki-based per convidere le proprie opinioni sui prodotti venduti da Amazon: si tratta di Amapedia, iniziativa ancora in beta del colosso delle vendite elettroniche. Giochi di strategia e relativi concetti al momento gli argomenti più battuti. Obiettivi della piattaforma?

    Amapedia introduces a new way of organizing product information that we call “collaborative structured tagging”. Articles about products are tagged with a term that describes what the product is (”is-a tags”) as well as their most important features (”facts”). We believe that this way of organizing information will make it easy for you to write about the products that you like most. This structured information will also allow other community members to easily discover, filter, and compare related products and product features.

    AmapediaConcettualmente collegato a quanto sopra il libro che viene recensito su Wordchanging, Capitalism 3.0 – A Guide to Reclaiming the Commons di Peter Barnes. Oltre ad essere rilasciato sotto Creative Commons ed essere quindi scaricabile in formato pdf (per acquistarlo, invece, si può fare un salto su Amazon), rappresenta un testo strano, di certo diverso da quello che si aspetterebbe dal titolo. E si presenta come tale a iniziare dal fatto che indica una via in base alla quale elementi finora concorrenti e spesso fattualmente incompatibili – come stato, commons ed economia privata – possano convivere e sostenersi a vicenda in un ambiente equilibrato.

    Per diversi aspetti non si discosta molto da alcuni concetti espressi nel libro Wikinomics di cui si parlava poco tempo fa. In particolare quando approfondisce il rapporto tra profit e non profit e la loro progressiva integrazione.

    Wired, il wiki e le grandi domande

    The Answer to Life, the Universe, and EverythingBig Questions Wiki di Wired: si parte da 42, chiaramente un numero non a caso. Un esempio?

    Where are my keys?

    Most brains can handle only five to nine short-term memories at once. Newer information – phone call! ice cream! – can bump a previous memory out of storage before it’s committed to long-term recall. Even worse, new memories tend to merge with permanent ones, muddying the recollection of ritual activities. Michael “Professor” Solomon, author of How to Find Lost Objects, says it’s easy to accidentally substitute one routine motion for another. So look for your keys where you normally put your wallet. If that fails, check the car, the sofa cushions, the door lock, and (duh) your pocket. You’re probably staring right at them.

    Also, they will always end up being in the last place you look for them.

    La creatura e le mani

    Un paio di segnalazioni di video che circolano su YouTube:

    Politica in rete

    Nasce The Politico per perlustrare gli ambiti della politica a stelle e strisce. In particolare:

    We will bring an unblinking focus to three arenas of coverage: the politics of Capitol Hill and of the presidential campaign, and the business of Washington lobbying and advocacy [...]. The Politico will assemble the most interesting and revelatory journalists—a mix of established names and promising young reporters—and set them to work on bringing to life the most important stories.

    Venticinque i giornalisti e i contributori coinvolti a diversi titolo. Da questa parte dell’oceano, invece, c’è chi lancia un consiglio dei ministri trasparente che da Palazzo Chigi si trasferisce anche su YouTube.

    La vera storia dei supereroi

    The Real Story of the SuperheroesDa BYM. The Real Story of the Superheroes è un’esposizione frutto della ricerca di Dulce Pinzón, fotografa trentatreenne nata in Messico che attualmente vive negli Stati Uniti. Ricerca che si è posta come obiettivo quello di andare a scovare gli eroi di tutti i giorni, lontani dalle spettacolarizzazioni del cinema o delle dirette giornalistiche nei momenti di emergenza. In particolare, Dulce Pinzón si sofferma sui suoi connazionali, numerosi in USA, che inviano parte del proprio reddito nel paese di origine e che generano di conseguenza un sottile ma concreto legame tra l’economia dei due paesi. Tornando agli eroi, protagonisti di questo progetto fotografico, si legge che:

    The principal objective of this series is to pay homage to these brave and determined men and women that somehow manage, without the help of any supernatural power, to withstand extreme conditions of labor in order to help their families and communities survive and prosper.

    Nella foto a fianco, nei panni di Wonder Woman, è ritratta María Luisa Romero, di Puebla, che lavora in una lavanderia di Brooklyn.

    Da una dichiarazione di Richard A. Viguerie, presidente di GrassrootsFreedom.com, a proposito della linea del Congresso USA in base alla quale regolamentare le comunicazioni dal basso:

    Section 220 of S. 1, the lobbying reform bill currently before the Senate, would require grassroots causes, even bloggers, who communicate to 500 or more members of the public on policy matters, to register and report quarterly to Congress the same as the big K Street lobbyists. Section 220 would amend existing lobbying reporting law by creating the most expansive intrusion on First Amendment rights ever. For the first time in history, critics of Congress will need to register and report with Congress itself.

    The bill would require reporting of “paid efforts to stimulate grassroots lobbying,” but defines “paid” merely as communications to 500 or more members of the public, with no other qualifiers.

    On January 9, the Senate passed Amendment 7 to S. 1, to create criminal penalties, including up to one year in jail, if someone “knowingly and willingly fails to file or report.”

    Il CEO di Wikimedia a TF1

    Sempre in tema con alcuni post precedenti, Bravitude and Chair of the Wikimedia Foundation on the main French TV network, intervista del nuovo CEO, Florence Nibart-Devouard. Qui il video di TF1.

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