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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Come già si dice nel titolo, ecco qualcosa da inserire nella serie delle letture estive, the CIA declassifies Area 51. Ottenuti attraverso una richiesta ai sensi del Freedom of information act.

Christmas Eve

E grazie al Freedom of information act (Foia) ecco che viene fuori come il movimento Occupy Wall Street è stato tenuto sotto sorveglianza dal Fbi. Ne parla Boing Boing aggiornando la rassegna stampa che approfondisce la notizia.

Open data e data journalism, parte il modello BasilicataLsdi – Libertà di stampa. Diritto all’informazione racconta che a proposito di open data e data journalism, parte il modello Basilicata:

Una proposta di legge apre il progetto “Basilicata Open Data”. Per la prima volta un unico strumento normativo punta a recepire in modo chiaro e diretto i principi dei “dati liberi” e quelli del Freedom of Information Act (Foia), proponendo modalità consultive in crowdsourcing per la definizione partecipata di alcuni criteri quali le categorie prioritarie di dati da liberare, i relativi formati, le licenze, eccetera. Una grande occasione per il giornalismo.

Continua qui mentre qui si può leggere la proposta di legge intitolata “Disposizioni in materia di accesso, pubblicazione e riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici dell’Amministrazione regionale in formato aperto tramite la rete internet”.

Dossier WikileaksL’etica hacker parte da un assunto, l’informazione deve essere libera. E l’esempio pratico è Wikileaks, progetto divenuto celebre a livello mondiale prima con Collateral Murder e la verità sugli eccidi di Iraq (dimostrando che alla contabilità ufficiale mancavano almeno 15 mila vittime civili) e poi con la diffusione dei cablogrammi diplomatici statunitensi, considerata la più grande fuga di notizie della storia del giornalismo dopo i Pentagon Papers sul Vietnam, pubblicati nel 1971 dal New York Times.

Wikileaks ne è un esempio al punto da pagare le conseguenze che ciò ha determinato. Non solo per le accuse per violenza sessuale formulate in Svezia contro Julian Assange (in realtà determinate dall’uso o meno di un preservativo, i rapporti erano consenzienti per ammissione delle stesse presunte vittime). Ma anche per la dimostrazione che la net neutrality – in base alla quale l’infrastruttura telematica che avvolge il pianeta deve coniugare il verbo dell’agnosticismo rispetto ai contenuti che vi transitano – può andare in frantumi in qualsiasi momento. È accaduto quando Amazon ha rescisso il contratto per gli spazi server venduti (e pagati) dall’organizzazione o con le società di carte di credito e con Paypal che hanno tagliato i canali di finanziamento.

È un punto su cui torna a più riprese Stefania Maurizi, la giornalista dell’Espresso, terminale italiano della rete di giornali di tutto il pianeta che ha collaborato con Wikileaks e con il suo leader, Assange. Presentando a Bologna il suo Dossier Wikileaks – Segreti italiani (Bur) ospite della libreria Modo Infoshop, la cronista, che ha iniziato a essere dentro il progetto dal 2009 e che ha seguito il rilascio degli Afghan War Logs, dei documenti su Guantanamo, dei cablogrammi diplomatici e degli spy files, rimarca che “non c’è alcun elemento legale per il taglio delle donazioni”.
(more…)

The Spooks' Style Guide: FOIA'd

Di Freedom of information act, la legge Usa con cui si stabiliscono le modalità per avere accesso agli atti della pubblica amministrazione, si era già parlato in passato (qui qualche informazione ulteriore). E proprio attraverso questo strumento, sono stati resi disponibili gli standard a cui devono attenersi gli autori dei report targati National Security Agency. Si veda in proposito il NSA SIGINT Style Manual 2010 e quanto pubblica BoingBoing, che lo segnala nel post The Spooks’ Style Guide: FOIA’d. Aggiungendo, a proposito del “manuale di stile” della Nsa, queste versioni:

FOIA ProjectA proposito di trasparenza sugli atti pubblici dall’altra parte dell’oceano Atlantico, Lsdi racconta di un nuovo sito web Usa [che] rilancia il movimento:

Si tratta del sito FOIA Project, che punta in particolare ad “accrescere la trasparenza del processo con cui il governo Usa nega determinate informazioni”. Il progetto – riporta Businessjournalism.org – è stato sviluppato dal Transactional Records Access Clearinghouse (TRAC) con il sostegno della Syracuse University e un finanziamento del CS Fund/Warsh-Mott Legacy.

Il sito spiega che “scopo finale del progetto è denunciare tutti coloro che violano la legge creando un nuovo tipo di sanzioni: una ampia e continua denuncia pubblica per eliminare la cortina di segretezza di fatto dietro cui si nascondono coloro che negano illegalmente la diffusione di informazioni”.

Inizialmente, il sito renderà pubblici i vari casi di ricorso contro il governo nelle varie corti distrettuali cercando di provvedere nei modi possibili alla raccolta e diffusione dei documenti al centro delle controversie. Dal sito è possibile accedere al database che contiene i vari casi, Stato per Stato, ma è stata realizzata anche una mappa.

Per ulteriori informazioni sul freedom of information act, si veda il materiale informativo pubblicato sul sito del dipartimento di Stato americano.

Collateral Murder: si intitola così il sito creato da Wikileaks (progetto di cui già si è parlato e che, per la delicatezza dei documenti che pubblica, si è tentato di chiudere in varie riprese) per rendere pubblico il documento video diffuso ieri a proposito della guerra in Iraq:

Il video classificato dell’esercito Usa mostra l’omicidio indiscriminato di una dozzina di persone – tra cui due dello staff dell’agenzia Reuters – in un sobborgo di Bagdad. La Reuters ha provato ai tempi dell’attacco a ottenere il filmato tramite il Freedom of Information Act, ma non ha avuto successo. A sparare è un elicottero Apache dell’esercito Usa e le immagini fanno vedere chiaramente l’immotivato assassinio di un operatore della Reuters ferito e dei suoi soccorritori. Anche due bambini sono rimasti gravemente feriti.

Se ne parla anche su Lsdi, Crimeblog, su Internazionale e sull’Antefatto.

Del video ne esistono due versioni: una breve (17 minuti e 47 secondi) e una più lunga (39 minuti e 14 secondi). Su Collateral Murder è stato reso pubblico anche altro materiale a complemento, come le trascrizioni delle comunicazioni, le foto dell’attacco e la timeline degli eventi. C’è anche una sezione download.

The Art of AccessA proposito di Freedom of information act (Foia), Lsdi segnalava qualche giorno fa il libro The art of access: strategies for acquiring public records scritto da due docenti di giornalismo, David Cuillier (università dell’Arizona) e Charles N. Davis (università del Missouri). Racconta il post di Ldsi:

“Riuscire a ottenere i dati e gli atti che si cercano è un’arte – spiega una nota dell’editore -, una capacità che richiede un approccio organizzato ed una buona conoscenza del comportamento umano”. The Art of Access è un manuale per passare dalla legge all’azione. Basandosi sulla loro esperienza e sulle interviste a più di 100 persone che hanno utilizzato il Foia, gli autori (giornalisti ed esperti del settore) spiegano come impostare il processo di raccolta delle informazioni e superare gli ostacoli. Il libro in particolare (secondo l’editore) dovrebbe insegnare a:

  • superare gli ostacoli e i rifiuti illegali
  • capire meglio i punti di vista dei funzionari governativi per poter interloquire con loro
  • trovare maggiori e migliori materiali online e portarli alla luce per bene
  • scrivere articoli ben documentati, che siano in sintonia con le esigenze dei lettori

Qui un’intervista agli autori mentre nel frattempo è stato creato anche un sito ad hoc sul libro con tanto di faq sull’accesso agli atti e relativo materiale didattico.

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