Negli USA le intercettazioni illegali del governo: verso un “Protect America Act” permanente

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Secrety of communicationMatt Blaze è un esperto di sicurezza e crittografia e sul suo blog, Ehxaustive Search, ha pubblicato un post sulle intercettazioni illegali. Che dalle sue parti, gli Stati Uniti, sono altra cosa rispetto agli infondati strilli autoctoni. Nocciolo del discorso di Braze, infatti, è il Protect America Act del 2007, emendamento del governo Bush a una legge precedente che prende la privacy dei cittadini, la appallottola e la butta via. Almeno in potenza, avendo rimosso il requisito di necessità che le autorità devono presentare nel momento in cui intercettano le conversazioni e comunicazioni. Malgrado questo provvedimento abbia scatenato le ire di avvocati, costituzionalisti e attivisti per i diritti civili, Blaze racconta quanto segue:

Questa settimana il Senato torna a discutere se rendere questa legge permanente e riporta di stretta attualità l’argomento. I rischi tecnici creati da intercettazioni non controllate di questa portata sono molto seri (ed è una ragione abbastanza pressante da invitare il Congresso a lasciare scadere lo sconsiderato provvedimento). Ma nel dibattito politico la sicurezza può essere subordinata a più interessi radicati. In particolare, AT&T e altri carrier delle telecomunicazioni hanno condotto intense attività di lobbying in merito a un emendamento che conferisce loro l’immunità retroattiva in caso di dirottamento delle comunicazioni degli americani al governo. Anche se ciò è avvenuto in modo illegale, anche se accaduto prima che la legge fosse approvata.

Per avere una panoramica più dettagliata dell’argomento (soprattutto dal punto di vista tecnologico) da qui (pdf, 725KB) si può scaricare un articolo pubblicato nel gennaio 2008 che analizzata il Protect America Act. L’articolo era uscito per IEEE Security and Privacy e tra gli autori c’era lo stesso Blaze.

(Via BoingBoing)

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