Pentiti di niente: chi va a processo e chi no

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Carlo SaronioQuando la fase istruttoria dell’indagine viene chiusa e mentre si va verso le richieste di rinvio a giudizio, ci sono i primi personaggi che escono di scena perché non coinvolti nel sequestro e nell’omicidio di Carlo Saronio. Accade per esempio a Giuseppe Astore, l’uomo che presta al dirimpettaio Brunello Puccia il denaro per concludere un “affare” e che si vede tornare indietro la cifra nei tempi prestabiliti, non sospettando minimamente che quei movimenti economici avessero contribuito a ripulire il denaro del riscatto. E comunque nel suo caso si tratta di una cifra assolutamente marginale dato che una fetta consistente del maltolto, 180 milioni di lire, viene invece destinata a Domenico Papagni e Pietro Cosmai, ben più professionali in operazioni del genere.

Viene prosciolta con formula piena anche Brunilde Pertramer, all’inizio incriminata per associazione a delinquere perché si era creduto che l’elenco più volte citato fosse una lista di persone da rapire (tra cui Saronio) e invece i nomi riguardavano persone disposte a ospitare compagni senza chiedere, né pretendere, nulla. Viene presentata richiesta di proscioglimento (poi respinta e così vengono rinviati a giudizio) anche per Luigi Carnevali e Ugo Felice, imputati per sequestro e omicidio: le banconote in loro possesso derivavano sì dal sequestro del giovane ingegnere, ma forse non avrebbero saputo nulla dell’origine del denaro.

Che la prossima volta stiano più attenti e sospettino di chi mette loro in mano pezzi di grosso taglio, soprattutto se di solito è gente con scarse e dubbie fonti di sostentamento. Ufficialmente fuori dall’indagine è anche Vincenzino Ersilio, il convivente di Maria Cristina Cazzaniga, che ha sempre negato di conoscere tutti i movimenti della donna e di non aver avuto ragioni per credere che facesse parte di formazioni sovversive.
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Assalto a un campo rom francese: “Sono arrivati armati e a bordo di un’auto con lampeggiante”

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AP/Christophe Ena

Quella che segue è la traduzione di un articolo pubblicato oggi sul quotidiano francese Le Monde. Si intitola Un camp de Roms attaqué par des inconnus dans les Yvelines. Oltralpe i nomadi non se la passano bene, peggio che altrove, e la zona è in cui si è consumato l’episodio è questa.

Il commissariato di Poissy (Yvelines) ha aperto un’inchiesta dopo l’irruzione di alcuni uomini a volto coperto e armati nella notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 ottobre, nel campo rom che sorge nella piana di Triel-sur-Seine. Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, gli uomini sono giunti intorno alle 2 del mattino a bordo di un’auto dotata di lampeggiante e sono penetrati nelle roulotte con fucili e manganelli scardinando alcune porte.
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DeriveApprodi: 100 libri a 100 euro per evitare il macero

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DeriveApprodiScrive in un editoriale la redazione della casa editrice DeriveApprodi:

Per ragioni commerciali, abbiamo dovuto togliere dal nostro catalogo quasi 100 titoli, sottraendoli al circuito di vendita e distribuzione delle librerie. Una scelta che ci impone di mandare al macero decine di migliaia di copie per evitare spese di giacenza. Buttare o distruggere libri, anche nelle forme moderne del «macero», non può non ricordare roghi o messe all’indice ben più scellerati. Vorremmo provare almeno in parte a evitarlo, proponendo ai singoli lettori della casa editrice, alle associazioni, alle piccole biblioteche, ai dipartimenti universitari e ai punti vendita alternativi alla distribuzione un’offerta semplice: 100 libri a 100 euro, spese di spedizioni incluse.

Dal 1 al 30 novembre chiunque potrà acquistare 100 libri a 1 euro a copia, scegliendoli dall’elenco dei titoli che trovate in allegato. Dopo questa data, quei libri non saranno più disponibili al pubblico. Per sottoscrivere quest’offerta, è sufficiente:

  • scaricare l’elenco allegato
  • compilarlo indicando le quantità per ogni singolo titolo (attenzione: ciascun ordine non può essere inferiore ai 100 titoli)
  • rispedirlo via mail all’indirizzo: acquisti[at]deriveapprodi.org, precisando i dati per la spedizione
  • dalla redazione vi indicheremo le modalità di pagamento più semplici (bollettino di conto corrente postale o bonifico bancario)

L’elenco dei titoli è scaricabile da qui (file xls, 33KB).

(Via BooksBlog)

“Giornalismo: il lato emerso della professione”: il 4 novembre a Roma sarà presentato il dossier Lsdi

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Giornalismo, il lato emerso della professioneLsdi – Libertà di stampa. Diritto all’informazione, soprattutto per merito di Pino Rea, è diventato un importante osservatorio sulla professione giornalista, dentro e fuori i confini nazionali. Così ricevo e pubblico volentieri l’annuncio di un lavoro che giunge al termine e che verrà presentato tra qualche giorno a Roma.

“Giornalismo: il lato emerso della professione. Una ricerca sulla condizione dei giornalisti italiani ‘visibili'”. È il tema di una analisi condotta da Lsdi sulla base dei dati forniti dall’Inpgi (l’istituto di previdenza dei giornalisti), dall’Ordine e dalla Fnsi, il sindacato unitario della stampa italiana. La ricerca tenta di ricostruire il profilo della professione in Italia attraverso l’analisi di tutti i dati di carattere occupazionale, contrattuale e previdenziale dei giornalisti ‘visibili’ ufficialmente, meno della metà degli iscritti all’Ordine (49.239 su 108.437, al 31 dicembre 2009).

Ne emerge l’immagine di una professione frammentata, con status professionali ed economici molto vari e con differenze, a volte, molto profonde fra i vari segmenti che la compongono. E, oltre a segnalare l’esistenza di un numero rilevante di giornalisti del tutto “invisibili” sul piano contrattuale, conferma una vistosa spaccatura fra lavoro dipendente (che vive prevalentemente dentro le redazioni) e lavoro autonomo, che nell’industria editoriale cresce e diventa sempre più vitale per la macchina dell’informazione, ma che non riesce ad acquisire una vera, concreta, dignità professionale.

Ne discuteranno – nel corso di un incontro pubblico che si terrà la mattina del 4 novembre a Roma nella sala “Walter Tobagi” della Federazione nazionale della stampa (Corso Vittorio Emanuele II, 349, ore 11) -, il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Franco Siddi e Roberto Natale, oltre a Pino Rea e a Vittorio Pasteris (che hanno curato la ricerca).
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The Feminist Press: la letteratura che racconta al Nord America una storia diversa

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The Feminist Press

Attraverso un retwit, arrivo al sito di The Feminist Press (ovviamente presente anche su Twitter):

È una casa editrice letteraria, indipendente e non profit che promuove la libertà d’espressione e la giustizia sociale. Pubblichiamo brillanti scritti di donne e uomini che condividono uno spirito attivista e che credono nella libertà di scelta e nell’uguaglianza. Fondata nel 1970, la casa editrice ha iniziando salvando opere “perdute” di autrici come Zora Neale Hurston e Charlotte Perkins Gilman. In seguito il nostro piano editoriale ha previsto libri di autori americani provenienti da diversi ambiti etnici e sociali. Da allora abbiamo scovato opere provenienti da tutto il mondo destinandole ai lettori del Nord America. I libri li cerchiamo innovativi, se non sorprendenti, in grado di raccontare una storia diversa.

I cataloghi più recenti si possono scaricare da qui (in formato pdf) oppure scorrere qui.

“Stacca la spina”: l’informazione sull’energia prodotta da combustibili fossili e nucleare

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Stacca la spina

Stacca la spina si presenta in questi termini:

In un mondo ideale sarebbe giunto finalmente il momento di staccare la spina ai progetti energetici che fanno male all’ambiente e alle popolazioni locali. Quelli che continuano a sfruttare i combustibili fossili infischiandosene delle conseguenze nefaste che provocano da decenni. Quelli che ci vogliono far credere che il carbone può essere “pulito”, creando un ossimoro all’ennesima potenza. Oppure quelli che hanno intenzione di massacrare ettari ed ettari di territorio per cavarne fuori la sabbie bituminose, una versione molto più inquinante del petrolio e che ha già rovinato uno spicchio significativo di Canada. E ancora quelli che ci vorrebbero far credere “sostenibili” e a difesa del clima, se non addirittura assimilabili alle fonti rinnovabili: la grandi dighe e il nucleare.

Il sito “stacca la spina” è nato tre anni fa proprio per monitorare e denunciare i pericoli collegati a questa ultima tipologia di progetto energetico, che sta per rivedere la luce tra mille dubbi e incertezze. In tanti dei progetti di cui si occupa il sito c’è un serio coinvolgimento di due tra le principali multinazionali italiane: l’Enel e l’Eni, entrambe per circa il 30 per cento ancora di proprietà dello Stato italiano. Compagnie che operano, e tanto, all’estero e che spesso sono state oggetto di controversie e contenziosi ancora aperti. “Stacca la spina” seguirà queste e molte altre storie, nella speranza che siano sempre di più le persone pronte a chiedere un modello energetico realmente sostenibile, al di là della vuota retorica sulla lotta ai cambiamenti climatici che ci propinano i governi del Nord del mondo e i principali attori privati. Ne va della sopravvivenza del nostro Pianeta.

E qualcosa si può leggere qui. Al momento, inoltre, il progetto si è occupato di dighe, nucleare, sabbie bituminose, petrolio e gas e carbone.

“Tecniche di resurrezione”: quando per il romanzo di genere passa la storia della scienza

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Tecniche di resurrezione di Gianfranco ManfrediIl libro Ho freddo di Gianfranco Manfredi (Gargoyle Books, 2008) è un capolavoro che va ben oltre la letteratura di genere perché, leggendolo, risulta un affresco gotico di storia della scienza, della medicina e del pensiero umano. Se ne parlava tempo fa qui. Da pochi giorni, per la stessa casa editrice è appena uscito il seguito, Tecniche di resurrezione, che viene presentato con queste parole:

1803. I gemelli Aline e Valcour de Valmont, ricercatrice scientifica lei e medico chirurgo lui, sono tornati in Europa dopo una tragica esperienza americana che ha lasciato in entrambi ricordi angosciosi. A Londra, Valcour assiste a una dimostrazione galvanica dello studioso Giovanni Aldini, condotta sul cadavere di un impiccato. Nel corso dell’esperimento, Valcour rianima un uomo colpito da infarto. Il brillante successo riportato lo precipita però in un agghiacciante intrigo. Proprio mentre gli esperimenti di rianimazione stanno aprendo nuove prospettive alla medicina, un chirurgo folle che si fa chiamare Doctor Ending si rende responsabile di efferati omicidi, trafugamenti di cadaveri e clamorose provocazioni. Nel frattempo Aline si trova a Parigi, nella speranza di recuperare alcuni beni di famiglia sequestrati dopo la Rivoluzione, ed entra in contatto con la corte di Napoleone. In Francia, una generazione di novelli ‘medici dell’anima’ si avvale delle prime esperienze ipnotiche per esplorare i segreti della psiche umana. Un caso in particolare, per quanto tenuto segreto, suscita inquietanti interrogativi. Salvy San Subra, una ex guida di Napoleone durante la campagna d’Egitto, e’ vittima di un processo di degenerazione cellulare che lo sta progressivamente mummificando. La sua anima e’ forse posseduta dallo spirito inquieto di un antico egizio? Quando Valcour raggiunge sua sorella a Parigi, scopre che tra il caso di Doctor Ending e quello di San Subra, intercorrono sotterranei quanto inspiegabili legami. La vicenda assume presto i contorni di un incubo che rischia di inghiottire i due fratelli…

Ecco qualche informazione biografica dello scienziato bolognese Giovanni Aldini, ispiratore di Mary Shelley. E qui sotto il trailer del romanzo:

Pentiti di niente: il compagno Saronio, la vittima sacrificale e sacrificabile

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Carlo SaronioNel 1968 Carlo Saronio è ancora uno studente universitario, frequenta la facoltà di ingegneria e non rimane insensibile a ciò che avviene in Francia durante le rivolte studentesche. In quel periodo però si tiene lontano dal fervore che attraversa anche l’Italia e con un gruppo di amici preferisce dedicarsi ad attività filantropiche per le vie di Quarto Oggiaro. Punto di riferimento è la parrocchia e a coordinare i ragazzi c’è un sacerdote, don Giovanni Beltramini, che conosce personalmente Saronio e al quale è legato da un rapporto di amicizia.

Anche se l’esperienza del gruppo di volontariato non dura molto e non va oltre il 1969, Saronio continua a frequentare il parroco e il quartiere e in quel periodo visita per la prima volta l’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, entusiasmandosi per gli studi che qui vengono condotti. Così, pur non essendo ancora prossimo alla laurea, presenta una domanda e viene ammesso a un programma di ricerca sugli enzimi. Qui tornerà anche dopo aver terminato gli studi dedicando – ha detto chi lo ricorda – almeno quattordici ore al giorno al suo lavoro. Impegno e risultati finiranno per attirare su di lui l’attenzione dei superiori, tanto che a un certo punto gli verrà assegnata una borsa di studio: un anno di specializzazione a partire dall’autunno 1973 all’università di Philadelphia.

Ma in quegli anni c’è l’incontro, oltre che con la scienza, anche con la politica, con Potere Operaio e con Carlo Fioroni che frequentava Quarto Oggiaro per promuovere e coordinare la militanza nel quartiere. Chi ha conosciuto Carlo Saronio lo ha sempre descritto come un ragazzo timido e gentile. Dagli amici veniva chiamato il “salice piangente”, per via della curva delle spalle e della schiena e per un’ombra di tristezza che gli attraversava il volto anche quando sorrideva.
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Biblioteca digitale dell’Istituto Parri: la documentazione consultabile online

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Da un lancio Ansa, Storia: al via biblioteca digitale dell’Istituto Parri:

Bologna – Monografie, fondi fotografici, manifesti, opuscoli, audiovisivi di storia del ‘900, […] on line nella biblioteca digitale dell’Istituto Parri. Tra le rarità anche il primo libro di Licio Gelli (“Fuoco! Cronache legionarie della insurrezione antibolscevica di Spagna”, del 1940). Si tratta del primo tassello di una biblioteca digitale che permetterà a tutti di consultare gratuitamente materiale raro e specialistico e che – ha spiegato il direttore Luca Alessandrini – coniuga massima accessibilità e rigore scientifico.

Il sito dell’Istituto Parri è questo.

“Rendez-vous avec X” di France Inter, una puntata dedicata ai fatti del Brabante

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Rendez vous avec X - Les tueurs fous du BrabantRendez-vous avec X è una trasmissione radiofonica con frequenza settimanale che va in onda su France Inter da tredici anni. La sua struttura è particolare: il conduttore, Patrick Pesnot, dialoga con un personaggio senza nome, un non meglio specificato monsieur X, che, si dice, dopo una vita negli apparati informativi, se n’è andato in pensione raccontando alcune storie che hanno per lo più a che fare con crimini irrisolti. Una puntata venne dedicata ai fatti del Brabante (si veda anche qui). La trasmissione, in lingua francese, è suddivisa in due registrazioni (solo in audio) interessanti: